SIPARI

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio vedremo soprattutto: Con Giuseppe Ferro il passato ritorna (80%)

Rose rosse per te...

Quel messaggio sibillino che Mimmo Risi aveva ricevuto alle 22:09 mentre cantava con Morandi, e che aveva iniziato “L’affaire Aznar” era una zanzara messa in campo da Giuseppe Ferro appositamente a quell’ora, perché a quell’ora una zanzara può anche trasformarsi in aquila.

Il risultato era stato quello voluto, e ora la preziosa Lunina era nelle affidabili mani della sua mai dimenticata Giusy.

Aveva conosciuto la superpoliziotta a Bergamo, quando era allieva dell’accademia di G.d.F ed era stato subito amore. Quando poi lei si era trasferita a Castelporziano, per il biennio di applicazione, la cosa era continuata ancora più intensa. Eppure finì male. Lui cominciò a passare molto, troppo tempo a Perugia, dove aveva ottenuto una collaborazione presso l’università per stranieri, e Giusy, che era ormai una investigatrice diplomata, non ci mise molto a capire l’antifona: il suo grande amore s’era trovata un’altra. Cercò di farlo confessare ma quello, ostinato, negava; e allora una sera in un ristorante quando il bugiardo si presentò con un grande mazzo di rose lei lo accettò sorridente, salvo poi iniziare a usarlo come una clava per picchiarlo mentre lo inseguiva fra i tavoli di una platea plaudente.

L’altra donna era Lunina, aveva ventitré anni, era splendida ed era proibita. Cosa poteva esserci di più desiderabile? Giuseppe perse l’amore per Giusy, e per Lunina la testa. – La perse al punto che per i due anni che stette con lei si piegò perfino alla castità, visto che lei doveva, forzatamente, preservare la verginità. –

Quando dopo sei anni, la ormai principessa infelice lo aveva cercato, lui, che evidentemente era incapace di leggere l’animo femminile, aveva pensato bene di affidarla proprio a Giusy, e lei aveva risposto con professionalità; ma non poteva finire lì, dovevano parlare, perché certe ferite non smettono mai di sanguinare.

Giusy allungò la mano per chiamarlo al telefono ma uno squillo l’anticipò.

— Buon giorno — disse una voce nota che la impressionò — sono Giuseppe Ferro. Giuseppina Cataldo?

— Ehm, uh, sì sono Giusy, — disse lei colta di sorpresa — come stai?

— Bene! Finalmente! Credevo dovessimo continuare a ignorarci.

— Come? Perché lo dici? Noi non siamo così ipocriti, non lo siamo mai stati.

— No? Non tu; io sì, io lo sono stato. Solo adesso mi rendo conto di tutto, cappuccetto rosso.

— Ah, attento, non ti sforzare. E poi quei tempi sono finiti, e il lupo, cioè te, è stato sparato, mi pare.

— Vero, vero. Sono indubbiamente morto, “stramorto”; ma sai, nelle favole e nell’amore tutto può succedere.

— Uh, certo, come no, come nella vita. Peccato che noi saremo un’eccezione.

— Hai detto: “peccato”. Oppure ho sentito male?

— Non mi piacciono i lupi cattivi, nemmeno quelli morti e “stramorti”. Parliamo di Lunina. Che devo fare?

— Già, Lunina, povera ragazza. Come sta?

— Sta bene, sotto un treno ma bene. Io però non posso nasconderla per molto, adesso il caso torna a te.

— Uhm, lo so, vorrei vederla. Sei disposta a un incontro a tre, lei, tu e io?

— Perché no, come ai vecchi tempi. Un bel triangolo! Scommetto che lei la chiamavi Pinocchietto e tu eri Barbablù.

— Sbagliato: io ero Lucignolo. E tu devi stare serena.

Io sono serena; e lei ti chiamava Barbablù, me l’ha detto.

— Mah, forse nei giorni dispari. Invece nei pari…

Stronzo! Se ti prende il mio capo ti impala; ci hai messi in un casino, un casino che tu dovevi risolvere.

E, infatti io l’ho risolto, agente speciale. O non sei più un agente speciale e sei solo una femmina in crisi di gelosia retroattiva?

— Io…

— Tu adesso stai zitta un momento e mi ascolti. Mi sto adoperando per capire l’entità della leva che le imprese di Lunina possono esercitare sul governo del suo paese. Il marito potrebbe essere indotto a desistere da certi atteggiamenti. Però mi serve tempo; perciò la principessa, per ora, rimane cosa tua.

