Lievito padre: una storia di passione

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno i tre nel Caffe? Si faranno un caffè e Sigfrido parlerà con Espressa (100%)

Emozioni

Sigfrido era tutto rosso, quasi inebetito. Il vecchio lo notò e il cane sembrò per un attimo fermarsi rispettoso.

Espressa ribolliva, c’era qualcosa che non funzionava tra la resistenza e il cuore. Il vecchio le si avvicinò per farsi un caffè; e lei iniziò a emettere un vapore intenso, intensissimo, che produsse un caffè divinamente cremoso.

‘Sei tu, giovane, l’esperto di lingua vaporea?’

Sigfrido si riscosse come da un sogno.

‘Ehi Romeo, proprio tu!’ lo canzonò sorridendo l’anziano.

Il cane si mise a scodinzolare e osservava la scena.

Sigfrido si avvicinò ad Espressa e iniziò a leggere i suoi sbuffi.

‘Sembra dire qualcosa…’

‘E dopo ben tre mesi di corso non sai cosa, vero?’

‘Già… sembra che il corso mi abbia insegnato un variante che con la lingua di Espressa non ha nulla a che vedere’.

Il vecchio rise sonoramente. Sembrava quasi Babbo Natale.

‘Poveri giovani!’. Il cane sembrava comprendere la sua ilarità.

‘Andate sintonizzati’ spiegò l’uomo.

‘Andiamo… che…?’ chiese perplesso Sigfrido.

‘Le lingue vaporee vanno sintonizzate’.

‘Ah’ spalancò la bocca Sigfrido non avendo capito nulla.

Il cane scodinzolava sempre più forte, come in preda a un’eccitazione improvvisa e inaspettata.

‘Vieni qui; dammi la mano’. Il vecchio prese il pollice destro di Sigfrido e lo premette su qualcosa sul retro di Espressa per circa una trentina di secondi. Sigfrido non sentì quasi niente, ma le spie di Espressa iniziarono a cambiare colore.

Quando l’uomo lasciò la presa, Sigfrido sentì Espressa dirgli ‘Ciao’.

‘Ciao- rispose Sigfrido.

‘Ecco ora siete sintonizzati; buona serata, miei giovani amici’ disse il vecchio. E si incamminò verso la porta.

‘No’ disse Espressa.

L’uomo si voltò.

‘Siediti qui, senza te non saremmo mai riusciti a comunicare’.

‘Sì, siediti con noi’ confermò Sigfrido; ma in quel momento si ricordò di non conoscere il nome dell’uomo.

Egli sembrò leggergli nel pensiero.

‘Father- disse- mi chiamo Father’.

‘Grazie’ disse Ruby in lingua vaporea stupendo tutti.

‘Tu parli la mia lingua? chiese stupita Espressa.

‘Io sono stato una macchinetta da caffè, in una precedente turnazione vitale’ spiegò il cane.

‘E io- rispose Father- sono il tuo lievito padre, Sigfrido’.

Sigfrido si risvegliò. Erano le tre e cinquantadue di notte ed era sdraiato sul divanetto in fondo al bar. Accanto a lui Espressa Rubi e Father. Troppe emozioni lo avevano fatto crollare.

In una unica serata era riuscito a comunicare con Espressa, e aveva conosciuto suo padre…

Si sentiva confuso.

Tutti d’accordo decisero di lasciarsi e di trovarsi la sera successiva, in modo da riposare e di chiarire le rispettive posizioni.

Sigfrido, giunto a casa, aveva bisogno di capire; la testa gli esplodeva. Sarebbe stato meglio parlare prima con Father o provare a dichiararsi a Espressa?

Rubi era rimasto con Father, sembrava che quei due se la intendessero da molto molto tempo… non poteva essere stato un incontro casuale!

Quale 'nodo' si chiarisce prima?

  • Lo strano legame tra Father e Ruby (100%)
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  • Sigfrido approfondisce la conoscenza con Espressa (0%)
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  • La storia di Father (0%)
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21 Commenti

  • Arrivo con grandissimo ritardo, purtroppo non mi era arrivata la notifica e avevo perso il finale della storia.
    Devo dire che questo finale non mi ha convinto. Forse mi sono perso qualcosa, ma secondo me questo meccanismo della turnazione sfugge un po’ di mano e si sfocia quasi nel nonsense, lì dove prima l’umorismo e il surrealismo erano sempre ben bilanciati.
    In ogni caso risulta sempre divertente e ben scritto, però si perde un po’ quell’atmosfera di malinconia che c’era all’inizio e che mi aveva fatto apprezzare questo racconto, che comunque è stato piacevole da leggere e da seguire. Quindi complimenti e a presto con un nuovo racconto!

