All’improvviso, un sospetto

Dove eravamo rimasti?

Come inizierà il prossimo episodio? Antonella si confiderà con l'amica (100%)

Carlo o Paolo?

Ora qualche lettore attento mi sgriderà, convinto di un mio errore. Già me lo vedo il ditino accusatore che rotea contro di me. Non sono pronto per fare la vittima sacrificale, sono troppo pavido e vanaglorioso per porgere la guancia. Mi scuso, ma è giusto spiegare. Pertanto confesso che non c’è nessun errore, nessun affare strano su Carlo/Paolo, il figlio minore di Antonella. Si chiama Carlo, all’anagrafe, ma tutti lo conoscono come Paolo. Carlo era il nome del nonno, il vecchio patriarca, un uomo tutto casa e chiesa, un moralista fino al midollo che non ha mai accettato il divorzio del figlio. Sandro e Antonella avrebbero preferito chiamarlo Paolo, perché gli piaceva di più e poi, sotto sotto, non volevano un altro Carlo in casa. Ma guai a scontentare il perfido dottor Tenerizzi, lo stimato medico condotto del paese, e dunque ecco arrivare di malavoglia un altro Carlo che tutti hanno, fin da subito, chiamato Paolo (con buona pace del nonno).

Gina è tutta scema, crede ancora nell’amore. Non le basta il cesto di corna che le ha regalato il marito per vent’anni, adesso dà retta ad un omuncolo che le corre dietro. Né bella né brutta, Gina porta benino i suoi anni. Non è mai stata un oggetto di desiderio, semmai di stabilità: sempre moglie mai amante. Non ha avuto figli e non ci ha sofferto più di tanto. Gina è l’unico appiglio per Antonella, quando è in difficoltà. Se c’è un problema di qualche tipo, si chiama Gina che non ha mai la soluzione giusta da offrire, ma si ride tanto con lei. La questione è delicata, Antonella tentenna e vorrei vedere voi a dire una cosa del genere a cuor leggere. Un sospetto s’insinua ed è meglio farlo sbollire subito, ma come dichiararlo?

Sono passati due giorni da quel nudo e quel complimento strozzato in gola. Due giorni che hanno tolto il sonno ad Antonella, non è riuscita a capire Paolo: i suoi comportamenti le sono parsi normali, tranquilli, figli di un’abitudinarietà acquisita, automatismi senza peso. Gina sa tutto di Antonella e forse non è il caso di negarle l’ennesima confidenza, privatissima e indicibile.

“Non capisco quale sia il problema, capita di addormentarsi nude. Tu il vedi il morboso dove non c’è”, assicura Gina.

“Vedi, io sono giorni che analizzo la scena, me la rivedo in testa e mi sembra strana, per un motivo: Marco aveva già poggiato la borsa e la giacca sulla sedia, ti pare possibile che non si fosse accorto prima che io ero nuda?”

“Non ti capisco”.

“Vedi, per il fare il gesto che fa di solito ci mette mezzo minuto, o un minuto intero, lui è molto lento e di solito scruta le tasche della giacca per tirare fuori il telefonino o uno scontrino da buttare via. Possibile che nel ripetere questo gesto che fa spesso, quando entra in soggiorno non si sia accorto di me nuda addormentata sul divano?”

“Probabilmente era sovrappensiero, non ci avrà fatto caso. Ma a parte il complimento, cosa è successo dopo?”

“Nulla, sono due giorni che non è successo nulla. Né un rimprovero né l’ombra di uno scandalo, come se fosse stata una cosa come un’altra. Due giorni di vuoto, due giorni come tanti.”

“E secondo te cosa sarebbe dovuto succedere, ti avrebbe dovuto fare una scenata?”

“No, ma non lo capisco”.

“Sono io che fatico a capire te. Sto povero ragazzo, si fa il mazzo tutto il giorno. Ti mantiene, come ti mantiene quel poveruomo del tuo ex e tu invece di vivere tranquilla ti fai menate per niente”.

“Non è niente, è…”

“Niente, niente di niente. Poi se la cosa ti turba, parlane direttamente con lui. Se trovi il coraggio di farlo”.

