Lievito padre: una storia di passione

Dove eravamo rimasti?

Come termina il racconto? Vogliamo un finale scoppiettante e ricco di colpi di scena. (100%)

L’amore trionfa prima dell’epilogo

Ruby e Father … nessuno li si vide per tre mesi. ‘O stanno male o stanno scopando alla grande- sbottò un giorno Sigfrido.

Fu in quel mentre che i due comparvero sulla soglia del caffè tenendosi per mano.

Ruby era evidentemente rigonfia in vita ma Sigfrido sembrò non farci caso.

Espressa la abbracciò: tra donne ci si capisce subito.

‘Come stai?’ – le sussurrò sotto voce Espressa, senza che Sigfrido sentisse o comprendesse.

‘Un po’ di nausee ma va bene così, sono felice’.

Espressa la strinse di nuovo: chissà se anche lei un giorno avrebbe potuto provare l’emozione di diventare madre…

‘E come l’hai saputo?’ chiese Espressa.

‘In effetti, in questa nuova vita da budino non mi è tutto così chiaro; però penso che siano state quelle scie luminose durante la turnazione; mi hanno reso fertile (così dicono i manuali di budineria) e siccome io e Father non vedevamo l’ora… quando siamo arrivati a casa… ci siamo chiusi in camera e… mi capisci vero?’

Espressa arrossì.

Anche lei e Sigfrido erano fidanzati, ma non avevano ancora avuto… Sigfrido sembrava così sempre sulle sue… Espressa iniziava a sospettare che Sigfrido non ammirasse le sue forme.

Ma non espresse il suo dubbio a Ruby.

Una sera, dopo la chiusura del caffè, Espressa provò a turnarsi e divenne un trattore. Maschio.

Sigfrido lo venne a sapere il giorno seguente e si arrabbiò perché egli amava le forme di Espressa; si disperò; ma ormai non si poteva tornare indietro.

Riprovano insieme e aggiungendo una carota alla formula ed Espressa ritornò ad essere femmina, ma sotto forma di una lampada di sale dell’Himalaya.

Father e Ruby erano felici, ma mancava qualcosa al loro rapporto; così effettuarono una turnazione di coppia.

Sigfrido si fece turnare per essere meno umano rispetto a Lampada di Sale e divenne un lettore cd; ora non lavorava più al caffè, e si esibiva nelle strade suonando sgangherate canzoni anni ‘70; Lampada gli illumina lo spartito.

Il gruppo di amici si ritrova ancora oggi al caffè, perché Sigfrido ha conservato le chiavi; una sera Lampada di Sale e Lettore CD annunciano di aspettare un figlio; considerate le numerose turnazioni- dichiarano i due un po’ preoccupati- l’ostetrica Ostrica non sa se sarà Lettore o Lampada a partorire, né che forma avrà l’oggetto frutto del loro amore.

I mesi passarono ma indipendentemente dalle turnazioni, ciò che ci insegna questa storia è l’importanza dell’amore, quello che porta a perseverare sempre e ovunque, in ogni forma.

Epilogo sotto forma di epilogo.

Raccontano che sotto il viale di ciliegi si possano incontrare Lettore e Lampada che spingono un passeggino con dentro un canarino che di quando in quando starnutisce.

Poco distanti da loro passeggiano mano nella mano un Budino e uno Spremiagrumi. A volte si baciano profondamente, in certi momenti sembra che si appartino dietro un albero; qualcuno dice che siano la coppia più innamorata della città; ciò che è sicuro e che fa invidia a tanti è che a letto fanno scintille e che spesso lui raccoglie lei col cucchiaino perché quell’amore tanto carnale li divora. Li segue, a distanza, un bimbo-fiore di lillà dentro a una casetta piccolina in Canadà: di tanto in tanto scodinzola- forse gli è rimasto qualche gene di cane.

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21 Commenti

  • Arrivo con grandissimo ritardo, purtroppo non mi era arrivata la notifica e avevo perso il finale della storia.
    Devo dire che questo finale non mi ha convinto. Forse mi sono perso qualcosa, ma secondo me questo meccanismo della turnazione sfugge un po’ di mano e si sfocia quasi nel nonsense, lì dove prima l’umorismo e il surrealismo erano sempre ben bilanciati.
    In ogni caso risulta sempre divertente e ben scritto, però si perde un po’ quell’atmosfera di malinconia che c’era all’inizio e che mi aveva fatto apprezzare questo racconto, che comunque è stato piacevole da leggere e da seguire. Quindi complimenti e a presto con un nuovo racconto!

  • Non ce la faccio più: mi sto rotolando in terra dalle risate 😆 😆 😆

    Direi che hai concluso alla grande questo racconto, iniziato con sorriso e finito con le risate 😀

    Non ce che dire: mi hai divertito e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Buon Anno!

