Quella notte

Il film peggiore della storia

Finalmente aria fresca, non ne potevo più di stare lì dentro.

Che schifo di film. Non ci posso credere che finanziano queste schifezze. L’horror è figo, perché permette di spaziare incredibilmente, ma qua si esagera. Cavoli, non riavrò indietro queste due ore e mezza della mia vita. Avrei potuto cucinarmi qualcosa di decente, vedere del trash in televisione, al caldo sotto le coperte e mi sarei divertito, mi basta poco. Non è questo granché va bene, ma meglio di passare un mercoledì sera a vedere una ciofeca del genere al cinema. Un licantropo che si innamora di una vampira, ma le due famiglie si frappongono, che diamine ho visto: Lupeo e Draculetta?! Per lo meno durante la camminata verso casa mi posso godere della buona musica, mi metto le cuffie ed il tempo vola via.

Due ore e mezza. Ed io che voglio sempre vedere l’ultimo spettacolo della giornata quello delle 22:30. Almeno non c’erano bimbi rompi scatole.

Che ore saranno.

 “Che ore sono?”

Ma che? Me lo sono domandato veramente da solo?

 “Che ore sono?”

Ah ma è un uomo, fammi togliere le cuffie che non capisco niente. Perché ha delle monete in mano e le conta? Barcolla, forse è ubriaco.

 < L’una meno cinque >

 “Come?”

 < L’una meno cinque > fammi allontanare, non si sa mai.

Chissà perché contare le monete, tra l’altro tutte da uno e due centesimi, cosa potrà farci.

Continua a barcollare, spero che non cada per terra.

Che figa sta canzone. Mi vien quasi voglia di ballare. Una goccia?! Spero non sia una cacca di uccello. Un’altra. Bene, piove. Cioè, è più una pioggerella. La pioggerella notturna è qualcosa che adoro. Rinfresca, purifica e rallegra. Magnifica, quasi mi son dimenticato del tempo che ho perso oggi, che bella sensazione, sembra che mi stia lavando via i miei problemi.

E quello chi è? Barcolla, anche lui. Un altro ubriaco. Mi sta chiedendo qualcosa? Fammi togliere di nuovo le cuffie. Che dice? Non capisco.

 < Hai detto qualcosa? >

Non capisco. Quanto cavolo avrà bevuto? Se uscisse dall’oscurità almeno potrei cercare di intuire cosa vuole. Ecco sta venendo verso il lampione, forse è meglio che me ne vada. Ma che…

Un momento.

No, no, no, no, nononononono. Non è possibile.

Forse è caduto, non può essere che sia così. I vestiti sono…sporchi di sangue e gli cadono…pezzi carne? Dal viso.

La sua testa è…un tantinello ammaccata. Okay, un po’ tanto. Come fa a non essere morto? Sto sognando? È un incubo? Forse sono ancora nel cinema a vedere quel noiosissimo film e mi sono appisolato?

Mi prendo a schiaffi. Niente, è ancora lì. Forse mi devo pizzicare. Nada. Non è cambiato ancora nulla.

Non ci credo. È proprio un cazzo di zombie?! Mi sento un idiota a pensarlo, eppure sembra essere proprio uno di quei cosi. Almeno è uno lento alla Romero, non come quelli moderni che corrono più veloci di un essere umano.

Che faccio? Gli spacco la testa? Ma con cosa, non ho nulla a parte telefono, chiavi e portafoglio, di certo non posso corromperlo. Vediamo che c’è qui intorno. Un albero? Potrei spiaccicargli la testa contro la corteccia, ma in questa maniera lo tocco e rischio di essere morso. Il marciapiede? Molto alla “American History X”, stesso rischio di prima. Un secchio dell’immondizia? Magari il coperchio di sopra se riesco a staccarlo.

