SIPARI

Dove eravamo rimasti?

E adesso: Ci si mette anche "il francese" (33%)

C’erano: un francese, un’araba, e un assassino...

Giusy, in ufficio, guardava il telefono che da quasi tre ore non squillava. Era rotto o chissà… e cos’era quella strana inquietudine che quella stupida circostanza le induceva?

C’era un che nell’aria, che era anche più di un’inquietudine, era qualcosa che somigliava piuttosto a un presentimento. Allora, di getto, decise di togliersi il dubbio; alzò la cornetta, e compose un numero: il telefono funzionava. Aveva chiamato Palmira, – il suo era forse l’unico numero che ricordava a memoria – e visto che c’era fece due chiacchiere con lei; saluti, convenevoli, poi tanto per ridere le chiese di Paride.

— Mi tormenta — disse l’amica — adesso s’è messo in testa di metter su un B&B e vuole me.

— Ah, vuole te! Sai che novità!

— Spiritosa; quello vuole che lavoro in casa sua, “Carlotta di qua, Carlotta di là” e io sono indecisa, non ci credo molto, però cerco lavoro e lui lo sa, e insiste.

— Uhm, e la moglie?

— Non lo so, pare sia entusiasta, tanto che si è messa a studiare come si fa.

— Be’ ovvio… certi lavori non si inventano. Però: se vi serve un cliente cavia he, he, he, ci sono io; visto che a casa mia ordini una pizza e t’arriva una pistola.

Poco dopo, salutata Palmira, Giusy era con Iannone e lo guardava intensamente, come aveva fatto col telefono, tanto che lui imbarazzato chiese: — Che c’è, che ho?

— Niente, niente — disse lei, — stamattina mi frigge l’aria.

— Eh? —

— Niente, cose mie. Piuttosto: ma te, che hai fatto anni di commissariato, hai mai sentito di uno detto “er francese”?

— Er francese? Come no, uno c’è. — disse lui — È un traffichino, roba di droga, valuta.

— Traffichino o trafficante?

— Diciamo import-export. È anche detto “er cigno de Mentone” perché ogni tanto inscena una finta morte e sparisce, e poi immancabilmente riciccia. Se è lui sappi che è davvero bravissimo a evaporare.

— Senti senti; e di questo cigno hai per caso una foto, c’è qualcosa sul data base?

Giusy più tardi vide le foto, e subito capì come e perché era caduta in mezzo a quel casino.

*

A mezzogiorno in punto quel telefono che era stato muto tutta la mattina squillò. Era Risi.

— Bellezza — disse — vieni subito qua, la tua velata è impazzita. — …Eccoti, siedi. — le disse poi quando fu lì — Allora: mi ha chiamato il primo segretario della segreteria del sottosegretario, che poi sarebbe l’infame che ci ha messo in questo guaio. Pare che la ragazza sia entrata con una scusa nell’ambasciata dello Zimbawe e si sia dichiarata prigioniero politico.

— Cosa? Ma è uno scherzo, dai!

— Un cavolo! I carabinieri sono già lì, manchiamo solo noi. Il tipo… uhm, – Ferro si chiama –, ha detto che lei vuole vedere te e parla solo con te.

— Hai detto: Ferro?

— Certo; Giuseppe Ferro, perché?

— Cavolo!, no, niente. Vado, e mi porto Iannone ok?

Poco dopo in macchina:

— Ma che c’entra lo Zimbawe? — diceva Iannone.

— Lo sai tu? Io no, ma lo sapremo presto.

Davanti all’ambasciata, alla vista dei carabinieri, capirono che era tutto incredibilmente vero.

— Questi poveretti non sanno che pesci pigliare. — disse loro il tenente che era lì. — Io li ho consigliati di non comunicare nulla al marito, non ancora, e assecondarla… sembra che intenda parlare solo con te.

— Sì lo so, lei preferisce noi della Guardia di Finanza! Eh, eh. Allora vado. Iannone aspettami qua.

— Certo sono qua, poliziotto accerchiato dai carabinieri, sic!

Giusy entrò e fu accolta da gentilissimi funzionari che la condussero da Lunina. La ragazza era lì, era uno scricciolo caduto dal nido, una bambina in castigo col viso gonfio di pianto.

Una bellezza africana con gli occhi grandi, austera ed elegante, le teneva le mani e le sorrideva. Giusy prese il suo posto e con aria interrogativa disse solo:

— Lunina!?

Quella che s’era messa in un casino vero la sorprese con una risposta che era invece una domanda:

— Hai letto il dossier?

