Le Terre Nere di Soubar – L’Eclissi

Preghiere e Catene

Un tramonto infuocato portava via con sé gli ultimi attimi della cerimonia che annunciava l’arrivo dell’Eclissi. Gli idoli dei Nove Esarchi sfilavano per le strade di Zelhintir trasportati dai giovani accoliti della chiesa della Mano Nera.

Una fiumana di fedeli li accompagnava, intonando cori e preghiere per i salvatori delle Terre di Soubar. Le campane di bronzo della cattedrale di San Clavire risuonavano gravi, echeggiando in tutta la vallata, mentre gli Idoli venivano accompagnati sotto le ampie navate illuminate dai cleristori. Quando le grandi porte in ferro nero della cattedrale si chiusero, il salmodiare lasciò spazio ad un lungo silenzio.

Una figura avvolta in una veste nera si sporse dal pulpito che si affacciava sulla grande piazza gremita di fedeli. I suoi occhi, nascosti sotto un cappuccio, erano freddi e impassibili; i lineamenti severi, come scolpiti nella roccia. La sua mano destra era completamente nera, avvizzita, carbonizzata. Quella stessa mano nera capeggiava sulle vesti degli accoliti e sugli scudi dei soldati presenti alla cerimonia, così come neri erano gli idoli che avevano sfilato per le strade della città.

 -Popolo di Zelinthir, miei fratelli.-disse con voce solenne, mentre la sua voce echeggiava magicamente più forte del normale. -Ancora una volta il Velo sta per assottigliarsi e l’avanzata dei demoni è vicina. Un’ombra minaccia la nostra amata città. Gli immondi vengono per cibarsi delle vostre anime immortali. Vogliono corremperci, rendenderci schiavi, marionette. Innalzate le vostre preghiere al cielo affinché i Nove possano sentirci, e proteggerci in questa aspra lotta contro il male. Prima che l’Eclissi cominci, pregate.-

Dalla piazza si levò un coro salmodiante.

– Sia lode ai Nove Esarchi, sia lode alla Mano Nera. Sia lode ai Nove Esarchi, sia lode alla Mano Nera. Sia lode ai Nove Esarchi, sia lode alla Mano Nera.

Finito il discorso, il Pontefice lasciò il pulpito e si diresse per i lunghi corridoi della Cattedrale. Le guardie della chiesa stavano ultimando i preparativi per resistere all’assedio demoniaco. Il pontefice discese nelle profondità della cattedrale, oltre il livello delle catacombe, giungendo in un sotterraneo illuminato da fiaccole di fuoco celeste e sorvegliato da cavalieri in armatura pesante.

-Dov’è l’Oracolo? -chiese il Pontefice.

-In catene, come ordinato, Santità- rispose uno dei guardiani. -Da questa parte-, e lo condusse nella stanza più remota del sotterraneo. 

La luce che entrò nella stanza all’apertura della porta fece sussultare la nana imprigionata al suo interno, che sollevò le braccia incatenate per coprirsi gli occhi, indeboliti dall’oscurità a cui era stata costretta per troppo tempo.

I suoi capelli rossi le ricadevano sul volto come una cascata ramata, coprendo leggermente l’orrendo squarcio verticale che le attraversava l’occhio destro e che faticava a rimarginarsi.

Il Pontefice posò il suo sguardo austero sulla nana, impassibile di fronte al suo dolore e alle sue sofferenze. La nana lo ricambiò con un’occhiata carica d’odio e disprezzo.

-Oracolo, – la chiamò- da dove arriveranno i demoni? –

La risposta della nana fu uno sputo, dritto sulle scarpe lucide del pontefice.

-Tu e la tua stirpe di bastardi verrete divorati e non conoscerete pace. Questo è quello che ho visto. 

-Come osi!- gridò la guardia, rivolgendole contro la gola la punta della lancia. – Chiedi immediatamente perdono se non vuoi un’altra cicatrice!-

Il Pontefice fece un rapido e lieve gesto con la mano annerita e la guardia venne scagliata improvvisamente contro il muro da una forza invisibile. Poi si inginocchiò, allineando il suo sguardo con quello della nana.

-Mi dirai cosa hai visto-

-Per un attimo ho pensato che sapessi cosa stavi facendo. Invece sei solo uno stupido… Noi Oracoli non possiamo controllare le visioni.- disse con uno sbuffo.

Il Pontefice rimase quieto, quasi distante, poi sorrise.

-Troppo a lungo hai trattenuto le tue visioni… Troppo a lungo hai chiuso gli argini al tuo dono divinatorio. Se così non fosse, quella ferita si sarebbe già rimarginata, dico giusto?-

Qualcosa si incrinò nello sguardo sprezzante dell’Oracolo.

Un cenno della mano annerita e gli occhi della nana si girarono all’indietro ed il suo corpo iniziò a tremare, scosso da fortissimi spasmi. La nana strinse i pugni cercando di porre resistenza, serrò le labbra, ma una forza invisibile gliele spalancò. I suoi occhi si illuminarono ed emisero dei fasci eterei che proiettavano una luce spettrale mentre dalla bocca della nana fuoriuscivano due voci all’unisono, come se ci fosse qualcun altro a parlare insieme a lei.

Gli accoliti del cerchio dorato si insinuano nelle ombre della torre d’avorio. 

Il pugnale grida di gioia immerso nel sangue di coloro che la mano tradisce. 

Il tradito cade insieme al suo regno.

 Il caos dilaga per le strade. 

Solo un diluvio di sangue può lavare via il sangue.

Il Pontefice ascoltò con un’espressione tra il soddisfatto ed il turbato. -Il tuo sacrificio salverà Zelhintir, Oracolo Rinnegato.-

L'Eclissi sta per giungere. Come continua la nostra storia?

  • Viaggeremo con Taroj, elfo del sangue ed ex araldo demoniaco. (27%)
    27
  • Conosceremo Brimir, nano caccia-demoni. (55%)
    55
  • Vedremo un ricordo di Aris l'Oracolo. (18%)
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11 Commenti

  • Il titolo del capitolo non mentiva: giù di botte, e con “balestra” pesante!
    Capitolo che ho trovato abbastanza spensierato e divertente, pur mantenendo il suo tono serioso.
    Sarà perché sono un bambinone, però ho immaginato le battute del calvo con la voce del prigioniero di “L’altra sporca ultima meta” con la sua battuta: Mi ha rottuto il naso!

    Qualche ripetizione, ma nulla di troppo pesante 😉 Al prossimo!

  • Ribadisco che il tuo modo di scrivere è fluido e leggero e i tuoi capitoli scorrono via che è una bellezza. E per quanto non sia big fan dei fantasy classici con nani ed elfi, la tua storia mi piace un sacco! Mi fai quasi venir voglia di cimentarmi con il fantasy! Brava ! Continua così! ?

  • Bello. Sicuramente sembra proprio il genere che da sempre leggo di più e di cui ho riempito gli scaffali delle mie librerie (tristemente non cartacee negli ultimi anni … ma saltando da un continente a l’altro viene male portarsi dietro tutti i libri!).

    Riguardo al voto: L’ex araldo demoniaco ha attirato troppo la mia curiosità!

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