Sulla strada per l’Est

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo... Mia vede Tom fare qualcosa di insolito (80%)

3. Riti notturni

Fino agli undici anni, Mia aveva viaggiato in compagnia dei suoi genitori, seguendoli lungo le grandi transumanze estive attraverso le pianure orientali. Da bambina era abituata a dormire sotto le stelle, addormentandosi cullata dal canto dei grilli e dal profumo dell’erba e risvegliandosi con la carezza della rugiada sulla pelle.

Undici anni più tardi dovette riconoscere di non essere più una ragazzina: la luna era ancora alta nel cielo quando si destò con un grugnito, disturbata dal dolore sordo che le correva lungo tutto il fianco destro. Il terreno su cui Tom l’aveva fatta coricare era duro e polveroso, senza la minima traccia di vita vegetale che potesse renderlo più confortevole. La coperta di lana ruvida nella quale si era avvolta non forniva alcun riparo dalle asperità del terreno e Mia non aveva alcun dubbio che quando si sarebbero rimessi in viaggio sarebbe stata ancora più stanca di prima. 

Spero che non pensi di farmi dormire in questo modo ogni notte, si disse stizzita, stringendo tra le dita il bordo superiore della coperta. Ci sarebbe voluta almeno una settimana prima di arrivare alla loro meta: anche se Mia aveva ogni intenzione di fuggire ben prima di raggiungerla, l’idea di dormire così scomodamente non le piaceva nemmeno un po’. Pretendo di avere almeno una stuoia: mi sembra il minimo!

Nel tentativo di trovare una posizione che le permettesse di riposare meglio, Mia si mise a sedere e così facendo notò che la coperta sulla quale si era coricato Tom era vuota. Dove accidenti è andato? Si chiese, sentendosi improvvisamente più sveglia di quanto non fosse stata un istante prima. Era possibile che l’uomo si fosse semplicemente appartato per svuotare la vescica, ma qualcosa le suggeriva che non era così – e Mia aveva da tempo imparato a fidarsi del suo istinto.

Facendo attenzione a non fare rumore, infilò nuovamente i piedi negli stivaletti e si alzò, guardandosi attentamente attorno alla ricerca di qualcosa che le rivelasse la posizione del bandito.

Non può che essere andato in quella direzione, ragionò, vedendo come tutt’attorno a lei ci fosse una sorta di anfiteatro di roccia che la proteggeva dal vento e dagli sguardi indiscreti. Il fatto che non l’avesse notato prima era un chiaro sintomo di quanto la cavalcata l’avesse stancata. 

Mia si diresse con cautela verso l’unico lato aperto – quello da cui erano arrivati – mentre un pensiero si faceva strada nella sua mente: possibile che i loro inseguitori li avessero raggiunti? Possibile che Tom se la fosse squagliata, abbandonandola in mezzo al deserto?

Non avrebbe senso! Tentò di rassicurarsi. Ormai sono l’unica a sapere dove il vecchio Jim ha nascosto il tesoro, e lui vuole assolutamente mettere le mani su quelle casse.

E aveva ragione. L’uomo non se n’era andato, né era stato attaccato dalle persone che gli davano la caccia. Se ne stava semplicemente inginocchiato in mezzo al nulla, il busto eretto e a torso nudo, la testa ripiegata sul petto come in preghiera.

Ma cosa… al riparo dell’ultimo masso che formava l’anfiteatro, Mia si accovacciò a terra e aggrappandosi alla roccia fredda si sporse un poco per studiare meglio la scena che aveva davanti agli occhi. Tom le dava le spalle e lei non poteva vederne il volto, ma poteva però scorgere la tensione che sembrava aver mutato in roccia i suoi muscoli, ben visibili al di sotto della pelle pallida.

Cosa sta facendo?

Per alcuni minuti Tom rimase perfettamente immobile e Mia si chiese se non stesse forse davvero pregando, ma prima che potesse rimettersi in piedi e fare ritorno alla propria coperta, l’uomo allungò un braccio e raccolse qualcosa che si trovava davanti a lui.

È un vasetto? Si chiese la ragazza, strizzando gli occhi per vederci meglio. 

Non sapendo di essere osservato, Tom intinse due dita nel recipiente e quando le ritirò esse scintillarono alla luce lunare, ricoperte da una sostanza vischiosa e all’apparenza trasparente. 

