Anche la Luna può baciare il Sole

Dove eravamo rimasti?

- Mi dispiace tanto! - rispose Wind rammaricato mentre si congedava e si fondeva nel vento che rappresentava! A questo punto ... - Dannazione! - gridò a vedere un altra vela squarciarsi. Ormai era questione di tempo. Lui sarebbe naufragato da un momento all'altro! No ? (60%)

Assente

Un’altra gigante onda si era frantumata lungo il ponte della nave riempiendolo d’acqua salata.

Ormai lui aveva smesso di contarle, sia perché era inutile sia per il pensiero costante che ce la doveva fare a tutti i costi. 

Un tuono rimbombò nell’aria poco distante.

La pioggia cadeva già da diverse ore ma sembrava improvvisamente aumentare di tono.

Non doveva lasciare neanche per un millisecondo al suo cervello il pensiero che la sua missione sarebbe naufragata come probabilmente avrebbe fatto tra poco la nave che aveva faticosamente costruito.

Per lui quella nave era la sua casa ed il suo rifugio.

Come l’uomo audace trovava riparo nell’avventura e nel gusto del perenne nuovo, così anche il capitano trovava sicurezza nel vascello in cui risiedeva e che conduceva.

Gli dei dicevano che ad un certo punto, tutto alla fine sarebbe tornato all’origine, ma non doveva essere così presto e così crudelmente!

Sebbene si fosse generato all’interno della crosta terrestre e della lava bollente, sentiva l’Oceano la sua vera casa. Agli esordi della sua evoluzione era più simile a un Sirenide, ma adesso che aveva perso le branchie ed era più simile alla Specie pianificata, rimpianse i tempi in cui riusciva ancora a respirare sott’acqua.  

Specie quando la vela principale si squarciò per la burrasca che doveva attraversare.

Alla ricerca di lui per metterlo in guardia dall’altro!

– Dannazione! Questa tempesta non ha pietà! Bisogna ridurre le altre vele! – gridò diffidente al dover lasciare il timone.

Nel frattempo l’aria si riempì di un altro tuono. 

La nave ballò più del solito. 

Ma a quello lui era abituato. Pensò che così doveva essere anche per la Specie: 

gli scossoni della Specie progettata ed in mano a Deserto, di fronte alle novità anche crudeli della vita, avrebbero generato come dei balli al cuore e allo stomaco. 

Ma lo scopo della vita era appunto questo: andare avanti nonostante le difficoltà!

Ed era così per la nave come per la Specie che si guadagnava così l’evoluzione!

O forse queste difficoltà lo avrebbero relegato agli abissi più profondi da cui la Specie non sarebbe più emersa ?

Il capitano stava come per avere un pensiero mortale.

E da mortale!

Se solo avesse saputo dove fosse questo Deserto …

Non fece in tempo a rispondersi al quesito che subito udì qualcosa da poco distante!

Sembrava il rumore di un insieme di tronchi cadere all’unisono nello stesso punto.

Non prometteva nulla di buono; aveva paura !

Ebbe un atroce sospetto mentre scese lungo la stiva del vascello.

Ma il sospetto si confermò in orrenda certezza nel vederla riempirsi d’acqua a causa di una falla!

– No! – urlò il diniego con disperazione.

Probabilmente aveva beccato uno scoglio solitario.

Uno scoglio in mezzo all’oceano, proprio come era lui in quel preciso istante!

Preso dalla disperazione caricò i secchi per pulire il ponte dell’acqua entrante nel tentativo di farla uscire.

Ma il terzo tuono della tempesta colpì l’albero principale della nave, bruciandola e facendola cadere nelle grinfie delle onde maledette.

Il capitano vide la sua nave affondare secondo dopo secondo! Poi arrivò il suono dell’oceano alle orecchie! 

Affondando voleva agire ma qualcosa lo trattenne! 

Forse il corpo era cosciente del pericolo circostante ma le sue forze, dovute allo stremo e fatiche dei giorni passati, in quei momenti vennero meno.

Forse era cosciente del fatto che fosse tutto inutile!

Solo la sua mente restò vigile fino all’ultimo.

Una mente che, ai suoni delle profondità a cui stava andando incontro, si faceva anch’essa sempre più sorda, più attonita.

Assente

**

Deserto appariva Assente negli abiti Argenti regalatagli dalla notte. Un brivido percorse la sua schiena.

L’enorme distesa di cui era padrone era tanto rovente di giorno quanto gelida la notte, ma non era però quel freddo da escursione termica a causare tanto tremore.

Era piuttosto un disagio che dilaniava proprio lì, al suo Cuore del Tempo. Esso aveva la funzione di regolare il flusso del tempo, di poter conoscere gli avvenimenti dell’immediato passato e futuro.

