La ragazza misteriosa

Dove eravamo rimasti?

Dove andrà Carlo su consiglio del suo fido Mattley ? Carlo va all'indirizzo di quella che appare la residenza della ragazza a Porta Romana n. 34 (50%)

L’incontro

«Allora che dici?»
Mattley abbaiò una volta, emettendo un sonoro «bau», seguito da tre più forti «bau»«bau»«bau».
«Ok Mattley, domani andrò a Corso di Porta Romana e forse farò anche una scappata al Mickey’s, ma ora mettiamoci a dormire».
Ciò che restava della notte trascorse serenamente. Era passato da un pezzo mezzogiorno quando Carlo fu svegliato dalle energiche scodinzolate di Mattley che gli schiaffeggiavano la faccia. Fece colazione con un piatto di spaghetti, preparò la ciotola di croccantini a Mattley, accarezzò il suo cagnolino e prima di uscire lo salutò dicendogli: «Fai il bravo, mi raccomando, a dopo !».
Carlo si incamminò verso la fermata Sant’Ambrogio. Prese la linea verde della metro, cambiò in Centrale per salire su quella gialla e scese a Missori continuando a piedi verso Corso di Porta Romana. Giunse al civico n. 32 quando la luce del giorno stava per essere assorbita dalla nebbiosa penombra novembrina. Entrò all’interno dell’androne del palazzo dove trovò un uomo seduto dietro a un banco.
«Buonasera, lei è il portiere?» chiese Carlo.
«Sì, sono io»
«Mi può aiutare? Sto cercando Giulia Haydèe»
«Non vedo la signorina da più di una settimana» rispose «può controllare lei stesso, primo piano, ultimo appartamento in fondo al corridoio»
«Grazie»
Carlo, giunto di fronte alla porta dell’appartamento, controllò che il nome di Giulia fosse sul campanello, suonò per tre volte, ma nessuna risposta, ridiscese al pianterreno dove il portiere lo stava attendendo.
«Ha visto? Non c’è»
«Non le ha detto dove sarebbe andata?»
«No. Le posso dire che quando è stata qua l’ultima volta era in compagnia di un uomo alto e robusto. L’ho guardato in faccia per un istante. Aveva una mascella pronunciata, un naso aquilino e piccoli occhi grigi infossati. Ricordo che era vestito con un giacca e pantaloni neri. Se ne sono andati in fretta, di più non so, ora la saluto»
«Arrivederci»
Carlo sconsolato riprese la metro e come aveva promesso a Mattley, passò al Mickey’s dove incontrò subito Michele.
«Oh sei qui anche di sabato, come la va?»
«Nulla di nuovo, il locale è ancora vuoto»
«Il giro giusto inizia dopo le otto. Ora ci sono una decina di clienti per un ape. Oh, stasera, jam session di jazz, fico eh ! Mi hanno detto che fa cool, quindi perché non fare qualcosa di trendy, ma a me interessa solo il dinero» rise Michele.
«Sei un vero businessman, però adesso portami una bier, intanto vedo come si evolve la situation, te gusta?»
«Ok, sei entrato nel mood, mi casa es tu casa, bye, bye»
Carlo si sedette a un tavolino da dove poteva controllare l’ingresso del locale. Verso le nove e mezza, salì sul palco la “Miao Orleans” band che iniziò ad attaccare “Take five” di Paul Desmond. Fu in quel preciso istante che Carlo vide entrare Giulia. Non era sola, accanto a lei c’era l’uomo che corrispondeva alla stringata descrizione fornita dal portiere. Giulia si sedette al bancone del bar, mentre l’uomo si posizionò più distante. Carlo sentì il cuore battere forte. Doveva fare il primo passo. Prese coraggio e si avvicinò a Giulia sedendosi accanto a lei. Rimase per qualche secondo in silenzio, cercando le parole giuste, poi scelse un approccio diretto.
«Ciao Giulia, mi chiamo Carlo»
«Scusa, come sai il mio nome?»
«Hai ragione, ti spiego, ero qui l’altra sera e ho assistito alla scena con quel tipo che ti ha dato fastidio. Quando sei scappata, ti sono caduti il portafogli con dentro la carta d’identità e il diario, li ho raccolti ma non sono riuscito a seguirti. Ecco, ti restituisco le tue cose» si giustificò Carlo.
«Hai letto il diario?» chiese Giulia allarmata.
«Sì e vorrei capire cosa ti è successo»
«Non avresti dovuto, sei in pericolo, lui ci osserva, guarda attraverso i miei occhi, oramai ti conosce, non potrai sfuggirgli, verrà da te e sarai suo come io sono diventata sua» bisbigliò Giulia avvicinandosi a Carlo.
«Parli dell’uomo che è entrato insieme a te?»
«Chi, Besnik? no, quello è un’inutile pedina, un succube, un essere sacrificabile»
«Giulia, allora chi è lui? Cosa ti ha fatto?»
«Anche se sapessi cosa è e ciò che mi ha fatto, nulla cambierebbe, meglio se te ne vai, forse ti lascerà in pace e …»
Giulia avrebbe voluto continuare ma si interruppe. Besnik era comparso come un’ombra dietro a Carlo.
«Signorina Haydèe, vedo che ha incontrato una persona di suo gusto. È il momento per lei di compiere il suo destino» disse lapidariamente Besnik.
«Besnik, so cosa si aspetta da me il nostro signore» replicò Giulia.
«Lui è in trepidante attesa» poi Beznik si rivolse a Carlo: «Mi perdoni, non le piacerebbe seguirci per incontrare il mio signore?»
«Beznik, credo che sarebbe meglio se ci lasciassi soli» intervenne Giulia e, trovandosi in difficoltà, chiese a Carlo: «Perché non mi porti a casa tua per continuare la nostra conversazione? oppure sarebbe meglio se ci scambiassimo i numeri di cellulare, così ci risentiamo con calma, che dici?»
Carlo non sapeva che scelta fare, ma era a un punto di svolta anche se iniziava a essere impaurito.

