Omicidi irrisolti

Dove eravamo rimasti?

Il sonsiglio di Sabina porterà ad un contatto col Killer? Sì, il killer verrà contattato sul sito "cose inutili" e ci sarà un incontro (71%)

Ossessione P.

Il giorno dopo Pierre mi confermava di aver scoperto che tipo di ocarina fosse quella delle indagini.

« Mio cugino mi ha garantito che le ocarine in terracotta, più antiche e rare, sono quelle che fa una ditta di nome Plaschke ».

Ci decidemmo. Sul sito “Coseinutili” il giorno stesso spiccava un messaggio esca che aveva lo scopo di attirare le brame dell’assassino seriale. Il nick che aveva fatto l’annuncio era significativo: Pierre P.

La frase diceva: Pregiate Pipe Peterson, complete di Porta-Pipe in Palissandro e supporto in Platino, vendesi o scambiasi.

Era giunto il momento di avvisare Pierre.

« Ciao Pierre, ci siamo. Ho fatto un annuncio a tuo nome su un sito di collezionisti. Se abbocca, avrò bisogno di te », dissi d’un fiato.

La risposta era quella che volevo sentire.

« Contaci, sarò della partita. Se fa qualche strano movimento, lo stendo. Lo sai, non ci penso due volte ».

Erano passati più di tre giorni, e sull’annuncio non c’erano commenti.

Poi, quando ormai non ci speravo più, ecco una frase sulla chat:

“ Sono interessato alle pipe Peterson, ma non ho oggetti da scambio. Se il prezzo è buono, acquisto “.

Ci accordammo per un incontro. Il luogo era già strano di suo: il sottopassaggio Nord di Lambrate. Puzzava di imboscata. In zona era pure stato ammazzato quel barbone. E poi l’appuntamento era di sera, dopo le nove. La scusa che aveva preso era quella degli impegni di lavoro.

Avvisai Pierre.

« Perfetto, andremo insieme, ma con due macchine. Non ti perderò di vista, non temere », disse Pierre.

Avevo un piano: fargli perdere la pazienza, in qualche modo, per esasperarne il comportamento. A difendermi sarei stato capace; e poi c’era Pierre.

Giungemmo sul posto e ci separammo qualche centinaia di metri prima. L’uomo aspettava fuori dalla macchina, e si guardava in giro. Si era messo in un angolo buio del parcheggio.

Mi fermai poco distante, scesi dalla macchina e mi avvicinai lentamente per dar modo a Pierre di aggirarlo.

« Sei tu quello delle pipe? », urlò quando ero ancora abbastanza lontano.

« Sì », dissi semplicemente.

« E allora che aspetti? Portale. Che ci fai con le mani in mano? », disse l’uomo con fare imperioso, quasi di comando. Fossi stato un principiante mi sarei impaurito, anche perché il soggetto era fisicamente ben messo, spalle quadrate, testa rasata. Un ceffo poco raccomandabile.

Presi dalla macchina le pipe con il portapipe, e mi avvicinai.

A dieci metri da lui, mi gelò:

« Non fare un passo in più. Posale per terra e vattene » disse rabbioso.

Era fatta. Ormai era chiaro che avevamo il nostro uomo. Dovevo solo fargli fare un errore, sperando non avesse una pistola con sé. Dopo tutto uno degli omicidi era avvenuto per un colpo d’arma da fuoco.

« E i soldi? », dissi.

« Niente soldi ».

« Beh, allora mi riprendo le mie pipe ».

« Lasciale dove sono…se no! »

In quel momento aprì la portiera posteriore della macchina. Pierre era pronto, lo vedevo con la pistola in mano. L’uomo prese una grossa mazza da baseball.

« Non mi fai paura…tu sei malato, ragazzo. Posa la mazza, e arrenditi. Siamo della polizia. Pierre è il mio collega alle tue spalle, e P. sta per Poliziotti ».

Si girò di scatto per guardare se c’erano altri poliziotti in giro, e vide Pierre con la pistola puntata ad altezza d’uomo.

« Arrenditi » disse Pierre, « hai finito di uccidere innocenti ».

Estrassi anch’io la pistola, ed intimai:

« Posa la mazza e costituisciti. Sei in arresto ».

L’uomo era sconvolto. Dopo che Pierre lo aveva ammanettato, tentò ugualmente di impadronirsi delle pipe. Ne era attratto in maniera morbosa.

