Omicidi irrisolti

Dove eravamo rimasti?

Little deve coinvolgere Pierre in maniera attiva? Sì, e dovrà studiare un originale espediente per riuscirci. (100%)

Io e Pierre

Io e Pierre eravamo davvero come due fratelli; non riesco nemmeno a immaginare quante operazioni di successo avevamo portato a termine insieme per il Dipartimento.

E poi, chi come noi, fra gli agenti, aveva passato l’infanzia nello stesso quartiere, fatte le stesse scuole, praticato lo stesso sport, il Rugby, nella medesima squadra?

Per non parlare della stessa ragazza della quale ci eravamo innamorati ai tempi delle medie, una bambina tutta acqua e sapone che a quattordici anni era emigrata in America con la famiglia, lasciando un segno indelebile, una ferita aperta in entrambi i nostri cuori.

Avevamo gli stessi gusti musicali, io e Pierre; in pratica eravamo melomani onnivori, con una leggera preferenza per il rock americano e inglese, quello degli anni sessanta e settanta.

Giocavamo a scacchi- mi aveva insegnato lui- e partecipavamo a tornei domenicali sempre in coppia. Se ci capitava di essere sorteggiati uno contro l’altro, si accordava una patta.

Anche in quel campo eravamo alla pari: entrambi Candidati Maestri.

« Prima o poi, se troviamo il tempo di allenarci per qualche torneo serio, passiamo maestri entrambi », diceva spesso quando si faceva una partita, magari in pausa pranzo.

Anche per quanto riguarda la religione eravamo in sintonia: agnostici, ma possibilisti sulle varie filosofie.

Un giorno mi aveva detto, stupendomi:

« Ho seguito un programma su Radio Tre. Parlavano di religioni ».

« Ah sì? E che dicevano… »

« Beh, un teologo, Vito Mancuso, in una trasmissione dal titolo “Uomini e profeti”, faceva notare le affinità fra Socrate, Buddah, Confucio e Gesù Cristo, che lui definisce i quattro maestri ».

Avevamo scambiato quattro pensieri sull’argomento, convenendo, unanimemente, che se ci fosse stata l’occasione per praticare una religione, l’una valeva l’altra. Quindi valeva anche quella dei nostri avi, o quella di Roberto, amico di vecchia data, Buddista da sempre.

Ma la cosa più originale che avevamo in comune, una passione che poche persone hanno, era quella dei Rebus. A me piaceva crearli, a lui risolverli.

Ora avevo bisogno di lui, della sua fantasia nel risolvere i Rebus di ogni tipo, e penso proprio di non essere smentito se definisco quei tredici delitti un Rebus difficile da risolvere.

Ma purtroppo Pierre lo vedevo poco motivato, e dovevo trovare un valido espediente per smuovere in lui quella fantasia che possedeva, anche se ibernata dietro la sua fama di uomo d’azione.

Fu Sabina a darmi il là per l’iniziativa:

« Senti Little, devi inventare qualcosa per far tornare Pierre pimpante come ai vecchi tempi. Perché non organizzi una delle tue “Caccia all’assassino”. A lui sono sempre piaciute ».

« Sì, è vero. Gli è sempre piaciuta quella specie di caccia al tesoro, ma se non ricordo male non ha mai vinto ».

Sabina sorrise. Capii che stava per tirarne fuori una delle sue, una trovata psicologica senza pari.

« Certo, non ha mai vinto. Stavolta devi organizzarla in modo tale che solo lui la possa vincere. Se non sai come fare, te la do io la dritta ».

Per qualche minuto rimasi di sasso. Non sapevo che pensare. Come potevo organizzare una “Caccia all’assassino” in modo tale che solo lui potesse vincerla?

« Ovvio che non so come fare, Sabina » , dissi scoraggiato.

« Ti dico solo una parola; poi ti sarà tutto chiaro: Rebus ».

In un lampo mi fu tutto evidente. Eravamo i soli appassionati di Rebus, nella squadra. Io bravo a farli, crearli, Pierre imbattibile a risolverli. E Sabina lo sapeva.

Organizzai la “caccia all’assassino” facendomi aiutare da Giorgio Lapis, così chiamavamo il disegnatore di identikit della sezione.

Su un grande foglio era stata disegnata a colori la vignetta che doveva servire a risolvere il caso di omicidio. Sabina si era occupata della descrizione dell’ipotetico caso. La narrazione diceva: un agente segreto è stato rapito, tenuto segregato in una cantina, e poi ucciso. I sospettati sono:

  • JohnCarver, della Cia, appassionato di sci d’acqua.

  • Ivan Morozov, agente russo di origini mongole, feroce e spietato, chiamato l’Impaletor.

