Città Infestata

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Nick? S'incammina verso il cassonetto e scopre cosa si cela dietro di esso. (60%)

2. Incontro

Nick era a un passo dal girarsi e andare via, ma non poteva togliersi quella cosa dalla mente. Si fece coraggio e si avvicinò al cassonetto dell’immondizia, gli occhi fissi sulla parte posteriore immersa nell’oscurità. Appena ci arrivò, qualcosa sgattaiolò via così rapidamente che non riuscì a vederla. Si girò di scatto, ma qualunque cosa fosse era sparita. Forse era stato un gatto? Forse qualcos’altro?
­Restò immobile per un momento, poi barcollò fino al bordo del marciapiede e si guardò attorno. Un urlo. Questa volta lo aveva sentito chiaramente. Arrivava dal bar.

Si precipitò verso il locale ma, nella foga della corsa, mise un piede in fallo e cadde di faccia a terra. “Cazzo!”
Scattò in piedi e proseguì barcollando un poco. Arrivato di fronte alla porta del bar, ci entrò d’impeto e sbarrò gli occhi.

Sangue ovunque. Sulle pareti, sul pavimento, sul bancone, sui tavoli, sulle sedie. Tutto era una pennellata di rosso scuro. Il tanfo di ferro ammorbava l’aria e gli entrò nei polmoni come uno schiaffo in pieno petto. Si piegò sulle ginocchia e si vomitò sulla punta delle scarpe ciò che rimaneva dell’alcol ingerito.
Quando alzò la testa, una decina di persone giacevano a terra senza vita, le viscere di fuori, il busto squarciato, i visi divorati. Alcuni avevano il busto staccato dalla parte inferiore del corpo, come fossero stati trascinati e sbattuti da tutte le parti. Altri avevano gli arti strappati e spolpati fino all’osso.
Gli venne un conato di vomito e corse fuori. Si appoggiò con una mano a un lampione. Non riusciva a crederci. Non poteva essere accaduto davvero. Come aveva fatto a non accorgersi che lì dentro era successo una carneficina? Come aveva fatto a non sentirli? Avevano gridato?
“Certo, che hanno gridato, idiota” si disse. “Le urla erano le loro.”
D’un tratto suonò l’allarme di un’auto. Sobbalzò e volto la testa in quella direzione. Qualcosa era sospesa sulla facciata di un palazzo di cinque piani. Pensò di esserselo immaginato, ma quando quella cosa iniziò a balzare da un balcone all’altro con una rapidità disumana, comprese che era tutto reale.
Non riusciva a capire come era fatta, finché quella cosa atterrò sul tetto di un furgone, accartocciandolo sotto il suo peso.
Nick sbarrò gli occhi per il terrore. L’essere era alto due metri, calvo, pelle ruvida e violacea. Petto, spalle e braccia e mastodontiche. Le gambe erano più magre, ma con una muscolatura ben definita. Sembrava una persona, ma era tutto fuorché un essere umano.
La creatura inclinò leggermente la testa da un lato, gli occhi rosso fuoco senza iride parevano bruciare come fiamme. L’essere spalancò leggermente la bocca e mostrò i denti seghettati.
Nick sentiva il cuore martellargli frenetico nel petto e indietreggiò, senza levargli gli occhi di dosso. Poi si udì uno sparo, seguita da una raffica crescente. Mentre la creatura scendeva lentamente dal tetto del furgone, laceranti grida di dolore si levarono tutt’attorno.
La città si era come svegliata da un incubo.
L’essere gli si avvicinò cauto, muovendosi con le braccia semi aperte, i denti seghettati in mostra e due occhi rosso fuoco puntati sull’uomo. Non era uno sguardo assetato di sangue, da predatore, ma apatico. O forse era Nick a vederlo così.
Un violento boato lontano fece sussultare l’uomo che, spaventato, si girò e corse verso il parcheggio. Alle sue spalle, si levò un grido acuto, bestiale, che lo incentivò a correre come un dannato verso la sua monovolume.
Inserì in tutta fretta la chiave nella serratura, quando alle sue spalle udì una raffica di spari. Si abbassò d’istinto, la testa coperta fra le braccia, la schiena contro la portiera.
“Fottiti stronzo!” Urlò una voce, preceduta da numerosi spari.
Si udì uno strillo acuto. Altri spari.
Silenzio.

