Olanda o Miranda?

Chi l’avrebbe mai detto

Come d’abitudine prima di iniziare un’altra frizzante giornata lavorativa all’ippodromo, Miranda si fermava a prendere il suo solito cappuccino al bar all’angolo, sperando che almeno questa volta avrebbero capito il suo nome, erano già 5 anni che glielo ripeteva più o meno ogni mattina; “Mi- ran- da ” la risposta era sempre ” Oh sì, capito!” mentre poi sul bicchiere ci trovava scritto di tutto tranne che quello.

Quella mattina però il suo solito bar, con i suoi soliti baristi era chiuso, sprangato, un avviso sulla porta diceva “Chiusura locali per accertamenti”. Accertamenti? L’unica che si deve accertare di qualcosa sono io, pensò Miranda, se non mi bevo la mia dose di caffeina non resisto una mattinata in quel manicomio, mentre si avviava al bar dall’altra parte della strada.
Aperta la porta della caffetteria rimase piacevolmente sorpresa, avevano rinnovato i locali e Miranda non si era nemmeno accorta quando avevano iniziato i lavori. Beh, poco male, quasi quasi me lo bevo a sedere il cappuccino di oggi.
Miranda fece il suo ordine al bancone e la barista le disse con un filo di voce che poteva accomodarsi mentre lo preparava. E così sia penso intanto che si avvicinava al tavolino più minuto che avesse mai visto nella storia delle caffetterie, è proprio un tavolo per 1, potrebbe scalare la classifica dei miei bar preferiti in zona.

Come avrete già inteso Miranda non era una persona delle più socievoli. Le piaceva la sua routine, o meglio, non le piacevano i cambiamenti. Ma a volte non si sa mai, sapete, la vita ce ne porta di strani e belli.

La tazza che le portò prendeva praticamente tutto il posto disponibile che c’era su quel tavolino, ad accompagnare il cappuccino aveva messo 3 biscotti di burro, che cosa carina, di là non capiscono nemmeno la differenza tra un nome e l’Olanda. Sorrideva mentre ripensava a quella mattina in cui tutti si girarono verso di lei credendo veramente che qualcuno avesse avuto il coraggio di chiamare “Olanda” un essere umano.
Mentre sorseggiava il suo cappuccino, 100 volte più buono di quello del bar Olanda, si malediceva convinta che avrebbe passato un sacco di mattinate in meno con il mal di stomaco, se solo avesse attraversato la strada invece che continuare ad andare al solito fatiscente barrettino di paese.
Va bé, si vede che qualcuno mi voleva spedire qui per forza e non c’era altro modo se non chiudere l’Olanda. Meglio tardi che mai!
Brindò alle casualità fra sé e sé e neanche a farlo apposta, mentre la porta della caffetteria si richiudeva e Miranda era intenta a non rimanere soffocata da un pezzo di biscotto, il suo sguardo si posò esattamente su quello che sembrava il profilo del sosia di Enzo.
E’ un sosia, per forza, Enzo è andato a vivere dall’altra parte del modo appena finita l’università. Non può essere lui. Non può..
« Miranda?! »
Ok, fantastico, è lui.
« Enzo! » Quasi urlò Miranda, con voce stridula e le briciole dei biscotti ancora attaccate alle dita.
« Miranda.. dai, non ci credo! »
Tu non ci credi? Io non ci credo! Non dovevi rimanere in Madagascar per il resto della tua spericolata vita?
« Ah ah, pensa io! » A che brindavo? Casualità? Coincidenze? Accidenti a me un’ altra volta!
« Allora? Come stai? Come va a casa? Il lavoro? » Chiese Enzo, con la sua solita energia che irradiava ovunque ogni volta che provava qualcosa di emozionante.
« Eh bene, solite cose per la solita ragazza di paese. » Rispose Miranda con un sorriso appena accennato, quasi imbarazzato.
« Dio è bellissimo vederti, non mi sembri vera! Fatti abbracciare. »
O Dio, l’ha detto davvero, adesso mi abbraccia. Mi sta abbracciando. Accidenti a me!

A Miranda sembrava di essere su un altro pianeta, Enzo era lì, l’aveva riconosciuta e adesso la stava abbracciando.
Può essere che quando sono entrata in questa caffetteria sia successo qualcosa tipo armadio di Narnia? E che mi sia ritrovata in una fantasia costruita da me stessa in un universo parallelo. É plausibile. Molto più plausibile del fatto che io sia qui, ora, abbracciata ad Enzo, dopo 6 anni di.. niente.
Nella sua testa giravano come trottole tutti i ricordi che aveva con lui, quelli che si era rigirata tra le mani milioni di volte chiedendosi se avrebbe mai ritrovato qualcosa del genere in qualcun altro, e poi c’era quello più doloroso; loro due all’aeroporto, un abbraccio, un misero bacio sulla fronte e poi il niente cosmico.

« Piuttosto, come stai te, Indiana Jones? Non ti si sente da una vita. » Miranda stava cercando in tutti i modi di capire se fosse la realtà o se semplicemente l’avessero arrotata mentre attraversava la strada e tutto questo fosse frutto del trauma cranico in atto.
Non riusciva a crederci, e il fatto che lui fosse riapparso dal nulla, in quella caffetteria, quella mattina e non appena l’avesse vista gli fosse spuntato il sorriso che non vedeva da anni, era una cosa surreale. Fuori da ogni schema. Fuori dal normale. Era vero?

Possibile che tutto questo sia frutto di qualche forza superiore oppure è la realtà?

  • Eh sì cara Miranda, è tutto vero. Enzo è proprio lì davanti a te, e non crederai mai ai motivi che l'hanno riportato a casa! (60%)
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  • Lo avevano visto tutti o solo la barista?Era certa di aver visto qualcuno al di là della strada che cercava di aprire quella porta e poi puf (40%)
    40
  • "Miranda, mi senti? " Erano i paramedici che cercavano di capire se fosse ancora cosciente. Lei li sentiva, ma non sapeva come rispondere. (0%)
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12 Commenti

  • Ciao! Arrivo qui dopo aver sentito la lettura su Youtube da parte di Pintore. Avrei voluto votare che Enzo era reale ma devo dire che il secondo capitolo è ancora meglio perché non si riesce a capire cos’è vero e cos’è falso. Da un lato il bar chiuso è quello di Veronica, dall’altro è quello dove è entrata Miranda (se ho ben capito). E siccome siamo al capitolo 2 e mi piacciono i misteri, lascerei ancora in dubbio cosa è vero e cosa è falso, quindi voto Veronica che non trova niente ma che si accorge che qualcosa non va 🙂

    L’unico appunto che posso fare al capitolo è che non si riesce a distinguere il cambio di scena tra Veronica e Miranda, lasciando un attimo spiazzati quando si passa dall’uno all’altro. Io, in genere, uso tre asterischi per indicare il cambio scena, ma in generale serve qualcosa.

    Ciao 🙂

  • Ciao Maila!
    Benvenuta! Trovo lo spunto originale e simpatico: un bar che la inghiotte in una strana bolla. Anche il fatto che lavori in un ippodromo è insolito. Il clima da vita di tutti i giorni è parimenti piacevole, con i ragionamenti della ragazza sulla necessità di un buon caffè. Brava, una fantascienza per ora non necessariamente legata a nuovi mondi o galassie. Voto l’opzione con Enzo sognato dall’inizio e Veronica che entra.
    Ciao buona domenica!

  • Cara Maila, benvenuta.
    Ho avuto una cara mica che si chiamava MIranda. È vero: nessuno ricordava il suo nome, neanche io naturalmente, ( arrivai una volta a chiamarla Mafalda!). Detto questo quel nome l’hai ripetuto tante ( forse troppe ) volte che non lo ricorderò mai più. 😉
    Questo per dire che il racconto promette bene e quello che accade è plausibile. Devi stare attenta , appunto a certe ripetizioni. (Invece di Miranda potresti dire: lei, la ragazza, eccetera.) Sono cose di poco conto ma che affaticano il lettore. (I lettori sono facili a stancarsi). MI raccomando, divertiti e continua con entusiasmo! 🙂 Ciao.

    • Cara Maila, benvenuta.
      Ho avuto una cara amica che si chiamava Miranda. È vero: nessuno ricordava il suo nome, neanche io naturalmente, ( arrivai una volta a chiamarla Mafalda!). Detto questo quel nome l’hai ripetuto tante ( forse troppe ) volte che non lo scorderò mai più. ?
      Questo per dire che il racconto promette bene e quello che accade è plausibile. Devi stare attenta , appunto a certe ripetizioni. (Invece di Miranda potresti dire: lei, la ragazza, eccetera.) Sono cose di poco conto ma che affaticano il lettore, (i lettori sono facili a stancarsi). MI raccomando, divertiti e continua con entusiasmo! ? Ciao.

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