Lievito padre: una storia di passione

Dove eravamo rimasti?

Sigfrido scopre la verità? No, in quanto succede un imprevisto davanti alla porta del laboratorio... (100%)

Un amico?

Stava pensando a tutte queste cose quando vide l’anziano rivolgere la sua attenzione verso la porta secondaria, quella del laboratorio.

‘Accidenti!’ si disse Sigfrido: per inseguire il vecchio aveva perso di vista l’ingresso secondario e temeva che la presenza dell’uomo fosse un tranello, un diversivo per distrarlo mentre il vero amante di Espressa sarebbe entrato dal retro…

‘Accidenti!’ e nel pronunciare questa parola si arrabbiò a tal punto da sbattere la testa sotto la sedia.

L’anziano sussultò e per un istante il suo sguardo incrociò quello di Sigfrido; non potè più far finta che Sigfrido non esistesse; e Sigfrido imbarazzatissimo gli disse ‘Buonasera’.

‘E’ un’ora che sto qui e che voglio ordinare, ma in questo caffè non c’è nessuno’ disse in tono secco l’uomo.

‘Ma… ma….’ balbettò Sigfrido ancora sotto la sedia.

‘Mi dica lei se un cameriere deve mettersi sotto una sedia! Che maleducazione!’.

Sigfrido non comprendeva se l’uomo facesse sul serio o se stesse bleffando per nascondere il vero motivo della propria presenza in quel luogo.

Gli fece notare che era sera, che il locale era chiuso, e che lui era lì per altro motivo.

‘A proposito di altro motivo- fece l’anziano- lo vedi là? Davanti a quella porta?’ e indicò l’ingresso del laboratorio.

Sigfrido non credeva ai suoi occhi: proprio là, che cercava di passare tra la pietra della soglia e il serramento, c’era un piccolo piccolissimo insignificante minuscolo…topo!

‘Ahhhhhh!!!!’ saltò Sigfrido, balzando fuori dal suo nascondiglio.

E iniziò ad avere una serie di starnuti incontrollabili e fortissimi.

‘Ehi ma lei non sta bene!- disse l’anziano- è per caso allergico ai topi? Si faccia vedere da un medico!!!’

‘Già- ammise Sigfrido- non solo ai topi… rimando la visita da molto tempo, non ho il coraggio… diciamo che sono stato molto preso da altre faccende in questo periodo’.

‘Male- sbottò in modo burbero l’uomo- lei di che genere è?’

‘Scusi?’

‘Lei, dico lei… che cosa è lei?’

Sigfrido arrossì; in anni e anni nessuno l’aveva mai notato.

‘Io… io sono un lievito’ rispose a voce bassa volgendo gli occhi a terra.

La voce dell’uomo sembrò più pacata.

‘Ora, caro il mio lievito, spiegami un po’… che ci fai qui?’

Sigfrido, un po’ rincuorato dal tono quasi paterno, gli raccontò di Espressa, del corso, dell’appostamento…

L’uomo ascoltava con attenzione; era quasi dolce.

Quando Sigfrido terminò, avevano quasi le lacrime agli occhi; forse proprio per questo l’anziano portò l’attenzione di nuovo su quel topo.

‘Ehi non penserai che quel topo possa essere un pretendente…?’

Sigfrido si vergognò del suo pensiero e ancor più del fatto che quello sconosciuto fosse riuscito a leggerglielo dentro.

‘Tu veramente sei a questo punto?!?’ incalzò l’anziano.

‘Sì’, ammise teneramente.

‘Sediamoci qui, lasciamo che il topo agisca e ti aiuto a scoprirlo; anche se non credo lui sia…’

‘Davvero lei mi aiuterebbe?- chiese incredulo Sigfrido.

‘Sì’ rispose l’anziano, mentre i suoi occhi tradivano un velo di emozione.

‘Perché mi vorresti aiutare?’ chiese timidamente Sigfrido azzardando un ‘tu’.

‘E’ una lunga storia- spiegò l’uomo.

‘La ascolterei volentieri’- disse Sigfrido.

‘A patto che tu mi racconti la tua- rispose il vecchio.

Fu così che- non sapendo chi dovesse iniziare a raccontare la propria vicenda…

Chi inizia a raccontare la propria vicenda?

  • Sigfrido inizia a raccontare (0%)
    0
  • L'anziano inizia a raccontare... (0%)
    0
  • Sigfrido e l'anziano lanciano i dadi per decidere chi debba iniziare a raccontare la propria storia. ma l'anziano... (100%)
    100
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21 Commenti

  • Arrivo con grandissimo ritardo, purtroppo non mi era arrivata la notifica e avevo perso il finale della storia.
    Devo dire che questo finale non mi ha convinto. Forse mi sono perso qualcosa, ma secondo me questo meccanismo della turnazione sfugge un po’ di mano e si sfocia quasi nel nonsense, lì dove prima l’umorismo e il surrealismo erano sempre ben bilanciati.
    In ogni caso risulta sempre divertente e ben scritto, però si perde un po’ quell’atmosfera di malinconia che c’era all’inizio e che mi aveva fatto apprezzare questo racconto, che comunque è stato piacevole da leggere e da seguire. Quindi complimenti e a presto con un nuovo racconto!

