la grande casa

La compagnia del Ditale d’Oro

Questa è la piccola storia di un gruppo di cercatori, che vivevano nella grande casa, un regno popolato da piccole creature fantastiche, dalle fate ai più umili cenerini.

Questa storia porterà i nostri avventurieri in un viaggio che ispirerà per molto tempo canzoni di lode, seguite le avventure della compagnia del ditale d’oro, ma non perdiamoci in parole futili, iniziamo.

Era pomeriggio, una giornata come molte, avevamo appena finito l’ennesimo lavoro per un cliente.

C’era un tepore rilassante che inondava tutta la città di Rame, forse grazie alla vicinanza a dei tubi dell’acqua calda.

I due fratelli Corvo e Orso stavano sistemando le mappe nella libreria, controllati dall’erudito Seneca, il saggio che era anche il contabile della nostra compagnia il Ditale d’Oro.

La nostra scassinatrice è la nostra fata della polvere Paprica, stava fumando la sua pipa guardando fuori.

“Corvo, sono sicuro che io riesco a fare un lavoro meglio del tuo, ci scommetto almeno due pepite!”

Disse Orso al fratello. I due infatti amavano le scommesse e coglievano ogni opportunità per sfidarsi.

“Ci sto!”.

Paprica lanciò loro uno sguardo

“Tenete le vostre scommesse fuori da qui!”

I due fratelli annuirono per poi rimettersi a lavorare.

Seneca si alzò dalla sedia per andare a prendere qualcosa da leggere. Era il più vecchio della compagnia, non si sapeva niente del suo passato, ma ci andava bene così.

“Paprica puoi smettere di fumare dentro all’ufficio?”

La fata fece spallucce non togliendo lo sguardo dalla finestra

“Mi sto annoiando! Mi piacerebbe andare verso terre sconosciute, chissà, anche oltre lo zerbino!”

Orso tolse lo guardo dal lavoro che stava facendo

“Paprica, sai che chi è andato oltre lo zerbino non è più tornato!”.

Un rumore che proveniva dall’entrata dell’ufficio fermò il discorso, c’erano tre figure: due cenerini e una fata della polvere. I due cenerini avevano un’armatura leggera, erano armati con due spade, invece la fata era vestita in rosso molto elegante.

Orso e Corvo si allontanarono dal loro lavoro, anche Seneca si avvicinò, solo Paprica si limitò a togliere lo sguardo dalla finestra per guardarli meglio.

I due cenerini di sicuro erano due mercenari, non erano molto interessanti. Si mise a studiare la figura vestita di rosso, aveva un anello nobiliare forgiato in metallo povero. Solo le famiglie importanti si permettono leghe di lusso.

Paprica dopo questa attenta analisi decise di avvicinarsi

“Cosa volete?”

“é questa la compagnia del Ditale d’Oro?”

Seneca si fece avanti

“Si, siamo noi!”

“Ho un lavoro per voi” disse velocemente la fata vestita di rosso.

Corvo si avvicinò

“Di che lavoro si tratta?”

“Dovete procurarmi una cosa che appartiene al mio signore”

Orso prese la parola

“Cosa vuole il tuo signore?”

“Durante la Guerra dello Zerbino il padre del mio signore ha perso durante un combattimento un’importante reliquia della sua famiglia, semplicemente dovete riportarla al mio signore, che vi attenderà nella città del Sotto Scala”.

“Quindi cosa sarebbe questa reliquia?” chiese Paprica.

“è la spada di famiglia, il mio signore la deve consegnare a suo figlio” disse senza scomporsi.

Orso e Corvo si scambiarono uno sguardo

“Paprica non volevi esplorare il mondo fuori dalla casa?” disse Corvo mentre Orso sorrideva dietro di lui. Lo sguardo di Paprica era carico di odio

“state zitti!” sibilo a denti stretti.

“allora ci state?” riprese la fata.

“va bene, per il costo sono venti pepite ora e cinquanta a fine lavoro” disse Seneca.

La fata fece cenno a uno dei due cenerini della sua scorta e lui subito estrasse un sacchetto di tela nera per lanciarlo tra le mani di Seneca. Lui lo raccolse, lo aprì per vedere il contenuto “ma questi sono trenta pepite!”

La fata li guardò uno a uno

“questa missione è molto importante per il mio signore, quindi non bada a spese, quindi accettate il lavoro?”

Paprica fu la prima a rispondere di sì, poi anche i fratelli Corvo e Orso .

“Mi pare che siamo tutti d’accordo”

“Ottimo, allora ci vediamo alla città del Sotto Scala!”

La fata della polvere e i due cenerini si girarono per uscire dall’ufficio.

“Dobbiamo prepararci bene per questo lavoro, dobbiamo fare un lungo viaggio, Paprica vai con Corvo e Orso a prepararvi, io cerco una mappa” disse Seneca

Era solo da decidere il mezzo di trasporto.

come partire?

  • a piedi (0%)
    0
  • con il treno elettrico (40%)
    40
  • a bordo di un topo (60%)
    60
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12 Commenti

  • Ciao Riccardo!
    Ho letto la storia, su consiglio di GG Pintore. Bella fantasia, personaggi simpatici; la casa vista da esseri microscopici che devono colonizzarla e combattere altri clan. Una bella allegoria, con la fossa dell’ascensore come nuovo triangolo delle Bermudas.
    Complimenti quindi; voto per continuare la missione, soluzione più razionale.
    Ciao alla prossima!

  • Ed eccoci buttati nell’azione, senza però esagerare con descrizioni e situazioni. Il tutto si svolge veloce, sporco e crudele; e abbiamo perso uno dei nostri eroi lungo la strada. Non mi sono trattenuto durante la lettura, e ho gridato a pieni polmoni: Gandaaaaaaaaaalf! (non perché la scena lo ricordi, ma perché sono matto. Ma nel video non sarà visibile, quindi sarà il nostro piccolo segreto!)
    Comincio a nutrire dei sospetti sul caro Seneca, qualcosa non la racconta giusta, e sospetto che le vicende del nostro eroe caduto non siano concluse qui! 🙂
    Ma sono congetture, e quindi contano come complimenti: significa che sei riuscito a colpirmi. 😉

    Trovi la lettura del capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/DLrlTI0pUoQ

    Alla prossima!

  • La morte di Corvo non me l’aspettavo, soprattutto in questo modo.
    Per il resto, non lo so: tutte e tre le opzioni sono plausibili, vista la composizione del gruppo e qualunque sia la scelta, sarà dibattuta. Tiro a caso… roll… roll… Vendicare Corvo!

    Ciao 🙂
    PS: segnalo la mancanza di un pezzo di frase nell’ultimo capoverso.

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