La ragazza misteriosa

Dove eravamo rimasti?

Quale scelta farà Carlo? Carlo decide di portare Giulia a casa sua (100%)

Chi sei Giulia Haydèe?

Giulia posò delicatamente la mano su quella di Carlo che si sentì investito da una scarica elettrica e in quel momento, capì quale fosse la risposta giusta.
«Giulia, è meglio se andiamo a casa mia» disse Carlo senza degnare di uno sguardo Besnik.
«Ottimo, vi posso accompagnare, ho la macchina parcheggiata qui fuori» si intromise Besnik.
«No, grazie, non abito lontano e mi andrebbe di fare due passi, se sei d’accordo Giulia» la quale rispose affermativamente con un cenno del capo.
«Molto bene, signorina» chiosò Besnik, rivolgendo un severo sguardo alla ragazza.
Carlo e Giulia uscirono dal Mickey’s seguiti da Besnik, ma il pesante rumore dei suoi passi che riecheggiava sul selciato scomparve dopo pochi istanti. Finalmente erano soli. Camminavano uno accanto all’altra, tanto che avrebbero potuto essere scambiati per una coppia di innamorati al primo appuntamento, intenti a cercare un luogo appartato dove scambiarsi un bacio, nascosti dalla nebbia.
Giunti all’appartamento, Carlo aprì la porta ed entrò, mentre Giulia indugiò come se una barriera invisibile la bloccasse.
«Che fai, non mi inviti a entrare?» chiese Giulia.
«Ma certo, accomodati» rispose Carlo.
Mattley corse incontro alla ragazza come un forsennato, si fermò davanti a lei, iniziò ad abbaiare e a ringhiare, inarcando il dorso e tirando la coda sotto il ventre.
«Mattley, cosa stai facendo? Smettila di fare il matto! A cuccia, forza!» strillò forte Carlo scusandosi con Giulia: «è strano, non ha mai fatto così, è il cagnolino più dolce del mondo».
Giulia restò immobile senza proferire parola, guardò intensamente Mattley e sul suo volto si dipinse un’espressione glaciale. Mattley non aveva smesso di ringhiare, schiumava rabbia, mostrava i denti, ma di fronte allo sguardo freddo della ragazza, guaì e si nascose dietro le gambe di Carlo.
Giulia sorrise, chiuse la porta dietro di sé e si mise a sedere sul divano.
«Posso offrirti qualcosa da bere? Dovrei avere una bottiglia di bollicine in fresco» chiese Carlo aprendo il frigorifero.
«No nulla, grazie, non posso bere vino» rispose con distacco Giulia.
«Neanche un caffè?»
«No … niente» replicò Giulia sbuffando.
«Ok, ok» disse Carlo sedendosi di fronte a Giulia «allora, mi vuoi spiegare una buona volta chi è Besnik e cosa ti è successo?»
«Perché continui a insistere. Chi credi di essere, il mio principe azzurro? Ti ho chiesto di venire a casa tua per cercare di prendere tempo, pertanto non farti strane idee, sei solo un contabile appena licenziato che si è preso una cotta per me»
«Come fai a sapere queste cose?» domandò Carlo sorpreso.
«Semplice, ho sentito tutta la stupida conversazione che hai avuto con Michele l’altra sera al Mickey’s … vediamo … come mi hai definito, ah sì: “la donna più bella che abbia mai visto”, perché neghi di aver usato queste parole?» ridacchiò Giulia.
«Non lo nego» rispose Carlo, il cui volto si colorò di un inequivocabile rossore «Ma come hai fatto a sentire? Eravamo troppo distanti e poi la musica era forte. Ci deve essere una risposta razionale, ma certo … deve avertelo detto per forza Michele»
«Non mi ha detto nulla Michele, diciamo che nel mio stato attuale ho un udito più sviluppato del normale»
«Allora sei una strega o sei in possesso di un qualche tipo di potere magico?» balbettò Carlo che iniziava a sudare freddo.
«Io, una strega?! Mi stai offendendo! No mio caro, sei fuori strada»
«Ti prego … fammi capire»
«Sei sicuro di voler sapere!»
«Sì, anche se non sono più tanto convinto di quello che sto facendo» obiettò nervosamente Carlo.
«Mi hai stancato! Lo hai voluto tu! Allora guarda tu stesso in cosa sono stata trasformata, anche se potresti impazzire per la paura!»
Giulia si alzò in piedi di scatto con le braccia rigide distese lungo il corpo, serrò i pugni e tirò indietro la testa facendola ondeggiare in cerchio. Chiuse gli occhi e quando li riaprì aveva le pupille nere come se fossero state immerse in una tintura di pece, le occhiaie erano ancora più marcate mentre le splendide unghie laccate di rosso si erano spaventosamente allungate divenendo simili a delle lame affilate come rasoi.
Carlo era annichilito dall’agghiacciante metamorfosi di Giulia.
«Chi sei? Cosa sei ?» bisbigliò Carlo con voce tremolante.
«Ero Giulia Haydèe, ora non sono niente, sono morta e rinata vampiro per mano di Jacque Tzarogy Conte di St. Germain e adesso che sai la verità cosa pensi di fare? Vuoi forse morire? Sei un povero sciocco!» e proferendo queste parole Giulia balzò con uno scatto addosso a Carlo, lo prese per la gola e lo sbatté con violenza contro una parete.
«Vedi, sono più forte di te, se solo lo volessi potrei ucciderti all’istante squarciandoti la gola con un morso per nutrirmi del tuo sangue e placare la mia sete» esclamò Giulia spalancando la bocca da cui spuntavano i lunghi canini protesi verso il collo di Carlo.
«Pulsa forte il tuo cuore, sento il tuo sangue ribollire nelle vene, non so se questa volta potrò trattenermi, ora hai paura vero?»

Carlo è in pericolo. Cosa accadrà nel prossimo capitolo?

  • Giulia riesce a controllarsi e molla la presa (33%)
    33
  • Carlo riesce a liberarsi dalla stretta di Giulia e fugge dall'appartamento (0%)
    0
  • Carlo inizia a urlare terrorizzato (67%)
    67
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34 Commenti

  • Ciao Leonzilla!
    Un vampiro assai fine, “tuer, manger et être discret” è un mantra per me ?. Giulia è vittima anch’essa, quindi voto per ribellarsi al Conte e all’imbecille, come lo chiama lui stesso.
    Bravo, ora vediamo i due in stanza come si organizzano.
    Ciao alla prossima!

  • Capitolo 6)

    Eh, tirando fuori il francese mi hai fatto rivivere gli orrori della scuola! 😛
    Mi vendicherò in qualche modo, tipo lanciando una baguette a qualche passante… colpa tua!

    Credo di aver distrutto il francese… seriamente… era da un po’ che non mi cimentavo nella lettura, e direi che è stato un po’ un fallimento, quindi ti chiedo scusa in anticipo, perché rischia di trasformare il momento cupo in uno divertente, e non credo proprio questo fosse il tuo intento. Colpa mia!

    Trovi la lettura sempre su Youtube;
    https://youtu.be/3c9qEoBLNvc

    Alla prossima!

  • Ops… abbiamo messo il protagonista in una brutta situazione!
    Direi che Giulia se lo porterà in giro. Troppo pericoloso ingaggiare una battaglia.

    Mi piace come hai proiettato il lettore nel viaggio mentale del “nutrirsi” di un vampiro, che mi ha ricordato la scena di Underworld, (nel vedere tutto al contrario) proprio con Cornelius, l’antenato.
    Ti ho lasciato qualche consiglio in video 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/_rj3biAqz0Y

    Alla prossima!

  • Ciao Leonzilla!
    Allora Giulia forse non è perduta, un barlume di compassione ancora scintilla in lei; io dico che, vista la forza di cui è dotata, lo porta con sé, senza uccidere Besnik.
    Ben descritta quando parli del risveglio della pietà in lei dopo che hai usato toni freddi e le parole plasma e globuli, e con la straordinaria partecipazione di oblivione e ferale; bella lettura!
    Dunque aspettiamo la sesta, con Giulia che cerca redenzione.
    Ciao alla prossima!

  • Ed eccoci alle cose belle della sezione “mostri” con i canini affilati. Mi è piaciuta la scena 🙂
    Direi che il nostro protagonista è abbastanza nei guai!
    Punto sul terrore.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su youtube:
    https://youtu.be/JIUe8DYyF1w

    Ti ringrazio per la fiducia 🙂 Oggi mi sono sentito un un po’ fiacco, ma forse anche io sto ricevendo ogni tanto la visita di qualche vampiro? Sono un po’ palliduccio! O_O

  • Capitolo 3)

    Il maggiordomo (lo so, portiere, ma io credo di averlo interpretato come un maggiordomo, quindi sarà un maggiordomo!) deve avere per forza qualcosa in più da raccontare. Che descrizione, poi!
    Come hai sottolineato, è una cosa abbastanza bizzarra, ma non impossibile. Magari è solo uno che legge molto, oppure un mancato detective?
    Ho trovato questo capitolo decisamente più rilassato degli altri, anche se nel finale hai provato a dargli uno scossone. Però, non saprei dirti bene il perché, forse quei dialoghi finali hanno qualcosa di poco coinvolgente. Hai sempre costruito dei dialoghi adatti alla situazione, ma in questo finale ho avuto l’impressione che fossero un po’ forzati, intendo proprio come impostazione. Mi hanno un po’ buttato fuori dalla storia, ma magari è solo una mia impressione 😉

    Spero di essere stato utile, e trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/hT-MIY21SJo

    Grazie per i complimenti, e aspetto di sapere come si organizzerà con Giulia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao GG,
      nello scorso episodio probabilmente sono rimasto “scottato” dalle risposte date al 50% rispetto alle scelte proposte per la continuazione della storia e mi sono ritrovato “costretto” a trovare una soluzione di compromesso, ma così facendo mi sono accorto di aver sacrificato un poco la parte iniziale (non sono riuscito a trattenermi poi dall’inserire il siparietto con Michele). La parte finale è stata costruita come una sorta di atto di passaggio e di transito per preparare il terreno sull’evoluzione della vicenda. Spero che il prossimo capitolo Ti possa coinvolgere di più, me lo auguro .Grazie mille per i Tuoi preziosi consigli. Ti seguo sempre su youtube e Ti rinnovo i complimenti.
      Alla prossima.

  • Ciao Leonzilla!
    Belle le immagini di Milano, una città troppo ingiustamente criticata che ha molteplici spunti culturali. Immaginarla nella foschia novembrina è affascinante.
    C’è di che scappare alle parole di Giulia, ma il nostro è più curioso che altro, e lei probabilmente è un bel tipo. Il contrasto tra i dialoghi leggeri con il cane ed il barista e le parole drammatiche della donna funziona bene, e desta curiosità per il quarto episodio. Bravo!
    Ti suggerisco, se ti servono caratteri, di non dilungarti su questioni come il viaggio in metro con le fermate, anche se probabilmente è una scelta narrativa per stare molto vicino a Carlo.
    Scelgo che la porta a casa e ti auguro buona serata. Ciao!

    • Ciao Minollo,
      sei sempre molto gentile, Ti ringrazio. Questo capitolo lo definirei un come un ponte o meglio un primo passo su come si evolverà la storia, che si tingerà di un’atmosfera mano a mano più oscura (per ora ho lasciato sul percorso dei piccoli indizi, minuscole molliche di pane, come avrebbe fatto Pollicino) . Spero di riuscirci. Non lo so, ma ci provo: ai posteri l’ardua sentenza 🙂
      A presto e grazie per i Tuoi consigli

    • Ciao GG,
      facendo fatica a trovare un modo per utilizzare lo strumento del flashback narrativo (5.000 caratteri mi stanno stretti 🙂 ma è un ottimo esercizio di scrittura), ho pensato che potesse essere un’idea ricorrere all’espediente del diario per aprire un piccolo indizio su cosa è accaduto alla ragazza: credo di esserci riuscito, almeno lo spero :).
      Seguo le tue letture su youtube (bravissimo) e ti ringrazio per aver citato il mio racconto tra i preferiti. Grazie mille. Alla prossima. Ciao.

  • Letto il secondo capitolo e anch’io, come Minollo, sostengo che la storia trae beneficio dalla trovata del diario. Come opzione scelgo la 1 perché credo che in quel bar si possano sviluppare altre vicende…poi magari in seguito passare a casa della ragazza può anche essere interessante. Anche in questo capitolo l’horror lo vedo lontano, forse più un Noir, o un giallo…ma quello dipende da te. Ciaociao.

    • Caio Jack Yellow,
      ti ringrazio per aver letto la storia. La mia intenzione sarebbe quella di sviluppare la narrazione come un racconto gotico moderno. Non sono certo di riuscirci. Sono agli inizi e sono alla ricerca di una strada da intraprendere. Ogni suggerimento è pertanto per me molto prezioso. Quindi sono aperto a qualsiasi consiglio. Ciao Ciao.