Sembra solido, è di metallo. Vediamo un po’, urca se è attaccato bene. Sono tutti mezzi rotti o allentanti, ma questo no, quando serve qualcosa non c’è mai quello di cui hai bisogno. Meglio sbrigarsi, è lento, ma preferisco che non si avvicini troppo. Dio, sento da qui il suo odore.

Ecco si sta staccando. Un altro piccolo sforzo.

Finalmente.

Speriamo di farlo fuori subito. Respira. Respira. Un colpo secco e ben assestato.

Aspetta, non così in fretta. E se fosse semplicemente un ubriacone e mi sto facendo mille film mentali? Ucciderei qualcuno. Sarei accusato di omicidio. Ma se invece fosse davvero uno zombie? Potrebbe fare fuori qualcuno e spargere l’epidemia in giro per il mondo. Oh cazzo! Ora mi devo fare mille dilemmi morali.

Lo faccio, meglio togliermi il pensiero.

Che rumore disgustoso. Splat. Solo nei cartoni è così distinto il suono o quando si spiaccicano gli insetti, anche se preceduto prima da un clap.

Quanto sangue, mi sono sporcato tutto. Oddio che schifo, mi vien voglia di vomitare, è tutto così rivoltante.

Chissà da dove veniva, come si sarà infettato. Forse, sarà meglio chiamare la polizia.

Cosa farà il protagonista?

  • Si dirige verso casa (40%)
    40
  • Cerca aiuto nei dintorni (40%)
    40
  • Chiama la polizia (20%)
    20
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56 Commenti

  • Ho letto adesso il primo capitolo del tuo racconto, mi sembra abbastanza horror. Per la verità ero partita dall’ultimo, per curiosità. Mi è sembrato ben scritto e ne ho voluto sapere di più. Fra un po’ leggerò tutto in ordine di tempo e saprò meglio commentarlo. Per adesso posso dirti buona scrittura e a presto.

  • Ciao Amos!
    Il tipo procede per la strada, i segnali di catastrofe sono ovunque, ma c’è anche la normalità di chi si affaccia sulla strada e pare non saperne nulla. Il tizio è “sospeso”, fluttua tra quello che vede e una zona d’ombra, dove tutto è possibile. Zona che tu difendi bene.
    Dico che aiuta l’uomo e ti dico alla prossima.
    Ciao!

  • Capitolo 6)

    La storia fila abbastanza liscia. Non mi sento di doverti fare nessuno appunto, se non un po’ il rischio della ripetitività della situazione che vive il nostro personaggio 🙂 Ma magari questi personaggi apparsi in questo capitolo serviranno ai fini della trama 😉

    Io dico che lo abbandona. Il ferito è palesemente un peso: rimarrei fedele all’indole pavida, magari ci porterà a qualche altro risvolto interessante! 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/6YDSDEWlyoQ

    Alla prossima!

  • Leggere questo episodio è stato abbastanza interessante! 😉

    Mi sarebbe piaciuto sentirtelo interpretare!
    Io ho provato del mio meglio per calarmi nel personaggio, e spero di aver almeno in minima parte reso le sensazioni di dolore provate dal malcapitato.
    Io direi di non fidarsi, vista la situazione. Certo, potrebbero essere la sua salvezza, ma anche una fine ingloriosa…

    Aspetto il prossimo per scoprire cosa tirerai fuori dal cilindro.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/sOjeoMfTuUI

    Alla prossima!

    • Ciao Pintore!
      Grazie mille per il tuo commento, un giorno magari mi piacerebbe leggerli, ma per ora sono più felice ad ascoltarle da altre persone come te 😀
      Tra un impegno e l’altro sto scrivendo il capitolo con attenzione, spero che ti piacerà.
      Al prossimo capitolo!

  • Ciao Amos!
    Ritmo e tensione, mitigata dagli ormai consueti exploit ironici e riferimenti al mondo del cinema-fumetti o argomenti simili. Il tutto riesce simpatico. Non sempre di immediata comprensione in certi punti, comunque piacevole.
    Ho scelto che chiede aiuto, vediamo se sono umani o altro, vediamo come se la cava.
    Ciao alla prossima!

