Non voglio andare a scuola

Dove eravamo rimasti?

In quel momento succede qualcosa di inaspettato. Cosa? La scuola crolla e viene completamente distrutta (50%)

Addio alla scuola

Un boato alle mie spalle. Una mano invisibile mi solleva in aria e mi scaraventa a terra. «Aaaaaah».

Sbatto sulla strada e rotolo via, l’asfalto mi lacera i vestiti e la pelle. Un dolore atroce si insinua in tutto il corpo. Ma che diavolo…

Sollevo un po’ la testa, il collo mi fa un male cane. Lorenzo è accanto a me, il volto a contatto con la strada. «Ehi…».

Una nuvola di polvere e detriti ha preso il posto della scuola. Tossisco e sputo un grumo di saliva, un odore di bruciato si è diffuso nell’aria. Mio Dio, allora l’inferno esiste davvero. Le orecchie mi fischiano come dopo un concerto e mi vortica la testa. Gli occhi mi si chiudono, appoggio la nuca sull’asfalto. Solo cinque minuti…

***

Il carabiniere si avvicina all’ambulanza, emana un forte odore di tabacco. La visiera del suo cappello riflette la luce rosata dell’alba. «Come state, ragazzi?»

Lorenzo fissa le macerie. «Non troppo bene».

Il carabiniere annuisce. «Ve la siete vista brutta». Indica verso la scuola. «Potevate rimanerci».

Mi passo la lingua sulle labbra spaccate, che mi pizzicano dal dolore. Potevamo rimanerci, sì. Come i nostri insegnanti.

«Le cause dell’esplosione non sono ancora chiare, ma potrebbe essersi trattata di una fuga di gas».

Mi contorco le mani doloranti. Quando arriverà al punto?

Il carabiniere si toglie il cappello. «Volevo dirvi che sono stati ritrovati dei corpi all’interno». Ci guarda dritto negli occhi. «I corpi dei vostri insegnanti, con tutta probabilità. Mi dispiace». Si rimette il cappello. «So che siete ancora sotto shock, ma ve lo devo chiedere. Che ci facevate qui di notte?»

Fa freddo, ma il sudore mi appiccica la maglietta alla schiena. Lorenzo mi guarda. Fa un cenno col capo e torna a guardare il carabiniere. «Facevamo un giro».

«Un giro?» Il carabiniere aggrotta le sopracciglia. «Puoi essere più preciso?»

Lorenzo scrolla le spalle. «Non avevamo sonno e abbiamo deciso di fare una passeggiata».

«Perché proprio vicino alla scuola?»

Mi schiarisco la voce. «Dovevamo prendere una cosa qui fuori».

«Che cosa dovevate prendere?»

Sostengo lo sguardo del carabiniere. «Una cosa».

Lorenzo mi guarda e alza le sopracciglia, io scuoto la testa. Meglio dire una mezza verità che una bugia intera.

«Capisco». Il carabiniere si volta. «Quindi non sapete perché i vostri insegnanti erano a scuola a quell’ora. È molto insolito, non trovate?»

«Già, insolito». Lorenzo ripete quella parola come se non sappia il significato.

Il carabiniere torna a guardarci. «Suppongo che a breve ci capiremo qualcosa. Per il momento va bene così, grazie ragazzi. Andate a riposare».

***

La luce rossastra del tramonto illumina le foglie cadute dai platani. Lorenzo è seduto sul muretto e sta leccando il bordo di una cartina. «Sei riuscito a svignartela alla fine?»

Mi siedo accanto a lui. «Sì, con la scusa che avevo bisogno di riposo mia madre non ha osato entrare in camera mia».

Lorenzo accende la canna e aspira una boccata. Esala il fumo e rovescia la testa all’indietro. «Ah, finalmente». Fa un altro tiro e mi passa la canna. L’odore di marijuana si diffonde nell’aria.

La prendo e me la porto alle labbra, il fumo mi pizzica le narici. Faccio un tiro e tossisco.

Lorenzo mi dà una pacca sulla schiena. «Dovremo cambiare scuola».

Faccio un altro tiro. «Già». La testa inizia a girarmi, passo la canna a Lorenzo.

«Chissà se anche le altre sono popolate da streghe e stregoni».

