Cronache della Vendetta

Dove eravamo rimasti?

Che cosa farà Kàdragor? Sente che le sue forze stanno venendo meno, ma deve agire: Ascolterà Ailyn, la sua amata, e placherà la sua furia. Tenterà di capire cosa sta accadendo. (50%)

L’inganno di Adramos

[Leggo io? Questa volta c’è un bel po’ di materiale in più!]

«Amore mio»

Ascoltala.

Uccidili tutti…

Scappa!

Il profumo selvaggio di Lùnamar lo tenne sospeso tra realtà, ricordo e illusione. Provò a non voltarsi. Fu inutile.

La cascata di capelli d’ebano danzava nel respiro salato del mare. Sottili labbra di perla. Un viso gentile, esotico. La pelle argentea come la luna. L’addome gonfio di nuova vita.

«Ailyn», disse, la voce spezzata. Gli occhi azzurri sanguinarono lacrime, irrefrenabili, tanto da esser dolorose.

Abbandonò Cuore della Tempesta.

«Ailyn», ripeté incamminandosi, i piedi nudi sulla neve.

Kàdragor incespicò: dove si trovava ora, la roccia era coperta dalla neve sin dove l’ombra della torre – l’Antico Salice – niente poteva sulla luminosità di Ailyn. Ella, come una luna distante, lo invitava a raggiungerlo, a sfuggire al miserevole destino riservato a qualunque uomo scelga d’impugnare le armi, ai fiumi di sangue, alle notti insonni.

Il nordico protese mani insanguinate, tremanti, col respiro più corto, spezzato dal pianto.

I soldati alle spalle del nordico si contorcevano; tre di loro, però, provarono abbastanza odio da ritardare la morte. Si trascinarono, accompagnati dal tintinnio del ferro. Kàdragor non poteva sentirli. Era da un altra parte, in un altro tempo, in un altra realtà.

«Tornerai?» Sembrava più distate. «Lo giurasti, amore mio.»

«Sul mio… sangue» ribadì con difficoltà. Gli occhi, sgranati, gli dolevano per le lacrime; avrebbe voluto sbattere le palpebre, ma temette di perdere Ailyn per sempre.

«Versalo, allora. Hai mancato alla tua promessa… Abbandonati: la tua guerra ha distrutto tutto. Dimenticati: Lùnamar è caduta. Uccisi: è stato il tuo egoismo.»

Raggiunta finalmente Ailyn, cadde ai suoi piedi, esausto; le ginocchia nella neve. Ne afferrò il ventre: avvertii la forza della vita prorompere, scalciare con tale energia da provare dolore. Una meravigliosa agonia!

Ma a seguito del tremendo urlo di Ailyn, assistette inerme al grembo materno sgonfiarsi, il candido vestito inorridire di peccato. Un rivolo rosso, aprendosi la strada tra le gambe della donna e la neve, guidò tra le braccia di Kàdragor il feto del mai nato.

«No!» soffocò tra i singulti. Non aveva saputo proteggerli.

Ailyn, il volto tumefatto dalla pena, dalle labbra di perla – sporche di morte – rinnovò l’invito: «Torna.»

Il nordico strinse a sé il minuscolo cadavere del figlio; afferrò a fatica l’elsa del pugnale: le articolazioni si erano irrigidite. Lo estrasse con orrore: quante vite aveva spezzato? Quanto sangue aveva versato?

I demoni, Kàdragor… non devi ascoltarli.” la voce di Nhys si perse nel vuoto.

Posò la lama contro la propria gola, e fu sufficiente a far sgorgare un rivolo rosso, sinché il filo non incontrò la catenina d’argento della Dea Ishtar.

Kàdragor esitò: notò il ciondolo a mezzaluna, privo di luce, adombrare il generoso petto di Ailyn. La prima volta gli erano sfuggite le armoniose forme da madre: quante volte, durante la guerra, il suo pensiero l’aveva cercata nel sonno!

L’ultimo ricordo – che ancora lo tormentava la notte – era il suo cadavere imprigionato nello spoglio Antico Salice, trasformato in ara sacrificale. Il suo bambino… i corvi… l’orrore lo fulminò ancora una volta.