Giusy sospirò indulgente, come si fa coi bambini capricciosi a cui si vuole bene.

— Sì — disse — tranquilla, prova superata.

— Uh?

— Te l’ho rispedito per posta ordinaria, tanto se va perso…

— Lo sapevo. Sapevo che avresti capito. Era cartaccia, ma solo qualcuno veramente competente poteva capirlo.

— Bene. Ora dimmi che succede, perché sei qui?

*

Mimmo Risi, in pausa pranzo, fu raggiunto da una mail anonima dall’account del reparto. “Missione compiuta, F.G. eliminato!” Con la mela in tasca e senza caffè si precipitò in ufficio, e… cavolo: i piccioni sul davanzale erano spariti. Guardò fuori: nulla.

Era attonito, scosso; e adesso come avrebbe fatto a lavorare?

— Hai visto? — gli disse poco dopo Salvi allargando un braccio alla finestra come fa un venditore d’auto usate quando mostra l’affare del secolo.

Tu! Tu hai fatto fuori Forrest Gump! — esclamò.

— Esatto capo — disse quello — è un regalo; dici sempre “oggi l’ammazzo, oggi l’ammazzo”, e io l’ho fatto per te. Sei felice?

— Felice? Minchione, criminale da strapazzo, ma lo sai che è un reato? E come hai fatto?

— Io? Non lo so. Nel senso che sono stati Scacco e Ciccone. Io sono innocente, semmai gli assassini sono loro, e il mandante vero sei tu.

Ricominceremo da:

  • Ma B&B significa Big Bang, Blues Brothers, o forse Bucce di Banana? (38%)
    38
  • I cacciatori di taglie. (25%)
    25
  • Giusy e Lunina, è inevitabile. (38%)
    38
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146 Commenti

  • Ciao Fenderman!
    Ecco chi era Richetto! Mamma Roma ha sempre in sé la soluzione, anche in un figlio dalle abitudini discutibili. Poi villa chimera fa il resto…
    La compagnia aggiorna i componenti tra vecchi e nuovi, tra avventori e figure stabili, e lo spaccato divertente e affettuoso in cui vediamo pezzi di noi è servito con maestria. La villa mi ricorda il casale di “Speriamo che sia femmina“, dove le donne, nei loro limiti e difetti sentono il legame con la casa e tra di loro; e in piú c’è il valore aggiunto Paride! Che non si ammazzerà mai!
    Caro Fenderman grazie e bravo ancora, penso che ti sia meritato lo spazio per sperimentare, vista la tua iperattività, quindi… siam qua!
    A presto dunque!

    • Ciao Minollo, grazie a te anche a nome della mia variegata famiglia di peones del racconto.
      Li lasciamo riposare, li lasciamo alla loro intimità, come ciliege sotto spirito così se un giorno li vorremmo ritrovare…
      Tanto se l’esperimento non funziona mi verranno, lo so, in aiuto.
      Ciaooo?

  • Ciao, Fenderman.
    Io di esperimenti qui su TI ne ho già fatti diversi, sia con i miei racconti che interagendo con gli altri autori. A che esperimento ti riferisci?
    Tornando al finale del tuo racconto: sempre strepitoso e divertente. La piccola Carlotta con il suo candore, e con l’inconsapevolezza del suo dono, risulta pacioccona e passibile di pizzicate alle guance. Palmira e Giusy, da donne forti quali sono, si sono guadagnate rispetto e Agata con Paride hanno portato altra linfa vitale alla storia, un po’ in disparte qui, ma è giusto così dato che questo racconto era incentrato su Giusy e Lunina. Lunina, misteriosa e impetuosa, anche lei ben tratteggiata. Hai diversi punti di forza: i dialoghi verosimili e intriganti, le ambientazioni, i personaggi a tutto tondo… ai tuoi racconti non manca nulla. Che ti posso dire, io non trovo punti deboli. A volte capita che non ricordi chi ha fatto cosa e perché, ma dipende dal fatto che i racconti sono tanti, tutti diversi, il tempo è quello che è e può capitare di perdersi qualcosa. Forse sto invecchiando, tutto lì.
    Ci si rilegge, presto immagino conoscendo la tua vivacità scrittoria 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao, giusto: che esperimento?
      Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
      Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
      Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
      Spero sia chiaro?
      Magari potrei prendermi due tre puntate di prova e poi seguire le vostre indicazioni.
      Per adesso, dopo quattro storie cominciate con Palmira vorrei cambiare anche se ti confesso che mi è duro staccarmi da questa gente qua. (per me sono ormai quasi dei parenti!) Scherzi a parte, credo che non so in che forma ma li rincontrerò.
      Grazie tantissime per il tuo gradimento e appuntamento… a presto. ” ca va sance dire! ” ??

