Città Infestata

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Nick? Spinto dai sensi di colpa, si dirige da Dana per starle affianco. (80%)

4. Decisione

Nick passò la notte rannicchiato in un angolo della camera da letto e mai una volta distolse gli occhi dalle due finestre. Le fissava, spaventato, aspettandosi che da un momento all’altro entrassero quelle cose. E poi cos’erano quelle cose? Più ci pensava, più gli pareva surreale trovare una risposta.
Quando i primi raggi del sole spuntarono sopra i tetti degli edifici, Nick si alzò e andò alla finestra. In strada non c’era nessuno. Sbadigliò e spostò l’armadio e il mobiletto dalla porta. L’aprì un poco, sbirciando dalla fessura. Non era sicuro di essere da solo nell’appartamento. Ormai non era più sicuro di niente. S’incamminò nel corridoio e si fermò nel soggiorno. Vuoto, le finestre erano intatte. Nessuno era entrato. Fece una veloce colazione con latte e cereali e restò seduto ancora per un po’. Voleva gridare, urlare al mondo la sua rabbia, la sua impotenza, ma non poteva farlo.
Aveva abbandonato Dana e ora si sentiva tremendamente in colpa. Cercava un appiglio, una giustificazione, ma la realtà gli sbatteva in faccia la sua codardia. Non aveva il coraggio di andare da lei, affrontare quelle cose là fuori, eppure una parte di lui lo voleva. Quella donna era tutto il suo mondo, l’unica cosa buona che gli era rimasta. Come poteva lasciarla da sola con quei abomini là fuori? Come poteva non proteggerla? Se lo ripeteva come un mantra, parola dopo parola. Eppure non funzionava, non si smuoveva. Era pietrificato.

Udì uno sparo e sobbalzò. Scattò verso la finestra del soggiorno e guardò in strada. Una famigliola stava correndo verso una bifamiliare. Era Peter Johnson, con sua moglie Norma e le due bambine Patricia e Wendy, di sei e sette anni.
Peter teneva la pistola puntata verso qualcosa e si guardava intorno, agitato. Norma fece entrare Patricia e Wendy sui sedili posteriori, poi andò a sedersi sul sedile davanti. Una decina di piccole creature dalla folta peluria sbucarono dietro l’angolo e si lanciarono verso di loro.
L’uomo sparò diversi colpi, ma le creature schivarono le pallottole con facilità.
Norma gridò qualcosa dall’abitacolo. Peter si girò e una creatura gli saltò addosso, staccandogli la mascella con un morso. Non ebbe il tempo di gridare, che venne travolto dalle creature e divorato con voracità. Uno di loro gli squarciò il petto con le unghie, scavandoci dentro.
Le bambine urlarono, terrorizzate. La madre si mise al posto di guida e accese il motore. Le ruote della bifamiliare fischiarono sull’asfalto, lasciandosi dietro una scia di fumo nero. Le creature lasciarono il corpo ridotto a brandelli e si precipitarono all’inseguimento del veicolo.
Nick restò immobile, con gli occhi sbarrati e il volto stravolto. Non riusciva a muovere un piede. Se quelle piccole mostruosità potevano divorare un uomo in pochi secondi, come poteva lui raggiungere Dana? Come poteva salvarla da quelle cose?
D’un tratto le gambe cedettero e si ritrovò sul pavimento. Restò a fissare il muro per un attimo, finché sentì un forte frastuono. Scattò in piedi e si affacciò alla finestra. La bifamiliare si era capovolta più volte al centro della strada. Una fiamma si andava sviluppandosi vicino a una ruota anteriore.
Le creature avevano circondato la macchina. Uno di loro stava cercando di tirare fuori qualcosa, ma si allontanò subito verso gli altri. Il fuoco si espanse e l’auto ne fu avviluppata.
Mentre Norma strisciava a fatica fuori dall’abitacolo, le creature cominciarono a gemere, a muoversi. Poi una le morse l’avambraccio e la tirò verso di sé, verso il branco. Nick si voltò dall’altra parte.

