Cronache della Vendetta

Dove eravamo rimasti?

C’è mancato davvero poco! Il pareggio vi ha tirato fuori dai guai. Kàdragor è alle strette: accetterà il patto o no? Accetta. (100%)

Orme di Sangue

[Lo leggo io?]

Farlo respirare sott’acqua, parlare: in che modo? Questa era una di quelle domande cui solo la Druida avrebbe saputo rispondere. Si promise di tenerla a mente.

«Dimmi chi vuoi che uccida, e dove lo troverò?»

Seagùd non disse niente, ma Kàdragor lo vide con chiarezza; l’oscurità si aprì su un paesaggio e su un volto, e udì alcuni soldati pronunciarne il nome.

Poi, tutto si scompose in bolle d’ossigeno, e fu di nuovo nell’oscurità.

Così come gli abissi lo avevano risucchiato, lo sputarono fuori. Kàdragor rovinò sul bagnasciuga, scortato da un onda spumosa, avvolto in un manto di alghe putrescenti.

Vomitò un conato salato.

Era di nuovo il tramonto.

«Avere un amico…» biascicò con la bocca impastata. «Cuore della Tempesta sarà felice di stringerti le viscere nel suo caldo abbraccio, la prossima volta.»

Sputò a terra un groppo di sabbia, e fu come sputarlo per la prima volta. La sua mente avrebbe potuto vacillare da un momento all’altro, proprio annunciato da Nhys. Avrebbe dovuto essere più cauto.

La spada era incastonata nella spiaggetta dai granelli fini e dorati che lo aveva accolto. La verde e spinosa vegetazione si faceva più selvaggia man mano che si abbandonava la pineta per colline rugginose. In lontananza, a ovest, scorse una tozza e bassa torre ergersi in contrasto col sole che stava tramontando.

Era il suo obiettivo.

Il suo sesto senso gli fece tuttavia comprendere fin da subito che non sarebbe stato così facile raggiungerla. Non distante dalla spada notò delle orme di enormi mani, come se un gigante vi avesse camminato attorno con la sola forza delle braccia.

Kàdragor si sentì osservato.

«Cosa sei…?», ringhiò al vento.

Nel guardarsi attorno, notò che le sue ferite erano state rimarginate. Pur a qualcosa Seagúd era servito, nonostante fosse definito un Dio decaduto.

Ma ora aveva un problema bello grosso a cui pensare: un fetore di morte cavalcava il vento, guidando il suo sguardo sui cadaveri, quasi morfologicamente irriconoscibili, di tre sciagurati, abbandonati su una piattaforma rocciosa.

Erano freschi.

Lo attendeva un avversario enorme, silenzioso e agile come la morte. La cosa più spaventosa? Era invisibile!

C’era stato un lieve fruscio, poi l’immane spostamento d’aria.

Kàdragor eluse l’attacco mortale del cacciatore senz’ombra per un soffio.

Il nordico fissò la sabbia insanguinata sotto di sé: gocce scarlatte colavano dall’occhio destro.

Un grido feroce gli esplose in gola.

La sabbia si deformò sotto il peso di mani enormi, almeno quattro, notò: che razza di mostro aveva davanti? Era vicino, ma quanto?

Non lo avrebbe seguito in acqua, dove sarebbe stato visibile. Quell’essere era conscio della propria natura, e proprio per questo esitava, riconoscendo nell’uomo una preda difficile.

Ma forse…”, a Kàdragor venne un idea.

Il nordico arretrò sino ad avere il sole in faccia; portò il filo della spada a pochi centimetri dal naso. Pazientò, indugiando sino all’ultimo, sfidando così la sorte.

Udì il fruscio.

Eccolo!”

Ruotò il piatto della spada verso l’avversario: vi fu un’esplosione di luce che avrebbe accecato chiunque. Poi, si lasciò cadere all’indietro, le muscolose braccia in avanti, la spada come una lingua di fuoco tra le sue mani.

La vita o la morte di Kàdragor di Lùnamar dipendevano da quella scelta. Alle volte un uomo non può che affidarsi al caso.

Il sole si oscurò.

