Perverso, squisito male

Dove eravamo rimasti?

cosa faremo dopo il caffè? io le faccio un cunnilingus (46%)

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Sono seduto al tavolo della sua cucina, col cuore a mille. Ho appena finito di bere il caffè.
– Posso fumare? – le domando.
– Certo – mi risponde lei – ora fumo anche io -.
Mi si mette vicino, mi sorride, mentre accende la sua sigaretta.
Non so cosa dire, perciò vado con i soliti convenevoli da repertorio.
– Bella casa che hai –
Lei si posta di lato la frangia dei bellissimi capelli color oro.
– Grazie. Sai cos’altro è proprio bello? Ciò che ho davanti –
Io sono tutto un bollore, le ricambio il complimento per educazione, nonostante ci sia un’altra cosa che mi preme nel cervello.
– Sei bellissima anche tu. Scusa la domanda: sei sposata? –
– No – mi fa lei – sono stata fidanzata per dieci anni, mi sono lasciata l’anno scorso –
– Ancora pensi a lui? – le domando.
– Oh no, certo che no, l’amore era finito da almeno due/tre anni. Io sono rimasta con lui altri due/tre anni solo per affetto, ma direi che l’amore fosse già passato da tempo –
Fa una breve pausa. – Secondo te quanti anni ho? – mi fa poi.
Io la guardo, e sinceramente non so cosa risponderle perché ha sul volto qualche segno dell’età ma non sembra troppo avanti. Avrà sicuramente più di quarant’anni e meno di cinquanta, perciò, sull’onda dell’intuito provo a indovinare.
– Quarantatre/quarantaquattro? –
– See, ahahahah – risponde lei – troppo gentile-.
Tiro di nuovo a indovinare.
– Quarantasei? –
– Ne ho cinquanta – risponde secca lei, con un’espressione compassionevole sul volto luminoso.
– No, vabbè, non ci credo dai, mi prendi per il culo – provo a sdrammatizzare io. Che poi, in realtà, dimostra davvero almeno cinque anni di meno di quelli che ha realmente. Io provo ad essere gentile, e l’accavallarsi dei battiti del mio cuore si unisce al pensiero martellante di ciò che voglio farle. Voglio sentire l’odore della sua intimità, il sapore della sua persona. Voglio farle quello che adoro fare alle belle donne come lei, e lei è una delle più belle con cui abbia avuto la fortuna di rapportarmi.
– Sei così dolce – mi dice con un sorriso e si viene a sedere sulle mie ginocchia.
Io sono intimidito al massimo perché lei è molto più grande di me e io ho una quindicina di centimetri di cazzo (usati sempre tutti al meglio) che non so se a lei bastino.
Prima mi abbraccia, poi mi bacia delicatamente a stampo sulle labbra. Io le metto una mano dietro la nuca e la spingo di nuovo verso la mia bocca, infilando la lingua dentro la sua bocca. Le nostre lingue cominciano a strusciare e strofinarsi tra di loro, ma io sono ancora molto agitato e non sento il progressivo inturgidirsi del mio pene, bensì lo sento solo riempirsi un po’ come un palloncino gonfiato di malavoglia.
Inoltre lei è seduta sul mio pacco e me lo sta schiacciando. Io spingo il sangue nel mio pene sperando che lei lo stia sentendo pulsare, poi, come sotto un incantesimo, guidato da una forza estranea che non mi pare la mia, le dico: – Sai cosa ho avuto in mente di fare dal primo momento che ti ho vista? –
Lei si stacca dalla mia bocca e risponde ingenuamente: – Cosa? –
– Scendi, ti faccio vedere. –
Lei scende visibilmennte incuriosita.
– Rimani così – le faccio, e la tengo in piedi davanti a me, girata col suo bellissimo culo verso la mia faccia.
– Posso? – le chiedo con forse troppa premura. D’altronde, ormai è palese che sono lì per quello, e certo che posso.
– Certo che puoi – conferma lei.
Da qui inizia ciò che mi accomuna tantissimo con l’attore porno: Mike Adriano.
Le faccio passare delicatamente le mani attorno alla vita fino ad arrivare al bottone davanti dei jean.
Con un po’ di fatica (perché i jeans sono super attillati e perché stando davanti non lo vedo) riesco a sbottonare i jeans e la lampo si apre quasi tutta da sola. Le calo lentamente i jeans fino alle ginocchia. Indossa un perimozino strettissimo e rosso, quasi un filo interdentale tra due natiche sode e a forma di pera, solo leggermente cellulitico ma la cosa mi arrapa ancora di più.
 – Che bello – è tutto ciò che riesco a dire mentre co le mani le accarezzo il culo. – E’ tutto da mangiare –
Lei non dice niente, già sta gemendo di piacere.
– Abbassati – le ordino con gentilezza mentre le accompagno la schiena in giù con una mano. Le prendo entrambe le chiappe con le mani e gliele allargo, spostando di lato il filetto del perizoma e avvicinando il suo ano al mio naso.
Glielo prima annuso. E’ un odore dolciastro ma delicato, il suo odore; la macchiolina intorno al buchetto è perfettamente depilata, di un rosa leggero.
Le lecco con quasi tutta la lingua tutto intorno al buchetto, lei geme sempre più intensamente. Voglio sentire con ogni pupilla gustativa il suo sapore, oltre che il suo odore. E’ un sapore dolce e salato allo stesso tempo, squisito, di pelle lavata, di ano di mega strafiga di cinquant’anni lavato con bagnoschiuma di prima qualità, eppure sento lo stesso una punta di acidulo, alzo gli occhi e noto che lo spacco delle chiappe è leggermente sudato. Glielo lecco tutto con avidità. Poi le infilo la punta della lingua dentro l’ano.

cosa faremo dopo?

  • lei mi fa un fellatio e basta (33%)
    33
  • per quel giorno le farò solo quell'anilingus (0%)
    0
  • lei mi fa un fellatio e facciamo sesso (67%)
    67
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6 Commenti

  • Ehi!
    Considerata la descrizione, ho voluto dare una possibilità alla storia. Ero curioso di vedere in che modo avresti trattato l’argomento.
    Ho letto il tuo primo capitolo su Youtube, se la cosa può farti piacere, e ho lasciato lì delle considerazioni in merito alla scelta stilistica.
    Trovi il primo capitolo qui:
    https://youtu.be/Q6YRiyea1xY

    Mi hai incuriosito, più per vedere dove vuoi esattamente andare a parare con questa storia.
    Alla prossima!

  • Nonostante non sia fan di un certo linguaggio nei racconti erotici (non amo leggere spesso la parola cazzo o altre espressioni abbastanza spinte), mi ha molto incuriosito. Da una parte direi che va subito troppo al sodo ma dall’altra lascia abbastanza spazio all’immaginazione.
    Aspetto di sapere cosa faranno…

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