Al commissariato cominciammo subito ad interrogarlo. Lui non voleva dire dove abitava, e come si chiamasse. Lo perquisimmo: aveva i documenti nel portafoglio.

« Andate a recuperare la refurtiva a casa sua. Ci serve come

prova », disse Petrosino. Era lui che conduceva l’interrogatorio. C’era anche Sabina, e altri della squadra omicidi.

A casa trovammo una stanza piena di oggetti, alcuni anche di pregio, tutti con la lettera P come marchio. C’erano pure i tredici incriminati, perfino la cartina stradale.

Indovinate di che posto era: del Pakistan, città di Pasni.

Mi colpì un grande quadro con una fotografia gigante. Era una bel viso di donna, e sotto c’era il suo nome: Paola. Su tutta la cornice erano stati incollati adesivi della lettera P.

In commissariato l’avevano fatto parlare. Quando arrivammo, Sabina mi disse:

« Avete trovato un quadro di sua moglie Paola? »

« Sì », risposi, e intanto cominciavo a capire.

« E’ impazzito dopo che lei lo ha lasciato ed è fuggita di casa. Ha cercato di sostituirla con tutti gli oggetti che avessero a che fare con il suo nome ».

Che storia triste, pensai. Da una parte mi sentivo felice, sollevato, ma ero certo che quella brutta vicenda avrebbe segnato la mia vecchiaia.

Sabina mi guardò e capì tutto:

« Io non ti lascerò, stanne certo », disse.

Avrei voluto brindare alla fine delle indagini, ma non era il caso. Me ne andai con la coda fra le gambe, come un vecchio cane randagio.

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155 Commenti

  • Ciao Jack!
    Dunque, dopo l’intuizione geniale sulla lettera, tutto è filato liscio fino alla cattura del folle. Bel finale, con Sabina che lascia intendere un legame più profondo con Little, e il poliziotto che fa i conti con l’abisso di disperazione che l’essere umano può raggiungere.
    Complimenti per aver terminato il tutto, allora alla prossima!
    Ciao!

  • Per un attimo temevo che tirasse fuori un mitra… non so perché. Invece credevo che avesse una pistola, magari di marca P (Pistola Pardini modello P10, trovata per caso su Internet), visto che ne è fissato 🙂

    Ciò detto, la storia mi è piaciuta: lineare in alcuni punti e con colpi di scena in altra che l’hanno resa godibile.

    Ci leggiamo alla prossima storia ^_^

    Ciao 🙂

  • Ecco, allora il primo gialo lo hai portato in porto. Porca Paletta da un’ocarina a tredici casi da risolvere in 50000 caratteri, non era facile. Adesso ti aspettiamo alla conferma, pensa subito a un prossimo caso… Ciao, complimenti.

    • Per me non è stato facile, ma non per i 50 mila caratteri…il problema è che il giallo non è il mio genere, come scrittore, anche se invece lo amo come lettore. E’ questo il primo tentativo per colmare un vuoto…tuttavia normalmente scrivo un racconto di 5 mila caratteri, cioè un capitolo, in un pomeriggio, nei generi che amo scrivere da molti devcenni…invece per un giallo mi servono due o tre giorni. vabbè…grazie del bel commento…ciaociao

  • Capitolo 10)

    La fine di tutto.

    Mi aspettavo un colpo di scena spiazzante, posso dirlo? Fino all’ultimo ho sperato che Pierre fosse in qualche modo immischiato! 🙂
    Forse poteva starci un po’ più di conflitto nella risoluzione, che tutto sommato pare sia filata dritta per il finale, ma è un gusto puramente personale!

    Per questo, i lettori sono lettori, e gli autori hanno l’arduo compito di narrare. Tu, meglio di tutti, sai come si sono svolti i fatti e del perché delle tue scelte, quindi questo finale andrebbe comunque benissimo per ogni lettore 🙂
    Complimenti per aver portato a termine la storia!
    Spero di (ri)leggerti in una prossima avventura.

    Trovi l’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/mhHfLAyGGu8

    Alla prossima!

  • Ciao Jack!
    Tutto pare andare nella direzione giusta, perciò scelgo che non lo trova; in ogni caso credo che l’opzione sequel sia abbastanza concreta. Sabrina oltre che psicologa, con la perspicacia che dimostra, potrebbe esser lei l’ispettore. A meno di colpi di scena…
    OK così, vediamo la decima.
    Ciao a presto!

