Il giorno senza fine

Dove eravamo rimasti?

Che bottone deve premere Ren? Quello con il simbolo di una nuvola? (75%)

Come una nuvola

“dunque vediamo… questo!” e così dicendo Ren premette il bottone con raffigurato sopra una nuvola. Improvvisamente venne travolta da una potentissima corrente che la trascinò via, uscita dal palazzo lo vide mentre crollava e anche se distrutto l’Imperatore dei Mari continuava a calpestare le macerie.

“tipo tranquillo” disse Ren che salì così tanto da uscire fuori dal mare per poi levitare in aria.

Volando attraverso il mare, ad un certo punto vide l’Isola di Tide notando il drago mentre dormiva… ma dei pirati nessuna traccia.

Poco dopo dritta davanti a lei vide il porto dalla quale era partita. Passò la foresta, l’accampamento dell’Impero e persino il suo villaggio! “menomale, non è successo niente” si disse tutta contenta vedendo che casa sua c’era ancora e non distrutto dall’attacco di nemici inviati dalla maledizione.

“ma è ancora lunga?” si chiedeva Ren notando che ora aveva attraversato il mare che stava dietro al suo villaggio. Improvvisamente acquistò ancora più velocità cominciando a curvare, la ragazza dovette chiudere gli occhi, un po’ per paura ma specialmente perché gli arrivava neve in faccia… neve!? E fu così che Ren cadde nella neve!

“d-d-dove sono!?” si chiese la ragazza che tutta tremante per il freddo notò di trovarsi in un luogo innevato! La poveretta con abiti leggeri, sandali e ancora leggermente bagnata era un ghiacciolo… e come se non bastasse c’era una bufera!!

Con la vista appannata dalla neve le parve di scorgere una luce, anche se gelata provò con tutte le sue forze ad andare in quella direzione sperando per la presenza di persone ma specialmente di un fuoco!

Arrancò qualche passo, ma alla fine, costretta dalla bufera e il freddo, cadde nella neve… sembrava la fine!!

“signorina… signorina, tutto a posto?”

Piano piano Ren aprì debolmente gli occhi, appena riottenne la vista vide di non trovarsi più nella neve, ma all’interno di una capanna!

“oh menomale che sta bene signorina” rispose un uomo dalla pelle rossa e gli occhi chiusi, “io sono Gloo il pescatore, mentre lei è mia moglie Ig” disse il signore indicando una donna uguale identica a lui intenta a cucinare.

“s-s-salve, m-m-mi chiamo Ren” rispose la ragazza stringendosi meglio tra le calde coperta del letto dove stava.

Dopo poco Ig versò dentro a delle ciotole un minestrone di pesce caldo che diede poi a Ren che se lo mangiò avidamente.

“cosa porta una bella signorina come te in questa landa innevata?” chiese Gloo bevendo anche la sua razione.

“lunga storia, posso solo dire che sto cercando il Saggio della Montagna”

“l’Anziano Saggio della Montagna!?”

“lo conosce!?”

“certo che lo conosco… cioè non di persona, l’avrò visto quando avevo cinque anni ed era già vecchio all’ora! Abita nella cima della montagna Ics!”

Sentendo ciò Ren si alzò dal letto e si inginocchio davanti all’uomo. “la prego signor Gloo, devo andare assolutamente da lui… mi porti alla montagna!”

“ma sei pazza! Devi ancora scaldarti e fuori c’è ancora la tormenta… come dice cara? La tormenta è finita… va bene, ma questo non toglie che devi riposarti!”

“ma sua moglie non ha aperto… cioè, n-n-non posso riposarmi! Ho un problema e solo il Saggio mi può aiutare! Per cortesia mi aiuti!” rispose Ren quasi in lacrime.

Gloo alla fine sbuffò “va bene signorina, non sia mai che Gloo e sua moglie non aiutano i bisognosi! Tu Ig prendi dei vestiti per questa giovane ragazza! Io vado a preparare la slitta!”

E dopo che Ig, senza dir neanche una parola, diede dei vestiti e delle scarpe a Ren, una volta pronta uscì fuori vedendo che Gloo l’aspettava con una slitta trainata da tre possenti cani.

Senza perdere tempo l’uomo spronò i cani che partirono spediti verso l’ignoto.

“ci siete solo voi!?” chiese ad un certo punto Ren per spezzare il silenzio.

“certo che no! Io e mia moglie viviamo vicino alla costa per pescare! Poco più in là a destra c’è un villaggio!” e così dicendo la ragazza notò un insieme di luci nella direzione indicata.

“eccoci arrivati” rispose Gloo che dopo qualche chilometro arrivarono alle pendici di una montagna imponente “il saggio abita lassù in cima”

“cavolo, è bella alta” disse Ren temendo che non ci sarebbe riuscita ad arrivare in tempo, temeva che la maledizione la raggiungesse da un momento all’altro!

“io me ne vado signorina, il Saggio riceve solo una persona alla volta”

“non mi può accompagnare?”

“impossibile, una magia spazza via il secondo in comodo, per quanto mi dispiace devi andare”

E salutando il gentile Gloo la ragazza si incamminò per trovare l’ultima persona che avrebbe potuto aiutarla a spezzare il maleficio!

Con tanta fatica e pazienza scalò la montagna. E dopo circa due ore arrivò in cima.

La fine della montagna si presentò come un piano e al centro, seduto su di un trono di ghiaccio ci stava lui… il saggio della montagna!

E adesso? Come si comporterà Ren con il Saggio?

  • Sarà in lacrime? (20%)
    20
  • Sarà maleducata? (20%)
    20
  • Sarà gentile? (60%)
    60
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49 Commenti

  • Quello che si può vedere sulle storie di The Incipit è una crescita dell’autore. Grazie al tuo impegno, i consigli degli utenti e il tempo che hai dedicato alla cura del testo, ti è riuscito di portare a termine questo primo progetto. Un progetto che, continuando a scrivere, di certo finirai per odiare (quasi come ogni opera prima) ma che ti dimostrerà il percorso che hai fatto per arrivare dovunque ti porteranno le tue storie.
    TI faccio i miei complimenti per non aver gettato la spugna, quando le cose si sono fatte difficili. Trovo che sia sensato prendersi del tempo prima della prossima storia, e credo questo tempo possa essere impegnato anche leggendo qualcosa che ritieni poco adatto al tuo genere. Perché?
    Uno scontro linguistico, oltre che intellettuale, capace di farti ottenere grandi risultati in poco tempo. Hai le idee, ma in alcuni punti la forma non ti aiuta a rappresentarle come ritengo vorresti. Questo è il mio ultimo consiglio per questo racconto, sperando di esserti stato utile anche questa volta. 😉
    Trovi l’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/qXPn2PnnQuA

    Alla prossima!

  • CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!
    Ho letto anche i due commenti e devo dire che per la prima storia te la sei cavata molto bene ^_^
    Ho riconosciuto il nome di Serling (anche se in ritardo) ed il Saggio della Montagna di Asterix ed Obelix ^_^
    Sono rimasto abbastanza soddisfatto che ci leggiamo nella prossima storia ^_^

    Ciao 🙂

  • Eccovi un po’ di curiosità:
    Dal capitolo due ci sta un errore di distrazione, ovvero il secchio. Nel primo capitolo avevo descritto un’anfora, molto più “sensata” per il periodo e i costumi, ma da anfora per magia diventa un secchio. Stranamente però sembra che nessuno se ne sia accorto o non me l’ha fatta notare. Menomale.
    Il vero nome di Ren è Renata. Che il latino vuol dire “Nata di nuovo” un nome che calza a pennello per lei XD
    Inizialmente tipi come Tuck e il padre di Ren dovevano essere più presenti nella storia, il secondo per esempio avrebbe aiutato sua figlia a raggiungere il saggio. Ma poi gli ho esclusi perché non sapevo come gestirli.
    La madre di Ren all’inizio doveva essere una strega, e con la sua magia avrebbe cacciato l’Impero ma anche ucciso Ren per sbaglio facendoli ripetere la giornata di nuovo.
    Tra le idee scartate ci stava anche un’invasione aliena, esclusa perché troppo fuori genere e una dove Ren si sveglia ai giorni nostri.
    Il Prozio di Ren si chiama Serling per fare un omaggio a Rod Serling, presentatore di “Ai confini della realtà” serie che mi ha fatto nascere l’idea per creare la storia.
    Il re della Foresta è una citazione a Cernunnos. In un’idea iniziale doveva trasformarsi in un orso e attaccare Ren. Ma poi l’ho esclusa anche perché volevo raffigurarlo come personaggio calmo e pacifico.
    L’Imperatore dei Mari inizialmente doveva essere molto diverso, ovvero un tritone senza occhi, con i denti da squalo, con al posto della mano destra un polipo e al posto della sinistra uno squalo, una sorta di mostro dell’orrore. Ma poi ho optato per un design più “classico”.
    Il Saggio della Montagna invece è basato sul Saggio della Montagna che appare in “Le 12 Fatiche di Asterix”. Tanto che se ci fate caso nel suo capitolo cita le stesse parole del suo omonimo quando incontra Asterix & Obelix.
    C’era una possibilità già dal secondo capitolo di vedere comparire il Signore degli Inferi, se i lettori avessero votato “Ren scapperà via” lui sarebbe apparso per sgridare e punire il gesto della ragazza.

