Cronache della Vendetta

Dove eravamo rimasti?

Ogni scelta è importante. Quella sbagliata farà morire il personaggio! Potete interagire con il voto e i commenti! Cosa fare?? Cercare una via per il Monastero nello stretto cunicolo della montagna, rischiando di rimanere intrappolato. (78%)

Anime Infrante

[Capitolo Integrale su Youtube, letto e illustrato]

Il cielo prometteva tempesta.

I demoni che ne venivano vomitati fuori, invece, assicuravano morte. Kàdragor li vide volteggiare come avvoltoi.

Ovunque conducesse quella via, non sarebbe stata meno oscura della sorte che lo attendeva all’esterno: prese il cunicolo a ritroso, come un paguro nel suo guscio, costretto ad incedere a tentoni, curvato in avanti.

Per una volta Kàdragor avrebbe voluto essere piccolo come Efrith; ma si rimangiò subito quel pensiero, quando udì gli artigli di un demone stridere sull’ingresso.

La lama seghettata penetrò l’ennesimo assalitore, costringendo Kàdragor a sfilarla con difficoltà.

Le creature ne approfittarono per fiondarsi su di lui e artigliarlo al petto e alla spalla; anche se colpito di striscio, dalle ferite prese a sgorgare sangue in abbondanza. Il cunicolo era buio e stretto per poter utilizzare l’enorme spada con efficacia, ma il nordico non si diede per vinto.

Indietreggiò e affondò, finché la roccia non cedette sotto il suo peso e quello dei demoni.

Kàdragor rovinò al piano inferiore. Le pietre aguzze gli bruciarono la pelle con centinaia di piccoli graffi. Una fenditura nella grotta, che forse un tempo era stata una finestra, concedeva uno smorto fascio di luce carico delle polveri rosse e salate della frana. La strada per il monastero era crollata con loro. Sì divincolò prima di subire l’ennesimo assalto, dovendo però rinunciare alla spada, sotterrata da qualche parte.

Intercettò la creatura; gli artigli, affondati nei suoi palmi, lo caricarono di una rabbia immonda. Le fracassò il cranio a testate, finché non si afflosciò ai suoi piedi, esanime. La fronte grondava di quella linfa putrida, nauseante.

Il sangue non aveva smesso di sgorgare.

Intravide lo scintillio della lama sotto i detriti quando un raggio del sole morente si affacciò dall’apertura.

«Cuore della Tempesta!», chiamò con la stessa energia che si riserverebbe al nome di una sposa. E in fin dei conti, il legame che li univa non era granché differente: avevano trascorso la maggior parte della loro vita insieme, giacevano nello stesso letto, e l’uno era legato all’altra da una promessa. Gli Dei ne erano stati testimoni; gli stessi contro i quali ora aveva rivolto la propria furia.

Fu solo in quel momento che comprese dovei si trovava: catene correvano lungo le superfici ruvide, dalle quali penzolavano, agganciati per i polsi, diversi corpi ignudi, glabri, emaciati; le catene, infatti, non erano abbastanza lunghe da fargli toccare terra coi piedi. La gravità aveva costretto quei mucchi di ossa a deformarsi.

«Dove sono? Quando…» mormorò Kàdragor.

I sei corpi si animarono all’improvviso. Ansimarono, sgranando occhi orbi di bulbi e bocche orfane di lingue. Erano terrificanti, eppure vivi!

Il fetore in quel luogo non era dissimile da quello dei demoni.

«Liberaci!» disse, aspirando, quella che doveva essere stata una donna. In una rastrelliera accanto a lei si trovavano numerosi arnesi di tortura. Il suono prodotto dalle catene era assordante, ipnotico.

Il verso stridulo di un demone riportò il nordico alla realtà, impedendogli di dar peso al quesito che avrebbe scosso ogni altro essere umano: come riusciva a parlare, seppur priva di lingua?

Il demone non era ancora riuscito a fare breccia, ma presto lo avrebbe raggiunto. Eppure, il nordico tornò sui corpi.

«Streghe e Stregoni» ringhiò Kàdragor «È per questo che siete stati rinchiusi qui?»

«Kàdragor! Liberaci…» aspirò un secondo, ed egli ebbe come l’impressione di sentirsi più debole. Tamponò con una mano la ferita sul petto. Ad ogni respiro era come riemergere in superficie dopo una lunga apnea, ed ogni volta era più faticoso e meno appagante.