    • Ciao Minollo, se dovesse finire con un niente di fatto dovrei scrivere un omicidi irrisolti 2, con altri omicidi inspiegabili…credo che ormai la pera sia matura, è giusto che cada dall’albero. Certo che per me il tempo che mi serve a scrivere un giallo è almeno 5 volte quello di un mio buon autobiografico. Mi piacciono i gialli, ma scriverli è davvero impegnativo. ma è un vuoto che ho, come scrittore, e volevo colmarlo. Ciaociao.
      P.S. Little james è il mio nome di persona, Giacomino…e per gli amici e i familiari sono Mino…curioso il tuo, Minollo.

  • In realtà dipende: hai intenzione di fare un seguito? Contatto senza fisico. Vuoi chiudere al 10° capitolo? Contatto con fisico.
    L’opzione No significa che hanno sbagliato tutta l’indagine, ottimo pretesto per un seguito ma molto deludente come finale, quindi sicuramente la scarto.

    Bella l’idea della rivista dove tutte le vittime hanno pubblicato qualcosa 😀 Un legame impossibile da trovare se prima non risalivi alla mia della P 😉

    Ciao 🙂

    • Eh sì. il tuo ragionamento è talmente logico che non fa una grinza. se volessi scrivere un seguito, opterei per un contatto solo informatico, insomma non fisicamente, per poter continuare con un seguito…omicidi irrisolti 2. L’idea che funziona è quella della rivista, una speranza labile ma una speranza. ciaociao, e grazie del commento molto pertinente.

  • Ciao, scorrevole e piacevole come il solito!!! Ti è solo sfuggito un dettaglio: il SONSIGLIO di Sabrina!!!
    Ho votato per l’incontro di persona, ormai siamo all’ultimo capitolo e se come penso scriverai un seguito, devi avere un bel trampolino di lancio!!! Alla prossima

  • Ciao Jack, sei occhi vedono più di due, bene. Adesso siamo al finale e il contatto fisico ci vuole.
    Non ho molta simpatia per i gialli “modernisti” dove i cattivi si trovano tramite internet e tabulati telefonici, eccetera (ma io sono vecchio, e amo Maigret, che posso farci?) Tuttavia mi rendo conto che uno come il tuo signor P. lo puoi trovare solo in quel modo. Sembra un’indagine alla gioco dell’oca, casella dopo casella si procede rischiando sempre di ritornare alla partenza, ma così non sarà, vero? Al finale!? Ciao.

    • Ti dirò…dopo più di cinquant’anni che scrivo sono alle prime armi con i gialli, genere che mi piace molto ma solo come lettore. Come scrittore mi risulta difficile anche perché i racconti che mi vengono con facilità sono quelli a base bio o autobiografica, ovviamente romanzati. Il mio genere preferito è il mare, la subacquea, i ricordi d’infanzia, i matti, il nuoto, gli animali marini e terrestri…etc… certo che maigret è un’altra cosa, ovvio. Ciao e grazie del bel commento.

  • Ciao Jack!
    Quindi la pista sembra quella giusta e Little si lascia prendere dall’entusiasmo come al solito. Io gli affiancherei Pierre, e vediamo: ci aspettano due capitoli “densi“. Scrivi in fretta e comunque è una lettura molto agile e veloce: complimenti! Occhio solo a “parve” che è diventato “parse“. Giusto questo.
    Ciao stammi assai bene!

    • Ciao Minollo, scrivo in fretta fin da quando ero ragazzo…ricordo alle medie, più di mezzo secolo fa, quando scrissi tre temi direttamente in bella copia, come si diceva…uno per me e altri due per amici fraterni che con la lingua italiana ci litigavano…..ahahhaha….ricordo ancora il tema: Ciascuno è artefice della propria fortuna: commenta questo antico proverbio latino. bene, sostenni tre tesi differenti….ahahahahha
      Grazie mille per la segnalazione del “parse”…è un refuso, ovviamente, ma strano perché la s e la v sono assai lontane sulla tastiera. mah, la vecchiaia?….ciaociao

    • Grazie Pintore del commento e dei suggerimenti…l’idea che Pierre possa essere coinvolto mi intrippa, anche se è tardi ormai per poterlo inguaiare con fatti attendibili. Se dovessi riscriverlo( lo faccio spesso) la tua opzione la userò certamente…magari gli indizi non saranno la lettera P ma gli ammazzati, per esempio tutti ex delinquenti, oppure scampati a processi nei quali erano imputati. Mi vien voglia di scriverlo, ovviamente cambiando tutto…ciaociao.

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