Mi stringo nelle spalle. «Secondo me tutto il sistema scolastico è popolato da due tipi di stregoni: quelli che usano la magia bianca, come Vinci, e quelli che usano la magia nera, come Borelli».

Lorenzo fa un altro tiro e fissa il cielo con aria pensierosa. «Hm, ha senso».

«E magari tutto il mondo si regge su questo conflitto. Pensaci. Tutte le guerre si basano sulla lotta tra il bene e il male». Imito con le mani i piatti di una bilancia. «Tra la magia bianca e la magia nera».

Lorenzo scoppia a ridere. «Ora stai sfattonando alla grande».

Arrossisco. «Già… però sono convinto che sia così».

«Anch’io». Lorenzo mi passa la canna. «Per questo ho deciso che diventerò un insegnante. Quello che è successo ieri notte non può accadere di nuovo».

Esalo il fumo e getto il mozzicone. «Io invece voglio solo dimenticare tutto».

Lorenzo scende dal muretto. «Vado, che tra poco fa buio. Non mi piace più il buio».

«Neanche a me».

Saluto Lorenzo e mi avvio dalla parte opposta. Attraverso il viale del parchetto. Accidenti, il sole sta tramontando in fretta. Mi sembra di essere tornato a quando Vinci mi ha convinto a tornare a scuola. Rabbrividisco.

«Pssst».

Mi volto. Ma cosa è stato? Non c’è nessuno, forse è un animale. O forse me lo sarò immaginato, le orecchie mi fischiano ancora. E se qualcuno mi stesse seguendo? Maledizione, quella canna mi ha fatto diventare paranoico. Scendo le scalette di corsa e attraverso il cancello del parchetto: qualunque cosa sia me la lascerò alle spalle. O forse no. Mi lascerò mai alle spalle il ricordo di quello che è successo? Forse me lo porterò sempre con me. Sempre che sia successo veramente.

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101 Commenti

  • Ciao, Lorenzo.
    Anche questa storia è giunta al termine e mi sento di dirti che, nel complesso, hai fatto un buon lavoro. Il genere è stato rispettato, i personaggi sono ben delineati e le scene dinamiche sono state rese con cura e risultano credibili e coinvolgenti.
    Il fatto che Lorenzo voglia fare insegnante mi fa pensare che potrebbe essere rimasta in lui una scintilla di malvagità, ma chi lo sa…
    Ti rinnovo i complimenti, aspetto un nuovo racconto e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Grazie mille per tutti questi bei complimenti, questo racconto nel complesso era un piccolo esperimento e sono contento che sia riuscito! Non so se in Lorenzo sia rimasta una scintilla di malvagità, devo dire che non ho pensato a questa eventualità, ma il finale rimane per certi versi aperto per cui non si può escludere anche questa interpretazione 😀
      Grazie ancora per aver seguito la storia fino alla fine e a presto!

  • 10)

    E il lungo viaggio ci ha portato alla conclusione: alla fine sono riusciti a farsi sta maledetta canna! 😀

    Ci lascia con il dubbio che tutto sia accaduto, e non, senza confermarci la morte di nessuno. Nell’ombra, magari, l’oscurità brama di prendere possesso di Alfredo.
    Tempo di congetture, lavoro per lettori.

    Complimenti per aver portato a termine questa storia. 🙂
    Trovi il capitolo finale sempre su Youtube:
    https://youtu.be/vzqG5VckbYs

    Alla prossima storia!

    • Scusami se rispondo solo ora, ma per qualche motivo il commento non mi era apparso 😀
      Grazie per essere rimasto fino alla fine! Il finale è aperto, quindi c’è lo spazio per le congetture in effetti, e mi piace che ognuno possa farsi una propria idea a riguardo.
      Grazie ancora per aver letto tutti i capitoli e a presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Alfredo alla fine si da un pizzicotto: ma è successo davvero? Il finale è davvero soddisfacente, mi piace molto soprattutto il dialogo tra i due e le loro considerazioni in merito alla scuola e al conflitto eterno tra le due magie. Ironia elegante sul mondo della scuola, anche per il fatto che due studentelli alla ricerca di fumo in fondo si siano battuti, magari capendone poco, per salvare il bene del tempio della cultura. Originale e divertente, uno smile-horror (categoria temporanea ?).
    L’unica perplessità riguarda “Lorenzo ripete quella parola come se non sappia il significato”: nonostante il tempo presente, vedo meglio “sapesse”, forse perché “non può non sapere”, o perché non è discorso diretto. Sensazione, forse è così, forse no ?, ben poca cosa comunque in una bellissima storia.
    Ciao a presto!

