Non voglio andare a scuola

Dentro la scuola

La strada è deserta, il canto di una civetta echeggia nell’aria. Lorenzo si aggrappa alle sbarre del cancello, poggia un piede sull’asse orizzontale e si tira su fino in cima. Scavalca il cancello con un balzo.

Merda, ora tocca a me. Nei paraggi non sembra esserci nessuno. Mi aggrappo anch’io al cancello e mi tiro su. Mugugno per lo sforzo, le braccia mi fanno male. I chili in eccesso si fanno sentire.

«Dai che facciamo l’alba» sghignazza Lorenzo.

«Fottiti».

Riprendo fiato in cima al cancello e sollevo una gamba per scavalcarlo. Uno strappo attira la mia attenzione. Accidenti, un lembo dei jeans è rimasto impigliato sugli spuntoni in cima. E ora chi la sente mamma? Sollevo anche l’altra gamba e salto giù.

«Belle mutande». Lorenzo ride e indica il mio pacco. «Le ha comprate tua madre?»

«No, la tua». Rido anch’io, ho bisogno di sciogliere un po’ la tensione. Il bidello Fabio potrebbe essere in agguato dietro l’angolo con la sua scopa.

Lorenzo si avvia verso la scuola. L’edificio si staglia contro il cielo scuro, un banco di nubi copre la luna. L’ingresso sembra una bocca pronta a sbranarci. Voglio andare via. A scuola non ci voglio andare di giorno, figuriamoci di notte.

Lorenzo fa cenno di sbrigarmi. «Muoviti, Alfré». Apre la porta d’ingresso. Sghignazza. «Allora Martin aveva ragione! Di notte non la chiudono a chiave».

«Shhh, parla piano». Mi guardo intorno: pipistrelli svolazzano vicino alla luce dei lampioni. «Potrebbe esserci qualcuno di guardia».

«Macché». Lorenzo prende il telefonino e sblocca lo schermo. «Allora, la busta di erba dovrebbe essere nel bagno del secondo piano».

Camminiamo lungo il corridoio diretti alle scale. Certo che di notte la scuola ha tutto un altro aspetto. Le luci bianche rendono l’ambiente spettrale, nel buio del cortile potrebbe annidarsi qualsiasi cosa. I dipinti appesi alle pareti sembrano essere opere di pittori maledetti e l’ odore di candeggina è così forte che sembra di stare in ospedale.

Lorenzo va verso le macchinette e tira fuori un euro.

«Ma che fai?»

Infila la moneta nella macchinetta e digita un numero sul tastierino. «Prendo le schiacciatine per dopo».

La macchinetta vomita un pacchetto di schiacciatine al rosmarino. Il ronzio è così forte che sembra quello di un calabrone.

Sono sconcertato. «Ma ti sembra il momento giusto per le schiacciatine?»

«Perché no?» Lorenzo si infila il pacchetto in tasca e si avvia verso le scale. «Alla faccia della Schiattoni. Magari muore, così impara a mettermi le note».

«Beh, stavi mangiando mentre spiegava».

Lorenzo allarga le braccia. «Avevo fame!»

«Potevi aspettare la ricreazione».

Lorenzo mi lancia un’occhiata avvelenata. Mi pento subito di quelle parole.

«Ma sentilo. il pupillo della Schiattoni». Si volta di nuovo. «Lo sappiamo tutti che vi amate a vicenda, non c’è bisogno di essere così ovvi».

Arrossisco. «Non è vero».

«Oh sì che lo è. Non ho mai capito che ci trovi in lei. Per me il miglior insegnante è Borelli».

«Quello nuovo?»

Lorenzo annuisce.

«Ma è fuori di testa!» Mi vengono in mente i suoi capelli unti, i suoi occhiali spessi e la sua mania di aprire finestre.

Lorenzo scuote la testa. «È un genio, non si può pretendere che sia normale».

«Mah, se lo dici tu…» A me sembra solo uno svitato.