Provò pietà per quegli esseri: non era la prima volta che s’imbatteva nelle segrete di simili monasteri. Lui stesso vi era stato rinchiuso, ma neanche le catene avevano saputo trattenerlo. Non sarebbe mai scappato senza l’aiuto di Efrith.

Il demone irruppe, e Kàdragor, per la seconda volta, fu strappato ai suoi pensieri: caricò a testa bassa. Il demone scartò con un colpo d’ali, mandandolo a vuoto.

«Bastardo!» ruggì, pronto ad accusare l’artigliata avversaria; ma non giunse: il demone era rimasto incantato dai corpi. Li scrutava con atroce interesse, frustando la lunga lingua biforcuta sui propri denti. Lo vide poi compiere il medesimo sforzo per tirare un lungo respiro; colse l’attimo per aprirgli il cranio con un fendente.

«Liberaci…» implorarono in una sola voce i corpi.

Kàdragor era allo stremo delle forze. Quel senso di pietà lo esortava ad esaudire il desiderio; ma allo stesso tempo sapeva che da un momento all’altro sarebbero arrivati altri problemi, più feroci che mai.

Forse avrebbe potuto contare sull’aiuto di quegli stessi prigionieri per fermare l’avanzata dei demoni, o recuperare le forze prima del prossimo scontro.

Non era mai stato un pensatore, Kàdragor: agiva sempre d’impulso; eppure, da quando aveva giurato vendetta, i pensieri non avevano più smesso di tormentarlo.

Cosa fare? Ogni scelta può essere potenzialmente fatale! Scegliete bene! Anche il commento può essere integrato al vostro voto.

  • Non si fida: tenterà di sfuggire ai Demoni, tuffandosi in mare. (38%)
    38
  • Sfrutta l’interesse dei Demoni nei confronti dei prigionieri per riposarsi prima della prossima battaglia. (0%)
    0
  • Proverà a liberare i prigionieri. (63%)
    63
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34 Commenti

  • Ti segnalo subito il voto: accetta.
    per quanto riguarda il capitolo devo confessarti che la mia scarsa memoria mi impediva di ricordare nomi, personaggi, e trama della storia sicché mi sono letto tutti e tre i capitoli di fila.
    Qui lo dico e lo sostengo con convinzione: tutte le storie lette, e forse vale anche per la mia, sono molto più belle rilette tiutte dìun fiato, come fosse un racconto unico. le interruzioni, almeno per me che ho una certa età, impediscono di entrare fino in fondo nel pathos della vicenda.
    per finire: la tua narrazione mi piace, pulita e corretta anche nella punteggiatura( usi anche tu il punto e virgola, ormai scomparso)…tuttavia ti segnalo, se ti fa piacere, un refuso ed una frase dubbia, magari prova a riguardarla.
    Il refuso è questo: ” avvitandosi come un un tornando nascente. ” C’è quel doppio un, e poi credo sia tornado, non tornando. O no?
    La frase dubbia è questa: “Ma il nordico sapeva bene che non ci fosse niente di giusto nella sua causa. ” Credo ci voglia proprio: sapeva bene che non c’era niente di giusto…
    Se invece intendi scrivere.: Ma il nordico temeva che non ci fosse niente di giusto…allora con temeva sì, va bene…
    Comunque sono inezie…ciaociao
    P.S. nei miei racconti pubblicati sul web o nei miei libri, le correzioni dei refusi e quant’altro vengono dopo numerose riletture, l’ultima delle quali, la più importante, la faccio anche dopo 6 mesi o un anno, quando ho dimenticato tutto. A quel punto divento non più uno scrittore che si autocorregge, ma un lettore che corregge lo scrittore.

  • Lo sapevo che non doveva fidarsi 😀
    Ancora combattimenti e toni cupissimi, mi è piaciuto l’incontro subacqueo con la voce, anche se forse la possibilità di parlare e respirare sott’acqua necessitava di una spiegazione. Inoltre per un attimo ho pensato che Kadragor morisse.
    Voto per accettare il patto, non mi sembra in condizione di rifiutare un’alleanza, anche se questa potrebbe richiedere un prezzo alto da pagare.