*

Degli esili piedi nudi correvano sull’erba bagnata dalla ridente pioggia primaverile. I profumi della rinascita – il bacio di Ishtar – avrebbero invaso il mondo, restituendogli colore. Avrebbero fatto festa.

Desiderò seguirli, ma i passi erano già ovattati, lontani, inarrivabili.

*

Un tuono lo riportò alla realtà: erano calate le tenebre; la marea, sollevatasi, protendeva mani spumose sul corpo muscoloso, bramosa di risucchiarlo nel suo ventre gelido. Kàdragor era fradicio e il freddo lo assalì, insieme al dolore: una ferita gli correva dal collo sino al centro del petto, non del tutto grave – valutò – ma importante. Un’altra partiva dal sopracciglio destro sin sopra lo zigomo, come una lacrima. Ci vedeva poco, ma l’occhio parve non essere stato danneggiato.

Tuttavia, il dolore non bastò a distoglierlo da quella gravosa assenza sul suo cuore. Tastò rabbioso la sabbia attorno a sé, ferendosi col filo seghettato della spada.

Balzò dunque in piedi come una pantera ubriaca: avvertì una miriade di piccole ferite riaprirsi.

Grugnì di dolore.

Il mostro gli era caduto addosso, trafitto mortalmente, ma non si era arreso: si era trascinato via. L’acre odore del suo sangue scuoteva i sensi. Era come veleno.

Lo trovò poco più in là.

Una coda spazzava il terreno, assecondando un tetro singulto. Era ancora invisibile, a differenza di ciò che Kàdragor cercava davvero: rifletteva ora la luce della luna.

Affondò con stanca rabbia la lama nel dorso della bestia, sinché non fu certo d’averla uccisa. Stramazzò al suo fianco; poi, prima di perdere i sensi, riuscì a ghermire quel bagliore.

Se lo strinse al petto, sul cuore, dove aveva dimorato sin dalla caduta di Lùnamar.

Che ne sarà del nostro Kàdragor? Passa da una ferita all’altra. Ma la strada è ancora lunga, e doppiamente pericolosa. Scegliete bene!

  • Sarà pure stanco e ferito, ma deve andarsene da lì! Cerca di raggiungere la Torre. (11%)
    11
  • Sprofonderà in un incubo, dove avrà da cercare una via di fuga? Potete sbizzarrivi nei commenti! (22%)
    22
  • Scivolerà in un ricordo legato a questo bagliore? (67%)
    67
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135 Commenti

  • Ho finalmente visto il video e, questa volta, a differenza delle altre, è molto più chiaro il video del capitolo. Sei incappato nel mio stesso errore le prime volte che scrivevo su The Incipit: non sei riuscito a calibrare i caratteri per rendere il capitoli godibili ed è stato necessario passare “all’edizione estesa” per far chiarezza.

    Per quanto riguarda la conclusione, io non ho capito chi sono i vari personaggi (a parte il pistolero che hai spiegato nel video). Ho capito invece di essere il demone solo al nono capitolo ma avevo inteso che il fermarsi sarebbe stata la fine da quando ho capitolo che Kadragor era avvelenato. Tuttavia non mi è dispiaciuto affatto lo sviluppo che ha preso e la conclusione.
    Per i miei gusti, il racconto è molto crudo e non è nelle mie corde ma mi è piaciuto un casino giocarci. È la seconda volta che capita, vediamo se la terza confermerà la cosa: anche se non siamo allo stesso livello sulle descrizioni, ci piace giocare nello stesso modo 🙂

    Cose da chiedere:
    – chi sono i vari personaggi nel finale e che rapporti hanno con Kadragos
    – quanto è già stato inventato di questo mondo e quanto è stato inventato in questa storia
    – hai progetti per il futuro di Kadragor?