  • Primo capitolo…la storia appare da subito interessante, e se non fosse specificato il genere sarei stato incerto tra giallo e avventura. L’horror non è il mio genere preferito, spero che al massimo sia un noir. Avrei votato la prima opzione, ma ormai è tardi. passo a leggere la seconda puntata…ciaociao

  • Ciao Leonzilla!
    Bell’episodio, che ci porta in “ambiente”. La donna enigmatica è in pericolo, chissà chi ha incontrato alla festa; l’espediente del diario è molto efficace perché accende un riflettore su uno squarcio della vita della donna e ci lascia con lo stesso interrogativo del primo episodio sulla sua identità, ancora più forte. Bene, continua così, direi.
    Scelgo di tornare al Mickey, è la prima, quindi faccio un solo bau ?; approvo il nome del cane al 100% e dico che secondo me gli ascensori sono una piaga di Milano, più dello smog che ormai è stato sconfitto (da piccolo passavo per la galleria del Tonale: le sue pareti erano nere!).
    Seguo il tuo racconto, ciao stammi bene!

    • Ciao Minollo,
      grazie per il tuo commento e mi fa piacere che ti piaccia la storia. Vero, chissà chi avrà incontrato la ragazza alla festa è un punto chiave ? della vicenda e del suo crescente climax. Ho usato l’esperimento del diario per aprire uno squarcio sul passato della ragazza .. una specie di ponte tra quello che è stato e quello che sarà in futuro … vedremo … anche in base alle scelte di chi segue la storia ?.
      Per quanto riguarda l’ascensore …. che dire … è una “faccenda personale” ??. Abitando al quinto piano di un condominio degli anni 70, è una situazione che mi fa diventare l’incredibile Hulk ??? poi è scientifico questo ascensore … capita spesso che non funzioni quando torno a casa con le borse della spesa e l’acqua ? comunque mi sto trasferendo al piano terra in altro stabile ? la prossima storia potrebbe però intitolarsi “L’ascensore maledetto” ???. A presto, ciauuu

    • Ciao Ottaviano, ti ringrazio per il tuo commento e per seguire la storia. Carlo si sta decisamente mettendo nei guai ?. La scena dell’ascensore è tratta da una esperienza di vita, abitando al quinto piano di un condominio anni 70 con un ascensore “maledetto” che ogni tanto fa le bizze (soprattutto, guarda caso, quando ritorno dal supermercato con la spesa ?) . E proprio la settimana scorsa l’ascensore ha fatto “puff” ed io davanti alla porta ho esclamato “dannazione è sempre la solita storia”?. E così nello scrivere mi è venuto in mente questo particolare che è entrato così da sé. In ogni caso a breve penso di traslocare … al piano terra, si intende ?. Ciauuu…

  • Ciao, LeonZilla.
    Ho scoperto il tuo racconto ascoltandone la lettura sul canale YouTube de Il Diario della Notte.
    Gli horror mi piacciono e non posso mancare. Incipit che incuriosisce e invita alla lettura (o all’ascolto) Come si dice in questi casi, seguo e dico che Carlo tiene per sé portafoglio e diario, raggiungerla per restituirli è troppo scontato e l’idea che possa seguirla presuppone che sia uno molto sfacciato o, come dice G.G. Pintore uno stalker. 🙂
    Vediamo che succede, per il momento ti auguro una buona domenica e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      grazie per il tuo commento. Ho amato il genere horror sin da quando ero un ragazzino. Or ora ricordo le serate d’estate a cavallo tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90 quando dopo aver terminato la scuola mi mettevo a guardare lo “Zio Tibia Picture Show” (credo andasse in onda dopo il Festivalbar) cui seguiva la trasmissione del film … Bei tempi …
      A breve un nuovo capitolo della storia …
      Buon pomeriggio.

  • Ciao, incipt interessante e scritto bene. Proprio perché mi è piaciuto ci tengo a dirti due o tre cose che avrei scritto in modo diverso…
    una ragazza dalla corporatura minuta —una ragazza minuta;
    cappottino nero da cui traspariva un vestitino rosso,– un cappottino nero aperto su un vestitino rosso.
    Sono dettagli, un mio personale parere… Complimenti, ti seguo. Ciaoooo:-)

    voto …segue la ragazza.

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