Non voglio andare a scuola

Dove eravamo rimasti?

Di che esperimento si tratta? Vivisezione di topi e pipistrelli (33%)

Nosferatu

I tavoli dei laboratori sono disposti su due file: sulla prima ci sono delle pallette nere, sulla seconda quello che sembra un corpo di metallo sdraiato sulla schiena. Su un altro tavolino ci sono altre provette colorate e delle buste di plastica.

«Prof, che diavolo sta succedendo?» Lorenzo è sulla soglia e osserva il tutto con le sopracciglia aggrottate. Si avvicina al primo tavolo e arriccia il naso. «Ooh… ma quelli sono pipistrelli

Borelli si avvicina al tavolo e raccoglie tutti i ferri che ci sono sopra. «Esatto».

Pipistrelli? Mi avvicino anch’io. Un’ondata di disgusto mi sconvolge le viscere, ma non riesco a distogliere lo sguardo. Sul tavolo sono disposte due file di topi volanti. Le ali sono aperte e infilzate con degli spilli sulla superficie, la pelle del corpo è stata rimossa per lasciare scoperti gli organi, che pulsano ancora. «Ma sono vivi…»

«Certo che sono vivi». Borelli indica il corpo di metallo sull’altro tavolo. «Studiarli mi è servito per progettare lui».

Fa cenno di avvicinarci. Lorenzo fa qualche passetto in avanti. Vado anch’io, incuriosito da quella creatura dalla forma umana. Che potrà essere, una qualche specie di robot?

Il prof ci raggiunge. «Che ve ne pare? Mi ci è voluto quasi un mese per realizzarlo».

Mi avvicino ancora di più al tavolo. Il cranio della creatura è solcato al centro da una cresta di bulloni, gli occhi sono aperti a guardare il soffitto e la bocca socchiusa mostra una fila di denti aguzzi.

«Ma è un vampiro!» Non può essere, non riesco a credere ai miei occhi.

Borelli annuisce con aria compiaciuta. «Esatto. Mi sono ispirato a Nosferatu, uno dei miei film preferiti».

«È bellissimo». Lorenzo sfiora con la mano una delle gambe di metallo. «Si muove anche?»

«Questo lo scopriremo presto». Borelli va verso l’altro tavolo. «Siete arrivati proprio al culmine del mio esperimento, dove cercherò di infondere la vita in questo corpo». Prende le provette e versa i liquidi in un recipiente più grande. Dal contenitore si solleva un fumo sempre più denso. Afferra una busta di plastica e ne versa il contenuto nel recipiente: sembrano pasticche grigie.

Borelli si volta verso di noi. «Fabbricare un robot che risponda ai comandi di per sé non è difficile. Basta saper costruire i giusti circuiti e inserire le batterie, o collegarlo alla presa di corrente. Fabbricare un robot che abbia una volontà propria, invece, è tutta un’altra cosa». Mescola i liquidi nel recipiente e lo solleva. «E mi servirà questo».

Lorenzo lo indica. «Che cos’è?»

«Varie sostanze chimiche mescolate a metanfetamina». Il prof va verso il vampiro. «Mi serviranno per stimolare l’impulso vitale della mia creatura».

«Come in Breaking Bad Lorenzo ride e batte le mani.

«Con la differenza che non siamo in una serie tv, e che la mia metanfetamina è pura solo al cinquanta per cento».

Scuoto la testa. Vampiri robot, droga ed esperimenti sui pipistrelli: ma in che razza di film horror scadente sono finito?

Borelli apre uno sportelletto sul petto del robot e versa il liquido. «Spero solo di non aver fatto un pasticcio. Sono un fisico, non un chimico». Guarda Lorenzo e poi me. «Siete pronti?»

No, voglio andare via, ma la curiosità si sta facendo strada dentro di me. Deglutisco a vuoto.

Borelli preme un pulsante sul collo del vampiro. Dall’interno proviene un rumore, come di un motore che prova ad avviarsi. Si fa sempre più forte, ma si arresta all’improvviso. Il robot rimane immobile.

Borelli scuote la testa. «Niente, forse ce ne vuole di più».

