Quella notte

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa il protagonista? Ignora le figure e continua a camminare (60%)

Ci siamo quasi...

Quelle tre figure…meglio ignorarle.

Se sono umani mi lasceranno stare, se fossero dei non morti, invece…beh, meglio non pensarci.

Cammina, zitto e cammina, cammina e cammina.

Sento parlottare, sono sicuramente esseri umani. Vorrei metterli in guardia, ma ho a malapena la forza di muovermi.

Se non fosse per questo bellissimo muro verde in cemento con graffiti di amore e ignoranza, a quest’ora potrei essere sul pavimento.

“Ehi, avete visto quello quanto è ubriaco?” è uno dei tipi, ce l’avrà con me?

“Che fai bevi per dimenticare la tua triste vita?” auch, sono pungenti.

“Che c’è la tua mogliettina di ha messo le corna con il postino?” ignorali, sono degli idioti che pensano di divertirsi. Il mondo sta andando allo scatafascio, è inutile reagire su qualcosa che non mi tange minimamente.

“Signor cornutone vuoi una mano a tornare a casa?” ma che simpatici, ridono veramente per queste cazzate?! Un piede davanti all’altro. Bene ora mi do una spinta e attraverso la strada, quel palazzo bianco e grigio è così invitante come appoggio.

Dai! Cazzo, mantieni l’equilibrio e vai avanti. Forza gambe non i mollate. Ci siamo quasi.

Sì!

“Ma che bravo!” mi applaudono, che bello avere delle cheerleaders “Sei un esempio per tutti gli ubriaconi!”

Tra poco c’è l’ultima fermata della metro ancora in costruzione, non vedo l’ora di essere lì. Da quel punto sono solo altri cinque minuti di strada.

Spero che quei ragazzi un po’ insolenti stiano attenti, sono dei deficienti ma non sono tipo da augurare il male neanche al mio peggior nemico.

Che male. Ogni passo è un’agonia. 

Pensavo che avrei visto una forte luce in fondo al tunnel, ma a quanto pare vedo muri decadenti ovunque e puzza di fogna. Forse sto scendendo piano piano verso gli inferi. Lampioni mezzi spenti o che lampeggiano, come la selva oscura moderna, anche se a voler essere precisi la diritta via smarrita è una camminata lungo le strade della città, mentre degli zombie vogliono mangiarmi.

Analogia perfetta con Dante, se qualcuno potesse sentire i miei pensieri, magari potrei diventare il sommo poeta del…

Che dolore! Si, è la punizione per i miei pensieri idioti.

Che bello quando ci sono sezioni di città abbandonate. Danno quel tocco del dopo guerra che non fa mai male. Buchi nelle strade, sembra di essere a Roma. Che simpatico umorista che sono.

Bene, sono all’incrocio più grande della città. Qui c’è tutto il traffico del giorno. Ora è vuoto. Però solitamente è pieno, ho bisogno di riposarmi.

Cos’è questo suono di clacson? Sembra quello di un pullman. Si sta avvicinando.

Viene da destra, è un suono continuo.

Eccolo!

Oddio, è proprio il pullman notturno, cazzo è tutto sporco di sangue e c’è tanto movimento all’interno. Si muove senza controllo, dove cavolo va?!

Cazzo si è cappottato! Merda, che stridio fastidioso, sta strisciando per tutto l’incrocio.

Si è fermato ad un passo dal portone verde del palazzo liberty sulla sinistra.

Oh, no e ora che faccio?!

Ha smesso di suonare il clacson. 

Cacchio.

L’ultima cosa da fare è andare a controllare, con tutto quel sangue sicuramente qualcosa è andato storto. Aiutami cervello, so che non ti sta arrivando bene l’ossigeno.

Nei film vanno sempre a controllare, solitamente sono sempre due o tre persone. E almeno una fa una brutta fine.

Ma se fosse vivo qualcuno?

Faccio il giro.

Sento una strana adrenalina in corpo.

Sì, sento il dolore meno forte, posso muovermi meglio.

Gran cosa l’adrenalina, comunque continuo a zoppicare, ma lo faccio alla velocità di una persona che cammina normalmente e non come un bimbo che ha appena imparato a camminare.

Cazzo che disastro che ha combinato il pullman, ha graffiato tutta la strada sparpagliando vetri dei finestrini ovunque.

“C’è nessuno?!” magari mi sentono, all’interno non c’è movimento “Ehi! Lì nell’autobus”

“Che cazzo sta accadendo qui fuori?” ma chi è, non sembra venire dall’autobus “Tu che sei lì in piedi, che è successo!” ma è un signore del palazzo qui sopra, si sarà svegliato per il fracasso.

“Ecco, non lo so, l’autobus si è capovolto. Stia in casa mi raccomando” magari lo convinco a non uscire di casa.

“Chiamo la polizia e l’ambulanza!”

“Bravo, io sto provando a vedere se c’è qualcuno di vivo…” la mia mente dice scappa che fai lì, il mio cuore dice controlla se qualcuno sia ancora un essere vivente, bella merda.

Fammi salire sul fianco dell’autobus. “NGGH” che male, resta faticoso comunque anche se il mio corpo rilascia sostanze dopaminiche, o qualcosa del genere.

Dio mio…che macello qui dentro. Mi viene da vomitare. Sangue e brandelli di carne ovunque, qui c’è stata una strage.

“C’è nessuno?” ecco, qualcosa si muove verso il posto dell’autista “Ehi! Tutto bene?” dai che è vivo.

“Aiutami…” ha una voce soffocata, devo fare qualcosa.

“Prendi la mia mano” ha una camicia blu tutta sporca di sangue, il pantalone è strappato.

“Hanno…attaccat…e mangiato” okay, ritiro la mano, meglio verificare.

“Ti hanno morso?”

“Aiut…” prima rispondi cazzo.

“Ti hanno morso?”

“Ti prego…”

“Posso aiutarti solo se mi dai una risposta”

“No…”

Cosa fa il protagonista?

  • Scende nell'autobus a verificare che non sia stato morso (17%)
    17
  • Non crede alla risposta dell'uomo e va via (17%)
    17
  • Crede alla risposta dell'uomo e l'aiuta (67%)
    67
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

57 Commenti

  • Ho letto adesso il primo capitolo del tuo racconto, mi sembra abbastanza horror. Per la verità ero partita dall’ultimo, per curiosità. Mi è sembrato ben scritto e ne ho voluto sapere di più. Fra un po’ leggerò tutto in ordine di tempo e saprò meglio commentarlo. Per adesso posso dirti buona scrittura e a presto.

  • Ciao Amos!
    Il tipo procede per la strada, i segnali di catastrofe sono ovunque, ma c’è anche la normalità di chi si affaccia sulla strada e pare non saperne nulla. Il tizio è “sospeso”, fluttua tra quello che vede e una zona d’ombra, dove tutto è possibile. Zona che tu difendi bene.
    Dico che aiuta l’uomo e ti dico alla prossima.
    Ciao!

  • Capitolo 6)

    La storia fila abbastanza liscia. Non mi sento di doverti fare nessuno appunto, se non un po’ il rischio della ripetitività della situazione che vive il nostro personaggio 🙂 Ma magari questi personaggi apparsi in questo capitolo serviranno ai fini della trama 😉

    Io dico che lo abbandona. Il ferito è palesemente un peso: rimarrei fedele all’indole pavida, magari ci porterà a qualche altro risvolto interessante! 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/6YDSDEWlyoQ

    Alla prossima!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi