Olanda o Miranda?

Dove eravamo rimasti?

Possibile che tutto questo sia frutto di qualche forza superiore oppure è la realtà? Eh sì cara Miranda, è tutto vero. Enzo è proprio lì davanti a te, e non crederai mai ai motivi che l'hanno riportato a casa! (60%)

Accertamenti?

« Signorina? » la voce del cliente riportò alla realtà Veronica, avrebbe giurato di aver visto qualcuno dall’altra parte della strada che provava ad aprire la porta di quel bar che era stato chiuso il giorno prima.
Sì, ora che ci pensava proprio la sera prima,
due tizi in completo; giacca, cravatta e camicia tutto in tinta di un viola melanzana, erano apparsi da dietro l’angolo ed erano entrati nel locale. Poco dopo, senza che nessuno ne uscisse se non loro, avevano attaccato sulla porta del nastro adesivo, sempre di un color viola, a formare una X e quell’avviso che diceva “ Chiuso per accertamenti”.
Niente di strano penserete, se non per quei colori bizzarri, e non tralasciamo il fatto che per come sono andati gli eventi i baristi non sono mai usciti da lì. Poi stamani, la ragazza che si avvicina alla stessa porta, prova ad aprirla e in un batter d’occhio sparisce.
C’era qualcosa che non andava, Veronica aveva la pelle d’oca e quelle cose di certo non le voleva ignorare.
Durante le prime ore del mattino, quelle più affollate, la barista non riusciva comunque a distogliere lo sguardo da quell’edificio. Aveva deciso che non appena gli avessero dato il cambio al banco, sarebbe andata a vedere cosa stava succedendo al di là della strada.

E ora? Che dovrei fare? Veronica era davanti a quel bar e non aveva la minima idea di cosa fare, l’avviso era lo stesso del giorno prima, il nastro pure, non le restava che provare ad aprire la porta.

Ouch! Cavolo, ma cosa..? Non si vede niente.. Miranda non sapeva più dove si trovasse, il buio l’avvolgeva completamente, ma era sicura che fosse andata a fare colazione dall’altra parte della strada ed era ancora più sicura di aver rivisto Enzo.
Enzo, stavo parlando con Enzo. Pensava mentre trafficava ansiosamente nelle tasche per trovare il cellulare e fare un po’ di luce. Eccolo! Oh. Mio. Dio. Dove diavolo sono!? La ragazza non poteva credere ai suoi occhi, si era ritrovata in una stanza completamente vuota con delle pareti rivestite di un materiale strano, sembrava come se le radici di qualcosa si fossero appropriate di ogni centimetro di quel posto, cosa ancora più strana era il colore, un viola scuro.
Miranda non aveva la minima idea di cosa fare se non di trovare la porta da cui era entrata e svignarsela. Il problema era che quella porta era sparita, proprio come lei era sparita agli occhi di chi era fuori dall’edificio.
In quel momento si rese conto che era intrappolata in questa bolla viola, con queste radici che spuntavano da c
hissà dove e non c’era via d’uscita. Il panico ebbe la meglio, grattò le pareti a mani nude per cercare una finestra, un buco, una serratura, qualsiasi cosa che la riportasse fuori. Ogni volta che appoggiava le mani su quelle strane protuberanze, queste si spostavano come a fare spazio, ma dietro non c’era niente se non altre di quelle radici. Miranda continuava a scavare, a spostare quelle cose. Entrava sempre più a fondo, prima il polso, poi fino al gomito, finché non si ritrovò con la faccia appoggiata alla parete e il braccio inghiottito fino alla spalla. Poi uno strattone, oh no, no, no, cosa sta succedendo? Era come se qualcuno la tirasse dall’altra parte, qualcuno che voleva essere raggiunto. Un altro strattone e Miranda si ritrovò con buona parte del corpo infilata dentro a quella poltiglia viola di radici, cercava di fare resistenza ma chi c’era dall’altra parte era molto più forte. Ma dove mi sono infilata, accidenti alla routine, era meglio una spremuta, fu l’ultima cosa che riuscì a pensare mentre stremata perdeva i sensi e si lasciava inghiottire dal muro.