  • Fantasy non è il mio genere, come scrittore, non roiuscirei mai ad inventare storie come questa. Forse è per quello che invece, come lettore, resto affascinato dalla grande fantasia narrativa. belle e precise le descrizioni…avrei votato la seconda opzione, anche se è tardi. Ciaociao

  • Ciao, G.G.
    ho ascoltato la puntata, lo ammetto. Se mi si dà modo di ascoltare anziché leggere, scelgo l’ascolto, mi lascia modo di fare altro nel mentre.
    Il capitolo è intenso e, come scritto su YouTube, pieno di pathos. i percepisce la sofferenza del protagonista e ci si cala nel mondo orribilmente popolato in cui si muove.
    Bravo, non saprei che altro dirti 🙂
    Per me accetta, un alleato viene sempre bene, sperando che non tenti di mangiarselo come la strega.

    Alla prossima!

  • Ciao G.G.,
    ho iniziato a seguire il tuo racconto. E ti faccio i miei complimenti sia per la storia sia per come viene letta e interpretata sul tuo canale youtube (stamattina ho messo un bel pollicione in su-Mi Piace!). Poi da un amante di giochi di ruolo stile Baldur’s gat, Pillars of eternità e Divinity original sin, non può non piacermi il genere sword&fantasy :). Ho scelto che “accetta il patto” anche se ero indeciso e continuo a seguirti. Ciaoooo

    • Salve, Dottore.
      Kàdragor avrebbe bisogno di uno come lei! 🙂

      Purtroppo il voto è arrivato a storia già scritta (oltre che episodio già registrato. Lo stavo finendo di montare quando ho letto la notifica!)
      Proprio per quello aspetto sino all’ultimo prima di scrivere e registrare tutto.
      Generalmente Lascio tempo sino a mercoledì mattina.

      Il tuo voto sarebbe stato incisivo per la sorte di Kàdragor, e forse il nordico ringrazia questo “incidente”, perché ci avrebbe lasciato le penne! 🙂

      Ti ringrazio per i complimenti e per avermi dedicato il tuo tempo 😉

      Alla prossima!

  • (è la terza volta che provo a dare “segui la storia”: vediamo se stavolta se lo ricorda).

    ” Quel senso di pietà lo esortava ad esaudire il desiderio”. Ecco, questo per me è un nuovo tassello nella psicologia del personaggio. E quindi voto Proverà a liberare i Prigionieri!
    Sperando che i “non morti” non siano a loro volta demoni ma solo anime desiderose di essere liberate 😉

    Ora, visto che valgono anche i commenti, dico che non li libererà dando le spalle ai demoni: è pur sempre un buon tattico. Un po’ per volta, senza mai lasciar perdere il pericolo, approfittando anche del loro interesse per ripredere il giusto fiato (ma ricorda che ho votato che vuole liberarli).

    Comunque se non trova qualcuno che lo curi, da come lo hai descritto, è presto spacciato.

    Ciao 🙂
    PS: Efrith non lo abbiamo incontrato, ricordo bene, vero?

  • Si continua su toni cupi e sanguinolenti, il protagonista me lo immagino come appena uscito dalla copertina di un album dei Manowar 😀
    Voto per il tuffo in mare nel tentativo di sfuggire ai demoni. Da come lo hai descritto, Kadragor non mi sembra proprio un benefattore, e non mi viene in mente come quei prigionieri possano tornargli utili.

    • Grazie!

      Con questo genere ci sono cresciuto, quindi mi trovo abbastanza a mio agio, anche se ultimamente sto cercando di lavorare sulla narrativa moderna. Ma ogni tanto il genere mi richiama all’avventura: un narratore non può che ascoltare quel richiamo e riprodurlo!
      Grazie per avermi dedicato il tuo tempo 🙂

      Alla prossima!

    • Ehi! Non voglio stroncare l’entusiasmo, anche se l’atmosfera è un po’ quella, però il caro Kàdragor non è mai stato giocato – per ora – in nessuna avventura. Ma potrebbe sempre esserci un’occasione! In realtà la storia mi è venuta fuori sulla cima di un monastero, tra la nebbia, in mezzo all’esplosione del sole, con le nuvole che si aprivano con un forte vento, nel 2019!
      Se solo trovassi il video….
      Grazie per aver giocato e aver votato! 🙂

  • Un bel cambio di genere dall’ultimo racconto! Devo dire che il fantasy non è il mio preferito, ma mi incuriosisce l’idea dell’uomo che sfida gli dèi, chissà se il racconto potrà avere qualche risvolto metaforico.
    Inizio col dire che ho trovato lo stile di scrittura molto carico ed enfatico, per certi versi adatto al genere scelto e al tipo di storia raccontata, ma lo stesso abbastanza pesante da leggere. Più che sulla descrizione del mondo esterno, che in un certo senso sa di già visto e rimane un po’ vago, mi sarei concentrato sul protagonista: i suoi penseri, le sue motivazioni e le sue sensazioni, come ti hanno già suggerito gli altri, mentre in questo incipit sembra un po’ una pedina interscambiabile.
    Tuttavia secondo me c’è del potenziale per una buona storia di vendetta. Voto per il cunicolo nella roccia: visto che è stato scoperto, tanto vale utilizzarlo. A presto!