L’eco dei nostri passi sulle scale si riverbera contro le pareti. Arriviamo al secondo piano, all’odore pungente della candeggina se ne unisce un altro, come di fogna. La postazione di Fabio è vuota: un cruciverba aperto è abbandonato sul tavolo. Camminiamo lungo il corridoio, il bagno è in fondo. La puzza è sempre più intensa.

«Ma la senti anche tu?»

Lorenzo annusa l’aria. «Sì. Smettila di scureggiare».

Gli mollo un pugno sul braccio. Lui fa lo stesso. «Ahi!»

Lorenzo ridacchia e scuote la testa. Guarda qualcosa alle mie spalle. «Ehi, che strano…»

Mi volto con la mano sul braccio dolorante. «La porta è aperta».

Lorenzo si avvicina alla porta.

«Che fai? Potrebbe essere pericoloso».

Lui scoppia a ridere. «Sì, potrebbe esserci un serial killer. Ma falla finita». Spinge con le dita la porta, che si apre con un cigolio. Una zaffata mi penetra nelle narici e mi scende in gola. Tossisco, Lorenzo fa lo stesso.

«Ma che cazz…»

Voglio andare via, ma Lorenzo si copre bocca e naso con la maglietta ed entra. Si blocca davanti ai banchi della prima fila.

«Che succede?» Mi avvicino, Lorenzo fissa qualcosa a terra. Tossisco un’altra volta. Due piedi sbucano da dietro i banchi dell’ultima fila. Due piedi di qualcuno a terra. Voglio andare via.

«Aspetta qui». Lorenzo va verso il fondo dell’aula. Lo seguo. Su quei piedi ci sono scarpe con i tacchi. Le gambe sono ricoperte da due calze di nylon e da una gonna lunga fino al ginocchio. Mi avvicino ancora. «Ma è la Schiattoni!»

Lorenzo si piega in due e vomita. La prof di italiano è riversa a terra, gli occhi sbarrati guardano il soffitto da dietro un paio di occhiali rotti. Un solco rossastro gli attraversa la gola e un mucchietto di merda è immerso nella pozza di sangue rappreso. Vomito anch’io un fiotto caldo di succhi gastrici.

Cosa fanno Alfredo e Lorenzo?

  • Vanno alla ricerca dell'assassino (0%)
    0
  • Scappano (100%)
    100
  • Chiamano la polizia (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

59 Commenti

  • Ciao Lorenzo!
    “del resto ci vogliono dei maghi per far funzionare una scuola qui in Italia”, passo perfetto per ricordarci che anche se Nosferatu non è troppo distante, una bella battuta non va lasciata cadere mai😁. Anche secondo me Alfredo non si fida, ma vuole salvare Lorenzo; così ho votato. Il dialogo col preside evidenzia bene la pressione che il preside esercita sull’alunno e l’episodio fila velocemente sul loro dialogo, ben sceneggiato secondo me. Ok vediamo di rientrare.
    Ciao stammi assai bene!

  • Ciao, Lorenzo.
    Ci metti dì fronte a un dilemma: chi dice la verità? Di chi fidarsi? Tutti hanno una storia plausibile da raccontare e a tutti si potrebbe credere, ma chi sarà quello giusto?
    Complimenti per l’Intreccio, sicuramente anima la storia è crea suspense.
    Secondo me, non crede a quello che ha riferito Vinci, ma lo asseconda per salvare l’amico.
    Ancora complimenti.

    Alla prossima!

  • Scappa e fa un incontro imprevisto.
    Ciao, Lorenzo.
    Perdona il ritardo. Sono rimasta spiazzata, le mie ipotesi sono andate a gambe all’aria: nella mia testa ero convinta si trattasse di un sogno, e invece… cosa assolutamente buona, perché non scontata. Ora si attende il seguito.
    Il duello tra il bidello e il robot è ben scritto, un po’ grottesco forse ma, per il tono che hai dato a questo racconto, non è fuori posto.