Come proseguirà il prossimo episodio

  • Altro, proposto da voi (io sceglierò la proposta che mi sembra più interessante e meno scontata) (0%)
    0
  • Antonella farà di testa sua (13%)
    13
  • Antonella seguirà il consiglio dell'amica e parlerà direttamente con il figlio (88%)
    88
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54 Commenti

  • Ciao Pateippo.
    l’atteggiamento del figlio è a metà tra il patologico e il patetico…mi è diventato antipatico. La parte finale del colloquio tra i due è la più intrigante del capitolo…l’inizio con quel mezzo cazziatone aveva smorzato parecchio la carica dei precedenti capitoli.
    Antonella alla fine a ripreso in mano la situazione, è lei che deve decidere come proseguire questa storia….quindi propongo una “attacco frontale”, proverà a sedurre il figlio e farlo crollare o esplodere, si metterà in gioco per testimoniare a se stessa che è ancora una femme-fatale e lui solo un bocconcino.
    Aspetto il prossimo,
    ePP

  • Capitolo 5)

    Ti ho visto un po’ arrugginito, mi consenti di dirtelo?
    Dall’ultimo aggiornamento sono trascorsi quasi due mesi, e io ci ho visto un po’ di rassegnazione per alcune parti della storia. Un punto si trasforma proprio in un blocco unico, ma abbiamo visto di peggio. 😀

    L’idea è intrigante, però ti ho visto molto indeciso rispetto ai precedenti. Ti sei trovato in difficolta nell’affrontare questa parte?
    La scelta che poni tra i due, la distanza forzata e, infine, il riavvicinarsi pericolosamente al “peccato”, è un gioco che dovrebbe funzionare, ma mi sono trovato un po’ distante.
    Sono certo che il prossimo andrà meglio, sotto questo punto di vista. Riprendere in mano una storia dopo tanto tempo può essere complicato 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/x3Yxqd2_jaY

    In attesa del prossimo, e di scoprire cosa accadrà, ti saluto!

  • Ciao Pateippo!
    Ben ritrovato; ritroviamo i due in una situazione oltre i limiti. Il rapporto entra nel patologico, il figlio sembra il più equilibrato, ma poi ha una regressione (credo tu volessi dire questo) e si mette sul livello della madre. Come se ne esce? Secondo me chiederà al figlio di lasciare la fidanzata, sembra la cosa più logica a questo punto. Vedremo. Dramma triste.
    Bene, alla prossima allora, ciao!

  • In questo capitolo mi sarebbe piaciuto leggere di più del pranzo tra Antonella e il figlio, dei loro sguardi, delle loro parole, mentre ho trovato un eccesso di ricordi e di informazioni sui personaggi, che distolgono un po’ l’attenzione. Inoltre i comportamenti passati di Paolo mi sembrano ai limiti del patologico. Non che siano di per sé inverosimili, però nei capitoli precedenti si è solo accennato in minima parte a questo interesse del figlio nei confronti della madre e mi è sembrato un po’ brusco esplicitare che invece Paolo facesse anche ben altro.
    Tuttavia la situazione si fa sempre più spinosa e mi piace la piega che sta prendendo. I personaggi sono sempre più confusi, sempre più a disagio e la situazione potrebbe degenerare. Voto per la terza opzione: Paolo mi sembra abbastanza geloso e suppongo che chiederebbe per quale motivo lei si sia messa a flirtare con uno sconosciuto. A presto!

  • Io riesco a leggerci un bel po’ di gelosia nelle espressioni del figlio, dici che sono volute?
    No, non dirmelo, altrimenti mi rovini il gioco!
    Comunque mi gioco la prima opzione, perché mi sembra decisamente in linea con la situazione attuale, e vorrei arrivare più facilmente al confronto 😉

    Qualche svista, ma perdonabile.
    Io trovo che, in questa situazione, certi errori, sempre che non siano delle sviste epocali, non richiedano l’intervento dell’amministrazione. Sono errori figli del corso narrativo: sono lì per segnare (in positivo o negativo) il percorso fatto. Quindi non tormentarti troppo 🙂
    Trovi la storia sempre su Youtube:
    https://youtu.be/KMZT6Eu3DIE

    Alla prossima!