  • Ciao Amos, capitolo interessante, ansiogeno, che il protagonista vive centellinando dolore e rabbia, ottimo. Peccato che la sua ansia sia contagiosa perché il continuo rimpallo di voci e pensieri, immaginazione e realtà, rendono un poco complicata la lettura e, (almeno a me è capitato,) in alcuni punti si deve rileggere.
    Due paroline poi ti hanno tradito proprio sulla frase finale, quella che sai è importante per tenere accesa l’attenzione: “…sula sponda”. Refuso più un termine perfetto se riferito a un fiume, o un canale, ma non credo per una strada. Comunque la “strada” giusta l’hai imboccata: adesso devi solo andare avanti. Alla prossima, ciao!?

    • Ciao Ottaviano!
      Grazie mille per il feedback. Scusami il ritardo della risposta, sono stato super impegnato.
      L’ansia contagiosa era un effetto che volevo trasmettere, però non volevo che fosse così intenso da rendere complicata la lettura, cercherò una via di mezzo.
      Per quanto riguarda il refuso nella mia testa suonava carino, ma effettivamente è più legato al fiume, cercherò di stare più attento.
      Presto pubblicherò il prossimo capitolo, a presto!

  • Gran bel capitolo, anch’io ho notato un miglioramente rispetto ai capitoli precedenti (che erano già molto godibili) e una maggior cura dei dettagli. Solo una cosa mi ha stonato. Quando esplode la pompa di benzina e il protagonista perde coscienza è implicito che c’è stato uno stacco temporale. Ti consiglierei quindi di lasciare uno spazio bianco, o di inserire un segno grafico come per esempio gli asterischi, in modo da separare le due parti del capitolo e di comunicare allo stesso tempo l’idea dello stacco, dell’esplosione. Altrimenti, se il flusso della narrazione scorre lineare e senza soluzione di continuità, si ha un effetto molto straniante e non si capisce cosa stia succedendo (e infatti ho dovuto rileggere quel passaggio diverse volte). Anche se neppure il protagonista lì per lì sa cosa stia accadendo, lui avverte una sorta di “pausa”, di interruzione, e perciò deve avvertirla anche il lettore.
    Per il prossimo voto per aspettare i rinforzi: mi sembra abbastanza in difficoltà e non credo abbia le forze per allontanarsi o per rispondere al telefono. A presto!

    • Ciao Lorenzo.
      Grazie per i complimenti. A questo capitolo tenevo particolarmente, perché si vede una parte più profonda del personaggio che finalmente cerca di farsi domande e non di ironizzare solamente per non farsi prendere dal panico.
      Purtroppo avevo messo non uno ma due stacchi di bianco dopo l’esplosione, ma il sito me li ha accorpati lo stesso. Prossima volta, in caso di necessità, utilizzerò dei punti o trattini per evitare che capiti la stessa cosa.
      Ho annotato l’accortezza delle virgolette, mi ero dimenticato che me l’avevano fatto notare anche nel precedente capitolo, preso dalle varie sperimentazioni con questo testo alle volte me ne dimentico.
      Ci vediamo al prossimo capitolo!

  • Ciao Amos!
    C’è un cambio deciso nel tono, adesso lo zombie è veramente “cattivo”. L’atmosfera è ora quella più comune ad uno zombie movie, e riesci a comunicare la concitazione, anche visivamente, con frequenti a capo e le ripetizioni mentre lo colpisce. Bene! Faccio miei i consigli di Fenderman e Lorenzo sulle virgolette, a vantaggio dell’immediatezza del messaggio al lettore. Devo dirti mi colpisce come il protagonista si soffermi su considerazioni in merito all’autocoscienza dei mostri, proprio mentre assiste ad un loro “pasto”. Ma in generale fa parte del personaggio, che già nei primi due capitoli mantiene un minimo di distacco dalla terribile realtà.
    Bene così; voto per la telefonata.
    Ciao alla prossima!