  • Capitolo 10)

    Non potevi che chiudere in bellezza, come al tuo solito.
    Il personaggio di Carlotta ormai si merita per forza un ulteriore focus: troppe cose da raccontarci nel modo giusto! E magari aprirà le tue storie ad aspetti diversi, più macabri forse, da cui trarre proprio un filone narrativo su tinte più cupe o gialle.
    Rimane ancora aperto il filo del teatro, ma sono certo che approfondirai la questione nelle prossime storie. 🙂

    Trovi il finale sempre su Youtube, a partire dalle 9:00 di domani:
    https://youtu.be/HuPhDyDvL1I
    Alla prossima storia!

  • Secondo me non è l’unico sipario, ma direi che una pausa ci può stare perché l’esperimento mi ha incuriosito 🙂

    Per quanto riguarda il finale, ti faccio i miei complimenti per come sei riuscito a gestire la storia che è stata dinamica e divertente.

    Ovviamente ti aspetto al varco 😀

    Ciao 🙂

  • Ciao, giusto: che esperimento?
    Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
    Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
    Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
    Spero sia chiaro? grazieee, ciao.?

    • Ciao, giusto: che esperimento?
      Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
      Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
      Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
      Spero sia chiaro? grazieee, ciao.?

  • Ciao Fenderman!
    La pazienza di Giusy davanti alla sicurezza dell’impunita’ del Ferro ha smesso da tempo di essere una virtù, e la donna probabilmente lo sa ma non ha la forza di infrangere il “codice”. E così si va avanti, non importa se al lavoro sei una persona di sangue freddo; a casa tutto cambia. C’è chi influenza e chi viene influenzato.
    Voto per il castigo di Carlotta, perché la vorrei protagonista. I dialoghi sono sempre perfetti per la situazione.
    Vediamo l’ultima, ciao stammi molto bene!

    • Bravo Danilo, effettivamente volevo, semmai ce ne fosse bisogno, rimarcare il fatto che una donna per quanto emancipata nella maggior parte dei casi nei rapporti con l’uomo di famiglia rimane subalterna. È l’amore che la frega! L’amore che la donna sa dare e l’uomo, ahi noi, no.
      Grazie per il commento ci rivediamo al finale. ?

  • Ciao, Fenderman.
    Forse sarebbe logico il castigo per Carlotta, come conseguenza di una (forse) confessione all’orecchio di Lunina, ma il Pronto Soccorso mi attira di più.
    Nei tuoi scritti si nota tanto l’impegno e il mestiere. Nella frase: “Sei disposta a un incontro a tre, lei, tu e io?” quel “tu e io” sottintende qualcosa, senza bisogno di corsivo a modificarne la cadenza, me lo immagino, ma secondo me è tutto studiato per confezionare una bella storia e una bella storia è.
    Ora vediamo dove ci porta il finale.

    Buona domenica e alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      È vero, confesso che quel …”io”, dopo il “tu” è come se si infilasse un poco di straforo, scivola dentro come quando si entra in ascensore mentre le porte di chiudono.
      Insomma Giuseppe allude, vuole lasciar passare l’idea che non tutto sia cancellato e che ci sia un’idea di influenza di lui su lei ancora. Per quello, anche se non solo, la reazione di Giusy è di irritazione. (Che quella influenza ci sia davvero?) Basta, parlo troppo. Grazie a te, buona domenica??

  • Ciao Fenderman,
    siamo alla fine…di nuovo…
    Le storie tra i personaggi che si intrecciano con la trama principale, sono come sempre molto coinvolgenti…ho quasi paura per Giuseppe, Giusy è una professionista ma sicuramente nn è molto propensa la perdono.
    Carlotta è sempre più incredibile….sono curioso di sape come chiuderai il tutto.
    Aspetto il gran finale.
    ePP

  • Ciao, nella realtà odio i battibecchi-recriminazioni tra ex, dove qualcuno vuole sempre avere ragione sull’altro, ma sulla carta no!!!! Ottimo hai reso il dialogo molto verosimile e attuale!!!
    Ho votato per il pronto soccorso, il finale deve essere con il botto, in tutti i sensi!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella. Pensa a quante pièce teatrali, ma anche film commedia sono stati scritti sul tema. Il litigio, specie al telefono dove certi filtri cadono e si deve necessariamente parlare uno alla volta, è molto stimolante!??????!!!
      Grazie Buon fine settimana!??