  • Ciao Pateippo!
    Diamine, non avevo capito che effettivamente il figlio avesse avuto in passato degli interessi sulla madre, credevo fossero dubbi di Antonella. Paolo sembra aver superato il momento, mentre lei è preda di un dramma personale di difficile soluzione, che con l’età non può che peggiorare.
    Ti segnalo “guardava con angoscia l’idea che, nel buio della sua stanzetta, Paolo possa aver potuto fare pensieri impuri sulla madre” io avrei scritto “… Paolo potesse fare” con l’imperfetto. Ho votato per la reazione più tranquilla, forse quella meno desiderata da Antonella. Storia secondo me difficile, tema sottilmente in equilibrio tra dramma e ridicolo, trattato con coraggio da te.
    Ciao alla prossima!

  • Ciao Pateippo
    Da quello che leggo e anche dai commenti nasce in me la sensazione che non si sappia esattamente da che parte andare, e questo vale sia per la protagonista che per te. Non è certo un male, ma certi passaggi “drammatici” per esempio sulle abitudini sessuali del figlio, il pianto nel vicolo eccetera, insinuano un che di drammatico che non collima ( bada bene sempre secondo me) con l’andamento quasi discorsivo che mantieni raccontando della donna e della sua vita. Insomma: una donna che “sonda” la disponibilità sessuale del figlio o è preda di un dramma, o autoironica al punto da provocare direi “giocare” senza fare veramente sul serio.
    Vorrei segnalarti una frase: …Parliamoci chiaro, certi indumenti te li devi (poter) permettere e Antonella ormai è… Quel “poter” che, però, manca capovolge il senso della frase. A meno che io non abbia frainteso il senso. Buona domenica, e al prossimo!
    P.s.: Voto “Perché hai attaccato…”. Ciao?

    • Carissimo, grazie per questa attenzione meticolosa e puntigliosa. Ahimé, debbo risponderti con la stessa attenzione. E la cosa mi addolora, perché temo di annoiare te e i gentili lettori, che hanno la pazienza di curiosare tra i commenti. Antonella è una donna ancora piacente, ma ha 58 anni e presumibilmente rischia di rendersi ridicola, ad agghindarsi così. La mia è una narrazione critica, entro nel racconto e commento: è un’autovettura critica. La disperazione di Antonella è tale da spingerla a rileggere il suo passato in maniera drastica: le perversioni del figlio diventano una paradossale forma di riguardo verso di lei. Antonella piangeva per il figlio, ora ci ride: è questo viene ribadito nella prima parte dell’episodio. La disperazione la spinge a diventare civettuola, per sondare la propria sensualità. La disperazione, ma questa è solo un’altra mia lettura critica, la spinge a diventare cretina.

    • Carissimo, grazie per questa attenzione meticolosa e puntigliosa. Ahimé, debbo risponderti con la stessa attenzione. E la cosa mi addolora, perché temo di annoiare te e i gentili lettori, che hanno la pazienza di curiosare tra i commenti. Antonella è una donna ancora piacente, ma ha 58 anni e presumibilmente rischia di rendersi ridicola, ad agghindarsi così. La mia è una narrazione critica, entro nel racconto e commento: è un’autolettura critica. La disperazione di Antonella è tale da spingerla a rileggere il suo passato in maniera drastica: le perversioni del figlio diventano una paradossale forma di riguardo verso di lei. Antonella piangeva per il figlio, ora ci ride: è questo viene ribadito nella prima parte dell’episodio. La disperazione la spinge a diventare civettuola, per sondare la propria sensualità. La disperazione, ma questa è solo un’altra mia lettura critica, la spinge a diventare cretina.

  • Purtroppo ho notato anch’io delle incongruenze con il capitolo precedente, in particolare sull’aspetto di Gina (nel 2 si dice che non è bella né brutta, nel 3 che è bruttissima). Inoltre il 2 finisce con la conversazione tra Antonella e Gina, però il 3 inizia con Antonella che va da Gina (e non ho capito se è sempre la stessa conversazione o se sono due occasioni separate). Infine, come ti ha fatto notare anche G.G. Pintore, non è stato rispettato il voto dei lettori, visto che doveva essere in questo capitolo che Antonella parla con il figlio (o che perlomeno inizia a farlo).
    Tuttavia ho trovato coinvolgente la conversazione tra le due amiche, che si mantiene sui livelli dei capitoli precedenti, e mi continuano a piacere molto le tematiche affrontate, scottanti e molto realistiche al tempo stesso, e ho trovato realistici e interessanti anche i dettagli sulla contemporaneità.
    Voto per il vestito sexy, magari servirà per spingere il figlio alla conversazione. A presto!

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