Il futuro è delle donne 6

Dove eravamo rimasti?

Credi anche tu che la felicità deve essere collettiva prima che individuale? si (50%)

Il perdono libera l’anima, rimuove la paura. È per questo che il perdono è un’arma potente. (Nelson Mandela)

L’amica aggiunge «Questa fondamentale verità è stata già scritta dopo la rivoluzione francese nel primo articolo della Costituzione della Repubblica,» e sostenendo il tono della voce recita «scopo della società è la felicità comune.»

Anch’io avevo letto quell’importante documento ma, volendo precisare che la felicità non è un diritto acquisito ma si deve conquistare, racconto il dialogo fra il politico statunitense Benjamin Franklin ed un deputato che insisteva nel chiedere come mai la felicità fosse stata nominata nella Dichiarazione di indipendenza americana e non nella Costituzione e anch’io rinforzo la voce mimando la risposta con l’accento americano «La Costituzione Americana dà al popolo solo il diritto di cercare la felicità. Dopo di che dovete costruirvela da voi stessi.»

Mi sostiene Dagmar dicendo «Proprio così, la felicità va conquistata, nel senso che ognuno deve avere la possibilità di raggiungerla ma attraverso i propri meriti e le proprie capacità.»

Con aria dubbiosa interviene Alain «Ditemi allora che bisogna fare per essere felici.»

Non ha ancora terminato la domanda che Dagmar le accarezza affettuosamente la guancia sussurrandogli «Molti cercano la felicità bramando ricchezza e potere finendo nel vivere in un inferno creato da loro stessi, mentre non desiderando oltre a quello che si ha e amando i propri limiti si facilita la sanità del corpo e l’assenza di turbamenti nell’anima che sono gli ingredienti per una vita felice.»

«Pensate che la ricerca spasmodica della felicità conduca al risultato opposto?» le chiedo riflettendo che per tutta la vita non ho mai affrontato con gli amici un così coinvolgente argomento.

«La felicità è da sempre il fine ultimo a cui tendere ma bisogna eliminare l’ansia della ricerca e godere di ciò che si ha anche se sembra poco.»

Elisabeth aggiunge «Non si deve neppure aspettare che la felicità bussi alla porta. Anche il Dalai Lama dice che la felicità non è un dono ma un arte che richiede volontà e pratica.»

«Per essere gioiosi, come il sempre sorridente Buddha, non bisogna confondere la ricerca della felicità con la ricerca del piacere del solo appagamento fisico.» rinforza l’amica.

«Bisogna distinguere la felicità momentanea di appagamento dei desideri che si dissolve presto da quella duratura che sta proprio nella ricerca della felicità degli altri, una felicità che sa sopportare anche i dolori spirituali.»

«Quali dolori spirituali?»

«A noi non preoccupa la morte del corpo ma la morte dell’anima. Voler diventare ricco o desiderare l’immortalità tolgono la gioia di vivere, invece, accontentarsi e non temere la morte rendono gioiosa la mortalità della vita.»

«Vuoi dire che si soffre al pensiero della morte e non quando avviene?» chiedo stuzzicandole.

«Certamente, è anche la preoccupazione della morte che intralcia la felicità nella vita. L’uomo sapendo di morire cerca qualcosa a cui aggrapparsi favorendo l’angoscia. Con la ragione si può eliminare l’angoscia della morte e vivere piacevolmente affrontandola senza alcun rimpianto e senza alcun Dio.»

«Come ci si libera dal dolore della morte di un genitore?» chiede Alain interessato a trovare sollievo al tormento della madre morta e ritrovare finalmente la pace.

«Vivere nella speranza che potrai abbracciarla in qualche altra nascita. Lo scopo del buddhismo è proprio la liberazione dalla sofferenza. Buddha diceva che mostrare il dolore e come farlo cessare.»

«E come si estirpa il rancore verso un padre che abbandona i figli?»

«Perdonando, nel buddhismo non c’è assolutamente nulla che non sia perdonabile. Il perdono è curativo.»

Credi anche tu che il perdono sia curativo?

  • quasi mai (0%)
    0
  • non sempre (0%)
    0
  • si (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

3 Commenti

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi