La ragazza misteriosa

Il primo sguardo

Alle 22,14 di venerdì sera, il Micky’s lounge bar era pieno di gente intenta a saltare e ballare al ritmo della musica house che batteva forte, come un martello. Ci saranno state un centinaio di persone, tutte immerse nel buio. Si intravedevano delle sagome che luccicavano per un istante quando erano illuminate dai faretti che giravano all’impazzata sopra un indistinto sciame di teste. Nessuno parlava, nessuno si riconosceva. Si percepiva solo l’odore dell’alcool e la puzza di fumo mischiata al sudore di coloro che si dimenavano con il sorriso di plastica stampato sulla faccia.

Carlo Zampelli era seduto al bancone del bar. Teneva lo sguardo fisso sul bicchiere. Trentaquattro anni, una laurea in economia e un lavoro presso la McWinston & C.. Carlo, non aveva nessuno. Nessuno da avvicinare, nessuno con cui parlare. Nemmeno il barman lo aveva considerato, ma ecco che dal retro spuntò Michele Giardino, il proprietario del Micky’s il quale si avvicinò a Carlo.
«Uè là, eccolo, allora, passata la settimana»
«Già»
«Che faccia da funerale»
«Mi hanno licenziato, scacco matto»
«Oh signur, sei nella merda»
«Grazie» ribatté Carlo senza sollevare lo sguardo.
«Dai su, questa è la terra delle opportunità, quando ti si chiude una porta si apre un portone»
«Beh, sono andato a sbattere contro un portone»
«Deve essere stato un portone bello grosso».
«Enorme»
«Uè, non pensarci, ti faccio svoltare la serata, ti presento qualcuna delle mie pollastrelle che dici? Eh!» esclamò Michele tirando fuori un’agenda «Questa no, questa l’hanno pensionata, questa si è sposata»
«Cosa stai facendo Michele?» chiese Carlo scuotendo la testa.
«Ti sto cercando una donna … trovata … Sylva … è perfetta»
«Dai, non sono dell’umore giusto».
«Eh, allora, nemmeno quel bel bocconcino laggiù tifarebbe cambiare idea?»
«Di cosa parli?»
«Uè, allora, ma ce la fai ? Sto parlando di quella tipa»
Carlo alzò la testa. Dall’altro lato del bancone, era seduta una ragazza dalla corporatura minuta con lunghi capelli lisci corvini. Il suo volto era pallido ma i suoi occhi verdi brillanti emanavano una vitale lucentezza, nonostante le profonde occhiaie scure. Era vestita con un cappottino nero da cui traspariva un vestitino rosso come il rossetto e le splendide unghie laccate. Portava all’anulare della mano destra un anello d’oro, la cui sommità si allargava sino a formare uno spazio simile a una moneta oblunga all’interno del quale erano incise le lettere “SG” in rilievo e intrecciate tra loro come le spire di due serpenti.
«Uè, hai visto, quella è una Dea ! ma con lei è una causa persa» continuò Michele.
«E’ meravigliosa» esclamò Carlo folgorato dal fascino etereo che irradiava la ragazza e cercando di indagare, chiese: «Perché una causa persa?»
«Beh, è tutta la settimana che ogni sera viene qui al locale e di certo un bocconcino così non passa inosservato, le si sono avvicinati una ventina di ragazzi ma nisba»
«Nisba
«La squinzia è zucchero e miele, prima flirta e sembra starci ma alla fine niente da fare»
«Intendi dire che li lascia in bianco?»
«Esattamente, lo vedi sei perspicace, non capisco come possano averti licenziato» osservò Michele facendo l’occhiolino.
«Grazie per avermelo ricordato»
«Dai, allora, stavo scherzando, su ora ho da fare, ti lascio scavare la fossa da solo adios».
Carlo non disse nulla. Prima di andarsene diede un’occhiata alla ragazza. Non si era mossa. Ogni tanto si metteva a posto i capelli facendoli passare dietro all’orecchio con un leggero tocco della mano. La ragazza tirò fuori dalla borsetta una sigaretta, se la portò alla bocca e la accese, tenendola ferma con le labbra carnose. Il fumo fuoriuscì dalle narici dello splendido naso dalle linee perfette, mentre il suo florido petto si muoveva ritmicamente. Quella quiete fu interrotta dall’approccio di un uomo. Era chiaro, voleva provarci. Si avvicinò. Le chiese una sigaretta. La ragazza stette al gioco sorridendo e ammiccando, ma poi si ritrasse e allontanò il tipo, il quale si fece più aggressivo. La iniziò a toccare, cercò di baciarla, la prese sotto braccio, tirandola a sé. La desiderava, la voleva. Fu in quel momento che la ragazza, con una forza inaspettata prese la borsetta e riuscì a divincolarsi, spingendo via il farabutto. L’uomo tentò di riacciuffarla, ma riuscì soltanto ad agguantare i lacci della borsetta che rimase in bilico fino a quando tra uno strattone e l’altro, una delle catenelle si ruppe facendo cadere parte del suo contenuto. La fanciulla scappò, mentre lo sconosciuto si allontanava nascondendosi tra l’indifferenza della gente.
La ragazza passò svelta davanti a Carlo. Si teneva le braccia attorno alla vita cingendosi forte il petto. Dopo qualche passo, si fermò. Forse si era accorta che le era caduto qualcosa. Sembrava confusa ma riprese a camminare. Carlo iniziò a raccogliere il contenuto di quanto era caduto dalla borsetta. Trovò il portafoglio e quello che sembrava un diario, si girò e vide la ragazza che aveva raggiunto l’uscita. Carlo esitava incerto sul da farsi.

Cosa farà Carlo ?

  • Carlo, dopo aver raccolto il portafoglio e il diario, se lo mette in tasca e segue la ragazza per vedere dove è diretta? (33%)
    33
  • Carlo tiene per sé il portafoglio e il diario, magari scoprirà qualcosa di più sulla ragazza misteriosa ? (50%)
    50
  • Carlo raggiunge la ragazza poco prima che varchi l'uscita del locale per consegnarle il portafoglio e il diario? (17%)
    17
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17 Commenti

  • Letto il secondo capitolo e anch’io, come Minollo, sostengo che la storia trae beneficio dalla trovata del diario. Come opzione scelgo la 1 perché credo che in quel bar si possano sviluppare altre vicende…poi magari in seguito passare a casa della ragazza può anche essere interessante. Anche in questo capitolo l’horror lo vedo lontano, forse più un Noir, o un giallo…ma quello dipende da te. Ciaociao.

  • Primo capitolo…la storia appare da subito interessante, e se non fosse specificato il genere sarei stato incerto tra giallo e avventura. L’horror non è il mio genere preferito, spero che al massimo sia un noir. Avrei votato la prima opzione, ma ormai è tardi. passo a leggere la seconda puntata…ciaociao

  • Ciao Leonzilla!
    Bell’episodio, che ci porta in “ambiente”. La donna enigmatica è in pericolo, chissà chi ha incontrato alla festa; l’espediente del diario è molto efficace perché accende un riflettore su uno squarcio della vita della donna e ci lascia con lo stesso interrogativo del primo episodio sulla sua identità, ancora più forte. Bene, continua così, direi.
    Scelgo di tornare al Mickey, è la prima, quindi faccio un solo bau 😁; approvo il nome del cane al 100% e dico che secondo me gli ascensori sono una piaga di Milano, più dello smog che ormai è stato sconfitto (da piccolo passavo per la galleria del Tonale: le sue pareti erano nere!).
    Seguo il tuo racconto, ciao stammi bene!

    • Ciao Minollo,
      grazie per il tuo commento e mi fa piacere che ti piaccia la storia. Vero, chissà chi avrà incontrato la ragazza alla festa è un punto chiave 🔑 della vicenda e del suo crescente climax. Ho usato l’esperimento del diario per aprire uno squarcio sul passato della ragazza .. una specie di ponte tra quello che è stato e quello che sarà in futuro … vedremo … anche in base alle scelte di chi segue la storia 🤗.
      Per quanto riguarda l’ascensore …. che dire … è una “faccenda personale” 🤣😂. Abitando al quinto piano di un condominio degli anni 70, è una situazione che mi fa diventare l’incredibile Hulk 😅🤣😂 poi è scientifico questo ascensore … capita spesso che non funzioni quando torno a casa con le borse della spesa e l’acqua 🤕 comunque mi sto trasferendo al piano terra in altro stabile 😂 la prossima storia potrebbe però intitolarsi “L’ascensore maledetto” 😂😂😂. A presto, ciauuu

  • Ciao, io dico che va a casa sua, si sta mettendo nei guai per una ragazza, ovvio: altrimenti che storia sarebbe?😊 È invece la storia c’è e mi piace.
    Un solo piccolo appunto: credo che ci sia veramente qualcuno che dice “dannazione!” Davanti a un ascensore rotto? Ha, ha, ha!😁 ciao 🙏

    • Ciao Ottaviano, ti ringrazio per il tuo commento e per seguire la storia. Carlo si sta decisamente mettendo nei guai 😅. La scena dell’ascensore è tratta da una esperienza di vita, abitando al quinto piano di un condominio anni 70 con un ascensore “maledetto” che ogni tanto fa le bizze (soprattutto, guarda caso, quando ritorno dal supermercato con la spesa 😂) . E proprio la settimana scorsa l’ascensore ha fatto “puff” ed io davanti alla porta ho esclamato “dannazione è sempre la solita storia”🤣. E così nello scrivere mi è venuto in mente questo particolare che è entrato così da sé. In ogni caso a breve penso di traslocare … al piano terra, si intende 😇. Ciauuu…

  • Ciao, LeonZilla.
    Ho scoperto il tuo racconto ascoltandone la lettura sul canale YouTube de Il Diario della Notte.
    Gli horror mi piacciono e non posso mancare. Incipit che incuriosisce e invita alla lettura (o all’ascolto) Come si dice in questi casi, seguo e dico che Carlo tiene per sé portafoglio e diario, raggiungerla per restituirli è troppo scontato e l’idea che possa seguirla presuppone che sia uno molto sfacciato o, come dice G.G. Pintore uno stalker. 🙂
    Vediamo che succede, per il momento ti auguro una buona domenica e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      grazie per il tuo commento. Ho amato il genere horror sin da quando ero un ragazzino. Or ora ricordo le serate d’estate a cavallo tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90 quando dopo aver terminato la scuola mi mettevo a guardare lo “Zio Tibia Picture Show” (credo andasse in onda dopo il Festivalbar) cui seguiva la trasmissione del film … Bei tempi …
      A breve un nuovo capitolo della storia …
      Buon pomeriggio.

  • Ciao, incipt interessante e scritto bene. Proprio perché mi è piaciuto ci tengo a dirti due o tre cose che avrei scritto in modo diverso…
    una ragazza dalla corporatura minuta —una ragazza minuta;
    cappottino nero da cui traspariva un vestitino rosso,– un cappottino nero aperto su un vestitino rosso.
    Sono dettagli, un mio personale parere… Complimenti, ti seguo. Ciaoooo:-)

    voto …segue la ragazza.

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