«Miri? Oh ci sei? Apri gli occhi. » Enzo si era ritrovato sul pavimento di quel bar, Miranda era caduta come un fico secco, ma fortunatamente lui ha avuto la prontezza di agguantarla prima che sbattesse la testa a terra.
«Ma che succede?» chiese la ragazza, a se stessa più che a chi avesse intorno «io ero, ero in una stanza… » balbettò.
«Tranquilla Miri, ti ho ripresa al volo, ti porto all’ospedale. Hai perso i sensi per troppo tempo. »

Miranda non riusciva più a capire dove si trovasse, qual era la realtà, se stesse sognando o se fosse svenuta veramente.
Enzo la stava portando all’ospedale oppure era stata inghiottita da quella stanza viola? Si sentiva intontita e non riusciva a rispondere a nessuna delle domande che si poneva.

Chi sta impazzendo? Qual è la realtà? Dove sono?

  • Veronica apre la porta e non trova niente se non un locale vuoto. La sua pelle d’oca però non la lascia tranquilla, dov’è la ragazza? (57%)
    57
  • Enzo è reale, Miranda è svenuta e ha fatto il sogno più strano della sua vita. Ma c'è qualcosa che non quadra. (14%)
    14
  • Miranda è stata inghiottita dalle pareti viola e sta sognando Enzo fin dall'inizio. Veronica entra e vede qualcosa che sparisce nel muro. (29%)
    29
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12 Commenti

  • Ciao! Arrivo qui dopo aver sentito la lettura su Youtube da parte di Pintore. Avrei voluto votare che Enzo era reale ma devo dire che il secondo capitolo è ancora meglio perché non si riesce a capire cos’è vero e cos’è falso. Da un lato il bar chiuso è quello di Veronica, dall’altro è quello dove è entrata Miranda (se ho ben capito). E siccome siamo al capitolo 2 e mi piacciono i misteri, lascerei ancora in dubbio cosa è vero e cosa è falso, quindi voto Veronica che non trova niente ma che si accorge che qualcosa non va 🙂

    L’unico appunto che posso fare al capitolo è che non si riesce a distinguere il cambio di scena tra Veronica e Miranda, lasciando un attimo spiazzati quando si passa dall’uno all’altro. Io, in genere, uso tre asterischi per indicare il cambio scena, ma in generale serve qualcosa.

    Ciao 🙂

  • Ciao Maila!
    Benvenuta! Trovo lo spunto originale e simpatico: un bar che la inghiotte in una strana bolla. Anche il fatto che lavori in un ippodromo è insolito. Il clima da vita di tutti i giorni è parimenti piacevole, con i ragionamenti della ragazza sulla necessità di un buon caffè. Brava, una fantascienza per ora non necessariamente legata a nuovi mondi o galassie. Voto l’opzione con Enzo sognato dall’inizio e Veronica che entra.
    Ciao buona domenica!

  • Cara Maila, benvenuta.
    Ho avuto una cara mica che si chiamava MIranda. È vero: nessuno ricordava il suo nome, neanche io naturalmente, ( arrivai una volta a chiamarla Mafalda!). Detto questo quel nome l’hai ripetuto tante ( forse troppe ) volte che non lo ricorderò mai più. 😉
    Questo per dire che il racconto promette bene e quello che accade è plausibile. Devi stare attenta , appunto a certe ripetizioni. (Invece di Miranda potresti dire: lei, la ragazza, eccetera.) Sono cose di poco conto ma che affaticano il lettore. (I lettori sono facili a stancarsi). MI raccomando, divertiti e continua con entusiasmo! 🙂 Ciao.

    • Cara Maila, benvenuta.
      Ho avuto una cara amica che si chiamava Miranda. È vero: nessuno ricordava il suo nome, neanche io naturalmente, ( arrivai una volta a chiamarla Mafalda!). Detto questo quel nome l’hai ripetuto tante ( forse troppe ) volte che non lo scorderò mai più. ?
      Questo per dire che il racconto promette bene e quello che accade è plausibile. Devi stare attenta , appunto a certe ripetizioni. (Invece di Miranda potresti dire: lei, la ragazza, eccetera.) Sono cose di poco conto ma che affaticano il lettore, (i lettori sono facili a stancarsi). MI raccomando, divertiti e continua con entusiasmo! ? Ciao.

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