Omicidi irrisolti

Il nick name

Trent’anni prima, quando mi ero presentato alla squadra omicidi di Milano, fresco fresco di Corso nella sezione Investigativa, mi era stato chiesto:

« Come ti chiami? »

« Giacomino Carletti », risposi a quello che, in seguito, seppi essere il capo della squadra mobile.

« Carletti non ci interessa proprio, e Giacomino non si può sentire. Scegliti un nome di battaglia, come tutti ».

Poi, vedendo che tentennavo, disse:

« Anche in inglese, se vuoi…io sono Eagle, piacere ».

Pensai subito che anche lui fosse amante del genere rock statunitense, e il nome l’avesse preso dal famoso gruppo di Los Angeles, quelli che avevano scritto uno dei capolavori del genere hard rock: Hotel California.

« Ti piace il rock, quindi », dissi ingenuamente. Si misero tutti a ridere. Non c’era nessuno lì dentro che amasse la musica come me; anzi, non l’amavano proprio.

« Il rock…e cos’è, roba da mangiare? », disse Eagle sghignazzando. Mi era già antipatico ancor prima di conoscerlo. Poi aggiunse:

« No no, Eagle significa aquila, in inglese, e l’aquila è un animale rapace con la vista lunga.

Io sono così… ».

Lì per lì non sapevo cosa dire, e allora mi venne in aiuto Pierre, che diventerà poi il mio compagno di squadra e amico fidato. Lui amava i film francesi, e si chiamava Pietro. Disse:

« Fai come me…tieniti il tuo nome, magari tradotto in inglese. Io l’ho tradotto in francese ».

« Giacomino in inglese sarebbe una specie di Little James… », buttai lì.

Approvato. Fecero tutti un applauso e da quel giorno dimenticai del tutto il nome che mi aveva dato mia madre per ricordare il nonno, suo padre.

Ne erano passati di anni. Eagle, che era già vecchiotto ai tempi, era andato in pensione da dieci anni, ed era morto quasi subito. Pierre invece, che aveva pochi anni più di me, era sempre il mio compagno fedele.

Quanti casi avevamo risolto insieme. Lui era un uomo d’azione, e quando eravamo sulla pista giusta, accelerava i tempi. Insomma, amava intervenire. Un coraggioso. Con lui mi sentivo al sicuro, ben protetto.

Io invece pesavo tutte le possibilità, e volevo essere sicuro che le indagini non avessero falle, prima di muovermi. Non mi piaceva rischiare.

Anche io e Pierre ormai eravamo vicini alla pensione. Ancora un paio d’anni e avremmo potuto chiedere il pensionamento col minimo degli anni. Lui era propenso a questa soluzione, invece io avevo un cruccio: negli ultimi tre anni erano rimasti in sospeso ben dodici omicidi.

Casi irrisolti, quasi accantonati. Non ci dormivo la notte, al pensiero.

Quando ne parlavamo, io e Pierre, lui si scaldava.

« Eh dai, Little, non è mica colpa nostra se non si trova l’assassino, o gli assassini. Io me ne frego dei casi irrisolti, cerco di risolvere quelli alla nostra portata, e poi buonanotte ».

Aveva ragione lui. Non potevo certo negarlo.

Tuttavia sentivo che dovevamo provarci, anche se ormai le indagini di quei casi erano state abbandonate. Fossi andato in pensione con quel vuoto, mi sarei sentito in colpa fino alla fine dei miei giorni. Non avrei sopportato di vivere la mia vecchiaia con un tale peso sulla coscienza.

E poi le famiglie di quei poveri disgraziati avevano il diritto di sapere, e di avere giustizia. Se mollavo io, chi avrebbe continuato le indagini? Nessuno.

Ricordavo ancora il pianto della mamma di quel ragazzo:

« Un ragazzo così bravo, mai fatto male ad una mosca. Chi me lo può aver ucciso, un pazzo? »

Lo aiuterà l'amico Pierre a risolvere i casi irrisolti?

  • Sì ma con l'aiuto della psicologa criminale della squadra omicidi (78%)
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155 Commenti

  • Ciao Jack!
    Dunque, dopo l’intuizione geniale sulla lettera, tutto è filato liscio fino alla cattura del folle. Bel finale, con Sabina che lascia intendere un legame più profondo con Little, e il poliziotto che fa i conti con l’abisso di disperazione che l’essere umano può raggiungere.
    Complimenti per aver terminato il tutto, allora alla prossima!
    Ciao!

  • Per un attimo temevo che tirasse fuori un mitra… non so perché. Invece credevo che avesse una pistola, magari di marca P (Pistola Pardini modello P10, trovata per caso su Internet), visto che ne è fissato 🙂

    Ciò detto, la storia mi è piaciuta: lineare in alcuni punti e con colpi di scena in altra che l’hanno resa godibile.

    Ci leggiamo alla prossima storia ^_^

    Ciao 🙂

  • Ecco, allora il primo gialo lo hai portato in porto. Porca Paletta da un’ocarina a tredici casi da risolvere in 50000 caratteri, non era facile. Adesso ti aspettiamo alla conferma, pensa subito a un prossimo caso… Ciao, complimenti.

    • Per me non è stato facile, ma non per i 50 mila caratteri…il problema è che il giallo non è il mio genere, come scrittore, anche se invece lo amo come lettore. E’ questo il primo tentativo per colmare un vuoto…tuttavia normalmente scrivo un racconto di 5 mila caratteri, cioè un capitolo, in un pomeriggio, nei generi che amo scrivere da molti devcenni…invece per un giallo mi servono due o tre giorni. vabbè…grazie del bel commento…ciaociao

  • Capitolo 10)

    La fine di tutto.