    • Pensa che all’inizio avevo scritto proprio “sapesse”, ma poi ho cambiato perché pensavo che ci volesse il presente… Questo tipo di congiuntivi proprio non mi entrano in testa 😀
      Grazie mille per il bel commento, sono contento che il finale sia stato soddisfacente: pur essendo convinto nel terminare questa storia in questo modo, temevo che le battute finali potessero non essere apprezzate. Il nome della categoria “smile-horror” mi piace molto: mi dà molto l’idea di un sottogenere a metà tra la parodia e l’horror vero e proprio, e credo sia proprio adatto al mio racconto 😀
      Grazie ancora per aver seguito la storia fino alla fine e a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Tenendo conto che si tratta di un horror, voto per il crollo della scuola immaginandolo come un pre-finale che conduca al finale vero, quello dove il male, in qualche modo, trova il modo di tornare.
    Il capitolo porta direttamente alla chiusa e hai fatto un bel lavoro di struttura, io non ci riesco mai e finisco sempre per correre dietro ai finali.
    Vediamo come te la cavi; per il momento, ti auguro un buon fine settimana e alla prossima!

    • Grazie, in effetti non è facile tenere a bada la scrittura quando non si ha certezza di come proseguirà la storia, sono contento che in qualche modo ci sono più o meno riuscito 😀
      Vedremo per il finale, il crollo sembra prevalere e sì, un colpo di scena finale sarà d’obbligo.
      Grazie ancora e a presto per il finale!

  • Ciao Lorenzo!
    Io ho votato per i carabinieri; voglio vedere se i ragazzi vuotano il sacco e loro intervengono, e eventualmente cosa trovano. Avvincente sfida, con il corpo docente schierato (i nomi e le materie insegnate mi fanno pensare ad uno momento autobiografico ?). Google translate mi informa che Nosferatu se innervosito insulta ?.
    Ben scritta la fase concitata dello scontro, come già in altri racconti avevi fatto, e la fuga di Alfredo con Lorenzo a peso morto. Vediamo cosa hai in serbo per la decima.
    Ciao stammi bene!

    • Sì, sarebbe stato interessante vederli alle prese con i carabinieri, però credo che si andrà per il crollo della scuola… Vedremo che succederà 😀
      Grazie mille come sempre! Nosferatu è un robot molto volgare infatti, dovrebbe moderare un po’ il linguaggio 😀
      A presto per il finale!

  • Ciao, Lorenzo.
    La Schiattoni mi ricorda un paio dì vecchie insegnanti delle superiori, quelle con cui poi si resta anche in contatto o che, comunque, si ricordano con affetto. Hai reso bene il momento dell’incontro con Alfredo. Ora sono curiosa dì capire che sta succedendo, la prof è davvero morta? È apparsa senza avere coscienza del trapasso? Cosa succederà?
    Siamo quasi alla fine, voto per il ritorno dentro la scuola, da protagonista e quel che dev’essere sarà ?
    Alla prossima!!

    • Grazie, infatti volevo tratteggiare proprio un’insegnante odiata da tutti tranne che dal protagonista, l’unico che riesce a vedere oltre l’apparenza di severità e asprezza. Tutte queste domande credo troveranno risposta nei due capitoli finali, spero di riuscire a concludere la storia nel migliore dei modi. Grazie ancora e a presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Io dico da protagonista, come si conviene ad un ragazzetto che non ha il fisico del ruolo per essere un eroe, ma che si riscatta! La Schiattoni non è schiattata, o forse sì ed è solo nella mente di Lorenzo? Mi ripeto, nulla è come sembra, l’incontro Vinci-Borelli per ora non ha vincitori, mi chiedo cosa stia succedendo in palestra: di certo non un consiglio d’istituto ? .
    Bravo, capitoli scorrevoli e enigmi irrisolti che aumentano, e diminuiscono gli episodi mancanti ?.
    Siamo sulle spine!
    Ok a presto allora ciao!

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