  • Spero che la storia sia stava di vostro gradimento, lo so che non è perfetta e ha qualche errore qua e là, per non parlare che forse il finale è un po’ sbrigativo. Ma come ho detto varie volte è la mia prima pubblicazione. Perciò mi accontento, gli errori commessi mi aiuteranno a migliorare in futuro. E grazie ancora per i consigli. Ci vediamo alla prossima storia, ma non subito. Ho già l’idea ma è molto ambiziosa e per concretizzarla mi ci vorrà del tempo. Ma voglio essere gentile e allo stesso tempo stuzzicare la vostra curiosità, perciò eccovi una scena post credit de “Il giorno senza fine” che si collega a moh di Midquel alla prossima storia. Ciao.
    Era quasi l’ora di pranzo e Ren tutta contenta era stata mandata a prendere l’acqua al fiume, dopo aver riempito l’anfora alzandosi vide davanti a lei una cosa stranissima… anzi due!
    Erano un asino che stava su due zampe e un ometto con la faccia bianca, un enorme naso rosso e un vestito millecolore. Il primo tra lo zoccolo destro teneva una tavoletta grigia e con la sinistra lo schiacciava, “presto Aldo! Fai funzionare il telecomando! Le pantere sui monopattini arriveranno da un momento all’altro!” gli urlò il piccoletto, “sto facendo il possibile Bobo!” rispose l’animale che magicamente dalla mano libera fece comparire un martello che uso per schiacciare l’oggetto. Improvvisamente da lì uscì un raggio di luce e un portale si aprì davanti a loro. “sì!” urlarono felici e solo allora notarono Ren che per tutto questo tempo era rimasta ferma in mobile a guardarli. “salve” disse l’asino salutandola, l’ometto bianco invece agitò le mani “tu non hai visto niente, siamo frutto della tua immaginazione… ahhhh eccoli!!” e così dicendo il piccoletto spinse l’animale dentro il portale e poco dopo ci entrarono dentro sfrecciando un gruppo di gatti neri giganti a bordo di strani veicoli su due ruote. E poi PUFF il portale sparì.
    “va bene… va bene… sono ancora viva, questo è l’importante” sì disse Ren che voltandosi tornò a casa non volendo minimamente sapere chi o cos’erano quelle strane creature.

  • Peccato che arrivo tardi( iscritto da poco) …tuttavia intuisco che la storia deve essere stata avvincente. Il genere fantasy non fa per me come scrittore, ma da lettore amo leggere storie che stimolano la fantasia. Beh, i refusi te li hanno già segnalati, ne faccio anch’io. L’importante è che non siano errori, ma solo sviste di battitura. A naso voto il saggio della montagna, ma il mio parere non conta, quindi evito di mettere il pallino. Ciao.

  • Ehi!

    Ho lasciato delle considerazioni direttamente in video, quindi non mi dilungo troppo. Rinnovo il mio invito a mettere un po’ più di “attenzione” alla scelta di determinati vocaboli, anche se si è percepito un pizzico di attenzione in più.
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/Q6YRiyea1xY

    Prendi ovviamente i miei commenti per una cosa “esagerata” e scanzonata, come lo direi a un caro amico, insomma 😉

    Ci sentiamo per l’ultimo capitolo!

  • Mi sto rotolando in terra dalle risate con questo Saggio della Montagna! 😆 😆 😆

    Chi scegliere? Il Saggio della Montana è quello più legato a Ren ma è quello che si addormenta sempre sul più bello e quindi rischia di divenire inutile. L’Imperatore dei Mari… beh, è dovuta fuggire da lui. Rimane il Re della Foresta che l’ha trattata con “gentilezza” (virgolette d’obbligo) e non si addormenta 🙂

    Però qualche carattere lo sprecherei per far rivedere il Saggio della Montagna 😀

    Ciao 🙂
    PS: qualche refuso qua e là come “morto” invece di “morta” o “in mobile” invece di “immobile”.

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