Poi, tre fitte lancinanti gli attraversarono il corpo. Una gelida nel polpaccio, da parte a parte; una nella spalla sinistra, poco sopra il cuore, trapassò il cranio molle del feto, perforando il palmo del nordico; l’ultima, più piccola perché spezzata, la spada del cavaliere, gli disegnò uno squarcio dal collo alla scapola. Il ciondolo di Ailyn cadde a terra; alle orecchie del nordico suonò come l’eruzione di un vulcano.

Il bambino mutò in cenere sotto lo sguardo furioso di Kàdragor.

«Stupidi!» latrò una voce che non apparteneva ad Ailyn.

Chiunque sarebbe caduto in avanti, considerata la posizione precaria, ma il nordico lanciò un agghiacciante grido di follia, rialzandosi. L’agonia che può provare un padre alla perdita del figlio va oltre qualsiasi dolore fisico. Kàdragor non percepì il polpaccio squarciarsi, la spalla uscire dal proprio asse, e nemmeno lo squarcio sulla schiena aprirsi quando si scrollò di dosso gli assalitori.

«Tornerò, Ailyn. Ma non prima di aver preso la testa di Àdramos!» ruggì.

Il lungo pugnale si aprì un varco sotto la mascella dell’illusionista, inforcando la lingua, frantumando gli incisivi e tagliandogli le labbra nel fuoriuscire dalla bocca spalancata. Quando il nordico riaprì gli occhi, l’incantesimo di Àdramos era stato spezzato!

Il volto di Kàdragor era una maschera di sangue; il dolore superava la soglia sopportabile da qualsiasi essere vivente. Non sentirlo più significava una sola cosa: stava morendo!

Con la mente a pezzi e un piede già nell’aldilà, aveva delle domande che necessitavano di risposte; forse non gli sarebbe bastato il tempo di udirle. L’illusione di Àdramos era tale, oppure l’aveva visitata davvero? Aveva visto il suo bambino? Era stato a Lùnamar?

I demoni lo avevano condotto sulla via dell’oblio. Ma non sarebbe morto prima di…

  • Uccidere Àdramos senza pensarci oltre. Se deve morire, lo farà col ciondolo di Ailyn al collo. (13%)
    13
  • Torturare Àdramos a morte, sino alla morte, per fargli provare almeno parte della sofferenza a cui Kàdragor è stato obbligato dall'incanto! (13%)
    13
  • Interrogare Àdramos: Cosa ha a che fare con Lùnamar e Ailyn? Perché Seagùd lo vuole morto. (75%)
    75
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135 Commenti

  • Ho finalmente visto il video e, questa volta, a differenza delle altre, è molto più chiaro il video del capitolo. Sei incappato nel mio stesso errore le prime volte che scrivevo su The Incipit: non sei riuscito a calibrare i caratteri per rendere il capitoli godibili ed è stato necessario passare “all’edizione estesa” per far chiarezza.

    Per quanto riguarda la conclusione, io non ho capito chi sono i vari personaggi (a parte il pistolero che hai spiegato nel video). Ho capito invece di essere il demone solo al nono capitolo ma avevo inteso che il fermarsi sarebbe stata la fine da quando ho capitolo che Kadragor era avvelenato. Tuttavia non mi è dispiaciuto affatto lo sviluppo che ha preso e la conclusione.
    Per i miei gusti, il racconto è molto crudo e non è nelle mie corde ma mi è piaciuto un casino giocarci. È la seconda volta che capita, vediamo se la terza confermerà la cosa: anche se non siamo allo stesso livello sulle descrizioni, ci piace giocare nello stesso modo 🙂

    Cose da chiedere:
    – chi sono i vari personaggi nel finale e che rapporti hanno con Kadragos
    – quanto è già stato inventato di questo mondo e quanto è stato inventato in questa storia
    – hai progetti per il futuro di Kadragor?