    • Salve!

      Potrebbe riservarti delle sorprese, ma vedremo cosa sceglierete in futuro!
      Concordo su tutto quanto hai detto, sebbene voglia fornirti delle spiegazioni. Oltre a cercare di entrare nel canone dello Sword&Sorcery, che ha dei punti di riferimento canoni, specie per un Incipt, dove deve saltare fuori lo standard legato alla storia, le descrizioni servono non solo per definire l’ambiente ma anche lo stato emotivo del personaggio 🙂 Ovviamente, tutto ciò potrebbe appesantirne la lettura 😉

      Grazie per essere passato e per aver votato!
      Scopriremo insieme come andrà la storia!

  • Ciao, G.G.
    Voto il cunicolo, nonostante mi restituisca un moto dì claustrofobia… credo che ti data modo dì portare alla luce anche le sensazioni e il mondo interiore del protagonista. Per le scene dì combattimento non posso che farti i complimenti, renderle bene non è semplice, ma pare che tu abbia una certa dimestichezza con il genere.
    Ascoltato e letto con piacere, le doti narrative ci sono, non resta che aspettare il seguito.

    Alla prossima!

    • Con racconti simili si ha sempre l’impressione che sia tutto abbastanza simile e già visto, con tutto quello che abbiamo letto e visto al cinema su eroi simili. Essendo un appassionato del genere, nonché giocatore di ruolo, credo di aver accumulato un po’ di esperienza! Anche se questa ogni tanto tende a rendere “pallose” certe scene, oppure forse un po’ troppo tecniche ed eccessive.
      Ti ringrazio dei complimenti, e spero di vederti per il prossimo capitolo!
      Alla prossima!

  • Ciao, buongiorno, anche se il mio tablet ha cominciato a trasudare sangue sono contento di leggerti ancora…
    Io non sono uno da videogiochi e mi aspetto un qualche risvolto psicologico, non una battaglia a puntate fine a se stessa, perché in quel caso, a mio parere ti divertiresti solo te😇. Buon lavoro, avanti così! Alla prossima, ciao🙏
    Voto il cunicolo, è saltato fuori all’improvviso, sembra un invito…

    • Spero tu abbia bevuto quel sangue: serve per rafforzare lo spirito!

      Ci sarà da combattere, essedo una storia di vedetta, ma tutto avrà un pretesto… perlomeno, questo è quello che vorrei si evincesse dalla narrazione, ma si potrà scoprirlo un capitolo dopo l’altro.
      Per ora ti ringrazio di aver partecipato, sperando di non deluderti con la prossima vicenda! 😉

      Alla prossima!

  • Da come lo hai presentato, dovrebbe continuare a combattere, ma io credo che quel passaggio sia importante e voto quello.

    Primo! Ciao! Bentornato con la nuova storia. Questa mi sembra ispirata ad uno dei tanti videogiochi dove ti fanno affrontare gli dei. Alcuni sono carini, altri sono brutti; vediamo il tuo in quale ricade 😛

    L’incipit è abbastanza interessante; se vogliamo dirla tutta, le domande sono “alla cieca”: non abbiamo alcun indizio, neanche vago, su cosa farà una scelta od un’altra, per prendere decisioni non ad istinto. A parte questo mi piace! Unico dubbio: ma se la scelta sbagliata farà morire il personaggio prima del decimo capitolo, come continui la storia?

    Ciao 🙂

    • Ottima domanda, Red Dragon: per scoprirlo, temo occorrerà morire. 😀
      L’ispirazione è guidata essenzialmente dalle molte avventure lette su Conan il Barbaro e simili, nonché dai film e dai milioni di contenuti sul genere, tra quali sicuramente c’è anche God of War, Onimusha e simili.
      Le scelte, in questo caso, devono essere guidate dall’istinto: dovete mettervi nei panni del personaggio, e trovare la soluzione al vostro problema. Non sapete dove poterà la narrazione, ma per questa storia, come dico nel video, avete anche i commenti per condizionare il corso dell’avventura. Potete decidere cosa ci sarà, legato alla vostra risposta! 😉

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