SIPARI

Vallo a spiegare a Pitagora che il cateto ha bisogno di affetto.

“Che c’è, ti vuoi confessare?” dice la mia faccia dallo specchio del bagno. “Mi pare, coglione, che tu sia piuttosto confuso. Racconta va, al solo disposto ad ascoltarti.»

Coglione, confuso: senti chi parla! Ma hai ragione. Dunque: ero un ragazzo di trentacinque anni, giusto ieri, e portavo un parrucchino giallo sulla pelata. Ero un ragazzo fortunato, con una famiglia non da poco; una casa, una attività ben avviata. Avevo una nonna; avevo moglie, figlia, e amante a carico. Cacchio, adesso che ci penso: questa è la storia di un uomo solo, solo con quelle là. Eppure stavo bene, in fondo le amavo tutte. Credimi cretinetti, perfino Bea, la cuoca, con la sua lasagna era desiderabile ai miei occhi.

Da sei anni ero lo zerbino di Agata, una donna bella, meravigliosa, con un caratterino particolare che, avevo sperato, il matrimonio e la maternità potessero stemperare. Ma mi sbagliavo.

Non so che avesse, e che ha; forse odia gli uomini, ma un uomo allora le serviva, per via dello zerbino-portatore sano di carnet d’assegni, che di solito una vera signora non disdegna.

Quello che oggi sento di dover ammettere con te, è che fu proprio quel suo essere come dire, alternativa, a motivarmi. Lei aveva un vero tigre nel motore, inutile resistere. Perché? L’hai detto prima perché: io-sono-un-coglione. Sono un coglione maschio che ha creduto di poter cambiare la natura di una femmina che amava le femmine, o almeno una femmina. Oltretutto fui così presuntuoso, che anziché allontanare da lei l’oggetto del desiderio, Anna, pensai fosse geniale assumerla nella mia azienda, per tenerla sotto controllo, fingendo di accontentare lei che la raccomandava. O fu il contrario? Boh! In ogni caso la mia trasmutazione in scendiletto era cominciata.

Pensavo che il gioco valesse la candela; del resto Agata era una statua. Alta cinque centimetri più di me; occhi neri come i capelli portati cortissimi per via dei ricci; fisico da sballo. Faceva paura per quanto era bella. Fui fortunato o sfortunato, fai tu, a incontrarla proprio quando era in rotta con la sua Anna, perché mi dette spago, così, tanto per farla incazzare un po’.

Il nostro triangolo, di cui io ero il cateto minore, si sfasciò solo quando loro smisero di vedersi, e io tornai a sperare, tu lo sai bene, brutta faccia. Siccome, però, Agata continuava e infischiarsene di me, e io avevo bisogno d’affetto, mi trovai un’amica.

Conobbi a una festa una ragazza carina che presi subito a lavorare con me. Si chiama Anna Maria, e ormai fa parte della famiglia. Le voglio bene; con lei si sta in allegria. Io le parlo male del suo fidanzato e lei s’incazza, scappa e ritorna; sembra una sorella permalosa!

Due donne, due fallimenti, dici te. No, forse uno e mezzo, dico io. Ma andiamo avanti.

Cominciai a farmi venire in ufficio qualche troietta di quelle che bazzicano le discoteche; quelle che hanno bisogno di soldi, e poi s’accontentano di bugie. Incontrarle in ufficio era eccitante, – anche se a volte si parlava soltanto -, perché oltre la porta c’erano, una di fronte all’altra, l’amante mia, e quella di mia moglie.

E, così, arriviamo all’anno zero; l’ora x; l’apocalisse del millennio.

Si presentò a me un giorno una ventenne carina con tanti capelli, lucidi e neri (beata lei!), che buttava di qua e di là. Era maleducata; insolente; simpatica e insopportabile al punto che… me la portai a casa. Quella era la tipa giusta che cercavo per tenere sulla corda mia moglie; mentre mia nonna centenaria mi forniva il pretesto: assumerla come dama di compagnia.

Quel primo giorno, in ufficio, le toccai il sedere, ma fu un malinteso, lo giuro! Oltretutto non mi ero accorto che fosse sorda. Insomma mi fece pentire, e mi apostrofò dandomi del Temperino, che sarebbe tipo: ometto, cosa ‘e niente, eccetera. Lì per lì mi offesi, ma poi pensai chi se ne frega! E chiesi scusa.