    Mi aspettavo un colpo di scena spiazzante, posso dirlo? Fino all’ultimo ho sperato che Pierre fosse in qualche modo immischiato! 🙂
    Forse poteva starci un po’ più di conflitto nella risoluzione, che tutto sommato pare sia filata dritta per il finale, ma è un gusto puramente personale!

    Per questo, i lettori sono lettori, e gli autori hanno l’arduo compito di narrare. Tu, meglio di tutti, sai come si sono svolti i fatti e del perché delle tue scelte, quindi questo finale andrebbe comunque benissimo per ogni lettore 🙂
    Complimenti per aver portato a termine la storia!
    Spero di (ri)leggerti in una prossima avventura.

    Trovi l’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/mhHfLAyGGu8

    Alla prossima!

  • Ciao Jack!
    Tutto pare andare nella direzione giusta, perciò scelgo che non lo trova; in ogni caso credo che l’opzione sequel sia abbastanza concreta. Sabrina oltre che psicologa, con la perspicacia che dimostra, potrebbe esser lei l’ispettore. A meno di colpi di scena…
    OK così, vediamo la decima.
    Ciao a presto!

    • Ciao Minollo, se dovesse finire con un niente di fatto dovrei scrivere un omicidi irrisolti 2, con altri omicidi inspiegabili…credo che ormai la pera sia matura, è giusto che cada dall’albero. Certo che per me il tempo che mi serve a scrivere un giallo è almeno 5 volte quello di un mio buon autobiografico. Mi piacciono i gialli, ma scriverli è davvero impegnativo. ma è un vuoto che ho, come scrittore, e volevo colmarlo. Ciaociao.
      P.S. Little james è il mio nome di persona, Giacomino…e per gli amici e i familiari sono Mino…curioso il tuo, Minollo.

  • In realtà dipende: hai intenzione di fare un seguito? Contatto senza fisico. Vuoi chiudere al 10° capitolo? Contatto con fisico.
    L’opzione No significa che hanno sbagliato tutta l’indagine, ottimo pretesto per un seguito ma molto deludente come finale, quindi sicuramente la scarto.

    Bella l’idea della rivista dove tutte le vittime hanno pubblicato qualcosa 😀 Un legame impossibile da trovare se prima non risalivi alla mia della P 😉

    Ciao 🙂

    • Eh sì. il tuo ragionamento è talmente logico che non fa una grinza. se volessi scrivere un seguito, opterei per un contatto solo informatico, insomma non fisicamente, per poter continuare con un seguito…omicidi irrisolti 2. L’idea che funziona è quella della rivista, una speranza labile ma una speranza. ciaociao, e grazie del commento molto pertinente.

  • Ciao, scorrevole e piacevole come il solito!!! Ti è solo sfuggito un dettaglio: il SONSIGLIO di Sabrina!!!
    Ho votato per l’incontro di persona, ormai siamo all’ultimo capitolo e se come penso scriverai un seguito, devi avere un bel trampolino di lancio!!! Alla prossima

  • Ciao Jack, sei occhi vedono più di due, bene. Adesso siamo al finale e il contatto fisico ci vuole.
    Non ho molta simpatia per i gialli “modernisti” dove i cattivi si trovano tramite internet e tabulati telefonici, eccetera (ma io sono vecchio, e amo Maigret, che posso farci?) Tuttavia mi rendo conto che uno come il tuo signor P. lo puoi trovare solo in quel modo. Sembra un’indagine alla gioco dell’oca, casella dopo casella si procede rischiando sempre di ritornare alla partenza, ma così non sarà, vero? Al finale!? Ciao.

    • Ti dirò…dopo più di cinquant’anni che scrivo sono alle prime armi con i gialli, genere che mi piace molto ma solo come lettore. Come scrittore mi risulta difficile anche perché i racconti che mi vengono con facilità sono quelli a base bio o autobiografica, ovviamente romanzati. Il mio genere preferito è il mare, la subacquea, i ricordi d’infanzia, i matti, il nuoto, gli animali marini e terrestri…etc… certo che maigret è un’altra cosa, ovvio. Ciao e grazie del bel commento.

  • Ciao Jack!
    Quindi la pista sembra quella giusta e Little si lascia prendere dall’entusiasmo come al solito. Io gli affiancherei Pierre, e vediamo: ci aspettano due capitoli “densi“. Scrivi in fretta e comunque è una lettura molto agile e veloce: complimenti! Occhio solo a “parve” che è diventato “parse“. Giusto questo.
    Ciao stammi assai bene!

    • Ciao Minollo, scrivo in fretta fin da quando ero ragazzo…ricordo alle medie, più di mezzo secolo fa, quando scrissi tre temi direttamente in bella copia, come si diceva…uno per me e altri due per amici fraterni che con la lingua italiana ci litigavano…..ahahhaha….ricordo ancora il tema: Ciascuno è artefice della propria fortuna: commenta questo antico proverbio latino. bene, sostenni tre tesi differenti….ahahahahha
      Grazie mille per la segnalazione del “parse”…è un refuso, ovviamente, ma strano perché la s e la v sono assai lontane sulla tastiera. mah, la vecchiaia?….ciaociao

    • Grazie Pintore del commento e dei suggerimenti…l’idea che Pierre possa essere coinvolto mi intrippa, anche se è tardi ormai per poterlo inguaiare con fatti attendibili. Se dovessi riscriverlo( lo faccio spesso) la tua opzione la userò certamente…magari gli indizi non saranno la lettera P ma gli ammazzati, per esempio tutti ex delinquenti, oppure scampati a processi nei quali erano imputati. Mi vien voglia di scriverlo, ovviamente cambiando tutto…ciaociao.

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