Due ore dopo, verso mezzogiorno, pescò il cellulare dalla tasca e compose il numero di Dana. La linea cadeva sempre. E se le fosse successo qualcosa? Se quei mostri l’avessero uccisa?
Cominciò a fare avanti e indietro nel soggiorno e, senza accorgersene, si ritrovò fuori dall’appartamento. Il corridoio era vuoto. Scese la tromba delle scale, si avvicinò al portone e l’aprì un poco. Fuori non c’era nessuno. La sua monovolume aveva ancora la portiera aperta. Diede un’ultima occhiata intorno e si precipitò dentro il veicolo. Appena girò le chiavi nel blocchetto d’accensione, un boato fortissimo lo fece sussultare. Il terreno fremette, diversi allarmi suonarono. Una colonna di fumo nero si levò in lontananza. Nick ingranò la prima e partì a tavoletta.
Durante il tragitto, non incontrò nessuno. Pensava che il boato avesse attirato l’attenzione di quelle cose. Venti minuti dopo era di fronte alla casa della famiglia di Dana. Una fila di bungalow tutte uguali nella zona residenziale.
Lasciò la macchina sul giardino curato e corse verso la porta d’ingresso. Bussò con forza. Poi girò la maniglia e vide sul pavimento il corpo spolpato di Clara, la madre di Dana. Si voltò e vomitò sul vialetto del giardino. Appena alzò la testa verso l’entrata, il padre della sua ragazza gli puntava un fucile alla testa. Alle sue spalle, impaurita, c’era Dana. “Nick!”
“Dana!”
L’uomo stava per abbassare il fucile, quando sbarrò gli occhi. Una figura era alle spalle di Nick.

Cosa farà Nick?

  • Si precipita in casa, chiudendosi la porta alle spalle. (Anche se la seconda e la terza possibilità sembrano uguali, in realtà non lo sono) (0%)
    0
  • Si precipita in casa, senza guardarsi indietro. (Anche se la seconda e la terza possibilità sembrano uguali, in realtà non lo sono) (0%)
    0
  • Si gira per vedere chi c'è alle sue spalle. (100%)
    100
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20 Commenti

  • Capitolo 5)

    Continui a sorprendermi con la “Pavidità” credibile del tutto realistica del personaggio. Per risponderti al messaggio del precedente capitolo, intendo che sei riuscito a dare proprio l’impressione della paura del povero Nick, ed è una grande cosa! 😉

    Io, anche se probabilmente non vincerà come opzione, vorrei vederlo “scappare via”. Mi piace il fatto che non sia un eroe, e potrebbe essere super interessante vederlo affrontare questa difficoltà. Magari lo aiuterà a prendere le redini dalla sua storia, una simile perdita.
    Stai portando avanti un buon lavoro. Continua così!

    Trovi la lettura del capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/VouMMqkNUCU

    Alla prossima!

    • Ciao, Pintore!
      Sono contento di aver reso credibile la paura e la viltà di Nick, ero proprio quello che volevo mostrare. La fuga è un’opzione che ho messo perché mi sembrava in linea con il personaggio. Inoltre, mi sembrava una valida scelta che può dare una scossa o uno shock emotivo al personaggio nel corso della storia.
      Per ora c’è un pareggio. Sinceramente non saprei come amalgamare entrambe le scelte. Ci rifletterò. Magari la votazione si smuove.

      Grazie per i complimenti! E grazie mille per aver letto e recensito anche questo episodio!

  • Ciao Freddy!
    Se deve colpirlo in testa come di solito si vede fare nei film, questo potrebbe salvare entrambi. Se deve scegliere, forse tenterebbe di salvare Dana.
    Episodio scritto con prosa essenziale, qua e là balenano ricordi dei bei tempi e delle piccole cose perdute; ma il momento è disperato, e quindi i colori che usi per descriverlo sono attinenti alla vicenda. Bene!
    Dunque vediamo come andrà il voto; ciao e stammi bene!

  • Ciao Freddy!
    Dico che si volta a guardare, credo farei così, d’istinto.
    Il nostro ha preso coraggio, forse capendo che c’è poco da salvare con creature molto più forti e feroci; la descrizione dell’aggressione della famigliola in fuga ci riporta alle immagini di Romero, al mondo senza più regole. Seguo il racconto e ti invito a cercare nei contatti per comunicare se vuoi ottenere una correzione ad un errore. Per solito lo fanno, anche in tempo breve.
    Ciao alla prossima!

    • Ciao, Minollo! 🙂
      Ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo episodio! Sono davvero lusingato di averti ricordato Romero, un grande regista di cui ho amato molto suoi film. Praticamente la mia passione per gli zombie è nata da lui, dall’alba dei morti viventi.

  • Ciao Freddy!
    Sembra proprio un horror da fine del mondo, con zombie e predator che escono da ogni dove.
    Il personaggio barbuto sembra quello fissato con le armi di “Tremors”, tipo molto convinto, ma che di solito ha la peggio. Comunque andiamo avanti con interesse. Voto perché vada da Dana (tre volte la stessa sillaba), vincendo la propria paura, peraltro più che naturale.
    Occhio a “marcie” nel primo episodio, che non vuole la “I”; nel terzo, alla seconda riga, “accade“ credo abbia perso una” d”.
    Ciao!

  • Capitolo 3)
    Direi proprio che parlarne con gli altri condomini sia la soluzione migliore… nel caso siano ancora vivi!
    Siamo praticamente in una situazione da Apocalisse, con poche soluzioni per la sopravvivenza. Non c’è di sicuro da fare gli eroi, ma neanche da stare rintanati. Credo che nessun posto sia davvero sicuro, no?
    Aspettiamo di scoprire cosa accadrà nel prossimo.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/0s1yPVZOuQo

    Alla prossima!

  • Inizio breve, ma non per questo non meno incisivo per instillare un po’ di curiosità nel lettore.
    Avrei comunque provato a impegnare tutti i caratteri disponibile, ma questo è il tuo Incipit, e ogni decisione può essere ben calibrata per sortire l’effetto voluto.
    Voglio sapere qualcosa in più sulla questione!
    Aspetto di leggere il prossimo. Intanto, trovi la lettura del primo capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/M7O-TUgNC6w
    Alla prossima!

    • Ciao G. G. Pintore!
      Grazie del tuo consiglio, l’ho adottato nel secondo episodio.
      Ho preferito un incipit breve perché non sapevo se avrebbe riscosso curiosità ed era la mia prima storia interattiva.
      Vado a dare un’occhiata al video!
      Grazie mille per aver letto questo episodio!

  • Seguito da classico monster movie,seppur sanguinolento, ma l’incontro finale con il nuovo personaggio mi è piaciuto. Tuttavia non ho capito una cosa: l’essere mastodontico è lo stesso che sgattaiola da dietro il cassonetto? Se lo è, mi sembra strano che in un primo momento non si renda conto delle sue dimensioni, mentre se non lo è, vuol dire che l’opzione precedente non è stata rispettata visto che diceva che il protagonista “scopra cosa si cela dietro di esso”.
    Voto per correre alla macchina e scappare a casa. Da quel che si vede Nick è tutt’altro che coraggioso o curioso di scoprire che sta accadendo.

    • Non proprio, perché nel primo capitolo Nick vede qualcosa che corre da una parte all’altra del cassonetto, ma non sa cosa sia o cosa c’è lì dietro. Quindi ho messo questa scelta, rendendo quella parte più generica possibile su cosa poteva esserci. In poche parole, non per forza era la figura vista oltre la luce del lampione o questo essere.
      Inoltre, se lo fosse stato, lo avrei fatta attaccare, perché, per me, non avrebbe avuto senso che fuggisse da lui per poi attaccarlo dopo. Nick alla fine non scopre niente, perché non è riuscito a vederlo qualunque cosa fosse. Ciò l’ha portato poi al bar ecc.
      Credo di aver dato come scelta una risposta ambigua. Magari la prossima volta la rendo più specifica.
      Grazie mille per il tuo commento e per aver letto e interagito anche con questo episodio!

  • Niente male come incipit, ma è fin troppo breve, ti consiglio di sfruttare tutti i caratteri a tua disposizione. Inoltre nella descrizione del racconto si parla di portale e creature soprannaturali, quindi mi aspettavo di trovarle in questo incipit. Tuttavia seguo la storia per capire dove si andrà a parare. Voto per scoprire cosa c’è dietro il cassonetto. Non credo torni alla macchina dopo quello che ha visto ed è troppo ubriaco per prendere e lanciare un mattone. A presto!

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