  • Michel Martin, del controspionaggio francese. Uomo colto, sei lingue parlate in maniera fluente, senza accenti. Sapeva anche dipingere ritratti, in particolar modo li faceva alle sue amanti, o ai suoi superiori. Aveva fatto pure diverse mostre, a Parigi, e nessuno avrebbe mai sospettato che quel pittore compito fosse in realtà una spia.

  • Andy Cooper, baronetto per meriti di difesa del Regno Unito, membro del prestigioso MI5, il Military Intelligence sez. 5; era rimasto sfregiato con una cicatrice che dalla gota sinistra raggiungeva il labbro superiore. Tutti lo chiamavano Bobby Fischer per la sua abilità nel gioco degli scacchi.

  • Giovanni Parma, spia italiana al soldo degli israeliani. Era soprannominato l’Ebreo per le sue origini. Aveva un vizio: fumava come un turco e pesante, le terribili Gauloises.

  • Arthur Weber, agente del controspionaggio tedesco, soprannominato Otto Vasket per la sua passione per il nuoto.

Vincerà la gara Pierre?

  • Vincerà la gara e porterà nuova linfa alle indagini (75%)
    75
  • No (25%)
    25
  • Sì, ma non servirà a svegliarlo dal torpore investigativo (0%)
    0
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155 Commenti

  • Ciao Jack!
    Dunque, dopo l’intuizione geniale sulla lettera, tutto è filato liscio fino alla cattura del folle. Bel finale, con Sabina che lascia intendere un legame più profondo con Little, e il poliziotto che fa i conti con l’abisso di disperazione che l’essere umano può raggiungere.
    Complimenti per aver terminato il tutto, allora alla prossima!
    Ciao!

    • Per me non è stato facile, ma non per i 50 mila caratteri…il problema è che il giallo non è il mio genere, come scrittore, anche se invece lo amo come lettore. E’ questo il primo tentativo per colmare un vuoto…tuttavia normalmente scrivo un racconto di 5 mila caratteri, cioè un capitolo, in un pomeriggio, nei generi che amo scrivere da molti devcenni…invece per un giallo mi servono due o tre giorni. vabbè…grazie del bel commento…ciaociao

  • Capitolo 10)

    La fine di tutto.

    Mi aspettavo un colpo di scena spiazzante, posso dirlo? Fino all’ultimo ho sperato che Pierre fosse in qualche modo immischiato! 🙂
    Forse poteva starci un po’ più di conflitto nella risoluzione, che tutto sommato pare sia filata dritta per il finale, ma è un gusto puramente personale!

    Per questo, i lettori sono lettori, e gli autori hanno l’arduo compito di narrare. Tu, meglio di tutti, sai come si sono svolti i fatti e del perché delle tue scelte, quindi questo finale andrebbe comunque benissimo per ogni lettore 🙂
    Complimenti per aver portato a termine la storia!
    Spero di (ri)leggerti in una prossima avventura.

    Trovi l’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/mhHfLAyGGu8

    Alla prossima!

  • Ciao Jack!
    Tutto pare andare nella direzione giusta, perciò scelgo che non lo trova; in ogni caso credo che l’opzione sequel sia abbastanza concreta. Sabrina oltre che psicologa, con la perspicacia che dimostra, potrebbe esser lei l’ispettore. A meno di colpi di scena…
    OK così, vediamo la decima.
    Ciao a presto!

    • Ciao Minollo, se dovesse finire con un niente di fatto dovrei scrivere un omicidi irrisolti 2, con altri omicidi inspiegabili…credo che ormai la pera sia matura, è giusto che cada dall’albero. Certo che per me il tempo che mi serve a scrivere un giallo è almeno 5 volte quello di un mio buon autobiografico. Mi piacciono i gialli, ma scriverli è davvero impegnativo. ma è un vuoto che ho, come scrittore, e volevo colmarlo. Ciaociao.
      P.S. Little james è il mio nome di persona, Giacomino…e per gli amici e i familiari sono Mino…curioso il tuo, Minollo.

  • In realtà dipende: hai intenzione di fare un seguito? Contatto senza fisico. Vuoi chiudere al 10° capitolo? Contatto con fisico.
    L’opzione No significa che hanno sbagliato tutta l’indagine, ottimo pretesto per un seguito ma molto deludente come finale, quindi sicuramente la scarto.

    Bella l’idea della rivista dove tutte le vittime hanno pubblicato qualcosa 😀 Un legame impossibile da trovare se prima non risalivi alla mia della P 😉

    Ciao 🙂

    • Eh sì. il tuo ragionamento è talmente logico che non fa una grinza. se volessi scrivere un seguito, opterei per un contatto solo informatico, insomma non fisicamente, per poter continuare con un seguito…omicidi irrisolti 2. L’idea che funziona è quella della rivista, una speranza labile ma una speranza. ciaociao, e grazie del commento molto pertinente.