*

Lunina, a tavola con Carlotta che ormai mangiava solo con lei, la guardava fissa, nervosa.

— Che hai fatina? Non ti piacciono gli spaghetti? — le chiese.

— Sì, oggi no.

— Uhm, sì o no?

— Oggi vorrei un hamburger di struzzo. Ci sono gli struzzi nel tuo paese?

— Sì, allo zoo.

— Non è vero, ci sono. Io li ho visti. Stanno in un grande giardino, dietro lo steccato, e in mezzo c’è una fontana coi fiori che nuotano.

Lunina, ancora una volta fulminata da un’immagine direttamente sottratta alla sua memoria, decise di interrogare la bambina.

— Io so dov’è quella fontana con i fiori che “nuotano”. È così che dicevo anche io da piccola..

— Hai visto che gli s-struzzi ci sono? Mi hai detto una bugia.

— Scusa. Ti posso chiedere se hai visto ancora gli ascari?

— Sono qui, eccoli.

— Dove?

— Alle tue spalle. Quello ciccione è morto, e l’altro è il suo assassino; però non è vero, è solo uno scherzo.

— Uno scherzo?

— Sì; lui è bravo, l’assassino è un altro.

— Come? E tu sai chi?

— Uhm… non posso dirlo, mamma mi mette in castigo.

— Ti prego fatina, aiuta la tua principessa.

— Uh, non so, io…

A quel punto la piccola si alzò dalla sedia, si avvicinò a Lunina e le parlò all’orecchio.

Si va al finale nel segno de..

  • Carlotta in castigo. (38%)
    38
  • Richetto er corsaro (lo spione) (38%)
    38
  • il pronto soccorso (25%)
    25
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146 Commenti

  • Ciao Fenderman!
    Ecco chi era Richetto! Mamma Roma ha sempre in sé la soluzione, anche in un figlio dalle abitudini discutibili. Poi villa chimera fa il resto…
    La compagnia aggiorna i componenti tra vecchi e nuovi, tra avventori e figure stabili, e lo spaccato divertente e affettuoso in cui vediamo pezzi di noi è servito con maestria. La villa mi ricorda il casale di “Speriamo che sia femmina“, dove le donne, nei loro limiti e difetti sentono il legame con la casa e tra di loro; e in piú c’è il valore aggiunto Paride! Che non si ammazzerà mai!
    Caro Fenderman grazie e bravo ancora, penso che ti sia meritato lo spazio per sperimentare, vista la tua iperattività, quindi… siam qua!
    A presto dunque!

    • Ciao Minollo, grazie a te anche a nome della mia variegata famiglia di peones del racconto.
      Li lasciamo riposare, li lasciamo alla loro intimità, come ciliege sotto spirito così se un giorno li vorremmo ritrovare…
      Tanto se l’esperimento non funziona mi verranno, lo so, in aiuto.
      Ciaooo?

  • Ciao, Fenderman.
    Io di esperimenti qui su TI ne ho già fatti diversi, sia con i miei racconti che interagendo con gli altri autori. A che esperimento ti riferisci?
    Tornando al finale del tuo racconto: sempre strepitoso e divertente. La piccola Carlotta con il suo candore, e con l’inconsapevolezza del suo dono, risulta pacioccona e passibile di pizzicate alle guance. Palmira e Giusy, da donne forti quali sono, si sono guadagnate rispetto e Agata con Paride hanno portato altra linfa vitale alla storia, un po’ in disparte qui, ma è giusto così dato che questo racconto era incentrato su Giusy e Lunina. Lunina, misteriosa e impetuosa, anche lei ben tratteggiata. Hai diversi punti di forza: i dialoghi verosimili e intriganti, le ambientazioni, i personaggi a tutto tondo… ai tuoi racconti non manca nulla. Che ti posso dire, io non trovo punti deboli. A volte capita che non ricordi chi ha fatto cosa e perché, ma dipende dal fatto che i racconti sono tanti, tutti diversi, il tempo è quello che è e può capitare di perdersi qualcosa. Forse sto invecchiando, tutto lì.
    Ci si rilegge, presto immagino conoscendo la tua vivacità scrittoria 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao, giusto: che esperimento?
      Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
      Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
      Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
      Spero sia chiaro?
      Magari potrei prendermi due tre puntate di prova e poi seguire le vostre indicazioni.
      Per adesso, dopo quattro storie cominciate con Palmira vorrei cambiare anche se ti confesso che mi è duro staccarmi da questa gente qua. (per me sono ormai quasi dei parenti!) Scherzi a parte, credo che non so in che forma ma li rincontrerò.
      Grazie tantissime per il tuo gradimento e appuntamento… a presto. ” ca va sance dire! ” ??