  • Non ce la faccio più: mi sto rotolando in terra dalle risate 😆 😆 😆

    Direi che hai concluso alla grande questo racconto, iniziato con sorriso e finito con le risate 😀

    Non ce che dire: mi hai divertito e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Buon Anno!

  • Molto carine le trovate di questo capitolo (geniale l’idea del corso in videoconferenza :D), anche se il corso di lingua vaporea rimane insuperato!
    Voto per la turnazione e per qualcosa che va storto. Forse è un po’ rischioso visto che il prossimo capitolo è il penultimo, ma forse potrebbe essere l’ultima svolta prima del finale. A presto!

    • Non so perché ti garbi così tanto il corso di lingua vaporea… non riesco a comprendere quali siano gli elementi che lo rendano ‘insuperato’ o migliore rispetto ad altre parti, e mi piacerebbe averne contezza anche come forma di crescita personale.
      La turnazione e quel qualcosa che va storto è la mia ipotesi preferita… anche se ci avviciniamo alla fine: accetto il rischio e vediamo se riusciamo a garantire un finale…esilarante!
      Che il dio degli lieviti mi assista! 🙂

      • Devo dire che è la prima volta che mi capita di dover convincere un autore della validità di un suo scritto 😀
        In ogni caso mi era piaciuto perché era un’idea molto originale e c’erano tante trovate carine:
        1. ” …finì contro un palo della luce. Elettrizzato…”
        2. “Chiedere al suo amico Giuda non avrebbe reso, e poi lui avrebbe poi preteso che gli restituisse una cifra maggiore e non gli andava di finire al suo cappio.”
        3. “L’insegnante era una madrelingua della Nespresso; la sua assistente aveva marchio Lavazza”
        4. “Sigfrido scoprì che il suo nome in lingua vaporea poteva essere pronunciato con due emissioni iatiche, ovvero con due emissioni di fiato pressoché identiche, e che assumeva la forma di Segafredo.”
        Comunque ciò non toglie che anche in questo stesso capitolo ci siano diverse cose che non vanno, come la nuova allergia di cui poi non si parla più o il fatto che tutto accade in modo improvviso e arbitrario. Però mi era rimasto impresso perché leggendo mi era piaciuto molto!

  • Ciao Lupus!
    Ho recuperato gli episodi, incuriosito dal genere, che è il mio preferito. Beh, è divertente e romantico, Sigfrido (Segafredo è geniale!) mi richiama Charlot innamorato; il corso di lingua vaporea spacca, e anche l’inizio con i Led Zeppelin è forte.
    Insomma si ride e si sorride, in un mix gradevole. Bravo!
    Occhio adesso perché manca poco e bisogna serrare le fila; l’ultimo capitolo mi è sembrato un po’ complicato, ma e solo un’impressione mia. Voto per il corso; ti seguo e vediamo dove ci porti.
    Ciao

  • Ma che bel racconto, veramente geniale! Mi ha fatto morire dal ridere, anche se è in realtà un umorismo molto sottile e particolare, per certi versi mi ricorda lo stile di Jutta Richter (non so se conosci questa autrice).
    L’idea secondo me è veramente originale e ben azzeccata, e anche lo stile di scrittura si addice molto al tipo di storia. L’unica cosa che non mi ha convinto molto è stato il personaggio di Father. All’inizio viene presentato come un vecchietto normale, che passeggia per il quartiere e che si ferma ad osservare Sigfrido per via del suo strano comportamento. Poi però si scopre che è suo padre e questa rivelazione secondo me è troppo improvvisa. Forse sarebbe stato meglio non dire niente all’inizio su chi fosse quel vecchietto, così che il lettore avesse le stesse informazioni di cui dispone Sigfrido, in modo poi da poter sviluppare dei colpi di scena che non entrassero in contraddizione con quanto scritto prima.
    In ogni caso un racconto veramente molto bello, il capitolo sul corso di lingua vaporea è stato secondo me il punto migliore. Voto per un altro corso, vediamo che accadrà.
    A presto!

    • Grazie Lorenzo per il commento positivo; sinceramente anche a me il personaggio di Father è quello che sembra meno riuscito; c’è qualcosa che stride in lui. Probabilmente andava lasciata maggiore suspance, ma un po’ questo effetto è anche dovuto (e me ne chiamo il torto) al fatto che in genere stendo la trama di un racconto tutta insieme, la abbozzo, e poi la sviluppo; essendo questa la prima esperienza su The INcipit, ho voluto affidarmi ai consigli e procedere di volta in volta; questo secondo me ha creato qualche bisticcio nelll’intreccio.
      Ti ringrazio per il commento molto lusinghiero. E vediamo come va il corso di Espressa…
      V.

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