Nick percepì qualcosa di caldo espandersi sui pantaloni.
“Ehi, tutto a posto?” chiese una voce rauca poco distante.
Nick alzò lo sguardo. Un uomo dal viso arrossato, grassoccio e barbuto era a pochi metri da lui e imbracciava un fucile a pompa. Indossava un cappello grigio da pescatore, una felpa rosso scuro e un paio di pantaloni da lavoro multitasche nero. Gli indumenti erano sporchi di un liquame violaceo, appiccicoso.
Nick si alzò lentamente col viso stravolto e si guardò intorno. Solo veicoli. La creatura era sparita.
“Ti sei pisciato addosso, eh?” rise l’uomo. “Ti consiglio di andare a casa e chiuderti dentro. I comunisti hanno invaso gli Stati Uniti!” Posò la canna dell’arma su una spalla. “Li manderò via a calci in culo! Cazzo se lo farò!” Si girò e raggiunse un pick-up quattro porte grigio, la parte inferiore tappezzata di fango incrostato.
Nick gli corse dietro. “Aspetta! Dove stai andando?”
L’uomo girò con tutta calma la chiave nella portiera, poi si voltò con un mezzo sorriso sardonico, gli occhi strabici. “Qualcuno deve cacciare quei comunisti dal nostro paese! Sai, si sono fatti intelligenti. Indossano strane tute militari e sono molto veloci.” Entrò in macchina e accese il motore che borbottò un poco.
Nick non sapeva cosa fare.

Cosa farà Nick?

  • Entra nella monovolume e pedina l'uomo. (0%)
    0
  • Corre alla monovolume e raggiunge l'appartamento, chiudendosi a chiave. (100%)
    100
  • Domanda all'uomo barbuto se può andare con lui. (0%)
    0
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20 Commenti

  • Capitolo 5)

    Continui a sorprendermi con la “Pavidità” credibile del tutto realistica del personaggio. Per risponderti al messaggio del precedente capitolo, intendo che sei riuscito a dare proprio l’impressione della paura del povero Nick, ed è una grande cosa! 😉

    Io, anche se probabilmente non vincerà come opzione, vorrei vederlo “scappare via”. Mi piace il fatto che non sia un eroe, e potrebbe essere super interessante vederlo affrontare questa difficoltà. Magari lo aiuterà a prendere le redini dalla sua storia, una simile perdita.
    Stai portando avanti un buon lavoro. Continua così!

    Trovi la lettura del capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/VouMMqkNUCU

    Alla prossima!

    • Ciao, Pintore!
      Sono contento di aver reso credibile la paura e la viltà di Nick, ero proprio quello che volevo mostrare. La fuga è un’opzione che ho messo perché mi sembrava in linea con il personaggio. Inoltre, mi sembrava una valida scelta che può dare una scossa o uno shock emotivo al personaggio nel corso della storia.
      Per ora c’è un pareggio. Sinceramente non saprei come amalgamare entrambe le scelte. Ci rifletterò. Magari la votazione si smuove.

      Grazie per i complimenti! E grazie mille per aver letto e recensito anche questo episodio!

  • Ciao Freddy!
    Se deve colpirlo in testa come di solito si vede fare nei film, questo potrebbe salvare entrambi. Se deve scegliere, forse tenterebbe di salvare Dana.
    Episodio scritto con prosa essenziale, qua e là balenano ricordi dei bei tempi e delle piccole cose perdute; ma il momento è disperato, e quindi i colori che usi per descriverlo sono attinenti alla vicenda. Bene!
    Dunque vediamo come andrà il voto; ciao e stammi bene!

  • Ciao Freddy!
    Dico che si volta a guardare, credo farei così, d’istinto.
    Il nostro ha preso coraggio, forse capendo che c’è poco da salvare con creature molto più forti e feroci; la descrizione dell’aggressione della famigliola in fuga ci riporta alle immagini di Romero, al mondo senza più regole. Seguo il racconto e ti invito a cercare nei contatti per comunicare se vuoi ottenere una correzione ad un errore. Per solito lo fanno, anche in tempo breve.
    Ciao alla prossima!

    • Ciao, Minollo! 🙂
      Ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo episodio! Sono davvero lusingato di averti ricordato Romero, un grande regista di cui ho amato molto suoi film. Praticamente la mia passione per gli zombie è nata da lui, dall’alba dei morti viventi.

  • Ciao Freddy!
    Sembra proprio un horror da fine del mondo, con zombie e predator che escono da ogni dove.
    Il personaggio barbuto sembra quello fissato con le armi di “Tremors”, tipo molto convinto, ma che di solito ha la peggio. Comunque andiamo avanti con interesse. Voto perché vada da Dana (tre volte la stessa sillaba), vincendo la propria paura, peraltro più che naturale.
    Occhio a “marcie” nel primo episodio, che non vuole la “I”; nel terzo, alla seconda riga, “accade“ credo abbia perso una” d”.
    Ciao!

  • Capitolo 3)
    Direi proprio che parlarne con gli altri condomini sia la soluzione migliore… nel caso siano ancora vivi!
    Siamo praticamente in una situazione da Apocalisse, con poche soluzioni per la sopravvivenza. Non c’è di sicuro da fare gli eroi, ma neanche da stare rintanati. Credo che nessun posto sia davvero sicuro, no?
    Aspettiamo di scoprire cosa accadrà nel prossimo.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/0s1yPVZOuQo

    Alla prossima!

  • Inizio breve, ma non per questo non meno incisivo per instillare un po’ di curiosità nel lettore.
    Avrei comunque provato a impegnare tutti i caratteri disponibile, ma questo è il tuo Incipit, e ogni decisione può essere ben calibrata per sortire l’effetto voluto.
    Voglio sapere qualcosa in più sulla questione!
    Aspetto di leggere il prossimo. Intanto, trovi la lettura del primo capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/M7O-TUgNC6w
    Alla prossima!

    • Ciao G. G. Pintore!
      Grazie del tuo consiglio, l’ho adottato nel secondo episodio.
      Ho preferito un incipit breve perché non sapevo se avrebbe riscosso curiosità ed era la mia prima storia interattiva.
      Vado a dare un’occhiata al video!
      Grazie mille per aver letto questo episodio!

  • Seguito da classico monster movie,seppur sanguinolento, ma l’incontro finale con il nuovo personaggio mi è piaciuto. Tuttavia non ho capito una cosa: l’essere mastodontico è lo stesso che sgattaiola da dietro il cassonetto? Se lo è, mi sembra strano che in un primo momento non si renda conto delle sue dimensioni, mentre se non lo è, vuol dire che l’opzione precedente non è stata rispettata visto che diceva che il protagonista “scopra cosa si cela dietro di esso”.
    Voto per correre alla macchina e scappare a casa. Da quel che si vede Nick è tutt’altro che coraggioso o curioso di scoprire che sta accadendo.

    • Non proprio, perché nel primo capitolo Nick vede qualcosa che corre da una parte all’altra del cassonetto, ma non sa cosa sia o cosa c’è lì dietro. Quindi ho messo questa scelta, rendendo quella parte più generica possibile su cosa poteva esserci. In poche parole, non per forza era la figura vista oltre la luce del lampione o questo essere.
      Inoltre, se lo fosse stato, lo avrei fatta attaccare, perché, per me, non avrebbe avuto senso che fuggisse da lui per poi attaccarlo dopo. Nick alla fine non scopre niente, perché non è riuscito a vederlo qualunque cosa fosse. Ciò l’ha portato poi al bar ecc.
      Credo di aver dato come scelta una risposta ambigua. Magari la prossima volta la rendo più specifica.
      Grazie mille per il tuo commento e per aver letto e interagito anche con questo episodio!

  • Niente male come incipit, ma è fin troppo breve, ti consiglio di sfruttare tutti i caratteri a tua disposizione. Inoltre nella descrizione del racconto si parla di portale e creature soprannaturali, quindi mi aspettavo di trovarle in questo incipit. Tuttavia seguo la storia per capire dove si andrà a parare. Voto per scoprire cosa c’è dietro il cassonetto. Non credo torni alla macchina dopo quello che ha visto ed è troppo ubriaco per prendere e lanciare un mattone. A presto!

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