    Alla prossima!

    • Beh in realtà un’ipotesi simile potrebbe essere ancora possibile, anche se non credo che andrò in quella direzione. Mi fa piaceri averti spiazzata, di questo capitolo non ero molto soddisfatto ma sono contento di notare che invece ha funzionato. Grazie per il commento positivo, vediamo chi incontrerà il protagonista fuori da scuola. A presto!

  • In questo capitolo hai spinto molto sulle rivelazioni (sempre che i ragazzini non siano in realtà sballati da qualche parte!).
    Sono un po’ combattuto, a dirti la verità.
    Credo che all’improvviso, almeno personalmente, si possa essere perso il tono cupo che avevi deciso di dare sin dall’inizio, in favore di una comicità, penso voluta, in determinate descrizioni. Personalmente, sino alla questione del vampiro robot la sospensione dell’incredulità era rimasta intatta, ma in questo duello mi sono trovato un po’ spinto fuori da quella visione iniziale (che può rimanere sempre e solo un mio problema) 🙂
    Per quanto riguarda streghe e stregoni, invece, la cosa ci stava 😉

    Trovi il capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/Q6YRiyea1xY

    Alla prossima!

    • Condivido in pieno le tue riflessioni. Inserire un tono sempre più comico e surreale mi è venuto spontaneo ed era una cosa che mi divertiva, anche se sono d’accordo sul fatto che non devo perdere di vista il genere del racconto e non devo esagerare con una comicità che, alla lunga, potrebbe stancare ed essere fuori luogo. Credo infatti che nei prossimi capitoli spingerò sul lato “oscuro” della vicenda, senza però tralasciare quell’ironia di fondo che comunque mi piacerebbe mantenere in questa storia.
      Grazie mille per la condivisione onesta e molto utile delle tue riflessioni, ci leggiamo al prossimo capitolo!

  • Ciao Lorenzo!
    Direi che prosegue assai bene; bello il ribaltamento dei ruoli, dove Borelli e Nosferatu passano dalla parte dei buoni, mentre Schiattoni e il resto del corpo docente sembrano vittime de “L’invasione degli Ultracorpi” , splendido film di fantascienza anni ’50. Tieni la storia molto bene sul filo di demarcazione tra drammatico e leggero (la Schiattoni che parla in latino a quell’ora della notte 😂).
    Opto per l’incontro imprevisto, posto che ci siano incontri prevedibili in quella scuola.
    Non ultimo, complimenti per la versatilità! Se penso che la tua prima storia che ho letto era “Gran tour a Roma”…
    Ciao e buona domenica!

    • Quello è uno di quei film che ho sempre voluto vedere, ma non ho mai avuto occasione, magari prima o poi recupererò. Comunque ho capito a che ti riferisci 😀
      Grazie per i complimenti e il bel commento! Questo è un capitolo su cui ero molto dubbioso e poco soddisfatto, ma mi fa molto piacere che tu l’abbia apprezzato comunque. Spero di continuare così e di non eccedere con il lato leggero né tantomento con quello drammatico. A presto!

      P.s. Grazie per i complimenti sulla versatilità! In effetti in questo racconto vorrei sperimentare con lo stile, mentre in “Grand Tour a Roma” mi interessava principalmente la storia. Storia che tra l’altro non ho abbandonato e che, al contrario, ho rielaborato e sto riscrivendo da capo. Spero che possa uscirne qualcosa di buono 😀

  • Ciao Lorenzo!
    Beh, questa non me l’aspettavo! siamo oltre BB, qui c’è Mary Shelley, e l’impostazione in lingua tedesca (Il disappunto di Borelli è da morir dal ridere) richiama Cesare di Murnau; i due ragazzi erano lì per un po’ di erba, ma stanno viaggiando alla grande anche senza 😂😂.
    Molto divertente e pazzo, scelgo Fabio The Avenger e ti auguro buona domenica. Ciao!