  • Richetto er corsaro perché è romanaccio!

    Carlotta è ormai dotata di superpoteri, c’è poco da fare! Giusy continua ad essere usata come un burattino ora da un tizio ora da un altro. E se il suo capo si accorge di Giuseppe Ferro, lo impala sulla pubblica via! 😀 Mi sa che dovrà muoversi con attenzione.

    Mi chiedo come vuoi chiudere la storia…

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, mi chiedo quale può essere il futuro di Carlotta…
      In quanto alla storia si concluderà, come un vortice di sabbia certe trame quanto più complicate sono, tanto più rapidamente si dissolvono. Mi dispiace solo per er francese, che non ha avuto seguito, a causa delle diverse indicazioni ricevute dai lettori. Si starà riposando a Mentone, chissà. Grazie per il commento, come sempre buonanotte a te!?

  • Ciao Fenderman!
    Il meccanismo “storie nelle storie” funziona, nei dialoghi come nei personaggi. Villa chimera ogni tanto fa capolino e Carlotta è sempre speciale, con tutto quello che ha visto (visto?) in passato. Storie normali e un tocco di magia, il tutto con mano sicura. Ho votato per il passato che ritorna; scusa il ritardo, a te un magnifico pomeriggio.
    Ciao!

    • Grazie, Danilo, buona serata a te.
      Mi fa piacere che il mio esperimento di storia corale allargata a tanti personaggi abbia qualche riscontro positivo. Io volevo solo evitare che il lettore di the incipit per via delle tante storie e puntate dovesse ogni volta ricostruire i tratti dei personaggi (oltre alle storie).
      Poi mi sono, come ben dici sempre tu, affezionato a loro e quindi…
      Grazie ancora, alla prossima!?

  • Capitolo 8)

    Il punto di vista di Carlotta è sempre bellissimo e scritto molto bene. Riesci a offrirci una narrazione degna del personaggio. Continui a darci un’ampia narrazione, con trame secondarie che arrivano ovunque, aprendo proprio una finestra su questo mondo che hai creato, che si percepisce, prende vita e ci permette di stare con questi personaggi anche solo per qualche episodio 🙂

    Io voto per il Francese. Vogliamo sapere di più 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/iKIvRvDgJqI

    Alla prossima!

  • Il passato che ritorna, con Ferro.
    Ciao, Fenderman.
    Si parla di fantasmi e visioni fanciullesche, hai ragione: Carlotta somiglia un po’ alla ragazzina vaporosa di casa Crawford, solo che lì il fantasma è lei 😉
    Mi è piaciuto tantissimo questo episodio. Mi sono ripromessa di essere sincera e di segnalare quello che non mi piace o trovo fuori posto, ma qui di fuori posto non c’è nulla, anzi.
    Siamo sempre lì: dialoghi verosimili, personaggi tondi, ambientazioni semplici, ma d’impatto… l’uscita dal ginecologo e l’entrata all’ambasciata l’ho vista come in un film, sai quelle carrellate che planano e seguono il personaggio da un punto all’altro, sì lo sai per forza… io sono ignorante, ma ho visto proprio quella cosa lì.
    Bello, veramente.

    Buon fine settimana e alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Sei sempre troppo gentile. Sono contento soprattutto di essere riuscito a legare la “nuova” storia con la vecchia. Ma, del resto, quello aperto su Lunina è solo un sipario dello stesso impianto scenico.
      Quello a cui fai cenno, Lunina che esce, e sbanda, e si ritrova ” là dentro” l’ho immaginato proprio come un piano sequenza, un po’ alla Hitchcock o come in certi film del neorealismo dove per doveroso risparmio con una sola ripresa si poteva coprire un paio di minuti di film.
      Se tu l’hai apprezzata vuol dire che sono riuscito, e quindi grazie due volte!
      Buon fine settimana!??

  • Mamma come è tardi!
    Ciao Fenderman!
    Sono rimasto indietro e arrivo solo ora; Lunina alza la testa e va fino in fondo all’Africa. Chi non si aspetta l’inaspettato non troverà la verità. Leggero e meno leggero, alterni vivacità e pastello, e il consueto affetto per il mondo che ritrai. Voto per le due ragazze, vediamo cosa c’è sotto il mal d’Africa.
    Divertente come sempre avanti così.
    Ciao una ottima giornata!

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