Con gli occhi socchiusi, l’uomo voltò il capo di lato e Mia poté vedere l’espressione concentrata disegnata sul suo viso. Muovendosi come seguendo uno schema ben preciso, Tom si percorse la pelle con le dita che aveva intinto nel barattolo. Passando prima suoi bicipiti, poi sugli avambracci, sul palmo delle mani, sui pettorali e sull’addome, prima a destra e poi a sinistra, raccogliendo nuova sostanza quando essa era finita, l’uomo si tracciò sul corpo un disegno invisibile e infine sospirò, evidentemente soddisfatto, e posò il barattolo a terra.

Nascosta dietro la roccia, Mia aggrottò la fronte, confusa. Cosa diavolo significava quella specie di rituale? Non aveva una risposta, ma di una cosa era piuttosto certa: era probabile che Tom sapesse più di quanto lasciasse intendere, e all’improvviso il suo desiderio di trovare il tesoro del vecchio Jim assumeva tutto un altro significato.

In punta di piedi e con un fastidioso nodo all’altezza della gola, Mia fece ritorno al proprio giaciglio. 

Nel prossimo capitolo, Mia farà qualcosa di avventato

  • Avrà un incontro ravvicinato con un serpente a sonagli (25%)
    25
  • Cercherà di rubare il barattolo con l'unguento (75%)
    75
  • Cercherà di scappare (0%)
    0
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15 Commenti

  • SERPENTE A SONAGLI. Non vedo perché debba rubare un unguento che non sa cosa sia, e neanche immagino che voglia scappare. Comunque complimenti a te che sei riuscita a inserire un tanto di mistero in una storia che sembrava “solo” un western. Aspetto buone nuove e ti auguro una splendida serata!🙏🌻

  • Ciao, mannaggia!!! Mi hai fatto venire in mente tutte le notti passate in tenda a rigirarmi perché un sasso dispettoso aveva deciso di massacrarmi qualche parte del corpo!!!
    E poi il mistero dell’unguento… non ho saputo resistere e ho votato per Mia che cerca di rubarlo. Non vedo l’ora di capire a cosa serva!!! Alla prossima.

  • Ciao, avvincente la fuga con l’ombra inquietante di inseguitori non visti, avventura pura o la dura legge del west!!!
    Ho votato anch’io per qualcosa d’insolito, per un ricordo del passato è ancora troppo presto ma anche per una visita inaspettata. Creiamo prima un po’ di suspence. Alla prossima e buon riposo ai due protagonisti.

  • Coraggiosa e un po’ incosciente questa Mia, vuole emanciparsi, sogna una vita nuova e non esita a mettersi in mano di uno sconosciuto (Forse nel West le donne erano abituate a tutto!). Naturalmente avrà da pentirsene, almeno a breve, sempre che non riesca a tenere sotto controllo il suo scomodo complice-rapitore-fuggiasco in vena di fare soldi. Adesso Tom farà qualcosa di insolito…
    Auguri a loro e complimenti a te, storia che promette molto. Bene! 🙏 alla prossima!

    • Ciao! Sicuramente le vere donne del West erano assai più prudenti e morigerate di Mia, che infatti vive in un mondo di fantasia che ha caratteristiche vagamente western: sono troppo pigra per informarmi abbastanza per poter scrivere un racconto che abbia una qualche pretesa di verosimiglianza!
      Io amo far penare i miei protagonisti, quindi la ragazza avrà sicuramente modo di pentirsi della sua avventatezza..
      Grazie per essere passato e alla prossima!

  • Uhm… questa volta le scelte mi piacciono tutte e tre. Dopo un po’ di indecisione, voto qualcosa di insolito perché la roba insolita mi piace 🙂

    Ho apprezzato lo stallone 😀

    Capitolo interessante. Ha ragione Mia, comunque, quando si viaggia con qualcuno è meglio avere un nome piuttosto che dire “ehi, coso” specie quando hai bisogno di interloquire presso luoghi sconosciuti. Ma naturalmente il nostro bandito potrebbe essere “stupido” come pensa lei oppure sa esattamente quello che sta facendo 😉

    Insomma mi hai incuriosito molto: andiamo avanti 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao! Se lo stallone fosse stato il cavallo rubato del capitolo precedente sarebbe stato importante, così com’è invece penso che sarà solo un mezzo di trasporto… Almeno per ora.
      Per quanto riguarda il bandito, vediamo se ha un buon motivo per non voler dire il suo nome o se vuole semplicemente tenere le distanze da Mia…

  • Ciao, ricambio i complimenti sul livello linguistico, è un vero piacere leggerti. L’incipit promette avventura e molto altro, come dovrebbe essere un bel western (forse) in chiave fantastica!!!
    Ho votato per il rapimento, cominciamo pure con il botto. Credo che Mia ci riserverà molte sorprese… non vedo l’ora di leggerle. Alla prossima!!!

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