Afferra il contenitore e versa il resto del liquido. Accende il pulsante. Il motore si avvia di nuovo, il corpo inizia a sussultare e gli occhi tremolano, ma si arresta ancora una volta. «Accidenti…»

Prende la busta con le pasticche e ne versa il contenuto direttamente nel vampiro. Preme un’altra volta il pulsante. Il vampiro sussulta e si tira su con uno scatto, il rumore del motore è come quello di un 125 sparato a tutto gas.

Ci guarda uno ad uno, gli occhi di metallo sono spalancati. «Was ist los mit dieser blöde Scheiße? Ich bringe euch um».

«No, si è impostato in tedesco». Borelli allunga una mano verso il collo del vampiro. Lui gliela afferra e la stritola. «Ahhhh».

Borelli si accascia a terra, il vampiro molla la presa e ci guarda. «Wer seid ihr?»

«Ma che sta dicendo?» Lorenzo fa un passo indietro, i suoi occhi sono spalancati dal terrore.

«N-non lo so». Faccio anch’io un passo indietro. «Dobbiamo scappare!»

Ci buttiamo a capofitto verso la porta del laboratorio, l’apriamo, ma una figura si staglia in penombra contro di noi: è alto e ha una scopa in mano. È il bidello Fabio! La barba e i capelli sono più scuri del solito, la divisa è tutta in disordine e ha gli occhi arrossati, come se si fosse fatto anche lui una canna.

Poggia la mano libera contro la porta e ci blocca la strada. «Voi non andate proprio da nessuna parte».

Che ruolo avrà Fabio nella storia?

  • Non c’entra niente con la morte della Schiattoni e vuole solo scoprire che sta succedendo (50%)
    50
  • È convinto che Borelli sia l’assassino della Schiattoni e la vuole vendicare (33%)
    33
  • È lui l’assassino della Schiattoni (17%)
    17
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101 Commenti

  • Ciao, Lorenzo.
    Anche questa storia è giunta al termine e mi sento di dirti che, nel complesso, hai fatto un buon lavoro. Il genere è stato rispettato, i personaggi sono ben delineati e le scene dinamiche sono state rese con cura e risultano credibili e coinvolgenti.
    Il fatto che Lorenzo voglia fare insegnante mi fa pensare che potrebbe essere rimasta in lui una scintilla di malvagità, ma chi lo sa…
    Ti rinnovo i complimenti, aspetto un nuovo racconto e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Grazie mille per tutti questi bei complimenti, questo racconto nel complesso era un piccolo esperimento e sono contento che sia riuscito! Non so se in Lorenzo sia rimasta una scintilla di malvagità, devo dire che non ho pensato a questa eventualità, ma il finale rimane per certi versi aperto per cui non si può escludere anche questa interpretazione 😀
      Grazie ancora per aver seguito la storia fino alla fine e a presto!

  • 10)

    E il lungo viaggio ci ha portato alla conclusione: alla fine sono riusciti a farsi sta maledetta canna! 😀

    Ci lascia con il dubbio che tutto sia accaduto, e non, senza confermarci la morte di nessuno. Nell’ombra, magari, l’oscurità brama di prendere possesso di Alfredo.
    Tempo di congetture, lavoro per lettori.

    Complimenti per aver portato a termine questa storia. 🙂
    Trovi il capitolo finale sempre su Youtube:
    https://youtu.be/vzqG5VckbYs

    Alla prossima storia!

    • Scusami se rispondo solo ora, ma per qualche motivo il commento non mi era apparso 😀
      Grazie per essere rimasto fino alla fine! Il finale è aperto, quindi c’è lo spazio per le congetture in effetti, e mi piace che ognuno possa farsi una propria idea a riguardo.
      Grazie ancora per aver letto tutti i capitoli e a presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Alfredo alla fine si da un pizzicotto: ma è successo davvero? Il finale è davvero soddisfacente, mi piace molto soprattutto il dialogo tra i due e le loro considerazioni in merito alla scuola e al conflitto eterno tra le due magie. Ironia elegante sul mondo della scuola, anche per il fatto che due studentelli alla ricerca di fumo in fondo si siano battuti, magari capendone poco, per salvare il bene del tempio della cultura. Originale e divertente, uno smile-horror (categoria temporanea ?).
    L’unica perplessità riguarda “Lorenzo ripete quella parola come se non sappia il significato”: nonostante il tempo presente, vedo meglio “sapesse”, forse perché “non può non sapere”, o perché non è discorso diretto. Sensazione, forse è così, forse no ?, ben poca cosa comunque in una bellissima storia.
    Ciao a presto!