Quale scelta farà Carlo?

  • Carlo lascia il proprio numero di cellulare a Giulia (0%)
    0
  • Carlo decide di portare Giulia a casa sua (100%)
    100
  • Carlo accetta l'invito di Besnik nonostante la riluttanza di Giulia (0%)
    0
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34 Commenti

  • Ciao Leonzilla!
    Un vampiro assai fine, “tuer, manger et être discret” è un mantra per me ?. Giulia è vittima anch’essa, quindi voto per ribellarsi al Conte e all’imbecille, come lo chiama lui stesso.
    Bravo, ora vediamo i due in stanza come si organizzano.
    Ciao alla prossima!

  • Capitolo 6)

    Eh, tirando fuori il francese mi hai fatto rivivere gli orrori della scuola! 😛
    Mi vendicherò in qualche modo, tipo lanciando una baguette a qualche passante… colpa tua!

    Credo di aver distrutto il francese… seriamente… era da un po’ che non mi cimentavo nella lettura, e direi che è stato un po’ un fallimento, quindi ti chiedo scusa in anticipo, perché rischia di trasformare il momento cupo in uno divertente, e non credo proprio questo fosse il tuo intento. Colpa mia!

    Trovi la lettura sempre su Youtube;
    https://youtu.be/3c9qEoBLNvc

    Alla prossima!

  • Ops… abbiamo messo il protagonista in una brutta situazione!
    Direi che Giulia se lo porterà in giro. Troppo pericoloso ingaggiare una battaglia.

    Mi piace come hai proiettato il lettore nel viaggio mentale del “nutrirsi” di un vampiro, che mi ha ricordato la scena di Underworld, (nel vedere tutto al contrario) proprio con Cornelius, l’antenato.
    Ti ho lasciato qualche consiglio in video 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/_rj3biAqz0Y

    Alla prossima!

  • Ciao Leonzilla!
    Allora Giulia forse non è perduta, un barlume di compassione ancora scintilla in lei; io dico che, vista la forza di cui è dotata, lo porta con sé, senza uccidere Besnik.
    Ben descritta quando parli del risveglio della pietà in lei dopo che hai usato toni freddi e le parole plasma e globuli, e con la straordinaria partecipazione di oblivione e ferale; bella lettura!
    Dunque aspettiamo la sesta, con Giulia che cerca redenzione.
    Ciao alla prossima!

  • Ed eccoci alle cose belle della sezione “mostri” con i canini affilati. Mi è piaciuta la scena 🙂
    Direi che il nostro protagonista è abbastanza nei guai!
    Punto sul terrore.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su youtube:
    https://youtu.be/JIUe8DYyF1w

    Ti ringrazio per la fiducia 🙂 Oggi mi sono sentito un un po’ fiacco, ma forse anche io sto ricevendo ogni tanto la visita di qualche vampiro? Sono un po’ palliduccio! O_O

  • Capitolo 3)

    Il maggiordomo (lo so, portiere, ma io credo di averlo interpretato come un maggiordomo, quindi sarà un maggiordomo!) deve avere per forza qualcosa in più da raccontare. Che descrizione, poi!
    Come hai sottolineato, è una cosa abbastanza bizzarra, ma non impossibile. Magari è solo uno che legge molto, oppure un mancato detective?
    Ho trovato questo capitolo decisamente più rilassato degli altri, anche se nel finale hai provato a dargli uno scossone. Però, non saprei dirti bene il perché, forse quei dialoghi finali hanno qualcosa di poco coinvolgente. Hai sempre costruito dei dialoghi adatti alla situazione, ma in questo finale ho avuto l’impressione che fossero un po’ forzati, intendo proprio come impostazione. Mi hanno un po’ buttato fuori dalla storia, ma magari è solo una mia impressione 😉

    Spero di essere stato utile, e trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/hT-MIY21SJo

    Grazie per i complimenti, e aspetto di sapere come si organizzerà con Giulia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao GG,
      nello scorso episodio probabilmente sono rimasto “scottato” dalle risposte date al 50% rispetto alle scelte proposte per la continuazione della storia e mi sono ritrovato “costretto” a trovare una soluzione di compromesso, ma così facendo mi sono accorto di aver sacrificato un poco la parte iniziale (non sono riuscito a trattenermi poi dall’inserire il siparietto con Michele). La parte finale è stata costruita come una sorta di atto di passaggio e di transito per preparare il terreno sull’evoluzione della vicenda. Spero che il prossimo capitolo Ti possa coinvolgere di più, me lo auguro .Grazie mille per i Tuoi preziosi consigli. Ti seguo sempre su youtube e Ti rinnovo i complimenti.
      Alla prossima.

  • Ciao Leonzilla!
    Belle le immagini di Milano, una città troppo ingiustamente criticata che ha molteplici spunti culturali. Immaginarla nella foschia novembrina è affascinante.
    C’è di che scappare alle parole di Giulia, ma il nostro è più curioso che altro, e lei probabilmente è un bel tipo. Il contrasto tra i dialoghi leggeri con il cane ed il barista e le parole drammatiche della donna funziona bene, e desta curiosità per il quarto episodio. Bravo!
    Ti suggerisco, se ti servono caratteri, di non dilungarti su questioni come il viaggio in metro con le fermate, anche se probabilmente è una scelta narrativa per stare molto vicino a Carlo.
    Scelgo che la porta a casa e ti auguro buona serata. Ciao!

    • Ciao Minollo,
      sei sempre molto gentile, Ti ringrazio. Questo capitolo lo definirei un come un ponte o meglio un primo passo su come si evolverà la storia, che si tingerà di un’atmosfera mano a mano più oscura (per ora ho lasciato sul percorso dei piccoli indizi, minuscole molliche di pane, come avrebbe fatto Pollicino) . Spero di riuscirci. Non lo so, ma ci provo: ai posteri l’ardua sentenza 🙂
      A presto e grazie per i Tuoi consigli

    • Ciao GG,
      facendo fatica a trovare un modo per utilizzare lo strumento del flashback narrativo (5.000 caratteri mi stanno stretti 🙂 ma è un ottimo esercizio di scrittura), ho pensato che potesse essere un’idea ricorrere all’espediente del diario per aprire un piccolo indizio su cosa è accaduto alla ragazza: credo di esserci riuscito, almeno lo spero :).
      Seguo le tue letture su youtube (bravissimo) e ti ringrazio per aver citato il mio racconto tra i preferiti. Grazie mille. Alla prossima. Ciao.

  • Letto il secondo capitolo e anch’io, come Minollo, sostengo che la storia trae beneficio dalla trovata del diario. Come opzione scelgo la 1 perché credo che in quel bar si possano sviluppare altre vicende…poi magari in seguito passare a casa della ragazza può anche essere interessante. Anche in questo capitolo l’horror lo vedo lontano, forse più un Noir, o un giallo…ma quello dipende da te. Ciaociao.

    • Caio Jack Yellow,
      ti ringrazio per aver letto la storia. La mia intenzione sarebbe quella di sviluppare la narrazione come un racconto gotico moderno. Non sono certo di riuscirci. Sono agli inizi e sono alla ricerca di una strada da intraprendere. Ogni suggerimento è pertanto per me molto prezioso. Quindi sono aperto a qualsiasi consiglio. Ciao Ciao.

  • Primo capitolo…la storia appare da subito interessante, e se non fosse specificato il genere sarei stato incerto tra giallo e avventura. L’horror non è il mio genere preferito, spero che al massimo sia un noir. Avrei votato la prima opzione, ma ormai è tardi. passo a leggere la seconda puntata…ciaociao

  • Ciao Leonzilla!
    Bell’episodio, che ci porta in “ambiente”. La donna enigmatica è in pericolo, chissà chi ha incontrato alla festa; l’espediente del diario è molto efficace perché accende un riflettore su uno squarcio della vita della donna e ci lascia con lo stesso interrogativo del primo episodio sulla sua identità, ancora più forte. Bene, continua così, direi.
    Scelgo di tornare al Mickey, è la prima, quindi faccio un solo bau ?; approvo il nome del cane al 100% e dico che secondo me gli ascensori sono una piaga di Milano, più dello smog che ormai è stato sconfitto (da piccolo passavo per la galleria del Tonale: le sue pareti erano nere!).
    Seguo il tuo racconto, ciao stammi bene!

    • Ciao Minollo,
      grazie per il tuo commento e mi fa piacere che ti piaccia la storia. Vero, chissà chi avrà incontrato la ragazza alla festa è un punto chiave ? della vicenda e del suo crescente climax. Ho usato l’esperimento del diario per aprire uno squarcio sul passato della ragazza .. una specie di ponte tra quello che è stato e quello che sarà in futuro … vedremo … anche in base alle scelte di chi segue la storia ?.
      Per quanto riguarda l’ascensore …. che dire … è una “faccenda personale” ??. Abitando al quinto piano di un condominio degli anni 70, è una situazione che mi fa diventare l’incredibile Hulk ??? poi è scientifico questo ascensore … capita spesso che non funzioni quando torno a casa con le borse della spesa e l’acqua ? comunque mi sto trasferendo al piano terra in altro stabile ? la prossima storia potrebbe però intitolarsi “L’ascensore maledetto” ???. A presto, ciauuu

    • Ciao Ottaviano, ti ringrazio per il tuo commento e per seguire la storia. Carlo si sta decisamente mettendo nei guai ?. La scena dell’ascensore è tratta da una esperienza di vita, abitando al quinto piano di un condominio anni 70 con un ascensore “maledetto” che ogni tanto fa le bizze (soprattutto, guarda caso, quando ritorno dal supermercato con la spesa ?) . E proprio la settimana scorsa l’ascensore ha fatto “puff” ed io davanti alla porta ho esclamato “dannazione è sempre la solita storia”?. E così nello scrivere mi è venuto in mente questo particolare che è entrato così da sé. In ogni caso a breve penso di traslocare … al piano terra, si intende ?. Ciauuu…

  • Ciao, LeonZilla.
    Ho scoperto il tuo racconto ascoltandone la lettura sul canale YouTube de Il Diario della Notte.
    Gli horror mi piacciono e non posso mancare. Incipit che incuriosisce e invita alla lettura (o all’ascolto) Come si dice in questi casi, seguo e dico che Carlo tiene per sé portafoglio e diario, raggiungerla per restituirli è troppo scontato e l’idea che possa seguirla presuppone che sia uno molto sfacciato o, come dice G.G. Pintore uno stalker. 🙂
    Vediamo che succede, per il momento ti auguro una buona domenica e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      grazie per il tuo commento. Ho amato il genere horror sin da quando ero un ragazzino. Or ora ricordo le serate d’estate a cavallo tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90 quando dopo aver terminato la scuola mi mettevo a guardare lo “Zio Tibia Picture Show” (credo andasse in onda dopo il Festivalbar) cui seguiva la trasmissione del film … Bei tempi …
      A breve un nuovo capitolo della storia …
      Buon pomeriggio.

  • Ciao, incipt interessante e scritto bene. Proprio perché mi è piaciuto ci tengo a dirti due o tre cose che avrei scritto in modo diverso…
    una ragazza dalla corporatura minuta —una ragazza minuta;
    cappottino nero da cui traspariva un vestitino rosso,– un cappottino nero aperto su un vestitino rosso.
    Sono dettagli, un mio personale parere… Complimenti, ti seguo. Ciaoooo:-)

    voto …segue la ragazza.

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