    • Ciao Minollo!
      Grazie mille per i complimenti, effettivamente mentre lo scrivevo mi ha colpito anche a me questo stacco del personaggio che man mano che lo scrivevo diventava profondo svelando anche altre sfumature non solo ironiche.
      Annotato il fatto delle virgolette, che mi sono sfuggite nuovamente.
      Al prossimo capitolo!

  • Si vede proprio lo stacco dal precedente capitolo, e una cura maggiore alle sensazioni. Complimenti 😉
    Qui sei riuscito a tenere l’attenzione alta e mantenere la lettura lineare. Lo stile che hai scelto, mi ripeto, è abbastanza difficile da gestire, ma in questo capitolo hai mostrato grande abilità. Ero lì con lui.
    Piccolo appunto, ma è sempre a gusto personale: quando parla un altro personaggio, metterei i pensieri del protagonista in corsivo, oppure li manderei direttamente a capo (anche se questo spezza un po’ il flusso di lettura.)
    Non so se si nota, ma ci sono parecchi tagli nel video, proprio perché leggendo a voce alta, dando un’impostazione di “tono” (quella cosa che provo a fare, più che altro! :P) si finisce per rimanere intrappolati nella rete narrativa.
    Quando si legge solo con gli occhi, accade, ma non lo si percepisce così tanto.
    Spero di esserti stato utile anche questa volta!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/annLD94y0Qk

    Alla prossima!

    • Ciao Pintore!
      Annotato il fatto delle virgolette che mi sono sfuggite, scrivendo alle volte mi dimentico delle accortezze da sistemare.
      Per lo stile purtroppo, so che non è uno di quelli che ti ispira di più, ho iniziato in questa maniera per sperimentare e lo porterò fino alla fine. Al prossimo sicuramente ne utilizzerò un altro e spero sarà più in linea anche con le tue preferenze.

      Per il video spero di avere un po’ di tempo questo weekend per vederlo, che in questo periodo il lavoro mi sta bloccando molto anche le ore che in teoria mi prendo per scrivere.
      Ci vediamo al prossimo capitolo!

  • Brr, ecco una di quelle situazioni in cui la tachipirina non può nulla.
    La polizia come al solito schiera i suoi uomini migliori e un bel botto alla fine risolve tutto.
    Certo il capitolo ricalca scene già viste tante volte nei film di zombie, tuttavia è efficace.
    Come ti è già stato suggerito dovresti mettere pace nella cosa delle virgolette nei dialoghi, in quella cosa non si inventa niente perché distrae il lettore.
    Consiglio di usare le caporali. « » o il trattino – per i dialoghi e le virgolette (” ) per i pensieri o quando si riferisce a qualcuno qualcosa detto da un altro.
    Ciao, al prossimo!?

    • Ciao Fenderman!
      In effetti in situazioni simili neanche un oki riuscirebbe a porre rimedio.
      Sono contento che nonostante abbia scritto un cliché da film horror ti sia piaciuto, effettivamente anche se è un fatto visto e rivisto è quello che accadrebbe in un incontro assurdo come quello, spero che in caso di altri cliché siano altrettanto efficaci.
      Le virgolette! Quando ho letto il tuo commento per email me ne sono ricordato in quel momento. Mea culpa che nell’atto di scrittura e rilettura mi è completamente passato di mente.
      Al prossimo capitolo!

  • Molto divertente la conversazione delirante con l’amico Carlo, oltre all’atmosfera ironica e splatter allo stesso tempo. Tuttavia il capitolo mi è parso un po’ frettoloso, come se fosse stato scritto di getto e fosse stato riletto poco. Non ho ben capito perché il protagonista entri nel parcheggio nonostante gli faccia paura (è l’unica strada per tornare a casa?), né ho capito il modo in cui lo zombie lo abbia aggredito e come si sia liberato.
    Inoltre la punteggiatura dei dialoghi è da rivedere, il “sì” affermativo si scrive con l’accento e per la battute dei dialoghi è meglio usare un unico segno tra virgolette alte, caporali (“«»”, non “”) o trattino, e non alternarli.
    Voto per cercare di prendere l’auto. A presto!

    • Ciao Lorenzo,
      Grazie mille per l’attenzione che hai messo nel leggerti il testo e riferirmi cosa ne pensi.
      Effettivamente questo capitolo mi è sembrato più frettoloso anche a me, parte del problema sicuramente è il fatto che sono accadute troppe cose e pochi caratteri per scriverli, avrei dovuto dividerlo in due parti e me ne sono reso conto il giorno dopo riflettendoci a freddo.
      Mi diverte molto scrivere questa storia, ma devo trovare un giusto equilibrio tra l’azione del personaggio e il descriverlo per il lettore.
      Metterò sicuramente più attenzione per il prossimo e non mi metterò fretta nel pubblicarlo com’è stato per quest’ultimo.
      Al prossimo capitolo!

  • Ciao Amos,
    “corri ragazzo laggiù…” che gli risuona in testa è una genialata, trovata perfetta nel momento perfetto.
    Mi piace questa zombistoria fuori dai canoni…e mi piace ancora di più che sia il protagonista a citare tutti i possibili cliché.
    Ho votato per il telefonino…una telefonata inopportuna, magari dal suo amico Carlo per qualche banale richiesta.
    Aspetto il prossimo.
    ePP

  • Ciao Amos!
    Il nostro eroe riesce ad andare oltre a tutto quello che vede e incontra, sembra convinto che le sue nozioni di cinema horror gli diano un salvacondotto per attraversare indenne i pericoli di quella notte. Ho votato per lo squillo; spiritoso con il colore del sangue ?. Bravo, il tutto è piacevole.
    Ciao!

  • Ehi!

    Trovo che l’idea ci sia, ma il modo di raccontarla rischia di far perdere molte sensazioni e dare un effetto strano alla narrazione. Sempre una cosa del tutto personale, eh, ci mancherebbe. Però, a differenza dell’utilizzo della prima persona per narrare, il gioco che provi a fare in questo racconto è una vera e propria “reazione” del personaggio a quello che gli accade, e la cosa è difficilissima!
    Per questo ti dico che il modo in cui risulta potrebbe non avere presa su alcuni lettori, rischiando di stancarli (come tutti i modi di scrivere, e tutti generi, per carità!). Ovviamente non bisogna piacere per forza a tutti 😉
    Trovo comunque che la storia renderebbe un po’ di più con la prima persona, ma al passato. Ti darebbe molto più margine di movimento, espressione.
    Ma immagino sia un tuo esperimento, quindi spero il mio consiglio possa esserti utile in futuro 🙂
    Ovviamente, voglio invitarti a insistere con la coraggiosa scelta che hai preso sin dall’inizio: così, al termine, avrai il piano completo 😉

    Trovi il capitolo sempre su youtube:
    https://youtu.be/VHFnKJ_IXBE

    Alla prossima!

    • Ciao Pintore!
      Non temere se sei schietto nei commenti, apprezzo sempre sia quelli più duri che quelli più sereni, sono sempre costruttivi per me.
      Questo rimanere sempre un esperimento quindi cambiare lo stile a metà opera non mi pare neanche consono, purtroppo questo capitolo in particolare l’ho poco analizzato a freddo, quindi posso capire che in questo capitolo si è fatto più difficoltà nel seguirlo.
      Cercherò sempre di tenere a mente i tuoi consigli, così come anche quelli degli altri.

      Mi fa piacere che continui a leggere la storia sul tubo.
      Al prossimo capitolo!

  • Geniale l’idea di mettere una foto dello zombie sui social, anch’io ho pensato che l’account verrebbe subito bloccato 😀
    Il capitolo mi ha divertito molto, mi piace questo sottofondo ironico e umoristico su una vicenda horror che non si prende troppo sul serio. Ho notato inoltre un miglioramento rispetto al capitolo precedente, e in questo hai dato un po’ più di spazio alla descrizione dell’ambiente e alle percezioni del protagonista. Giustamente dici che nella vita reale non ci si sofferma ad autodescriversi ciò che si vede, però c’è da sottolineare che la narrazione non può essere composta unicamente da pensieri e riflessioni che il protagonista fa con sé stesso: questi devono esserci e in una narrazione in prima persona sono predominanti, ma anche le altre componenti sono importanti per far vedere e percepire al lettore ciò che il protagonista sta vedendo e percependo.
    Ti dico tutto questo perché moltissimi autori iniziano a scrivere i loro primi racconti rimanendo totalmente esterni rispetto ai personaggi. Non che sia un errore di per sé, però ho molto apprezzato questa tua scelta, diametralmente opposta, di essere invece totalmente immerso nel personaggio, e se aggiusti questa cosa dei pensieri, secondo me, la scrittura acquisterebbe un livello molto alto. Poi comunque rimane sempre una tua scelta stilistica e ripeto che questo secondo capitolo mi è piaciuto molto 😀
    Voto per l’amico che lo chiama, magari ha visto la foto sui social poco prima che venisse eventualmente bannata. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Grazie mille, apprezzo molto i tuoi suggerimenti. Trovo molto ostica, ma allo stesso tempo stimolante questa narrazione perché cerco di immergermi, come un attore, nel personaggio, questo ha degli svolti positivi e negativi allo stesso tempo. Continuerò a migliorare la percezione del personaggio cercando di unirla sempre di più con la descrizione di cosa c’è intorno.
      Non vedo l’ora anch’io di vedere cosa vince tra le scelte appena proseguirò il testo.
      Grazie ancora, ci vediamo presto!

  • Ehi 🙂

    Continuo a rimanere ancora un po’ spiazzato dalla scelta narrativa, ma forse è solo questione di abitudine, questione puramente soggettiva. In alcuni punti, la carenza di circostanze, tende a tenermi fuori.
    Per come è scritta, credo possa funzionare alla grande per una persona che “racconta” dal vivo, quindi leggendola come se fosse un copione, utilizzando il proprio corpo per compensare la carezza di gesti, posizioni, distanze etc.
    L’utilizzo di alcune espressioni e forme di comunicazione mi hanno fatto pensare proprio al personaggio che racconta al sua sventura su un palco, ma non sono sicuro che riesca nel suo intento in forma del tutto scritta, statica.
    Ovviamente, questa non vuole essere una critica, ma giusto un punto di vista. E con questo intendo che sicuramente la scrittura è perfetta per essere rappresentata su un palco 😉

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/6m3quF0ZWfc

    Alla prossima!

    • Grazie mille Pintore per i tuoi appunti, sono sempre felice di leggere i commenti e i suggerimenti. Trovo che sia molto complicato, con questo metodo tipo di narrazione, parlare di tutto quello che accade intorno al protagonista. Continuerò a lavorare sul testo sperando di migliorare la tua sensazione di estraniamento.
      A presto!

  • Ciao Amos,
    ho trovato il tuo racconto tra le novità….e devo dire che è stato un piacevole incontro.
    Il personaggio che hai messo in “scena” , potrebbe tranquillamente essere un o di noi…le persone dei film sono sempre un po più in la delle persone normali, questa invece potrebbe essere l’assurda situazione che potrebbe vivere uno di noi. Hai descritto la storia con leggerezza, senza sprofondare nel gore e con quel filo di humor nero che non guasta mai.
    Ho votato per cercare aiuto nei dintorni, chissà che non ne esca una surreale iterazione con qualche altro malcapitato pedone notturno.
    Sono curioso di sapere come andrai avanti, aspetto il prossimo.
    ePP

    • Ciao erPirata.
      Ho proprio pensato alla stessa cosa. Nei film solitamente gli appassionati di cinema, nonostante conoscano gli horror, casualmente non hanno mai visto un film sugli zombie. Questa cosa mi ha sempre dato un certo senso di alienazione e di assurdità.
      La domanda con cui ho portato avanti il testo è: “come si comporterebbe un amante degli horror in una situazione del genere?” sicuramente con una strana ironia e con un pizzico di riflessione in più.
      Ci vediamo al prossimo episodio

  • Ciao Amos!
    Che inizio particolare, il protagonista si convince di avere a che fare con uno zombie! Presto ne sapremo di più, nel senso se ci sono davvero zombie in giro. Scelgo che si dirige verso casa, senza pensarci troppo. Sono curioso di vedere che tipo di horror sarà. Lui è molto infastidito dal fatto che il film fa schifo, ma la trama non è così male ?, un B-Movie tipo quelli Troma ??. Interessanti i consigli che ho letto nei commenti.
    Comunque bravo, sono incuriosito.
    Ciao!

    • Ciao Minollo.
      Mi ha molto rallegrato il tuo commento, mi hai ricordato un discorso tra compagni di scuola che non vedono l’ora di vedere la puntata di dragon ball successiva.
      I consigli nei commenti li ho apprezzati enormemente, sono un esordiente ancora e vorrei crescere molto.
      Ps. Scrivere la trama del film di serie B mi ha divertito tanto anche perché ripercorre un testo teatrale molto importante.

      Ci vediamo al prossimo episodio

  • Ehi!
    Ho iniziato a leggere la tua storia. Trovo interessante la scelta narrativa, anche se ho trovato che in alcuni punti possa risultare un po’ estraniante. Ma può essere solo una prima impressione, e bisogna ancora capire in che modo hai intenzione di trattare questa storia Horror 😉
    Se può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube:
    https://youtu.be/0s1yPVZOuQo

    Ci sentiamo al prossimo capitolo! 😉

    • Ciao!
      Questo racconto è un personale esperimento con lo stile in prima persona. È un esperimento complicato che voglio cercare di analizzare a pieno. Sto leggendo tutti i commenti che mi state dando e farò crescere il testo anche grazie ai vostri consigli.
      Ho anche commentato sotto il tuo video.

  • Incipit interessante, si nota molto l’impronta teatrale della narrazione, che sembra quasi il monologo di un attore in scena. Scelta particolare, che però risulta essere un po’ incompleta. Spesso manca quello che il protagonista vede e percepisce attraverso i sensi, tutto viene detto dal protagonista ma senza che venga mostrato.
    Ho avuto un po’ la sensazione di essere bendato accanto a qualcuno che mi descrive ciò che vede, senza però poterlo vedere di persona. Direi che questa che hai tracciato è un ottima base di partenza per inserire, però, anche le descrizioni dell’ambiente circostante (senza esagerare) e le azioni che compiono sia il protagonista che i personaggi che incontra.
    Voto per chiamare la polizia, visto che è stato l’ultimo pensiero del protagonista. A presto!

    • Ciao Lorenzo, grazie mille per i tuoi consigli e le tue suggestioni. Questo che hai letto è un mio personale esperimento, che ovviamente voglio far crescere. Effettivamente non avevo pensato ad una completa descrizione dell’ambiente, perché ho immaginato il flusso di coscienza del protagonista che non si sofferma ad auto descriversi l’ambiente che sta vedendo, tranne che in determinate situazioni, come magari spesso ci accade nella realtà. Farò mio quello che hai scritto e lo sfrutterò come crescita per il testo

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