  • Capitolo 10)

    Non potevi che chiudere in bellezza, come al tuo solito.
    Il personaggio di Carlotta ormai si merita per forza un ulteriore focus: troppe cose da raccontarci nel modo giusto! E magari aprirà le tue storie ad aspetti diversi, più macabri forse, da cui trarre proprio un filone narrativo su tinte più cupe o gialle.
    Rimane ancora aperto il filo del teatro, ma sono certo che approfondirai la questione nelle prossime storie. 🙂

    Trovi il finale sempre su Youtube, a partire dalle 9:00 di domani:
    https://youtu.be/HuPhDyDvL1I
    Alla prossima storia!

  • Secondo me non è l’unico sipario, ma direi che una pausa ci può stare perché l’esperimento mi ha incuriosito 🙂

    Per quanto riguarda il finale, ti faccio i miei complimenti per come sei riuscito a gestire la storia che è stata dinamica e divertente.

    Ovviamente ti aspetto al varco 😀

    Ciao 🙂

  • Ciao, giusto: che esperimento?
    Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
    Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
    Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
    Spero sia chiaro? grazieee, ciao.?

    • Ciao, giusto: che esperimento?
      Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
      Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
      Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
      Spero sia chiaro? grazieee, ciao.?

  • Ciao Fenderman!
    La pazienza di Giusy davanti alla sicurezza dell’impunita’ del Ferro ha smesso da tempo di essere una virtù, e la donna probabilmente lo sa ma non ha la forza di infrangere il “codice”. E così si va avanti, non importa se al lavoro sei una persona di sangue freddo; a casa tutto cambia. C’è chi influenza e chi viene influenzato.
    Voto per il castigo di Carlotta, perché la vorrei protagonista. I dialoghi sono sempre perfetti per la situazione.
    Vediamo l’ultima, ciao stammi molto bene!

    • Bravo Danilo, effettivamente volevo, semmai ce ne fosse bisogno, rimarcare il fatto che una donna per quanto emancipata nella maggior parte dei casi nei rapporti con l’uomo di famiglia rimane subalterna. È l’amore che la frega! L’amore che la donna sa dare e l’uomo, ahi noi, no.
      Grazie per il commento ci rivediamo al finale. ?

  • Ciao, Fenderman.
    Forse sarebbe logico il castigo per Carlotta, come conseguenza di una (forse) confessione all’orecchio di Lunina, ma il Pronto Soccorso mi attira di più.
    Nei tuoi scritti si nota tanto l’impegno e il mestiere. Nella frase: “Sei disposta a un incontro a tre, lei, tu e io?” quel “tu e io” sottintende qualcosa, senza bisogno di corsivo a modificarne la cadenza, me lo immagino, ma secondo me è tutto studiato per confezionare una bella storia e una bella storia è.
    Ora vediamo dove ci porta il finale.

    Buona domenica e alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      È vero, confesso che quel …”io”, dopo il “tu” è come se si infilasse un poco di straforo, scivola dentro come quando si entra in ascensore mentre le porte di chiudono.
      Insomma Giuseppe allude, vuole lasciar passare l’idea che non tutto sia cancellato e che ci sia un’idea di influenza di lui su lei ancora. Per quello, anche se non solo, la reazione di Giusy è di irritazione. (Che quella influenza ci sia davvero?) Basta, parlo troppo. Grazie a te, buona domenica??

  • Ciao Fenderman,
    siamo alla fine…di nuovo…
    Le storie tra i personaggi che si intrecciano con la trama principale, sono come sempre molto coinvolgenti…ho quasi paura per Giuseppe, Giusy è una professionista ma sicuramente nn è molto propensa la perdono.
    Carlotta è sempre più incredibile….sono curioso di sape come chiuderai il tutto.
    Aspetto il gran finale.
    ePP

  • Ciao, nella realtà odio i battibecchi-recriminazioni tra ex, dove qualcuno vuole sempre avere ragione sull’altro, ma sulla carta no!!!! Ottimo hai reso il dialogo molto verosimile e attuale!!!
    Ho votato per il pronto soccorso, il finale deve essere con il botto, in tutti i sensi!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella. Pensa a quante pièce teatrali, ma anche film commedia sono stati scritti sul tema. Il litigio, specie al telefono dove certi filtri cadono e si deve necessariamente parlare uno alla volta, è molto stimolante!??????!!!
      Grazie Buon fine settimana!??