  • Molto carine le trovate di questo capitolo (geniale l’idea del corso in videoconferenza :D), anche se il corso di lingua vaporea rimane insuperato!
    Voto per la turnazione e per qualcosa che va storto. Forse è un po’ rischioso visto che il prossimo capitolo è il penultimo, ma forse potrebbe essere l’ultima svolta prima del finale. A presto!

    • Non so perché ti garbi così tanto il corso di lingua vaporea… non riesco a comprendere quali siano gli elementi che lo rendano ‘insuperato’ o migliore rispetto ad altre parti, e mi piacerebbe averne contezza anche come forma di crescita personale.
      La turnazione e quel qualcosa che va storto è la mia ipotesi preferita… anche se ci avviciniamo alla fine: accetto il rischio e vediamo se riusciamo a garantire un finale…esilarante!
      Che il dio degli lieviti mi assista! 🙂

      • Devo dire che è la prima volta che mi capita di dover convincere un autore della validità di un suo scritto 😀
        In ogni caso mi era piaciuto perché era un’idea molto originale e c’erano tante trovate carine:
        1. ” …finì contro un palo della luce. Elettrizzato…”
        2. “Chiedere al suo amico Giuda non avrebbe reso, e poi lui avrebbe poi preteso che gli restituisse una cifra maggiore e non gli andava di finire al suo cappio.”
        3. “L’insegnante era una madrelingua della Nespresso; la sua assistente aveva marchio Lavazza”
        4. “Sigfrido scoprì che il suo nome in lingua vaporea poteva essere pronunciato con due emissioni iatiche, ovvero con due emissioni di fiato pressoché identiche, e che assumeva la forma di Segafredo.”
        Comunque ciò non toglie che anche in questo stesso capitolo ci siano diverse cose che non vanno, come la nuova allergia di cui poi non si parla più o il fatto che tutto accade in modo improvviso e arbitrario. Però mi era rimasto impresso perché leggendo mi era piaciuto molto!

  • Ciao Lupus!
    Ho recuperato gli episodi, incuriosito dal genere, che è il mio preferito. Beh, è divertente e romantico, Sigfrido (Segafredo è geniale!) mi richiama Charlot innamorato; il corso di lingua vaporea spacca, e anche l’inizio con i Led Zeppelin è forte.
    Insomma si ride e si sorride, in un mix gradevole. Bravo!
    Occhio adesso perché manca poco e bisogna serrare le fila; l’ultimo capitolo mi è sembrato un po’ complicato, ma e solo un’impressione mia. Voto per il corso; ti seguo e vediamo dove ci porti.
    Ciao

  • Ma che bel racconto, veramente geniale! Mi ha fatto morire dal ridere, anche se è in realtà un umorismo molto sottile e particolare, per certi versi mi ricorda lo stile di Jutta Richter (non so se conosci questa autrice).
    L’idea secondo me è veramente originale e ben azzeccata, e anche lo stile di scrittura si addice molto al tipo di storia. L’unica cosa che non mi ha convinto molto è stato il personaggio di Father. All’inizio viene presentato come un vecchietto normale, che passeggia per il quartiere e che si ferma ad osservare Sigfrido per via del suo strano comportamento. Poi però si scopre che è suo padre e questa rivelazione secondo me è troppo improvvisa. Forse sarebbe stato meglio non dire niente all’inizio su chi fosse quel vecchietto, così che il lettore avesse le stesse informazioni di cui dispone Sigfrido, in modo poi da poter sviluppare dei colpi di scena che non entrassero in contraddizione con quanto scritto prima.
    In ogni caso un racconto veramente molto bello, il capitolo sul corso di lingua vaporea è stato secondo me il punto migliore. Voto per un altro corso, vediamo che accadrà.
    A presto!

    • Grazie Lorenzo per il commento positivo; sinceramente anche a me il personaggio di Father è quello che sembra meno riuscito; c’è qualcosa che stride in lui. Probabilmente andava lasciata maggiore suspance, ma un po’ questo effetto è anche dovuto (e me ne chiamo il torto) al fatto che in genere stendo la trama di un racconto tutta insieme, la abbozzo, e poi la sviluppo; essendo questa la prima esperienza su The INcipit, ho voluto affidarmi ai consigli e procedere di volta in volta; questo secondo me ha creato qualche bisticcio nelll’intreccio.
      Ti ringrazio per il commento molto lusinghiero. E vediamo come va il corso di Espressa…
      V.

  • Vediamo se Sigfrido riesce a parlare con Espressa o se farà un sacco di casini 😀
    E poi sentiamo la storia del vecchio… e del cane 😛

    Ciao 🙂
    PS: non correre troppo: attendi che anche altri votino 🙂

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