  • Ciao, scorrevole e piacevole come il solito!!! Ti è solo sfuggito un dettaglio: il SONSIGLIO di Sabrina!!!
    Ho votato per l’incontro di persona, ormai siamo all’ultimo capitolo e se come penso scriverai un seguito, devi avere un bel trampolino di lancio!!! Alla prossima

  • Ciao Jack, sei occhi vedono più di due, bene. Adesso siamo al finale e il contatto fisico ci vuole.
    Non ho molta simpatia per i gialli “modernisti” dove i cattivi si trovano tramite internet e tabulati telefonici, eccetera (ma io sono vecchio, e amo Maigret, che posso farci?) Tuttavia mi rendo conto che uno come il tuo signor P. lo puoi trovare solo in quel modo. Sembra un’indagine alla gioco dell’oca, casella dopo casella si procede rischiando sempre di ritornare alla partenza, ma così non sarà, vero? Al finale!? Ciao.

    • Ti dirò…dopo più di cinquant’anni che scrivo sono alle prime armi con i gialli, genere che mi piace molto ma solo come lettore. Come scrittore mi risulta difficile anche perché i racconti che mi vengono con facilità sono quelli a base bio o autobiografica, ovviamente romanzati. Il mio genere preferito è il mare, la subacquea, i ricordi d’infanzia, i matti, il nuoto, gli animali marini e terrestri…etc… certo che maigret è un’altra cosa, ovvio. Ciao e grazie del bel commento.

  • Ciao Jack!
    Quindi la pista sembra quella giusta e Little si lascia prendere dall’entusiasmo come al solito. Io gli affiancherei Pierre, e vediamo: ci aspettano due capitoli “densi“. Scrivi in fretta e comunque è una lettura molto agile e veloce: complimenti! Occhio solo a “parve” che è diventato “parse“. Giusto questo.
    Ciao stammi assai bene!

    • Ciao Minollo, scrivo in fretta fin da quando ero ragazzo…ricordo alle medie, più di mezzo secolo fa, quando scrissi tre temi direttamente in bella copia, come si diceva…uno per me e altri due per amici fraterni che con la lingua italiana ci litigavano…..ahahhaha….ricordo ancora il tema: Ciascuno è artefice della propria fortuna: commenta questo antico proverbio latino. bene, sostenni tre tesi differenti….ahahahahha
      Grazie mille per la segnalazione del “parse”…è un refuso, ovviamente, ma strano perché la s e la v sono assai lontane sulla tastiera. mah, la vecchiaia?….ciaociao

    • Grazie Pintore del commento e dei suggerimenti…l’idea che Pierre possa essere coinvolto mi intrippa, anche se è tardi ormai per poterlo inguaiare con fatti attendibili. Se dovessi riscriverlo( lo faccio spesso) la tua opzione la userò certamente…magari gli indizi non saranno la lettera P ma gli ammazzati, per esempio tutti ex delinquenti, oppure scampati a processi nei quali erano imputati. Mi vien voglia di scriverlo, ovviamente cambiando tutto…ciaociao.

  • Ciao, cavolo, quasi non riesco a seguire tutte le storie, siete scatenati mentre io non riesco a fare nulla!!! Ma ho capito una cosa “P” sta per psicopatico, scherzo!!! Però dite a Pierre che anche il suo nome comincia con la P.
    Ho votato per Pierre, visto che con la P è in tono!!! Alla prossima

    • Tu scherzi, ma la P che indica uno psicopatico potrebbe essere una strada giusta…beh, per quanto riguarda la velocità di scrittura ti dico soltanto che 5000 caratteri, quando scrivevo come un forsennato, li mettevo giù direttamente in bella copia in meno di due ore. adesso me ne servono quattro, non di più. ciaociao.

  • Sì Minollo, hai ragione…l’ultima frase di Little è avventata.. In una riscruttura dell’intero malloppo la modificherò…è troppo lontano dalla soluzione per lanciare aspettative. vabbè…anche gli scrittori sbagliano, non solo i poliziotti.
    P.S. in effetti la mia intenzione era quella di dare una speranza di soluzione al lettore. Dal prossimo capitolo le cose cominciano a diventare più chiare. ciaociao.

  • Ciao Jack!
    Il primo incontro forse è positivo, la donna collabora. È un primo passo, la luce arriva a piccole dosi, cosa ben apprezzabile in un giallo; Milano sullo sfondo mi fa compagnia. Scelgo che sia una pista buona, anche se le altre due secondo me si somigliano troppo.
    Come già nei precedenti, trovo sia ben scritto; come ispettore io non le avrei detto le ultime cose, più che altro per non creare troppe aspettative, visto che l’indizio è ancora debole. Ma è come farei io, che non sono un poliziotto.
    Bravo, sai tenere la curiosità alta.
    Ciao stammi bene!

  • Boh! Non sono brava come Pierre ma quello della lettera P mi sembra un indizio di legame molto vago. Ormai la storia dovrebbe chiarirsi… o vuoi il colpo di scena inaspettato all’ultima riga?
    Sono curiosa. Ti seguo Jack, a presto.

  • Ciao Jack, certo l’indizio al momento appare piuttosto debole, però visto che non hanno niente in mano… Voto Sì e aprirà uno spiraglio.
    P.s.: Mi ha fatto sorridere la frase « Buongiorno signora », avevo esordito, « sono l’ispettore di polizia criminale Little James, ricorda…? » Mi sono chiesto: se ricevessi io, come chiunque di noi una telefonata come questa penserei a uno scherzo? Ma, certi, lei lo ha conosciuto, tuttavia presentarsi alla moglie della vittima con un nomignolo da “caserma”…. è perlomeno insolito. Complimenti e buona giornata! Ciao
    ?

    • ahahahahah, ottaviano…hai ragioni da vendere. L’ispettore doveva presentarsi comne carletti, non certo come Little james. Correggere è complicato, ma sul data base ho intenzione di modificare in questo modo.:Little james? ma è uno scherzo? no, scusi signora, sono l’ispettore Carletti…etc….
      L’indizio è debole ma alla fine si capirà…ciaociao

  • Non avrei risolto il Rebus neanche con l’aiuto della spiegazione! 😛

    Bello e accattivante. Ma alla fine l’assassino è proprio lui? 😀
    Io la sparo così, eh, perché questo test sembra voler mettere alla prova un amico che potrebbe essersi improvvisamente “impigrito” proprio su certe indagini.
    Sarebbe un bel risvolto di trama, ad essere sinceri. 😉
    Bel capitolo!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/annLD94y0Qk

    Alla prossima!

    • Urka peppa, Pintore…che ideona! certo che ormai è tardi per far finire la storia con Pierre colpevole, avrei dovuto mettere qualche dubbio nei lettori durante i capitoli precedenti…però l’idea mi alletta, e mi sa che ne scriverò un altro di copione, nel quale piano piano uscirà la figura di un Pierre psicopatico, magari geloso di sabrina…vedremo. Intanto grazie del suggerimento e del commento. ciaociao

  • Ciao, e bravo Pierre, lui sì che ha occhio!!! Per quanto riguarda il rebus che mi hai proposto, invece, dovrai lasciarmi il tempo di finire il mio nono racconto. Dopo mi ci dedico con calma, anche se con i rebus sono una schiappa!!! Eh sì, sono più un tipo da cruciverba e sudoku.
    Ho votato per il sì e basta, non voglio mettere limiti alle prossime puntate. Au revoir

  • Ciao Jack!
    Little si è messo d’impegno, e Pierre ha segnato un rigore a porta vuota. Voto sì per la ripresa delle indagini; ci sono quattro episodi in cui concentrare il cuore delle indagini, sono curioso di vedere come dipaneranno la matassa. Clima sempre simpatico e cameratesco, lettura piacevole, bravo.
    Alla prossima ciao!

  • Ciao Jack, voto sì, ovviamente. Un enigmista ha una mentalità organizzata, tu stesso l’hai dimostrato, (anche se, detto tra noi, un poco è stato avvantaggiato visto che le due “t” come un p greco era proprio lui che usava scriverle). Quindi bravo Pierre, diamoci da fare!?
    Ciao, al prossimo!

    • Ciao fenderman, quello è vero, un enigmista ha per forza una mentalità organizzata. Comunque i Rebus non sono altro che un linguaggio codificato, metà per lettere e metà per vignette…ogni vignetta ha la sua traduzione. Mi piacerebbe scrivere qualcosa su come si impara la “lingua Rebus”…ciaociao.

    • Ciao Red, i Rebus sono la mia specialità. Sono stato per anni collaboratore della Settimana Enigmistica, proprio per la sezione Rebus. La vignetta della trappol per topi è classica. Il rebus “esperto pittore” è uno di quelli reli, non mio, che ho risolto. Potevo usarne molti altri. Ciaociao

  • Ciao Jack!
    Io dico che non risolve, e magari reagisce positivamente. Simpatica l’idea per coinvolgerlo, io gli farei ascoltare a palla “Highway star“ o “Child in time”, se non si carica così…
    Vediamo come reagisce; devo dirti che non avevo afferrato che erano amici d’infanzia Pierre e Little, mi sembrava si fossero conosciuti in servizio.
    L’atmosfera da giallo leggero secondo me funziona bene, quindi avanti così.
    Ciao a presto!
    PS Impaletor mi ha ricordato il feroce Lino Banfi ??

    • Sull’amicizia di Pierre e Little devo dire che hai ragione…quando correggerò tutta la stesura dovrò modificare la parte iniziale. Sarà proprio Pierre che invita Little a far parte della squadra…una sorta di ritorno a casa dopo un periodo di assenza. qualcosa del genere…ciaociao, e grazie.

  • Mi piace che le cose siano difficili, e non scontante. Non riuscire a vincere la sfida potrebbe essere utile proprio per “pensare a qualche altra cosa” e magari finire proprio nel mezzo di un collegamento con il caso giusto. Cambiare punto di vista è essenziale! 😉

    Aspetto di scoprire come proseguirà la storia!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/VHFnKJ_IXBE
    Alla prossima!

    • Il trucchetto del Rebus si presta molto bene alla narrativa in genre, cara Isabella. Io poi, come scrittore e creatore di Rebus, ho inventato il Rebus letterario che consiglio a tutti gli aspiranti scrittori perché affina molto le doti comunicative. Si tratta di “disegnare” il Rebus con parole cercando di farlo vedere al solutore lettore. un esempio di un mio bel Rebus( per essere bello deve essere di medio alta difficoltà, avere una bella vignetta e la frase solutrice originale.
      Eccolo: in un villaggio di antichi abitanti del Perù ( precolombiani) un soldato spagnolo grande e grosso solleva una pietra enorme e una miriade di abitanti del villaggio lo guardano stupiti. per mettere in evidenza che quel soldato è un forzuto, a destra un altro, mingherlino, solleva una pietruzza alla presenza di pochi bambini. Il Rebus è così composto. ( 8,2,10)
      Passiamo ai Grafemi, le lettere che contraddistinguono da destra a sinistra le immagini: l’unico grafema è sul soldato robusto, ed è SA . Prova a risolverlo. Ciaociao P.S. posso darti alcuni suggerimenti…

    • Eh sì, Red Dragon…il Giallo Rebus ci sarà tutto, con tanto di soluzione. Almeno questa è la mia idea del seguito. Tieni conto del fatto che io nella realtà sono molto legato ai Rebus essendo stato per anni collaboratore della Settimana Enigmistica, sezione Rebus. ciaociao

  • Ciao, Jack
    Bene tutto quindi ci buttiamo sui dettagli:
    .C’è una ragione per cui “rebus” lo scrivi maiuscolo?
    .”Melomane” non è affatto sbagliato ma di solito è riferito a chi ama il melodramma e quindi l’opera.
    … darmi il là per l’iniziativa: “la” , nota musicale, è ovviamente senza accento.
    Ultima cosa: in due passaggi ripeti lo stesso concetto quasi con le stesse parole: “…era quella dei Rebus. A me piaceva crearli, a lui risolverli.”
    Detto questo, (sono piccole cose ma ho capito che sei un perfezionista molto attento ai dettagli), ti faccio i complimenti, anche per la fantasia nella stesura degli indizi. Ciaooo?

    • Dunque, caro fenderman, iniziamo coi Rebus, e capirai meglio nel prossimo capitolo che sono un esperto del settore. Io collaboro con la settimana enigmistica nella creazione dei Rebus, ecco perché li scrivo con la lettera maiuscola…mentre scrivo con la minuscola la parola rebus usata come metafora, allegoria. E’ una scelta, forse non corretta, ma è così.
      Su Melomane ti scrivo solo la definizione della treccani, dizionario enciclopedico che consulto fin dai tempi dell’università: Melòmane s. m. e f. [comp. di melo-1 e -mane], letter. – Chi ama moltissimo la musica, spec. lirica, talvolta in modo quasi morboso; musicomane. Ovviamente amo pure quella lirica…
      Sul la hai ragione, è più che un refuso, è un errore. Lo correggerò. Invece sul passaggio dei Rebus non capisco l’obiezione. Ecco la frase, che considero perfetta per quel che volevo dire: “Ma la cosa più originale che avevamo in comune, una passione che poche persone hanno, era quella dei Rebus. A me piaceva crearli, a lui risolverli.”
      E’ una frase che calza bene con la realtà…nella vita reale, io sono bravo a farli, crearli, mio figlio mi batte nel risoverli. Ciaociao, grazie del bel commento e dei consigi.

  • Ciao Jack!
    Un rompicapo, davvero nessun nesso; chissà cosa si inventa Little. Sempre piacevoli i dialoghi e la storia è davvero ben scritta. Una osservazione sulle dinamiche del trio: mi sarei aspettato una liason tra Little e Sabina, ma con una escalation meno ripida. Traduco: credevo te la saresti giocata a piccole dosi, tra il detto e il non detto. Qui invece vanno a cento all’ora ?. comunque, se questo da forza all’indagine, ok. Ho scelto anch’io l’espediente.
    Ciao stammi bene!

    • Ciao Minollo, sempre attento e preciso nelle tue letture! Come darti torto, mi sono già pentito di aver usato la storia tra Little e sabina in maniera eccessiva. Potevo sì giocarmela a piccole dosi. Forse l’ho fatto per definire da subito il rapporto fra i due, ma nella mia riscrittura di tutta la storia ( lo faccio sempre di riscrivere i miei racconti) me la giocherò a piccole dosi. Potrei far correre parallelamente amore e soluzione del caso, alla pari. vabbè…ti ringrazio, molto utile il consiglio. ciaociao.

  • Io voto l’originalità 🙂

    Il legame non è saltato fuori in questo capitolo. L’unica cosa che mi ha fatto alzare il sopracciglio è stato il portafoglio svuotato, lasciando i soldi ed i documenti, quindi era proprio il portafoglio che cercava. L’unica cosa che mi viene in mente è che questi oggetti scomparsi, siano solo in apparenza normali e banali, magari fatti apposta per non dare nell’occhio, ma che in realtà nascondano altro. Ovviamente come trovare questi oggetti o come indagare su di essi, rimane un mistero. Ma una piccola traccia l’abbiamo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, il mistero s’infittisce sempre di più, che legame c’è tra tutti quegli oggetti? Credo lo sappia solo in killer, non ci resta che aspettare!!!
    Ho votato per coinvolgere Pierre, ma con un espediente, voglio proprio vedere cosa t’inventi visto che deve essere originale!!! Alla prossima

  • Dunque gli oggetti sono come il caglio nel latte; qualcosa comincia ad affiorare.
    Ciao Jack, capitolo di svolta ( quasi), bravo a pubblicare in tempi ragionevoli!
    Due cose: una è questa: ‘Cervelli, forse, ma cuori.’ Mi sarei aspettato un ‘no.’ Alla fine o dei punti di di sospensione. Così non capisco il senso.
    Seconda cosa (e questa è davvero orribile:) menta e liquirizia? Mio Dio, ma cosa bevono queste donne!?
    Ottimo lavoro, ci leggiamo al quinto, ciao?

    • Ma sì, forse ci stavano i puntini di sospensione, o anche un punto esclamativo dopo cuori…il no lo scarto a priori, è poco letterario…che non ci siano cuori razionali lo dico nella frase precedente. Comunque anche a me piacciono i puntini di sospensione…li metterò. Menta e liquirizia? pensa che io coltivo la menta piperita apposta per fare questa tisana a mia moglie, psicologa…ahahahah…io preferisco l’alcool. Dormo meglio un po’ “annuvolato”. Ciao

  • Ciao, scusa il ritardo, ma avevo una scadenza urgente da rispettare!!! Il mistero s’infittisce, non si tratta di mafia, di delitti passionali e allora, quale torbido segreto si nasconde nella scia di sangue???
    Ho votato per trovare una traccia, è un buon punto di partenza per cominciare a investigare. Alla prossima

  • Ciao Jack!
    Little per ora non sembra crederci tanto, si affida più a enunciati fatti apposta per trovare consolazione (tipo “non saremo diventati tutti deficienti“). Si aspetta molto da Sabina (a proposito:hanno “fatto“ quella sera? Sembrerebbe di sì). Voto che lei trovi una traccia, che alzi il morale del buon James, sono curioso di vedere quale sia, vista l’apparente lontananza tra loro degli omicidi. Sempre simpatici i dialoghi, ho l’impressione che stiamo per entrare nel vivo. Bravo!
    A presto!

  • Vogliamo gli indizi, magari una falsa pista?
    Sulla strada sbagliata però qualche volta si becca anche quella giusta. Fortuna, caso, destino. Ognuno sceglie la propria interpretazione!

    Continui a portare alla luce una storia interessante, che per questo capitolo si è più concentrata sul rapporto tra i due. Vogliamo sapere di più 😉

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/0s1yPVZOuQo
    Alla prossima!

  • Little James e Pierre brancolano nel buio e sono tentati di abbandonare, ma…
    Il “ma…” l’ho aggiunto io perché la proposta diventa più attrattiva.
    L’ideuzza di Sabina la puoi comunque inserire, del resto se lei c’è una ragione ci deve pur essere.
    Ho avuto, leggendo, la sensazione che il termine “crimini irrisolti” ritorni troppo spesso, non che sia fastidioso per carità, è solo una mia sensazione.
    Per il resto il poliziesco è un genere attrattivo e lo stai gestendo bene, l’interesse aumenta…. aspetto il prossimo capitolo, ciaooo 🙂

    • Fenderman, controllerò ma è probabile che tu abbia ragione sulla ripetizione del termine…mi capita spesso nelle prime stesure come questa. Poi io i miei racconti li tengo sotto osservazioni per molto tempo e li rileggo 10 volte. In queste riletture correggo, cambio, modifico. Per esempio potrò sostituire Omicidi irrisolti con Nuovi casi ostici, o una cosa del genere. Vedrò. Grazie davvero. Ciaociao

  • Voto perché si unisca alle indagini. Un tocco femminile è sempre utile, in certe situazioni. Le donne hanno un tipo d’intuito differente, e la cosa potrebbe in qualche modo riguardarla da vicino. Ma è una cosa che ci svelerai solo nei prossimi capitoli, immagino!
    I personaggi sono interessanti, ma serve ancora tempo per conoscerli.
    Ci sentiamo al prossimo!

    Trovi la lettura del secondo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/qXPn2PnnQuA

    Alla prossima!

  • Grazie anna genna, bel commento il tuo. Che dire sul tipo di giallo che sto scrivendo: sono poco esperto in materia e non conosco a fondo la differenza. Probabilmente sarà fuori dagli schemi, almeno penso. Nonostante la mia esperienza cinquantenale( mammamia…mezzo secolo) di racconti di ogni genere, questo è il primo giallo che scrivo. Ho deciso di colmare la lacuna, e ci riuscirò, mi conosco. Ce l’ho fatta anche con i racconti in cinque righe, scommessa lanciatami da un purtroppo scomparso amico poeta, e di quelli ho pubblicato pure un libro. Alcuni sono stati perfino premiati come Poesia…vabbè…ciaociao, e a rileggerci.
    P.S. se hai scritto dei gialli fammelo sapere.

  • Ciao Jack!
    Una donna nelle indagini tra i due tipi? Mi sembra interessante come ipotesi, e foriera di situazioni simpatiche, pur in un giallo. Quindi voto per lei come parte attiva. Certo che una che intuisce il tuo idolo della giovinezza è inquietante ??.
    Un dialogo divertente tra i due, per ora i casi irrisolti sono ancora lontani, e ti interessa di più introdurre i personaggi. Bella storia, seguo e aspetto gli sviluppi.
    Ciao stammi bene!

    • Grazie Red, la penso esattamente come te sui terzetti in genere. Sul fatto che il capitolo 10 arrivi troppo presto invece non ho alcuna paura. Il fatto è che 10 per 5000 fanno 50 mila caratteri, ed io non ho mai scritto più di 15 mila caratteri nei miei racconti. già 10 mila sul web è considerato un racconto prolisso, non da siti internet. E infatti tutti i concorsi mettono limiti più bassi. vabbè, questa è una storia ed ovviamente è o deve essere più lunga, però quel che ho in mente io per ora si ferma alle 30 mila battute e quindi devo mettere qualche diversivo, altrimenti la termino in sei puntate. Comunque grazie dei preziosi consigli, magari questa è la volta che la stoiria mi prende la mano e alla fine devo chiuderla troppo in fretta. mai dire mai….ciaociao.

  • Ciao, molto ben tratteggiata Sabina e il suo rapporto con Giacomino!!! Un solo appunto, ti segnalo una frase che ha inceppato la mia lettura: “All’inizio non parlammo che di come… paese, Ercolano”. Credo si tratti di un refuso.
    Ho votato per Sabina che diventa parte attiva nell’indagine. Come ti ho già detto, vedo molto potenziale nell’interazione con Giacomino. Alla prossima

    • Se una frase inceppa la lettura di un lettore, va cambiata, sempre. Refusi però non ce ne sono. Vediamo il succo…all’inizio della cena i due non parlano degli omicidi irrisolti quindi mi serviva una frase per far capire che la psicologa voleva prenderla larga e godersi la pizza, prima di tutto. I gestori del locale erano napoletani di Ercolano, stesso paese d’origine della psicologa. Ecco allora la frase:
      ” All’inizio non parlammo che di come si mangiava bene in quella pizzeria, i cui gestori erano
      originari del suo stesso paese, Ercolano.”
      Se la frase non scorre, potrei cambiarla, ma senza allungarla troppo altrimenti c’è la solita obiezione: troppo lunga.
      Ecco un esempio:
      ” All’inizio non parlammo dei casi, ma solo di quanto fosse buona la pizza. Lei lo fece notare, visto che i gestori erano di Ercolano, suo stesso paese d’origine ”
      Comunque la scorrevolezza delle frasi e la fluidità di narrazione sono una caratteristica che mi hanno fatto vincere il Premio Piero Chiara, che è l’equivalente del Campiello e dello Strega che sono per romanzi, ma per racconti. Solo che, nei racconti presentati al Premio, c’era un lavoro arretrato notevole, proprio intento a far scorrere frasi e pensieri quasi fossero in discesa. Ho un metodo, che applicherò anche a questo lavoro, ma molto più tardi. Riassumendo, leggo il brano almeno dieci volte, e poi lo accantono per quasi un anno. Lo riprendo in mano dopo che ho dimenticato tutto( facile, vista la mia età) e in quel momento divento automaticamente un lettore. Al che è facile constatare se qualche frase si inceppa, come dici bene tu. Ciaociao, disponibile per altre spiegazioni.
      P.S. i suggerimenti più graditi sono quelli che dà un lettore, non uno scrittore o un poeta. Io quando leggo mi sforzo di dimenticare di essere uno scrittore ed evito di consigliare quello che avrei scritto io. Cosniglio quello che avrei voluto leggere, ovviamente. ma in genere i miei cosnsigli fanno ridere. Per esempio: non vorrei mai leggere finali tristi, angoscose, storie che terminano male. Così anche nei film. Eppure molte volte l’autore ha la necessità di far terminare la storia in modo tragico. ciaociao…e Grazie!

  • Ciao, interessante questo vagabondare dal mito greco alla scienza del ‘900, a delimitare uno spazio di indagine poliziesca, impossibile da circoscrivere solo con la grezza routine del commissariato e dei suoi uomini.
    Insomma l’approccio è quello giusto per attaccare un nemico molto forte che ha saputo resistere a tutte le indagini. Buon viaggio, e un consiglio, che è quello di cercare di restare su temi non scontati, che in storie come questa fatte di poliziotti e belle ragazze, sono sempre in agguato! Ti seguo, ciao!?

  • Ciao, jack.
    Sono venuta a rendere la cortesia. I consigli e le critiche (costruttive) sono già arrivati dagli altri lettori/autori. Posso aggiungere solo che avrei evitato di spiegare chi sono gli Eagle, non serve, toglie caratteri e quasi risulta info dump (una notizia superflua). Per il resto, hai introdotto il personaggio, partendo da molto lontano, io sarei partita dal presente e, magari, buttato lì qualche accenno alla nascita del nickname, ma questa è la tua storia e decidi tu.
    Nel complesso, anche se un po’ troppo breve, il capitolo non è male aspetto il prossimo per farmi un’idea più precisa.
    Voto la psicologa, vediamo cosa ne viene fuori; occhio a non inciampare nei cliché.

    Alla prossima!

    • Grazie Allegra della visita. L’accenno agli Eagle serviva solo a far capire come il capo di allora fosse ignorante in materia, insomma un grezzo poliziotto, non certo a spiegarlo ai lettori. Che poi per un ragazzo dei giorni nostri gli Eagle sono ignorati, basti dire che nacquero 50 anni fa….mezzo secolo! per la nascita del nick name mi pare di essermi anche dilungato troppo, forse ti è sfuggito. Ciaociao, alla prossima.

  • Ciao Jack!
    Abbiamo conosciuto Giacomino e Pierre, che formano una coppia ben assortita con le loro differenze che li rendono complementari. Quindi Pierre lo aiuterà, così ho votato, la storia comincia.
    Piacevole lettura davvero; ti segnalo, oltre al consiglio di utilizzare più caratteri (ma un inizio più breve ci può stare), la frase “Casi irrisolti, quasi accantonati. Non avrei dormito la notte, al pensiero“: io avrei detto “non ci dormivo la notte“, perché già stava accadendo, penso.
    È un’impressione, se vuoi riflettici.
    Comunque bell’incipit, vediamo dove ci porti.
    Ciao alla prossima!

  • Grazie del passaggio e del suggerimento., una psicologa è proprio il personaggio che credo possa aiutare Little James. Se sarà un serial Killer forse lo farò decidere a voi. Invece la distinzione fra “risposi” e “avevo risposto” non mi è chiara, e ti garantisco che i tempi narrativi non li sbagliavo a 10 anni. Da allora ho scritto 500 racconti, moltissimi premiati ( ma mai un giallo, è il mio primo) Mi dici che è più scorrevole? Può essere. Grazie, a presto.

  • Ciao, ri-benvenuto!!! Bell’inizio, con ben dodici omicidi irrisolti. Spero almeno che qualcuno si possa riferire a un solo serial-killer.
    Per il resto ti ha già detto tutto Fenderman, così ti farò un esempio pratico per farti capire. Prendiamo la frase «Giacomino Carletti», risposi a quello che… Versione più scorrevole: Giacomino Carletti», avevo risposto a quello che…
    Ho votato per la psicologa, una visione femminile va sempre bene!!! Alla prossima, aspetto con ansia.

  • Ciao, benvenuto, bell’incipit per un giallo: classico ed efficace.
    cosa non mi quadra? primo: troppo breve, visto che c’eri potevi scrivere qualcosa in più.
    secondo: c’è qualcosa di non perfettamente intonato, a mio parere, nei modi e tempi verbali all’inizio, quando parli di Eagle e Pierre. Fossi in te rileggerei, se non altro per smentirmi.
    benvenuto dunque, aspetto la seconda, ciaooo 😉

    • Grazie dei consigli, sempre utili, anche se mi sono scervellato per trovare cosa non va nei modi e nei tempi verbali quando parlo di Eagle e di Pierre. Il tempo è il passato e il protagonista fa riflessioni sul suo inizio come investigatore. Comunque tutta la vicenda si svolge al passato e quelli appunto sono i tempi verbali. Per la lunghezza, essendo il mio primo post su qusto sito non sapevo bene come comportarmi. Rimedierò con la seconda puntata, vedremo. Ciao e grazie. Passerò a leggere il tuo lavoro per capire meglio come comportarmi.

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