    • Wow, grazie mille per il bel commento! Ricevere i complimenti da te per l’umorismo del racconto mi fa molto molto piacere 😀
      Sul pazzo sono d’accordo, in effetti la piega che sta prendendo questo racconto sta stupendo anche me. Chissà se proseguendo i toni si calmeranno o il racconto diventerà ancora più pazzo, in ogni caso ti ringrazio ancora una volta e spero che i prossimi capitoli non deluderanno. A presto!

  • I nostri voti ti hanno messo davvero nei guai! 33% Per tutte le risposte…
    Ma sei riuscito a cavartela alla grande 🙂

    Il capitolo riesce a risultare abbastanza divertente, un po’ per quest’aria da piccolo chimico che trionfa in tutto il capitolo. Far sorridere il lettore però è un buon passo per poter innescare con più facilità la paura, basta solo “mixare” nel modo adeguato le componenti.
    Sono curioso di saperne di più sulla questione.
    Aspetto il prossimo!

    Troverai la lettura del capitolo online domenica, perché ho avuto qualche casino in questi giorni, anche se il capitolo sono riuscito a leggerlo il 6!
    https://youtu.be/FNdHjfWqneY

    Ciao!

    • Esatto, alla fine ho dovuto fare un mix delle tre opzioni ma dopotutto sono stato contento di poter sperimentare con tutte le possibilità. Spero che la storia continuerà a piacere, in effetti questo potrebbe essere un buon momento per accelerare sul lato horror della vicenda.
      Grazie mille per il feedback e a presto!

  • Scena degna di un film dell’orrore di serie B.
    Non sono fan della vivisezione però…
    Per il resto mi piace come ti “prendi in giro” ammettendolo proprio l’improbabilità della cosa, ma la battuta migliore è quando dice “con la differenze che questa non è una serie televisiva” come per dire che è la realta. Adoro quando nelle opere di fantasia (specialmente quelle esagerate tipo con i robottoni o gli alieni) dicono “questa è la realtà”.
    Comunque voto per “non centra niente” anche perchè siamo solo alla quarta parte e mi piacerebbe se il colpevole compare molto più dopo.
    Comunque congratulazioni. Adesso ti seguo.

  • Ciao, Lorenzo.
    Direi che il bidello Fabio non c’entra niente, questo apre alla possibilità di un altro personaggio da incubo… perché sembra proprio un incubo 🙂
    Devo dirti la verità, i pipistrelli vivi mi hanno dato un po’ fastidio, non sopporto che si possano usare gli animali in questo modo e, purtroppo accade e non di rado (non per costruire vampiri mi auguro); tuttavia, era un’opzione e ha avuto più voti.
    Non ho mai vito Breaking Bad, anche se molti me ne hanno parlato benissimo, ma hai reso bene l’idea della anfetamina, di come può agire anche sul robottino, a proposito: quanto è grande? Io l’ho immaginato piccolo come i pipistrelli, ma se afferra e stritola la mano del prof. forse è molto più grande.
    Be’, che altro dire? Il capitolo mi è piaciuto e aspetto il quinto. Vediamo che succede…
    Saluti anche da Keziarica e alla prossima!

    • Grazie mille, sono contento che ti stia piacendo! Capisco il tuo punto di vista sui pipistrelli, e il fatto che ti abbia disturbato lo potrei interpretare anche come un elemento positivo visto che il mio intento nella descrizione era proprio questo. Per quanto riguarda le dimensioni del robot hai ragione, mi sono dimenticato di specificarle perché avevo dato per scontato che si capisse che fosse grande quanto un uomo adulto, ma dovevo essere più preciso.
      Grazie ancora e a presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Voto per la sostanza stupefacente, forse perché Borelli stesso dice che potrebbe tornare utile nell’esperimento, forse perché mi vedo in un nuovo “Breaking bad”. Il tono è leggero e simpatico, come già emerso nel secondo capitolo, e la storia si dipana in equilibrio tra paura e ironia, all’americana oserei dire, con un giovane Mel Gibson nella parte di Lorenzo. Vediamo dove si va, intanto ci si diverte.
    Ciao, alla prossima!