Ma la funzione più importante è che era il rifugio del Codice, l’enorme progetto lasciato da Nature che, in mani sbagliate, poteva rovinare la Specie e distruggerla.

Era questo il terrore di Deserto!

La Luna, premurosa madre del pianeta, si accorse dei tremiti che ogni tanto lui lasciava e gli chiese cosa mai avesse.

– Niente! – Rispose  

– Solo un po’ di freddo – continuò a mentire.

– E’ da qualche tempo che mi celi qualcosa, come se ti vergognassi. Dimmi che cosa hai ?-

– Mah nulla! Solo una giornata stanca! – Ma la Luna non si convinse dalle sue bugie

– Stai fermo sulla Specie da troppo tempo. Eppure ti impegni, gli Elim lo vedono, ma non riesci a tracciare modifiche sostanziali. Si può sapere che ti prende ? –

– Vuoi lasciarmi in pace ? – quasi urlò pentendosi subito dopo

A quella risposta la luna fu in bilico tra lo stupore e la rabbia

– Come vuoi misteriosone! Continua a bruciare tra i tuoi tarli! Per mia fortuna tra poco tramonto e non ti vedrò per molte ore –

rispose quindi celandosi.

Cosa aveva fatto ? Non voleva minimamente offenderla. Ma aveva ragione, qualcosa dilaniava e divorava la mente ed lo spirito di Deserto.

  • Il Dio Misterioso catapultò direttamente dove sabbia e mare infiniti si incontrano! Riuscì a trovare Deserto in tempo ? (60%)
    60
  • "Alla ricerca di lui per metterlo in guardia dall’altro!" ma che vuoi dire Carlo con questa frase ? E che successe ai margini del deserto ? (40%)
    40
  • Il Dio misterioso naufragò a qualche passo dai resti dell'Highel di Frida. Qualcosa scattò tra i due ? E lui, come si chiamava ? (0%)
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55 Commenti

  • Cavolo! Questa volta hai messo le carte in tavola così bene che vorrei vederle tutte e tre! Voto Frida, ma praticamente a caso!

    Palù è un amore 😀

    Lo Schifo ed il Pitbull fanno accaponare la pelle.

    Ti segnalo infine alcune ripetizioni:
    “Si fermòad un determinato posto determinato” (notare il doppio determinato)
    “Palù poggiò sul ghiaccio, facendo cadere delicatamente Frida sulla lastra di ghiaccio.” (notare il doppio ghiaccio e la costruzione della frase non proprio chiara).

    Ciao 🙂

  • Capitolo 4)

    Ci racconti qualcosa in più dei personaggi, e questa scena finale aveva una certa carica “eros” secondo me. Ci sono immagini non mostrate e pensieri non esternati, o forse è stata solo la mia impressione?

    Punto sulla lingua biforcuta!
    Anche io, devo dirti, ho pensato a Vespa, ma il mio tentativo – non riuscito – era quello di riprodurre il “sssssire” del serpente di Robin Hood 😀

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/VouMMqkNUCU

    Alla prossima!

  • Ciao Carlo!
    Il racconto, e forse anche la tua scrittura, da spazio alle sensazioni e favorisce l’immaginazione, almeno questo è quanto capita a me: alcune descrizioni sono davvero forti, con accostamenti audaci, come la sabbia che prosegue e si allontana dal mare. Bello! Gelo, siderale: predomina il freddo, con la notte del deserto che ritorna dopo il sogno, parentesi dominata dal caldo del rosso: bravo a segnare cromaticamente lo stacco.
    Il dio fa l’ironico, mi sa che se la sta broccolando ?. Io li lascio fare e tornerei dalla giovane Frida, quando ancora non cantava negli Abba ?.
    Attenzione a quando dici “delle lenti purpuree dalle quali non poteva uscirne”, l’ultima enne non va, in quanto il pronome relativo già richiama le lenti. Avresti risparmiato ben un carattere!
    Ultima cosa: nel momento solenne, quel “Sssaaalve!” mi ha ricordato l’imitazione di Bruno Vespa a “Striscia la notizia”… ma questo è un problema mio ?.
    Ciao stammi bene!

    • Quanto alla grammatica, hai ragione. E chiedo scusa 😉 non sia mai che una enne maledetta mi rubi altri caratteri oltre che a rovinarmi il racconto 😀 bravo per avermelo fatto notare.

      Quanto alla zzzalve io in realtà ultimamente ho rivisto Robin Hood con il Sir Bissss

      Ed ora Zzzalve alla Vespone 😀

      Se si stanno broccolando? Che cosa è la scoperta se non un amore per la sapienza infinito ? E viceversa ?