    Ciao 🙂
    PS: domani mi guardo il video sul mio commento e poi rispondo anche lì ^_^

    • Ehi!
      Diciamo che ogni tanto mi sfugge la mano. Per tutta la storia di Kàdragor è stato difficile tenere a freno i caratteri: la storia voleva che raccontassi di più, ogni volta che potevo. L’idea di Kàdragor è nata nel 2019, su Instagram, quindi legata a 1200 caratteri circa. Erano delle immagini a ispirarmi, e la storia si è presentata come un’esperienza estemporanea. Scrivevo di getto e postavo quello che Kàdragor e compagnia bella voleva raccontarmi.
      L’idea generale era già nella mia testa da un po’, ma alcuni personaggi hanno preso maggiore forma man mano che incedevamo nella storia, più di tutti l’aspetto di Adramos e il suo campione Iolander (fine indegna per questo povero ragazzo). Quelli che vediamo alla fine: Efrith, Nhys e quel “qualcosa” fuori dalla capanna, erano già messi in conto. Il loro legame… forse ci sarà modo di scoprirlo in altre avventure, quindi non mi sbilancio troppo nel darvi chiarimenti. 😛
      Nella mia testa c’è già una grande storia su Kàdragor e compagnia bella, ma potrò scriverla solo quando “loro” vorranno. Sembra folle da dire, giusto?

      Ti ringrazio per il supporto e per l’interesse mostrato! 😛

  • Non mi aspettavo un finale così aperto, ormai era chiaro che Kàdragor non sarebbe morto però mi immaginavo qualcosa che chiudesse maggiormente la storia. Tuttavia per il resto il finale mi è sembrato soddisfacente, forse un po’ dispersivo in certi passaggi ma tutto sommato in linea con il resto del racconto 😀
    Complimenti per essere arrivato fino in fondo e, soprattutto, per i video, sono veramente ben fatti! A presto 😀

    • Ehi!
      Grazie per essere passato 🙂
      Il vero scopo della storia era ritrovare la luce e parlare per appunto di come la vera “vendetta” avrebbe preso forma, invece di essere un totale bisogno di distruggere a caso gli Dei, così come deciso inizialmente da Kàdragor 🙂
      Ma sul fatto che sia aperto, come finale, non si può di certo negarlo. Quindi quel sapore di storia non del tutto concluso ovviamente si percepisce. Allo stesso tempo, però, qualche volta mi piace affidare la penna ai lettori: saranno loro ad immaginare alcune cose con i piccoli dettagli colti.
      Ma che risposta è? Non lo so, ma mi piace darla ogni tanto! 😛

      Grazie per il supporto e le belle parole!

  • Ehi!
    Grazie per il supporto. 😉
    Sul termine letto credo proprio di aver voluto evitare la ripetizione con giaciglio, tuttavia sì, concordo che nel capitolo ci sia delle espressioni forse poco in linea con le scelte narrative. Anche la questione dei polmoni: ho inserito quel correttamente (brutto da sentire) per i lettori. Se avessi lasciato solo smisero di funzionare, giustamente un lettore si sarebbe chiesto quanto riuscisse a trattenere il fiato. Indubbiamente la si poteva strutturare meglio… adesso, a freddo, avrei potuto optare per espressioni come “Gli mancò il respiro.” senza entrare nei dettagli.
    Trovo che le piccolezze siano proprio quelle cose da non tralasciare, in certe storie. Come ho già detto in video, non sono contentissimo degli ultimi capitoli della storia, trovo che sia scaduto in molte espressioni. Dovrò fare un bel lavoro di riscrittura!
    La parte del sacrificio di Adramos è super complicata… poco chiara.
    Ti ringrazio per aver notato (e fatto notare) queste piccolezze! 🙂
    Alla prossima!

  • lo ammetto: sono andata ad ascoltare il finale sul Canale… e non posso che complimentarmi, mi ripeto, per l’impegno che hai posto in questo progetto. L’entusiasmo dà sempre buoni frutti e, complice forse la gioventù, a te l’entusiasmo non manca di sicuro.
    Hai fatto davvero un buon lavoro, sia qui che su YouTube, e mi fa piacere poter condividere questo progetto affinché possano vederlo anche altri, spero possa servire.
    Se posso, mi permetto di farti un appunto, in riferimento alla lettura:
    “i polmoni avevano smesso di funzionare in modo corretto” hai trovato questa frase un po’ stonata nel contesto, non so forse sarebbe bastato “smesso di funzionare” o non so. Anche la frase che “… ma i dolori lo costrinsero di nuovo a letto.” Per quella che è l’ambientazione, averi visto meglio “giaciglio” al posto di “letto” ma sono piccolezze, quisquilie come direbbe qualcuno 🙂
    Aspetto un nuovo racconto e, appena avrò un po’ di tempo, magari vado a leggermi il racconto precedente.
    Intanto, ti auguro un’ottima domenica e alla prossima!

    • Ehi!
      Grazie per il supporto. ?
      Sul termine letto credo proprio di aver voluto evitare la ripetizione con giaciglio, tuttavia sì, concordo che nel capitolo ci sia delle espressioni forse poco in linea con le scelte narrative. Anche la questione dei polmoni: ho inserito quel correttamente (brutto da sentire) per i lettori. Se avessi lasciato solo smisero di funzionare, giustamente un lettore si sarebbe chiesto quanto riuscisse a trattenere il fiato. Indubbiamente la si poteva strutturare meglio… adesso, a freddo, avrei potuto optare per espressioni come “Gli mancò il respiro.” senza entrare nei dettagli.
      Trovo che le piccolezze siano proprio quelle cose da non tralasciare, in certe storie. Come ho già detto in video, non sono contentissimo degli ultimi capitoli della storia, trovo che sia scaduto in molte espressioni. Dovrò fare un bel lavoro di riscrittura!
      La parte del sacrificio di Adramos è super complicata… poco chiara.
      Ti ringrazio per aver notato (e fatto notare) queste piccolezze! ?
      Alla prossima!

    • Ciao!

      A dirti la verità? Non lo so, e non credo ci sia spazio a sufficienza per quel genere di narrazione qui su The Incipit. Kàdragor mi ha sempre raccontato le sue avventure in momenti speciali, estemporanei, prima della mia decisione di chiudere il suo ciclo “vitale” all’interno di questo ricordo interattivo. La scelta del titolo “Cronache della vendetta” voleva legarsi proprio all’inizio del vero motivo che dovrebbe spingere il protagonista ad affrontare il suo vero nemico, la sua nemesi per eccellenza. Purtroppo, all’interno del gruppo di Kàdragor ho immaginato troppi personaggi, tutti protagonisti, per riuscire a fornire ai lettori una narrazione efficiente in dieci capitoli.
      Ma mai dire mai! Forse, al termine del giro di racconti, tornando al fantasy, potrei scegliere di raccontare di qualcuno degli altri protagonisti 🙂 Magari Nhys, la piccola Efrith oppure il misterioso personaggio presente sul finale!
      Non sono gli unici, però. Fuori dalla tenda c’è un campo, ma non ho voluto avventurarmi oltre proprio per non ingolosire i lettori in qualcosa che non avrei possibilità di portare avanti, per ora 😉
      Ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo!
      Alla prossima!

  • Bel capitolo pieno di pathos, ci stiamo avvicinando al finale e quindi voto anch’io per Kàdragor che troverà il modo di salvarsi. Unico appunto relativo alla morte di Ailyn: dici che è stata impalata, però da come l’hai descritto sembra più che sia stata appesa all’albero, o tutt’al più crocifissa. In ogni caso hai reso bene la crudeltà dell’esecuzione. A presto per il finale!

    • Ehi!
      Ti ringrazio per essere passato e per le belle parole.
      Riguardo la questione della morte di Ailyn: ne avevo già parlato nel capitolo 8, seppur sempre rimanendo sul vago, sia per una questione di caratteri, sia per lasciare un po’ al lettore la propria visione di questa tortura finale. Il problema di pubblicare a capitolo distanti, è sempre quello che i lettori possano finire per scordarsi qualche parte. Ovviamente, avevo già preso troppi caratteri per potermi dilungare oltre nella descrizione in questo capitolo, anche se avrei voluto (un po’ troppo cruenta, forse).
      Considerato che bruciano il villaggio, anche il salice avrà sortito la stessa brutta fine (come dicevo nel capitolo 8). Ailyn, nella mia visione, viene letteralmente impalata tra i rami del salice, oltre al resto cui viene costretta. Il nesso tra il salice e la luna fornisce una motivazione in più, tanto che avevo specificato che venisse utilizzato come Ara sacrificale.

      Spero di essere riuscito a chiarire un po’ la situazione. Comprendo il fatto che, tra tutte le storie che seguiamo, qualche cosa possa perdersi. 😉

      Alla prossima!

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