  • Ok. Di sicuro il colpevole non sarà il nuovo personaggio, Già solo in questo capitolo mi ha conquistato, spero si unisca al team dei protagonisti.
    Scelgo il robot, solo perchè mi fa schivo la vivisezione e mettere altri droga mi sembra ridondante.
    Il robot invece penso possa aprire molto possibilità in più!!
    Non vedo l’ora di scoprire altri indizi nel prossimo capitolo!

  • Ciao, Lorenzo.
    Dato che il prof non vuole intorno i Carabinieri, forse forse sta preparando una nuova sostanza stupefacente…
    Mi hai fatto sorridere, il tuo racconto ricorda i vecchi horror alla “Scream” terrificanti e a tratti divertenti, la frase: «Diciamo che non era proprio in ottima forma» spiega in pieno quel che intendo.
    Chissà se l’assassino è ancora a scuola e cosa succederà nel corso della notte, non ci resta che attendere per scoprirlo.
    Visto che siamo alla fine dell’anno, ti auguro Un Felicissimo Anno Nuovo.

    Alla prossima!

  • Dai, il Robot Umano è doveroso. Una specie di Terminator che va a Cannabis? 🙂
    Sono curioso di scoprire il prossimo capitolo!
    Il fatto che rimangano a scuola è davvero un po’ surreale, considerata l’agitazione…
    a meno che il compare non sia un complice del professore…
    Vediamo che ci aspetta!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/tdJoKAQfZek

    Alla prossima!
    E buon anno!

  • Ciao!
    Mi inquieta questo racconto (e penso sia uno degli obiettivi dello scrittore!).
    La vivisezione di topi e pipistrelli mi pare banale; la fabbricazione di un umanoide mi sa molto di Frankenstein; la produzione di una sostanza stupefacente… boh.
    Io sarei più per un mix delle tre cose.
    Però dovendone scegliere una, voto l’umanoide, perché sono curiosa di capire come la sviluppi e che cardiopalma mi trasmetti nel prossimo capitolo… 😉
    A presto.

  • Ciao Lorenzo!
    I poveretti sono in qualcosa di troppo grosso, e si mostrano come due sprovveduti. Mi piace immaginare Borelli come omicida; sarei curioso di vedere il killer alle prese con i due inaspettati astanti (se sono per davvero tali).
    L’atmosfera “school at night” mi fa partire in automatico nella testa la musica di Profondo Rosso quando Mark fa irruzione nella scuola; la suspense è ben tenuta e qua e là viene stemperata dalla goffaggine del duo: bene! Vediamo come va…
    A presto ciao!!

    • Grazie mille per il feedback! Se fosse veramente l’omicida i due sarebbero davvero nei guai: la porta dietro di loro è chiusa e non hanno vie di fuga. Però allo stesso tempo potrebbe essere interessante trovare un modo per risolvere la questione, vediamo come si evolverà la storia.
      A presto!

  • Ciao Lorenzo.
    Anche io penso che i due si comportino in modo irrazionale, stupido e alla fine dei conti… normale in certe situazioni dove si sbaglia sempre.
    Il prof, secondo me, fa gli esperimenti in gran segreto, e i due non hanno nulla da temere.
    Trattandosi di un horror e non un giallo io resterei sulla descrizione di certi particolari e sulle paure, un po’ meno sull’evolvere della vicenda. Alla prossima, buon Natale 🎅

