Lievito padre: una storia di passione

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede ora? Espressa effettua la turnazione ma qualcosa va storto (100%)

La turnazione di Ruby

Ruby era un po’ scettico, ma si fidò degli occhi dolci di Espressa, e si ritrovarono sempre tutti al caffè qualche sera dopo.

Sigfrido aveva procurato l’occorrente. Espressa per l’occasione si era agghindata di una serie di lucine festanti e sembrava un alberello di Natale. Father percorreva il marciapiede antistante al caffè in modo pensieroso, come fosse un padre fuori dalla sala parto. Ruby sembrava più rassegnato che convinto.

Eppure Espressa era là, raggiante, protagonista. Ripassava la formula che conosceva ormai a memoria.

Quando tutto fu pronto, Espressa applicò il rituale a Ruby, disteso sopra il bancone. Sigfrido faceva da aiutante. Non appena Espressa finì di pronunciare la formula, una scintilla verde-fucsia-blu attraversò il caffè come fosse una stella cometa sparata alla velocità della luce.

Da fuori, gli occhi di Father scintillarono, il suo cuore si fermò; gli occhioni dolci e semi-addormentati di Ruby lasciarono ogni tensione e parvero quasi morti. Passò un istante; due; tre…

Sigfrido abbagliato non vedeva nulla.

Espressa era rimasta ferma, l’ultima sillaba della formula ancora conficcata nella mente e sulle labbra un sospiro stupefatto di crema di caffè.

Piano piano, Sigfrido riprese la vista e si accorse che Espressa era gelida, borbottava dal freddo, come sotto shock.

Cosa era quella macchia marrone accasciata sul bancone del bar?

Sigfrido si bloccò.

Non aveva il coraggio di guardare Father, che camminava ancora fuori dal marciapiede cercando ogni tanto di carpire i movimenti all’interno del bar.

Erano d’accordo che Sigfrido l’avrebbe chiamato, a turnazione avvenuta.

‘Blob’ fece la macchia.

‘Blab’ fece Espressa.

Sigfrido annusò la macchia informe e dall’odore comprese che Ruby era diventato un budino. Andò in laboratorio e prese uno stampino, e con calma, con un cucchiaio, vi inserì Ruby, cercando di non tralasciarne nemmeno una molecola sul bancone.

‘Ruby’- le disse con dolcezza- ‘ti metto in frigorifero una mezz’ora così ti riprendi, sei ancora sotto shock per la turnazione, ma vedrai che il freddo migliorerà la tua consistenza e anche il tuo umore’.

‘Blob’ assentì Ruby.

Espressa era ancora sotto shock. Sigfrido la tranquillizzò e lei riprese colore.

‘Solo che ora Father dovrà imparare la lingua budinosa…’

‘No- sentenziò Sigfrido- dopo una vita ad amarsi, il cuore dovrebbe già conoscerla…

‘Speriamo- disse Espressa.

Là fuori Father sembrava sempre più ansioso.

‘E se Ruby fosse rimasto un maschio?’ disse vergognandosi Espressa.

‘La formula era corretta?’ chiese Sigfrido accarezzandole il mandrino.

‘Sì. Forse però- aggiunse con un filo di voce Espressa- forse siamo stati incoscienti perché avremmo potuto far del male a Ruby…’

‘Shhht le soffiò Sigfrido. Non dubitare delle tue capacità. Abbi fiducia’.

‘Tu ne hai in me?’ chiese titubante Espressa.

‘Fin dal primo istante in cui ti ho vista’.

E così dicendo, Sigfrido schioccò un bacio dolcissimo ad Espressa, che arrossì e ricambiò.

Un lampo viola-giallo- azzurrino vibrò per tutto il caffè.

Father entrò.

‘Ehi voi due? Cosa fate?!? Ve ne approfittate delle disgrazie altrui per pomiciare?!? Che fine ha fatto Ruby?!?’

Sigfrido ammise che Ruby era nel frigorifero…

Father stava per sentirsi male e Espressa gli servì un whiskey triplo malto con tanto tantissimo ghiaccio. E poi un altro. E poi un altro… e un altro ancora.

Sigfrido sformò Ruby.

Father, guidato dalla lingua dell’amore riuscì a comunicare con Ruby.

Andarono a casa insieme. I loro volti sconvolti però non facevano intendere se qualcosa di buono fosse davvero successo.

Come termina il racconto?

  • Vogliamo un finale scoppiettante e ricco di colpi di scena. (100%)
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  • Vogliamo sapere se Ruby è diventato femmina. (0%)
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  • Con la spiegazione dei lampi apparsi nel nono capitolo. (0%)
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21 Commenti

  • Arrivo con grandissimo ritardo, purtroppo non mi era arrivata la notifica e avevo perso il finale della storia.
    Devo dire che questo finale non mi ha convinto. Forse mi sono perso qualcosa, ma secondo me questo meccanismo della turnazione sfugge un po’ di mano e si sfocia quasi nel nonsense, lì dove prima l’umorismo e il surrealismo erano sempre ben bilanciati.
    In ogni caso risulta sempre divertente e ben scritto, però si perde un po’ quell’atmosfera di malinconia che c’era all’inizio e che mi aveva fatto apprezzare questo racconto, che comunque è stato piacevole da leggere e da seguire. Quindi complimenti e a presto con un nuovo racconto!

  • Molto carine le trovate di questo capitolo (geniale l’idea del corso in videoconferenza :D), anche se il corso di lingua vaporea rimane insuperato!
    Voto per la turnazione e per qualcosa che va storto. Forse è un po’ rischioso visto che il prossimo capitolo è il penultimo, ma forse potrebbe essere l’ultima svolta prima del finale. A presto!

    • Non so perché ti garbi così tanto il corso di lingua vaporea… non riesco a comprendere quali siano gli elementi che lo rendano ‘insuperato’ o migliore rispetto ad altre parti, e mi piacerebbe averne contezza anche come forma di crescita personale.
      La turnazione e quel qualcosa che va storto è la mia ipotesi preferita… anche se ci avviciniamo alla fine: accetto il rischio e vediamo se riusciamo a garantire un finale…esilarante!
      Che il dio degli lieviti mi assista! 🙂

      • Devo dire che è la prima volta che mi capita di dover convincere un autore della validità di un suo scritto 😀
        In ogni caso mi era piaciuto perché era un’idea molto originale e c’erano tante trovate carine:
        1. ” …finì contro un palo della luce. Elettrizzato…”
        2. “Chiedere al suo amico Giuda non avrebbe reso, e poi lui avrebbe poi preteso che gli restituisse una cifra maggiore e non gli andava di finire al suo cappio.”
        3. “L’insegnante era una madrelingua della Nespresso; la sua assistente aveva marchio Lavazza”
        4. “Sigfrido scoprì che il suo nome in lingua vaporea poteva essere pronunciato con due emissioni iatiche, ovvero con due emissioni di fiato pressoché identiche, e che assumeva la forma di Segafredo.”
        Comunque ciò non toglie che anche in questo stesso capitolo ci siano diverse cose che non vanno, come la nuova allergia di cui poi non si parla più o il fatto che tutto accade in modo improvviso e arbitrario. Però mi era rimasto impresso perché leggendo mi era piaciuto molto!

  • Ciao Lupus!
    Ho recuperato gli episodi, incuriosito dal genere, che è il mio preferito. Beh, è divertente e romantico, Sigfrido (Segafredo è geniale!) mi richiama Charlot innamorato; il corso di lingua vaporea spacca, e anche l’inizio con i Led Zeppelin è forte.
    Insomma si ride e si sorride, in un mix gradevole. Bravo!
    Occhio adesso perché manca poco e bisogna serrare le fila; l’ultimo capitolo mi è sembrato un po’ complicato, ma e solo un’impressione mia. Voto per il corso; ti seguo e vediamo dove ci porti.
    Ciao

  • Ma che bel racconto, veramente geniale! Mi ha fatto morire dal ridere, anche se è in realtà un umorismo molto sottile e particolare, per certi versi mi ricorda lo stile di Jutta Richter (non so se conosci questa autrice).
    L’idea secondo me è veramente originale e ben azzeccata, e anche lo stile di scrittura si addice molto al tipo di storia. L’unica cosa che non mi ha convinto molto è stato il personaggio di Father. All’inizio viene presentato come un vecchietto normale, che passeggia per il quartiere e che si ferma ad osservare Sigfrido per via del suo strano comportamento. Poi però si scopre che è suo padre e questa rivelazione secondo me è troppo improvvisa. Forse sarebbe stato meglio non dire niente all’inizio su chi fosse quel vecchietto, così che il lettore avesse le stesse informazioni di cui dispone Sigfrido, in modo poi da poter sviluppare dei colpi di scena che non entrassero in contraddizione con quanto scritto prima.
    In ogni caso un racconto veramente molto bello, il capitolo sul corso di lingua vaporea è stato secondo me il punto migliore. Voto per un altro corso, vediamo che accadrà.
    A presto!

    • Grazie Lorenzo per il commento positivo; sinceramente anche a me il personaggio di Father è quello che sembra meno riuscito; c’è qualcosa che stride in lui. Probabilmente andava lasciata maggiore suspance, ma un po’ questo effetto è anche dovuto (e me ne chiamo il torto) al fatto che in genere stendo la trama di un racconto tutta insieme, la abbozzo, e poi la sviluppo; essendo questa la prima esperienza su The INcipit, ho voluto affidarmi ai consigli e procedere di volta in volta; questo secondo me ha creato qualche bisticcio nelll’intreccio.
      Ti ringrazio per il commento molto lusinghiero. E vediamo come va il corso di Espressa…
      V.

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