  • Richetto er corsaro perché è romanaccio!

    Carlotta è ormai dotata di superpoteri, c’è poco da fare! Giusy continua ad essere usata come un burattino ora da un tizio ora da un altro. E se il suo capo si accorge di Giuseppe Ferro, lo impala sulla pubblica via! 😀 Mi sa che dovrà muoversi con attenzione.

    Mi chiedo come vuoi chiudere la storia…

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, mi chiedo quale può essere il futuro di Carlotta…
      In quanto alla storia si concluderà, come un vortice di sabbia certe trame quanto più complicate sono, tanto più rapidamente si dissolvono. Mi dispiace solo per er francese, che non ha avuto seguito, a causa delle diverse indicazioni ricevute dai lettori. Si starà riposando a Mentone, chissà. Grazie per il commento, come sempre buonanotte a te!?

  • Ciao Fenderman!
    Il meccanismo “storie nelle storie” funziona, nei dialoghi come nei personaggi. Villa chimera ogni tanto fa capolino e Carlotta è sempre speciale, con tutto quello che ha visto (visto?) in passato. Storie normali e un tocco di magia, il tutto con mano sicura. Ho votato per il passato che ritorna; scusa il ritardo, a te un magnifico pomeriggio.
    Ciao!

    • Grazie, Danilo, buona serata a te.
      Mi fa piacere che il mio esperimento di storia corale allargata a tanti personaggi abbia qualche riscontro positivo. Io volevo solo evitare che il lettore di the incipit per via delle tante storie e puntate dovesse ogni volta ricostruire i tratti dei personaggi (oltre alle storie).
      Poi mi sono, come ben dici sempre tu, affezionato a loro e quindi…
      Grazie ancora, alla prossima!?

  • Capitolo 8)

    Il punto di vista di Carlotta è sempre bellissimo e scritto molto bene. Riesci a offrirci una narrazione degna del personaggio. Continui a darci un’ampia narrazione, con trame secondarie che arrivano ovunque, aprendo proprio una finestra su questo mondo che hai creato, che si percepisce, prende vita e ci permette di stare con questi personaggi anche solo per qualche episodio 🙂

    Io voto per il Francese. Vogliamo sapere di più 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/iKIvRvDgJqI

    Alla prossima!

  • Il passato che ritorna, con Ferro.
    Ciao, Fenderman.
    Si parla di fantasmi e visioni fanciullesche, hai ragione: Carlotta somiglia un po’ alla ragazzina vaporosa di casa Crawford, solo che lì il fantasma è lei 😉
    Mi è piaciuto tantissimo questo episodio. Mi sono ripromessa di essere sincera e di segnalare quello che non mi piace o trovo fuori posto, ma qui di fuori posto non c’è nulla, anzi.
    Siamo sempre lì: dialoghi verosimili, personaggi tondi, ambientazioni semplici, ma d’impatto… l’uscita dal ginecologo e l’entrata all’ambasciata l’ho vista come in un film, sai quelle carrellate che planano e seguono il personaggio da un punto all’altro, sì lo sai per forza… io sono ignorante, ma ho visto proprio quella cosa lì.
    Bello, veramente.

    Buon fine settimana e alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Sei sempre troppo gentile. Sono contento soprattutto di essere riuscito a legare la “nuova” storia con la vecchia. Ma, del resto, quello aperto su Lunina è solo un sipario dello stesso impianto scenico.
      Quello a cui fai cenno, Lunina che esce, e sbanda, e si ritrova ” là dentro” l’ho immaginato proprio come un piano sequenza, un po’ alla Hitchcock o come in certi film del neorealismo dove per doveroso risparmio con una sola ripresa si poteva coprire un paio di minuti di film.
      Se tu l’hai apprezzata vuol dire che sono riuscito, e quindi grazie due volte!
      Buon fine settimana!??

  • Mamma come è tardi!
    Ciao Fenderman!
    Sono rimasto indietro e arrivo solo ora; Lunina alza la testa e va fino in fondo all’Africa. Chi non si aspetta l’inaspettato non troverà la verità. Leggero e meno leggero, alterni vivacità e pastello, e il consueto affetto per il mondo che ritrai. Voto per le due ragazze, vediamo cosa c’è sotto il mal d’Africa.
    Divertente come sempre avanti così.
    Ciao una ottima giornata!

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