  • Il fatto che il prof. Borelli abbia sempre i capelli in disordine mi fa pensare che, forse, potrebbe non avere una casa… il suo incedere incerto, invece, mi fa pensare che potrebbe essere un’altra vittima del killer… vedremo.
    Ciao, Lorenzo.
    Certo che gli adolescenti sono proprio scemi! Invece di chiamare aiuto o darsela a gambe, stanno lì a prendere l’erba e ad aspettare, come in un qualsiasi horror che si rispetti, l’arrivo del maniaco di turno 😀
    Leggendo anche questo episodio, noto ancor di più l’incongruenza degli escrementi… la morta è nuda o vestita? Perché non è specificato, ma se è vestita come fanno le sue feci a trovarsi nel sangue scaturito dalla ferita alla gola? Forse è stata trascinata?
    Anche a te faccio gli auguri per Natale, non so se ci leggeremo prima. Io ho terminato il nuovo capitolo de “la Bambola” ma devo eliminare un po’ di caratteri e sto ideando il nuovo di “Altrove”, tra il lavoro e altri problemini non sono ancora riuscita a pubblicare…

    Alla prossima!

    • Hai ragione, il dettaglio degli escrementi voleva essere un tocco di realismo in più, però l’ho sottovalutato e mi si è ritorto contro provocando un’incongruenza… spero di porre rimedio in qualche modo a questa svista, grazie per avermela fatta notare!
      Eh già, in effetti quella scena era un po’ scontata, ma del resto erano venuti lì per l’erba, non potevano di certo andare via senza 😀
      Grazie per gli auguri e buone feste anche a te, ci leggiamo prossimamente. A presto!

  • Eccomi, Lorenzo.
    Perdonami, ma non ho molto tempo a disposizione in questo periodo e non sono riuscita a commentare ieri.
    Bene, bene, un horror! In una scuola… credo che sia un’ottima idea, la scuola con i suoi tanti corridoi, le classi, i ripostigli… la palestra. Ci sono tanti posti in cui nascondersi e in cui nascondere il male.
    Un inizio molto interessante, si parte con leggerezza e si finisce in un contesto duro e raccapricciante. Come Minollo, anche io avrei preferito “escrementi” ma è un horror, non si può andare tanto per il sottile. Non capisco perché ci siano, però, gli escrementi… sempre che siano suoi e se così non fosse, la cosa si farebbe ancor più raccapricciante. Non so dove ci porterà questo racconto, ma sono certa che non ci si annoierà.
    Ancora ben tornato e alla prossima!

    p.s. scappano, sono ragazzi (polizia farebbe domande e il killer ammazzerebbe 😉 )

    • Figurati, non preoccuparti!
      Il dettaglio degli escrementi all’inizio non c’era, ma mi sembrava verosimile che la vittima se la potesse far sotto alla vista del proprio assassino (e mi sembra di aver pure letto qualcosa di simile da qualche parte). In più mi serviva un elemento che intensificasse la puzza che sentono i ragazzi, visto che il cadavere ancora non era in avanzato stato di decomposizione, e quello mi sembrava un dettaglio che ci poteva stare.
      Grazie mille per il feedback, cercherò di continuare a muovermi tra il leggero e il sanguinolento.
      A presto!

  • Scappano!
    Ciao Lorenzo e ben ritrovato!
    Nientemeno che un horror scolastico; i due amichetti se la fanno sotto; seguo la storia e mi domando se siamo di fronte ad un freddo assassino o se c’è l’elemento sovrannaturale, tipo edificio infestato. La scuola si presta…
    Tutto bene dunque; personalmente avrei usato il termine “escrementi” invece di “merda”, parola neutra che mi sembra più adatta nel frangente del ritrovamento. Ma è pure vero che il narratore è un ragazzo.
    Sia come sia, buona scrittura da qui alla decima. Ciao!

    • Ciao Minollo! È un piacere ritrovarti qui 🙂
      Eh sì, questa volta si passa all’horror puro. In mente ho già diverse possibilità su come proseguire la storia, però vediamo dove ci porteranno le varie opzioni! Non ho resistito all’idea di trasformare la scuola in una casa degli orrori, visto che dagli scolari viene quasi sempre percepita in un modo simile 😀

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi