Quella notte

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa il protagonista? Crede alla risposta dell'uomo e l'aiuta (67%)

Un piccolo sforzo

Non posso di certo lasciarlo soffrire così, devo scendere ad aiutarlo.

Prima di scendere, però, meglio se controllo se in giro ci siano zombie. Vedo dei cadaveri, ma da qui non posso essere certo della loro morte.

Scendo.

“Forza ti aiuto ad uscire”

“Grazie…” riesce a stento a parlare, figuriamoci se avrà la forza di uscire.

Niente nell’autobus sembra prendere vita, meglio così. Certo che mi dispiace che queste persone siano morte…ma sono felice che non si rialzino.

“Ti alzo…ohissa…ecco qui, non era difficile” visto il suo stato forse lo è stato per lui.

“Sei un bravo ragazzo”

“Non parlare, usa le tue forze per muoverti. Purtroppo l’unica uscita sono i finestrini che sono sopra”

“Non è stato un bello spettacolo l’incidente”

“Immagino, ora sali sulla mia schiena e ti do una spinta”

Un piccolo sforzo dietro l’altro.

Cazzo, se mi fa ricomincia a far male tutto il corpo, non pesa poco questo signore. Non riesce a salire, è rimasto bloccato.

Dove sono i martelletti per rompere il vetro. Eccolo, rompo un altro. Si è disintegrato, figata che un coso così piccolo faccia questo.

Fortunatamente questi sedili mi danno una mano a scalare. 

Cavolo, mi si è incastrato il pantalone, non riesco a sollevarmi.

“O merda!” non è un ostacolo è uno zombie e ti pareva, lasciami andare…sì, me lo sono tolto di dosso.

“Aiuto! Non ce la faccio” oh no un attimo signore, okay sono sopra l’autobus, mi devo sbrigare.

“Eccomi! Resisti, ti tiro su!” 

“Qualcosa mi tira giù”

“Vuoi sopravvivere? Allora sforzati”

“AAAAARGH!” che è successo perché urla così?! “Mi stanno mordendo!”

Cosa?! Lo hanno morso, no.

“Tirami fuori!” io…non posso farlo, si trasformerà.

“Mi dispiace…”

L’ho lasciato andare…anzi credo di averlo spinto giù. Sono una persona schifosa. Ho abbandonato una persona al suo triste destino. 

Stanno banchettando con il suo corpo. Almeno ha smesso di urlare. Potevo esserci anch’io lì dentro.

“Cosa sta accadendo lì?” chi è? Di nuovo il signore della finestra di prima.

“Non esca di casa per nulla al mondo e soprattutto non apra a nessuno”

“Perché che succede?” non mi capirà…sarà meglio che me ne vada a casa “Rispondimi, ehi tu!”

“Non esca, mi ascolti” scendo da quest’autobus e me ne vado prima che arrivino altre persone o peggio.

Che nottata indimenticabile.

Tra poco sarò a casa e potrò finalmente capire se tutto questo è un sogno o meno. Mi sdraierò sul letto e chiuderò gli occhi, solitamente i film di quart’ordine finiscono così. Fanno vedere che accade il delirio e poi il finale lo giustificano così. Che merda. Come si fa a non uscire contrariato dalla sala?

Sento delle sirene distanti. Che siano arrivati i rinforzi all’autobus?

Ho sempre desiderato essere il protagonista di un film d’azione, con esplosioni alle spalle mentre cammino.

Trecento metri e sono a casa. Questi palazzi sono sempre stati brutti per me, mi ricordano costruzioni del periodo fascista. Sono veramente un pugno in un occhio, solo costruzioni per dormire, niente di estetico.

Però ora, hanno un che di speciale per me, di sicuro, forse per la giornata vissuta e per la vicinanza a casa.

Sono sulla strada principale, qui solitamente c’è il mercato la mattina presto, ci sono ancora delle carte dal giorno prima. 

Non vedo bene, il dolore lancinante è tornato, ci sono delle ombre. Amiche? Nemiche? Inventate? Chi se ne frega. Mi sento uno zombie anch’io. Deambulo come loro. Mi viene da ridere.

Quando ero piccolo gli zombie li chiamavo zonzi…perché se ne vanno a zonzo. Che idiota ero da piccolo, eppure mi sento in quello stato ora.

Tutto dolorante con un unico obiettivo in testa: sopravvivere.

Loro penso che abbiano lo stesso pensiero: mangiare per sopravvivere, o almeno credo. Zonzi, che termine buffo.

Il bar di cinese all’angolo, non ci sono mai entrato, ora vorrei averlo fatto, chissà com’erano i proprietari. Mi sarebbe piaciuto conoscerli in caso fossero stati delle persone cordiali. La loro insegna luminosa illuminava solo alcune lettere. Invece di essere bar ristorante e pizzeria, c’era solo ba ornte zia. Atmosfera di casa dalla zia.

Sono proprio al limite se penso a queste cazzate.

Dai un ultimo sforzo Alex. Un ultimo sforzo e ce la fai. Giri l’angolo e sei praticamente a due passi.

E come nei film horror ci sarà sicuramente un mostro che mi attaccherà arrivato alla porta. In fondo ci sono macchine parcheggiate lungo la strada, ce ne sarà sicuramente uno lìi da qualche parte. Comincio a prendere le chiavi dalla tasca.

Eccolo infatti, che vi dicevo? C’è un piccolo zonzo proprio lì sotto che sta cercando di uscire per prendermi, manco fossi un cheeseburger. Questa è la chiave del portone. E quello? C’è qualcuno davanti a me. Vedo peggio di un miope.

Un Flash? Mi ha fatto una foto?

Che strano calore nel petto. Le gambe mi tremano peggio di prima.

“Ne ho preso uno!”

Si sta avvicinando qualcuno. Spero che non mi prendano per uno zonzo. Sono stremato, ho bisogno di riposarmi. Apro almeno il portone.

La chiave gira, sono dentro.

A terra. Che cariatide che sono.

Ho tanto sonno.

Non vedo l’ora di risvegliarmi.

Che cosa accade?

  • Cambio punto di vista: il poliziotto che ha sparato diventa protagonista (60%)
    60
  • il protagonista si risveglia nel letto di un ospedale (20%)
    20
  • Il protagonista si risveglia nel suo letto (20%)
    20
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57 Commenti

  • Ho letto adesso il primo capitolo del tuo racconto, mi sembra abbastanza horror. Per la verità ero partita dall’ultimo, per curiosità. Mi è sembrato ben scritto e ne ho voluto sapere di più. Fra un po’ leggerò tutto in ordine di tempo e saprò meglio commentarlo. Per adesso posso dirti buona scrittura e a presto.

  • Ciao Amos!
    Il tipo procede per la strada, i segnali di catastrofe sono ovunque, ma c’è anche la normalità di chi si affaccia sulla strada e pare non saperne nulla. Il tizio è “sospeso”, fluttua tra quello che vede e una zona d’ombra, dove tutto è possibile. Zona che tu difendi bene.
    Dico che aiuta l’uomo e ti dico alla prossima.
    Ciao!

  • Capitolo 6)

    La storia fila abbastanza liscia. Non mi sento di doverti fare nessuno appunto, se non un po’ il rischio della ripetitività della situazione che vive il nostro personaggio 🙂 Ma magari questi personaggi apparsi in questo capitolo serviranno ai fini della trama 😉

    Io dico che lo abbandona. Il ferito è palesemente un peso: rimarrei fedele all’indole pavida, magari ci porterà a qualche altro risvolto interessante! 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/6YDSDEWlyoQ

    Alla prossima!

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