Con lei in casa fu come accendere una miccia: mia nonna uscì dalla sua apatia e cominciò a combinarne di tutti i colori. Carlotta -mia figlia alias fata turchina- e mia moglie, una bene e l’altra male, mi parlavano solo di lei; arrivarono fantasmi; strascichi di vecchie storie; mia zia; mia madre e, insomma: quella ragazza, Palmira, in un paio di mesi cambiò la mia vita.

Adesso veniamo a noi, faccia da scemo: nonna è morta, – anche se Carlotta, la fatina, la vede ancora e dice che tornerà -; Agata, che Palmira chiama Rottermeier, dopo una breve fuga è di nuovo a casa e ha ripreso a vedere la sua Anna; mentre Anna Maria, almeno lei per fortuna è sempre lì. Bene, diresti tu, è tutto a posto. E invece no; perché io che faccio, che mi capita? Io vado fuori di testa per lei, per quella ragazza sorda, che ora sorda non è neanche più, e che, però, guarda te, mi schifa.

Stasera la vedrò, lei verrà per dirmene di tutti i colori, temo, o per non dire niente. Comunque va bene, per me va bene; del resto, ripeto, io voglio solo vederla.

Che dici tu? Non capisci vero? Sai che ti dico? Stasera alziamo ‘sto sipario: o ci sta o ci do un taglio. (Ma poi chissà che penserò stasera.)

  • Caro Temperino, per il rispetto dovuto alla signorina, lascerei perdere il cavallo di T...a, e opterei per una seppur improbabile buona idea (58%)
    58
  • *Caro Paride, qui ci vuole un grande e grosso cavallo di legno. (0%)
    0
  • Caro Paride, io un'idea ce l'avrei anche, ma se poi il coraggio ti manca... comunque ecco qua: (42%)
    42
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

146 Commenti

  • Ciao Fenderman!
    Ecco chi era Richetto! Mamma Roma ha sempre in sé la soluzione, anche in un figlio dalle abitudini discutibili. Poi villa chimera fa il resto…
    La compagnia aggiorna i componenti tra vecchi e nuovi, tra avventori e figure stabili, e lo spaccato divertente e affettuoso in cui vediamo pezzi di noi è servito con maestria. La villa mi ricorda il casale di “Speriamo che sia femmina“, dove le donne, nei loro limiti e difetti sentono il legame con la casa e tra di loro; e in piú c’è il valore aggiunto Paride! Che non si ammazzerà mai!
    Caro Fenderman grazie e bravo ancora, penso che ti sia meritato lo spazio per sperimentare, vista la tua iperattività, quindi… siam qua!
    A presto dunque!

    • Ciao Minollo, grazie a te anche a nome della mia variegata famiglia di peones del racconto.
      Li lasciamo riposare, li lasciamo alla loro intimità, come ciliege sotto spirito così se un giorno li vorremmo ritrovare…
      Tanto se l’esperimento non funziona mi verranno, lo so, in aiuto.
      Ciaooo?

  • Ciao, Fenderman.
    Io di esperimenti qui su TI ne ho già fatti diversi, sia con i miei racconti che interagendo con gli altri autori. A che esperimento ti riferisci?
    Tornando al finale del tuo racconto: sempre strepitoso e divertente. La piccola Carlotta con il suo candore, e con l’inconsapevolezza del suo dono, risulta pacioccona e passibile di pizzicate alle guance. Palmira e Giusy, da donne forti quali sono, si sono guadagnate rispetto e Agata con Paride hanno portato altra linfa vitale alla storia, un po’ in disparte qui, ma è giusto così dato che questo racconto era incentrato su Giusy e Lunina. Lunina, misteriosa e impetuosa, anche lei ben tratteggiata. Hai diversi punti di forza: i dialoghi verosimili e intriganti, le ambientazioni, i personaggi a tutto tondo… ai tuoi racconti non manca nulla. Che ti posso dire, io non trovo punti deboli. A volte capita che non ricordi chi ha fatto cosa e perché, ma dipende dal fatto che i racconti sono tanti, tutti diversi, il tempo è quello che è e può capitare di perdersi qualcosa. Forse sto invecchiando, tutto lì.
    Ci si rilegge, presto immagino conoscendo la tua vivacità scrittoria 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao, giusto: che esperimento?
      Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
      Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
      Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
      Spero sia chiaro?
      Magari potrei prendermi due tre puntate di prova e poi seguire le vostre indicazioni.
      Per adesso, dopo quattro storie cominciate con Palmira vorrei cambiare anche se ti confesso che mi è duro staccarmi da questa gente qua. (per me sono ormai quasi dei parenti!) Scherzi a parte, credo che non so in che forma ma li rincontrerò.
      Grazie tantissime per il tuo gradimento e appuntamento… a presto. ” ca va sance dire! ” ??

  • Capitolo 10)

    Non potevi che chiudere in bellezza, come al tuo solito.
    Il personaggio di Carlotta ormai si merita per forza un ulteriore focus: troppe cose da raccontarci nel modo giusto! E magari aprirà le tue storie ad aspetti diversi, più macabri forse, da cui trarre proprio un filone narrativo su tinte più cupe o gialle.
    Rimane ancora aperto il filo del teatro, ma sono certo che approfondirai la questione nelle prossime storie. 🙂

    Trovi il finale sempre su Youtube, a partire dalle 9:00 di domani:
    https://youtu.be/HuPhDyDvL1I
    Alla prossima storia!

  • Secondo me non è l’unico sipario, ma direi che una pausa ci può stare perché l’esperimento mi ha incuriosito 🙂

    Per quanto riguarda il finale, ti faccio i miei complimenti per come sei riuscito a gestire la storia che è stata dinamica e divertente.

    Ovviamente ti aspetto al varco 😀

    Ciao 🙂

  • Ciao, giusto: che esperimento?
    Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
    Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
    Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
    Spero sia chiaro? grazieee, ciao.?

    • Ciao, giusto: che esperimento?
      Vorrei proporre tre temi tra cui scegliere quello della puntata successiva.
      Tra le puntate non ci sarebbe nessuna continuità di genere e/o contenuto a meno che non sia esplicitato e scelto prima.?
      Anche lo stile del racconto potrebbe radicalmente cambiare ad ogni puntata per adattarsi all’argomento scelto.
      Spero sia chiaro? grazieee, ciao.?

  • Ciao Fenderman!
    La pazienza di Giusy davanti alla sicurezza dell’impunita’ del Ferro ha smesso da tempo di essere una virtù, e la donna probabilmente lo sa ma non ha la forza di infrangere il “codice”. E così si va avanti, non importa se al lavoro sei una persona di sangue freddo; a casa tutto cambia. C’è chi influenza e chi viene influenzato.
    Voto per il castigo di Carlotta, perché la vorrei protagonista. I dialoghi sono sempre perfetti per la situazione.
    Vediamo l’ultima, ciao stammi molto bene!

    • Bravo Danilo, effettivamente volevo, semmai ce ne fosse bisogno, rimarcare il fatto che una donna per quanto emancipata nella maggior parte dei casi nei rapporti con l’uomo di famiglia rimane subalterna. È l’amore che la frega! L’amore che la donna sa dare e l’uomo, ahi noi, no.
      Grazie per il commento ci rivediamo al finale. ?

  • Ciao, Fenderman.
    Forse sarebbe logico il castigo per Carlotta, come conseguenza di una (forse) confessione all’orecchio di Lunina, ma il Pronto Soccorso mi attira di più.
    Nei tuoi scritti si nota tanto l’impegno e il mestiere. Nella frase: “Sei disposta a un incontro a tre, lei, tu e io?” quel “tu e io” sottintende qualcosa, senza bisogno di corsivo a modificarne la cadenza, me lo immagino, ma secondo me è tutto studiato per confezionare una bella storia e una bella storia è.
    Ora vediamo dove ci porta il finale.

    Buona domenica e alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      È vero, confesso che quel …”io”, dopo il “tu” è come se si infilasse un poco di straforo, scivola dentro come quando si entra in ascensore mentre le porte di chiudono.
      Insomma Giuseppe allude, vuole lasciar passare l’idea che non tutto sia cancellato e che ci sia un’idea di influenza di lui su lei ancora. Per quello, anche se non solo, la reazione di Giusy è di irritazione. (Che quella influenza ci sia davvero?) Basta, parlo troppo. Grazie a te, buona domenica??

  • Ciao Fenderman,
    siamo alla fine…di nuovo…
    Le storie tra i personaggi che si intrecciano con la trama principale, sono come sempre molto coinvolgenti…ho quasi paura per Giuseppe, Giusy è una professionista ma sicuramente nn è molto propensa la perdono.
    Carlotta è sempre più incredibile….sono curioso di sape come chiuderai il tutto.
    Aspetto il gran finale.
    ePP

  • Ciao, nella realtà odio i battibecchi-recriminazioni tra ex, dove qualcuno vuole sempre avere ragione sull’altro, ma sulla carta no!!!! Ottimo hai reso il dialogo molto verosimile e attuale!!!
    Ho votato per il pronto soccorso, il finale deve essere con il botto, in tutti i sensi!!! Alla prossima.

  • Richetto er corsaro perché è romanaccio!

    Carlotta è ormai dotata di superpoteri, c’è poco da fare! Giusy continua ad essere usata come un burattino ora da un tizio ora da un altro. E se il suo capo si accorge di Giuseppe Ferro, lo impala sulla pubblica via! 😀 Mi sa che dovrà muoversi con attenzione.

    Mi chiedo come vuoi chiudere la storia…

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, mi chiedo quale può essere il futuro di Carlotta…
      In quanto alla storia si concluderà, come un vortice di sabbia certe trame quanto più complicate sono, tanto più rapidamente si dissolvono. Mi dispiace solo per er francese, che non ha avuto seguito, a causa delle diverse indicazioni ricevute dai lettori. Si starà riposando a Mentone, chissà. Grazie per il commento, come sempre buonanotte a te!?

  • Ciao Fenderman!
    Il meccanismo “storie nelle storie” funziona, nei dialoghi come nei personaggi. Villa chimera ogni tanto fa capolino e Carlotta è sempre speciale, con tutto quello che ha visto (visto?) in passato. Storie normali e un tocco di magia, il tutto con mano sicura. Ho votato per il passato che ritorna; scusa il ritardo, a te un magnifico pomeriggio.
    Ciao!

    • Grazie, Danilo, buona serata a te.
      Mi fa piacere che il mio esperimento di storia corale allargata a tanti personaggi abbia qualche riscontro positivo. Io volevo solo evitare che il lettore di the incipit per via delle tante storie e puntate dovesse ogni volta ricostruire i tratti dei personaggi (oltre alle storie).
      Poi mi sono, come ben dici sempre tu, affezionato a loro e quindi…
      Grazie ancora, alla prossima!?

  • Capitolo 8)

    Il punto di vista di Carlotta è sempre bellissimo e scritto molto bene. Riesci a offrirci una narrazione degna del personaggio. Continui a darci un’ampia narrazione, con trame secondarie che arrivano ovunque, aprendo proprio una finestra su questo mondo che hai creato, che si percepisce, prende vita e ci permette di stare con questi personaggi anche solo per qualche episodio 🙂

    Io voto per il Francese. Vogliamo sapere di più 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/iKIvRvDgJqI

    Alla prossima!

  • Il passato che ritorna, con Ferro.
    Ciao, Fenderman.
    Si parla di fantasmi e visioni fanciullesche, hai ragione: Carlotta somiglia un po’ alla ragazzina vaporosa di casa Crawford, solo che lì il fantasma è lei 😉
    Mi è piaciuto tantissimo questo episodio. Mi sono ripromessa di essere sincera e di segnalare quello che non mi piace o trovo fuori posto, ma qui di fuori posto non c’è nulla, anzi.
    Siamo sempre lì: dialoghi verosimili, personaggi tondi, ambientazioni semplici, ma d’impatto… l’uscita dal ginecologo e l’entrata all’ambasciata l’ho vista come in un film, sai quelle carrellate che planano e seguono il personaggio da un punto all’altro, sì lo sai per forza… io sono ignorante, ma ho visto proprio quella cosa lì.
    Bello, veramente.

    Buon fine settimana e alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      Sei sempre troppo gentile. Sono contento soprattutto di essere riuscito a legare la “nuova” storia con la vecchia. Ma, del resto, quello aperto su Lunina è solo un sipario dello stesso impianto scenico.
      Quello a cui fai cenno, Lunina che esce, e sbanda, e si ritrova ” là dentro” l’ho immaginato proprio come un piano sequenza, un po’ alla Hitchcock o come in certi film del neorealismo dove per doveroso risparmio con una sola ripresa si poteva coprire un paio di minuti di film.
      Se tu l’hai apprezzata vuol dire che sono riuscito, e quindi grazie due volte!
      Buon fine settimana!??

  • Mamma come è tardi!
    Ciao Fenderman!
    Sono rimasto indietro e arrivo solo ora; Lunina alza la testa e va fino in fondo all’Africa. Chi non si aspetta l’inaspettato non troverà la verità. Leggero e meno leggero, alterni vivacità e pastello, e il consueto affetto per il mondo che ritrai. Voto per le due ragazze, vediamo cosa c’è sotto il mal d’Africa.
    Divertente come sempre avanti così.
    Ciao una ottima giornata!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi