Città Infestata

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Nick? Si gira per vedere chi c'è alle sue spalle. (100%)

5. Scelte

Quando Nick si voltò, una creatura mastodontica era a pochi passi da lui. Lo stesso abominio visto nel parcheggio. Era poco ricurvo in avanti e lo fissava con quei suoi occhi sinistri.
“Entra dentro!” Urlò il padre di Dana.
L’essere emise un flebile ringhio, infastidito, e inclinò un poco la testa a lato.
Nick non riusciva a muoversi. Guardava quella mostruosità dritta negli occhi e gli pareva di sentire il suo sguardo strisciargli nella mente.
Il padre di Dana lo superò con fare deciso, il fucile puntato in avanti. Sparò.
Il proiettile centrò la creatura in pieno petto, facendola cadere all’indietro. Il sangue violaceo schizzò i cespugli e l’erba curata del giardino.
Nick si svegliò come da un incubo. Si sentiva intorpidito, eppure non aveva motivo di esserlo. Era come se quei malevoli occhi gli avessero prosciugato l’energia.
Il padre di Dana si avvicinò alla creatura e gli tastò la gamba con la punta del piede. Non si muoveva. Poi si girò verso Nick e gli lanciò uno sguardo strano.

Una volta in casa, il padre di Dana si accasciò sul corpo della moglie e scoppiò in un pianto sommesso, seguito da Dana. Nick la strinse a sé e lei pianse sul suo petto.
“Pensavamo che fosse viva…” disse Dana. “Si era separata da papà quando sono stati attaccati al supermercato. Credevo…” Singhiozzò. “Credevo che fosse al sicuro. Non… non pensavo che fosse qui. Io… io non lo avrei mai lasciata qui da sola. Ecco… ecco cos’era quel rumore che abbiamo sentito dal seminterrato. Era… era lei.”
Nick restò in silenzio.
Il padre di Dana si alzò, salì al piano superiore e tornò con un lenzuolo. Restò fermo sul suo cadavere, gli occhi arrossati dalle lacrime. Voleva coprire sua moglie, ma non ci riusciva.
Dana si staccò da Nick e abbracciò suo padre. Un abbraccio lungo, sofferto. Poi insieme adagiarono il lenzuolo su Clara e si strinsero per darsi conforto.
Nick li lasciò da soli e si affacciò alla finestra del soggiorno, spostando un lembo di tenda. Guardò in strada. La creatura era sparita, ma lui non se ne accorse.

“Dobbiamo andarcene” disse il padre di Dana. “Qui non è più sicuro.”
Erano nel seminterrato, in una stanza chiusa da una porta di ferro corrosa dalla ruggine. Polvere e ragnatele puntellavano ogni ogni scaffale, cartone e cianfrusaglia. I ragnetti zampettavano tranquilli lungo le pareti.
“Non possiamo lasciare la mamma, qui” rispose Dana. “Dobbiamo seppellirla. Non voglio lasciarla così.”
“Anche io non lo voglio, ma non possiamo scavare una fossa là fuori. Ti prometto che ritorneremo e le daremo una degna sepoltura.”
Dana corrugò le sopracciglia, contrariata. “Certo, come tutte le altre promesse che hai mantenuto, no? Non fare promesse che non puoi mantenere!”
Il padre di Dana non rispose. Nick fingeva di guardare dalla piccola finestra rettangolare posta vicino al soffitto.
Dana incrociò le braccia. “Io la voglio seppellire. E se tu non vuoi aiutarmi, lo farò da sola.” Si girò. “Nick, aiutami!”
Lui la guardò, perplesso. Sentiva addosso lo sguardo pesante e severo del padre di Dana, e quello irato della sua ragazza. Non sapeva cosa fare.
Dana afferrò la pala poggiata contro la parete e si girò verso Nick. “Vuoi aiutarmi o no?”
Il padre di Dana continuava a guardarlo torvo.
“I-io…” balbettò Nick. “N-non…”
Dana sospirò e si diresse alla porta.
Suo padre la fermò per un braccio. “Tu non vai da nessuna parte! È pericoloso là fuori.”
“Anche qui dentro è pericoloso. L’hai detto tu che dobbiamo andarcene.” Si girò e aprì la porta, seguita dal padre.
Nick restò interdetto per un attimo, poi li raggiunse.

Si fermarono davanti al corpo di Clara, coperto dal lenzuolo che si era macchiato di sangue. Nick andò alla finestra.
Il padre di Dana gli si avvicinò alle spalle. “Sai usare un fucile.”
Nick sobbalzò. “Non lo so. Voglio dire, quando ero piccolo mio nonno mi ha fatto sparare diverse volte con il suo fucile da caccia. Mi faceva centrare bottiglie e scatolette vuote.”
“E le centravi?”
“La maggior parte.”
L’uomo gli mise in mano il fucile. “Devi coprirmi mentre scavo la fossa.”
“Pensavo che…”
Lui si girò e tornò dalla figlia.

Il padre di Dana prese in braccio il corpo della moglie e si avviò nel retro del giardino, seguito alle spalle da Dana e Nick. Adagiò il corpo ai piedi di un albero, prese la pala dalle mani di sua figlia e l’affondò nel terreno morbido.
Nick era a disagio con un’arma in mano. Osservava il fucile, ricordando quando suo nonno glielo aveva fatto usare per la prima volta. Era stato così contento, che da grande si promise di collezionarli.
Non lo fece mai.
Un giorno sparò per sbaglio a sua nonna dietro la staccionata. Il proiettile attraversò la coscia senza colpire nessun arteria. Lei non se la prese mai con Nick, divorato tutt’ora dai sensi di colpa, ma con suo nonno. Quello fu l’ultimo giorno in cui impugnò un’arma.
Mentre il padre di Dana continuava a scavare la fossa, l’essere mastodontico comparve sopra il tetto della casa, il petto che sanguinava. Nick si voltò per caso e vide quella cosa balzare in aria, diretta verso uno di loro.

Nick può salvare solo una persona o decidere di lasciarli morire. Cosa farà?

  • Li lascia morire entrambi, fuggendo. (50%)
    50
  • Salva il Padre di Dana. (0%)
    0
  • Salva Dana. (50%)
    50
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20 Commenti

  • Capitolo 5)

    Continui a sorprendermi con la “Pavidità” credibile del tutto realistica del personaggio. Per risponderti al messaggio del precedente capitolo, intendo che sei riuscito a dare proprio l’impressione della paura del povero Nick, ed è una grande cosa! 😉

    Io, anche se probabilmente non vincerà come opzione, vorrei vederlo “scappare via”. Mi piace il fatto che non sia un eroe, e potrebbe essere super interessante vederlo affrontare questa difficoltà. Magari lo aiuterà a prendere le redini dalla sua storia, una simile perdita.
    Stai portando avanti un buon lavoro. Continua così!

    Trovi la lettura del capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/VouMMqkNUCU

    Alla prossima!

    • Ciao, Pintore!
      Sono contento di aver reso credibile la paura e la viltà di Nick, ero proprio quello che volevo mostrare. La fuga è un’opzione che ho messo perché mi sembrava in linea con il personaggio. Inoltre, mi sembrava una valida scelta che può dare una scossa o uno shock emotivo al personaggio nel corso della storia.
      Per ora c’è un pareggio. Sinceramente non saprei come amalgamare entrambe le scelte. Ci rifletterò. Magari la votazione si smuove.

      Grazie per i complimenti! E grazie mille per aver letto e recensito anche questo episodio!

  • Ciao Freddy!
    Se deve colpirlo in testa come di solito si vede fare nei film, questo potrebbe salvare entrambi. Se deve scegliere, forse tenterebbe di salvare Dana.
    Episodio scritto con prosa essenziale, qua e là balenano ricordi dei bei tempi e delle piccole cose perdute; ma il momento è disperato, e quindi i colori che usi per descriverlo sono attinenti alla vicenda. Bene!
    Dunque vediamo come andrà il voto; ciao e stammi bene!

  • Ciao Freddy!
    Dico che si volta a guardare, credo farei così, d’istinto.
    Il nostro ha preso coraggio, forse capendo che c’è poco da salvare con creature molto più forti e feroci; la descrizione dell’aggressione della famigliola in fuga ci riporta alle immagini di Romero, al mondo senza più regole. Seguo il racconto e ti invito a cercare nei contatti per comunicare se vuoi ottenere una correzione ad un errore. Per solito lo fanno, anche in tempo breve.
    Ciao alla prossima!

    • Ciao, Minollo! 🙂
      Ti ringrazio per aver dedicato il tuo tempo alla lettura di questo episodio! Sono davvero lusingato di averti ricordato Romero, un grande regista di cui ho amato molto suoi film. Praticamente la mia passione per gli zombie è nata da lui, dall’alba dei morti viventi.

  • Ciao Freddy!
    Sembra proprio un horror da fine del mondo, con zombie e predator che escono da ogni dove.
    Il personaggio barbuto sembra quello fissato con le armi di “Tremors”, tipo molto convinto, ma che di solito ha la peggio. Comunque andiamo avanti con interesse. Voto perché vada da Dana (tre volte la stessa sillaba), vincendo la propria paura, peraltro più che naturale.
    Occhio a “marcie” nel primo episodio, che non vuole la “I”; nel terzo, alla seconda riga, “accade“ credo abbia perso una” d”.
    Ciao!

  • Capitolo 3)
    Direi proprio che parlarne con gli altri condomini sia la soluzione migliore… nel caso siano ancora vivi!
    Siamo praticamente in una situazione da Apocalisse, con poche soluzioni per la sopravvivenza. Non c’è di sicuro da fare gli eroi, ma neanche da stare rintanati. Credo che nessun posto sia davvero sicuro, no?
    Aspettiamo di scoprire cosa accadrà nel prossimo.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/0s1yPVZOuQo

    Alla prossima!

  • Inizio breve, ma non per questo non meno incisivo per instillare un po’ di curiosità nel lettore.
    Avrei comunque provato a impegnare tutti i caratteri disponibile, ma questo è il tuo Incipit, e ogni decisione può essere ben calibrata per sortire l’effetto voluto.
    Voglio sapere qualcosa in più sulla questione!
    Aspetto di leggere il prossimo. Intanto, trovi la lettura del primo capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/M7O-TUgNC6w
    Alla prossima!

    • Ciao G. G. Pintore!
      Grazie del tuo consiglio, l’ho adottato nel secondo episodio.
      Ho preferito un incipit breve perché non sapevo se avrebbe riscosso curiosità ed era la mia prima storia interattiva.
      Vado a dare un’occhiata al video!
      Grazie mille per aver letto questo episodio!

  • Seguito da classico monster movie,seppur sanguinolento, ma l’incontro finale con il nuovo personaggio mi è piaciuto. Tuttavia non ho capito una cosa: l’essere mastodontico è lo stesso che sgattaiola da dietro il cassonetto? Se lo è, mi sembra strano che in un primo momento non si renda conto delle sue dimensioni, mentre se non lo è, vuol dire che l’opzione precedente non è stata rispettata visto che diceva che il protagonista “scopra cosa si cela dietro di esso”.
    Voto per correre alla macchina e scappare a casa. Da quel che si vede Nick è tutt’altro che coraggioso o curioso di scoprire che sta accadendo.

    • Non proprio, perché nel primo capitolo Nick vede qualcosa che corre da una parte all’altra del cassonetto, ma non sa cosa sia o cosa c’è lì dietro. Quindi ho messo questa scelta, rendendo quella parte più generica possibile su cosa poteva esserci. In poche parole, non per forza era la figura vista oltre la luce del lampione o questo essere.
      Inoltre, se lo fosse stato, lo avrei fatta attaccare, perché, per me, non avrebbe avuto senso che fuggisse da lui per poi attaccarlo dopo. Nick alla fine non scopre niente, perché non è riuscito a vederlo qualunque cosa fosse. Ciò l’ha portato poi al bar ecc.
      Credo di aver dato come scelta una risposta ambigua. Magari la prossima volta la rendo più specifica.
      Grazie mille per il tuo commento e per aver letto e interagito anche con questo episodio!

  • Niente male come incipit, ma è fin troppo breve, ti consiglio di sfruttare tutti i caratteri a tua disposizione. Inoltre nella descrizione del racconto si parla di portale e creature soprannaturali, quindi mi aspettavo di trovarle in questo incipit. Tuttavia seguo la storia per capire dove si andrà a parare. Voto per scoprire cosa c’è dietro il cassonetto. Non credo torni alla macchina dopo quello che ha visto ed è troppo ubriaco per prendere e lanciare un mattone. A presto!

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