    • Pensa che all’inizio avevo scritto proprio “sapesse”, ma poi ho cambiato perché pensavo che ci volesse il presente… Questo tipo di congiuntivi proprio non mi entrano in testa 😀
      Grazie mille per il bel commento, sono contento che il finale sia stato soddisfacente: pur essendo convinto nel terminare questa storia in questo modo, temevo che le battute finali potessero non essere apprezzate. Il nome della categoria “smile-horror” mi piace molto: mi dà molto l’idea di un sottogenere a metà tra la parodia e l’horror vero e proprio, e credo sia proprio adatto al mio racconto 😀
      Grazie ancora per aver seguito la storia fino alla fine e a presto!

  • Ciao, Lorenzo.
    Tenendo conto che si tratta di un horror, voto per il crollo della scuola immaginandolo come un pre-finale che conduca al finale vero, quello dove il male, in qualche modo, trova il modo di tornare.
    Il capitolo porta direttamente alla chiusa e hai fatto un bel lavoro di struttura, io non ci riesco mai e finisco sempre per correre dietro ai finali.
    Vediamo come te la cavi; per il momento, ti auguro un buon fine settimana e alla prossima!

    • Grazie, in effetti non è facile tenere a bada la scrittura quando non si ha certezza di come proseguirà la storia, sono contento che in qualche modo ci sono più o meno riuscito 😀
      Vedremo per il finale, il crollo sembra prevalere e sì, un colpo di scena finale sarà d’obbligo.
      Grazie ancora e a presto per il finale!

  • Ciao Lorenzo!
    Io ho votato per i carabinieri; voglio vedere se i ragazzi vuotano il sacco e loro intervengono, e eventualmente cosa trovano. Avvincente sfida, con il corpo docente schierato (i nomi e le materie insegnate mi fanno pensare ad uno momento autobiografico ?). Google translate mi informa che Nosferatu se innervosito insulta ?.
    Ben scritta la fase concitata dello scontro, come già in altri racconti avevi fatto, e la fuga di Alfredo con Lorenzo a peso morto. Vediamo cosa hai in serbo per la decima.
    Ciao stammi bene!

    • Sì, sarebbe stato interessante vederli alle prese con i carabinieri, però credo che si andrà per il crollo della scuola… Vedremo che succederà 😀
      Grazie mille come sempre! Nosferatu è un robot molto volgare infatti, dovrebbe moderare un po’ il linguaggio 😀
      A presto per il finale!

  • Ciao, Lorenzo.
    La Schiattoni mi ricorda un paio dì vecchie insegnanti delle superiori, quelle con cui poi si resta anche in contatto o che, comunque, si ricordano con affetto. Hai reso bene il momento dell’incontro con Alfredo. Ora sono curiosa dì capire che sta succedendo, la prof è davvero morta? È apparsa senza avere coscienza del trapasso? Cosa succederà?
    Siamo quasi alla fine, voto per il ritorno dentro la scuola, da protagonista e quel che dev’essere sarà ?
    Alla prossima!!

    • Grazie, infatti volevo tratteggiare proprio un’insegnante odiata da tutti tranne che dal protagonista, l’unico che riesce a vedere oltre l’apparenza di severità e asprezza. Tutte queste domande credo troveranno risposta nei due capitoli finali, spero di riuscire a concludere la storia nel migliore dei modi. Grazie ancora e a presto!

  • Ciao Lorenzo!
    Io dico da protagonista, come si conviene ad un ragazzetto che non ha il fisico del ruolo per essere un eroe, ma che si riscatta! La Schiattoni non è schiattata, o forse sì ed è solo nella mente di Lorenzo? Mi ripeto, nulla è come sembra, l’incontro Vinci-Borelli per ora non ha vincitori, mi chiedo cosa stia succedendo in palestra: di certo non un consiglio d’istituto ? .
    Bravo, capitoli scorrevoli e enigmi irrisolti che aumentano, e diminuiscono gli episodi mancanti ?.
    Siamo sulle spine!
    Ok a presto allora ciao!

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