      Niente sfumature particolarmente erotiche. Sarebbe altro genere e non voglio 😉

      Zzzzalveeee

  • Ciao Carlo,
    per la votazione , la tua frase “Alla ricerca di lui per metterlo in guardia dall’altro!” ha nettamente catturato la mia attenzione…e quindi la scelta è stata facile.
    Come già detto dall’amico Minollo, la descrizione della Tempesta e dialogo con la Luna sono du ebei pezzi che fanno apprezzare ancora di più questo capitolo ben costruito.
    Al prossimo,
    ePP

  • Ciao Carlo!
    Alla ricerca di lui per metterlo in guardia dall’altro: la Specie Pianificata è in pericolo? Io partirei da questa frase.
    Molto vivide e drammatiche le immagini della tempesta; “avrebbero generato come dei balli al cuore e allo stomaco” è però la mia frase preferita, opportunamente messa in corsivo. Anche il dialogo tra i due amici Luna e Deserto è simpatico. Bell’episodio, bravo!
    Buona domenica!

  • Questa volta non sapevo proprio cosa votare perché mi piacevano tutti e tre, quindi ho lasciato scegliere al caso: Arriva dove sabbia e mare si incontrano!

    È assolutamente interessante! Non ho il quadro della situazione generale e quindi alcune cose sono ai miei occhi misteriose, ma siamo al capitolo 3: ciò ancora tutto il tempo di seminare le molliche di pane per avere alla fine il quadro finale. Invidio un po’ la tua capacità di scrivere: sembra di essere lì presenti!

    Ciao 🙂

    • Acchiarola!

      Ora mi serve in realtà proprio una scelta sensata da parte di te lettore.

      Sto sfruttando appieno il potere di incipit, formulando opzioni che siano molto stimolanti. Devo ammettere che sto allenando parecchio la fantasia per le vostre scelte. Mi sarebbe piaciuto però di più un incontro con Frida orl la descrizione di qualche nuovo essere non propriamente buono.

      Ho già una trama in realtà che devo capire come formulare. Quindi ti ringrazio per l’allenamento che mi stai dando come fanno gli altri lettori ma sarebbe più semplice se faceste le scelte “a me giuste” ?

      Quanto ai complimenti ti ringrazio proprio dal profondo perché non avevo grandi grammatica e ortografia 😉

  • Bel leggere, sia per la trama, originale assai, che la fluidità della narrazione, oltretutto molto precisa anche nella punteggiatura, il che è sempre un buon segno. davvero interessante umanizzare Deserto, Sole e Luna…ora leggo il secondo capitrolo e voto la continuazione. ciao.

  • Ciao Carlo,
    ho trovato il tuo racconto seguendo i commenti di altri amici conosciuti su TheIncipit.
    Trovo la storia molto originale, soprattutto il modo di descrivere queste “entità”. dal primo al secondo capitolo, il cambio di ambientazione è molto suggestivo.
    Su questo posso votare e opto ritornare da Deserto, vorrei capire cosa lo rende cosi spaventato e e inquieto.
    Al prossimo,
    ePP

  • Ci ritroviamo così a cambiare paesaggio, e scoprire qualcosa in più su personaggi, entità e anche animali. Ma vogliamo sapere di più!
    Spero quest’avventura a puntate possa aiutarti a riprendere a condividere la tua voglia di esprimere storie: tenerle segrete è un delitto!
    Chi avverte dentro di sé il bisogno di esprimere qualcosa, in qualsiasi forma d’arte sia, dovrebbe farlo, sempre. Il mondo ha bisogno di ascoltare certe voci! 😉

    Trovi la lettura del secondo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/-4hcVcindBw

    Alla prossima!

  • Ciao Carlo!
    Un dialogo pieno di allusioni, tra Frida e Wind, che presto dovrà fare qualcosa. Molto bella la frase di apertura, in certi momenti riecheggiano dalla tue parole immagini primordiali, che hanno indiscutibile fascino. Non ho capito solo: “A dispetto del suo regno di competenze”, non riesco a saldarlo a quanto la segue. Forse ricorre troppo il “finto“, ma è poca cosa; seguo la storia e voto per “dannazione…”.
    Buona domenica!

        • Ah mi fa piacere, molto!

          Perdona le sviste grammaticali. Le ripetizioni soprattutto. Anche stavolta ho sbordato.

          In realtà il limite è utile perché nella stesura del secondo capitolo c’era qualcosa che non andava leggermente. Pazienza andrà meglio il terzo.

          Che abbia troppi pochi elementi è normale ma pian piano svelerò tutto non preoccuparti. Se c’è qualcosa che vuoi sapere, sarò ben lieto di risponderti nei limiti del concesso. Questo significa che no, non spoilerò, ma sì qualcosuccia posso anche dirla ad un neo lettore affezionato.

          Ho letto il tuo, si legge bene devo dire 😉 e sì che i draghi non mi garbano così tanto, non mi dicono chissà che.

          Saluti e buon weekend

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