    Ciao 🙂
    PS: domani mi guardo il video sul mio commento e poi rispondo anche lì ^_^

    • Ehi!
      Diciamo che ogni tanto mi sfugge la mano. Per tutta la storia di Kàdragor è stato difficile tenere a freno i caratteri: la storia voleva che raccontassi di più, ogni volta che potevo. L’idea di Kàdragor è nata nel 2019, su Instagram, quindi legata a 1200 caratteri circa. Erano delle immagini a ispirarmi, e la storia si è presentata come un’esperienza estemporanea. Scrivevo di getto e postavo quello che Kàdragor e compagnia bella voleva raccontarmi.
      L’idea generale era già nella mia testa da un po’, ma alcuni personaggi hanno preso maggiore forma man mano che incedevamo nella storia, più di tutti l’aspetto di Adramos e il suo campione Iolander (fine indegna per questo povero ragazzo). Quelli che vediamo alla fine: Efrith, Nhys e quel “qualcosa” fuori dalla capanna, erano già messi in conto. Il loro legame… forse ci sarà modo di scoprirlo in altre avventure, quindi non mi sbilancio troppo nel darvi chiarimenti. 😛
      Nella mia testa c’è già una grande storia su Kàdragor e compagnia bella, ma potrò scriverla solo quando “loro” vorranno. Sembra folle da dire, giusto?

      Ti ringrazio per il supporto e per l’interesse mostrato! 😛

  • Non mi aspettavo un finale così aperto, ormai era chiaro che Kàdragor non sarebbe morto però mi immaginavo qualcosa che chiudesse maggiormente la storia. Tuttavia per il resto il finale mi è sembrato soddisfacente, forse un po’ dispersivo in certi passaggi ma tutto sommato in linea con il resto del racconto 😀
    Complimenti per essere arrivato fino in fondo e, soprattutto, per i video, sono veramente ben fatti! A presto 😀

    • Ehi!
      Grazie per essere passato 🙂
      Il vero scopo della storia era ritrovare la luce e parlare per appunto di come la vera “vendetta” avrebbe preso forma, invece di essere un totale bisogno di distruggere a caso gli Dei, così come deciso inizialmente da Kàdragor 🙂
      Ma sul fatto che sia aperto, come finale, non si può di certo negarlo. Quindi quel sapore di storia non del tutto concluso ovviamente si percepisce. Allo stesso tempo, però, qualche volta mi piace affidare la penna ai lettori: saranno loro ad immaginare alcune cose con i piccoli dettagli colti.
      Ma che risposta è? Non lo so, ma mi piace darla ogni tanto! 😛

      Grazie per il supporto e le belle parole!

  • Ehi!
    Grazie per il supporto. 😉
    Sul termine letto credo proprio di aver voluto evitare la ripetizione con giaciglio, tuttavia sì, concordo che nel capitolo ci sia delle espressioni forse poco in linea con le scelte narrative. Anche la questione dei polmoni: ho inserito quel correttamente (brutto da sentire) per i lettori. Se avessi lasciato solo smisero di funzionare, giustamente un lettore si sarebbe chiesto quanto riuscisse a trattenere il fiato. Indubbiamente la si poteva strutturare meglio… adesso, a freddo, avrei potuto optare per espressioni come “Gli mancò il respiro.” senza entrare nei dettagli.
    Trovo che le piccolezze siano proprio quelle cose da non tralasciare, in certe storie. Come ho già detto in video, non sono contentissimo degli ultimi capitoli della storia, trovo che sia scaduto in molte espressioni. Dovrò fare un bel lavoro di riscrittura!
    La parte del sacrificio di Adramos è super complicata… poco chiara.
    Ti ringrazio per aver notato (e fatto notare) queste piccolezze! 🙂
    Alla prossima!

  • lo ammetto: sono andata ad ascoltare il finale sul Canale… e non posso che complimentarmi, mi ripeto, per l’impegno che hai posto in questo progetto. L’entusiasmo dà sempre buoni frutti e, complice forse la gioventù, a te l’entusiasmo non manca di sicuro.
    Hai fatto davvero un buon lavoro, sia qui che su YouTube, e mi fa piacere poter condividere questo progetto affinché possano vederlo anche altri, spero possa servire.
    Se posso, mi permetto di farti un appunto, in riferimento alla lettura:
    “i polmoni avevano smesso di funzionare in modo corretto” hai trovato questa frase un po’ stonata nel contesto, non so forse sarebbe bastato “smesso di funzionare” o non so. Anche la frase che “… ma i dolori lo costrinsero di nuovo a letto.” Per quella che è l’ambientazione, averi visto meglio “giaciglio” al posto di “letto” ma sono piccolezze, quisquilie come direbbe qualcuno 🙂
    Aspetto un nuovo racconto e, appena avrò un po’ di tempo, magari vado a leggermi il racconto precedente.
    Intanto, ti auguro un’ottima domenica e alla prossima!