  • Non ce la faccio più: mi sto rotolando in terra dalle risate 😆 😆 😆

    Direi che hai concluso alla grande questo racconto, iniziato con sorriso e finito con le risate 😀

    Non ce che dire: mi hai divertito e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Buon Anno!

  • Molto carine le trovate di questo capitolo (geniale l’idea del corso in videoconferenza :D), anche se il corso di lingua vaporea rimane insuperato!
    Voto per la turnazione e per qualcosa che va storto. Forse è un po’ rischioso visto che il prossimo capitolo è il penultimo, ma forse potrebbe essere l’ultima svolta prima del finale. A presto!

    • Non so perché ti garbi così tanto il corso di lingua vaporea… non riesco a comprendere quali siano gli elementi che lo rendano ‘insuperato’ o migliore rispetto ad altre parti, e mi piacerebbe averne contezza anche come forma di crescita personale.
      La turnazione e quel qualcosa che va storto è la mia ipotesi preferita… anche se ci avviciniamo alla fine: accetto il rischio e vediamo se riusciamo a garantire un finale…esilarante!
      Che il dio degli lieviti mi assista! 🙂

      • Devo dire che è la prima volta che mi capita di dover convincere un autore della validità di un suo scritto 😀
        In ogni caso mi era piaciuto perché era un’idea molto originale e c’erano tante trovate carine:
        1. ” …finì contro un palo della luce. Elettrizzato…”
        2. “Chiedere al suo amico Giuda non avrebbe reso, e poi lui avrebbe poi preteso che gli restituisse una cifra maggiore e non gli andava di finire al suo cappio.”
        3. “L’insegnante era una madrelingua della Nespresso; la sua assistente aveva marchio Lavazza”
        4. “Sigfrido scoprì che il suo nome in lingua vaporea poteva essere pronunciato con due emissioni iatiche, ovvero con due emissioni di fiato pressoché identiche, e che assumeva la forma di Segafredo.”
        Comunque ciò non toglie che anche in questo stesso capitolo ci siano diverse cose che non vanno, come la nuova allergia di cui poi non si parla più o il fatto che tutto accade in modo improvviso e arbitrario. Però mi era rimasto impresso perché leggendo mi era piaciuto molto!

  • Ciao Lupus!
    Ho recuperato gli episodi, incuriosito dal genere, che è il mio preferito. Beh, è divertente e romantico, Sigfrido (Segafredo è geniale!) mi richiama Charlot innamorato; il corso di lingua vaporea spacca, e anche l’inizio con i Led Zeppelin è forte.
    Insomma si ride e si sorride, in un mix gradevole. Bravo!
    Occhio adesso perché manca poco e bisogna serrare le fila; l’ultimo capitolo mi è sembrato un po’ complicato, ma e solo un’impressione mia. Voto per il corso; ti seguo e vediamo dove ci porti.
    Ciao

  • Ma che bel racconto, veramente geniale! Mi ha fatto morire dal ridere, anche se è in realtà un umorismo molto sottile e particolare, per certi versi mi ricorda lo stile di Jutta Richter (non so se conosci questa autrice).
    L’idea secondo me è veramente originale e ben azzeccata, e anche lo stile di scrittura si addice molto al tipo di storia. L’unica cosa che non mi ha convinto molto è stato il personaggio di Father. All’inizio viene presentato come un vecchietto normale, che passeggia per il quartiere e che si ferma ad osservare Sigfrido per via del suo strano comportamento. Poi però si scopre che è suo padre e questa rivelazione secondo me è troppo improvvisa. Forse sarebbe stato meglio non dire niente all’inizio su chi fosse quel vecchietto, così che il lettore avesse le stesse informazioni di cui dispone Sigfrido, in modo poi da poter sviluppare dei colpi di scena che non entrassero in contraddizione con quanto scritto prima.
    In ogni caso un racconto veramente molto bello, il capitolo sul corso di lingua vaporea è stato secondo me il punto migliore. Voto per un altro corso, vediamo che accadrà.
    A presto!

    • Grazie Lorenzo per il commento positivo; sinceramente anche a me il personaggio di Father è quello che sembra meno riuscito; c’è qualcosa che stride in lui. Probabilmente andava lasciata maggiore suspance, ma un po’ questo effetto è anche dovuto (e me ne chiamo il torto) al fatto che in genere stendo la trama di un racconto tutta insieme, la abbozzo, e poi la sviluppo; essendo questa la prima esperienza su The INcipit, ho voluto affidarmi ai consigli e procedere di volta in volta; questo secondo me ha creato qualche bisticcio nelll’intreccio.
      Ti ringrazio per il commento molto lusinghiero. E vediamo come va il corso di Espressa…
      V.

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