    • Ehi!
      Grazie per il supporto. ?
      Sul termine letto credo proprio di aver voluto evitare la ripetizione con giaciglio, tuttavia sì, concordo che nel capitolo ci sia delle espressioni forse poco in linea con le scelte narrative. Anche la questione dei polmoni: ho inserito quel correttamente (brutto da sentire) per i lettori. Se avessi lasciato solo smisero di funzionare, giustamente un lettore si sarebbe chiesto quanto riuscisse a trattenere il fiato. Indubbiamente la si poteva strutturare meglio… adesso, a freddo, avrei potuto optare per espressioni come “Gli mancò il respiro.” senza entrare nei dettagli.
      Trovo che le piccolezze siano proprio quelle cose da non tralasciare, in certe storie. Come ho già detto in video, non sono contentissimo degli ultimi capitoli della storia, trovo che sia scaduto in molte espressioni. Dovrò fare un bel lavoro di riscrittura!
      La parte del sacrificio di Adramos è super complicata… poco chiara.
      Ti ringrazio per aver notato (e fatto notare) queste piccolezze! ?
      Alla prossima!

    • Ciao!

      A dirti la verità? Non lo so, e non credo ci sia spazio a sufficienza per quel genere di narrazione qui su The Incipit. Kàdragor mi ha sempre raccontato le sue avventure in momenti speciali, estemporanei, prima della mia decisione di chiudere il suo ciclo “vitale” all’interno di questo ricordo interattivo. La scelta del titolo “Cronache della vendetta” voleva legarsi proprio all’inizio del vero motivo che dovrebbe spingere il protagonista ad affrontare il suo vero nemico, la sua nemesi per eccellenza. Purtroppo, all’interno del gruppo di Kàdragor ho immaginato troppi personaggi, tutti protagonisti, per riuscire a fornire ai lettori una narrazione efficiente in dieci capitoli.
      Ma mai dire mai! Forse, al termine del giro di racconti, tornando al fantasy, potrei scegliere di raccontare di qualcuno degli altri protagonisti 🙂 Magari Nhys, la piccola Efrith oppure il misterioso personaggio presente sul finale!
      Non sono gli unici, però. Fuori dalla tenda c’è un campo, ma non ho voluto avventurarmi oltre proprio per non ingolosire i lettori in qualcosa che non avrei possibilità di portare avanti, per ora 😉
      Ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo!
      Alla prossima!

  • Bel capitolo pieno di pathos, ci stiamo avvicinando al finale e quindi voto anch’io per Kàdragor che troverà il modo di salvarsi. Unico appunto relativo alla morte di Ailyn: dici che è stata impalata, però da come l’hai descritto sembra più che sia stata appesa all’albero, o tutt’al più crocifissa. In ogni caso hai reso bene la crudeltà dell’esecuzione. A presto per il finale!

    • Ehi!
      Ti ringrazio per essere passato e per le belle parole.
      Riguardo la questione della morte di Ailyn: ne avevo già parlato nel capitolo 8, seppur sempre rimanendo sul vago, sia per una questione di caratteri, sia per lasciare un po’ al lettore la propria visione di questa tortura finale. Il problema di pubblicare a capitolo distanti, è sempre quello che i lettori possano finire per scordarsi qualche parte. Ovviamente, avevo già preso troppi caratteri per potermi dilungare oltre nella descrizione in questo capitolo, anche se avrei voluto (un po’ troppo cruenta, forse).
      Considerato che bruciano il villaggio, anche il salice avrà sortito la stessa brutta fine (come dicevo nel capitolo 8). Ailyn, nella mia visione, viene letteralmente impalata tra i rami del salice, oltre al resto cui viene costretta. Il nesso tra il salice e la luna fornisce una motivazione in più, tanto che avevo specificato che venisse utilizzato come Ara sacrificale.

      Spero di essere riuscito a chiarire un po’ la situazione. Comprendo il fatto che, tra tutte le storie che seguiamo, qualche cosa possa perdersi. 😉

      Alla prossima!

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