Fratello straniero

Dove eravamo rimasti?

Raccolto il potere, Hirò si chiese: che cosa era prioritario per la sopravvivenza di Ultimo crepuscolo? Una rete fognaria per allontanare le malattie (57%)

Irraggiungibile Kah

Con uno spezzatino di coniglio alla paprica, accompagnato da tuberi e radici, vino rosso, come dolce un pasticcio di mele, e l’intrattenimento di un’arpista trovata due villaggi più a sud, Hirò era sicuro di riuscire nel suo intento. Eppure il nobile Kah come al suo solito, consumò la cena in silenzio, non degnò di uno sguardo la donna e non rivolse alcuna parola agli altri commensali. Si alzò lasciando nel piatto i bocconi di carne, il calice pieno, il dolce integro e nel suo imperturbabile silenzio se ne andò. Non è abbastanza… Ne dedusse Hirò con delusione mentre tracciava svariate righe su un diario.
   Provò ancora, spingendosi ancora più a sud e tornando con tre vesti di pregiata seta, cinture di lino, bracciali ed anelli da abbinare a proprio piacimento. Chiese alla vecchia Mata di attendere per la cena, unico momento in cui era sicuro d’incrociare il proprio signore, e sopra il progetto dei canali di scolo Hirò espose i suoi doni. Certo che un nobile leonide non avrebbe resistito a tanta ricchezza. Tuttavia il nobile Kah a stento guardò le vesti. Hirò trattenne il fiato quando lo vide passare un lungo dito sulle fasce di lino, per poi cadere nella delusione quando il suo signore voltò le spalle a quei tesori. Non è sufficiente…
– Quanto puoi spendere ancora per queste sciocchezze? – Chiese la vecchia Mata passandogli una ciotola di latte caldo mentre l’estate volgeva al termine. Era passato un mese da quando Hirò era giunto a Ultimo Crepuscolo, i lavori per liberare il villaggio dal suo fetido aspetto stavano per giungere al termine, gli abitanti avevano iniziato ad accettare la presenza del guerriero d’opale chiamandolo mio signore e rivolgendo a lui consiglio, eppure… eppure…
– Non è abbastanza! – Scoppiò Hirò in un momento d’esasperazione e sia la mappa del progetto che il suo diario, ormai pieno d’appunti, caddero a terra.
   Qualche sera dopo, dopo vari giorni di preparativi, Hirò si mostrò alla tavola del suo signore vestito con i tipici abiti che il proprio popolo, quello libero, quello che vagava ancora lungo le rive dei Fiumi gemelli, era solito indossare. Una coppia di suonatori di grossi tamburi trovati ai confini di Azha, iniziò a suonare facendo tremare le pareti della casa stessa. In fondo alla sala un bambino di strada che Hirò aveva salvato da una guardia, attendeva il suo destino. Il ragazzino avrebbe avuto un pasto caldo e un giaciglio per la notte se fosse rimasto semplicemente fermo. Quando Hirò prese l’arco e le frecce percepì che il nobile Kah finalmente lo stava guardando. Inebriato, scoccò il primo dardo. Il bambino trasalì ma riuscì a rimanere immobile. La freccia vibrò vicino al suo orecchio. Vi piace? È di vostro gradimento? Ho la vostra attenzione? Si chiese Hirò. Stava per scoccare la seconda freccia ma una mano calda glielo impedì. Il nobile Kah, giovane e più alto, gli era vicino. Non disse niente, semplicemente gli fece abbassare l’arco, poi se ne andò. Maledizione!
   Scoraggiato, Hirò raccolse il proprio orgoglio fuori dalla dimora, su quella piccola veranda da cui si poteva osservare il villaggio arrossato dal tramonto. S’era portato il suo progetto perché osservarlo, modificarlo e correggerlo gli dava conforto. Del resto, lo aveva creato da solo, aiutato unicamente dagli impolverati volumi della biblioteca di Castelbianco. Un meticoloso studio che non gli aveva dato nemmeno il tempo d’invidiare i Guerrieri d’opale destinati a quella città. No, un pensiero tanto ignobile non lo avrebbe mai più provato. Apparteneva al signore di Ultimo Crepuscolo ormai, e a lui, e solo a lui, donava ogni fedeltà e devozione.
   Un fruscio gli fece alzare il capo e si stupì profondamente quando si ritrovò il nobile Kah al suo fianco. Con un elegante gesto della mano il leonide indicò il progetto. Rapito, quasi senza sapere cosa stesse facendo, Hirò glielo porse. Quella era la prima volta che il suo padrone s’interessava al suo operato. In effetti, era forse la prima volta che il suo padrone interagiva spontaneamente con lui.  
   Il nobile Kah guardò nel suo imperturbabile silenzio i disegni, riporse i fogli allo schiavo e poi accadde. Quel volto da ghepardo, dai bruni occhi inespressivi e gli zigomi tracciati da due melanconiche linee nere, accennò a un timido sorriso. 
   Hirò aveva visto i propri fratelli esser eliminati sotto i suoi occhi semplicemente perché non raggiungevano un canone estetico adatto al loro ruolo. Aveva imparato a nutrirsi di carne di suino per quanto la sua fede, diversa da quella azhana, glielo impediva. Eppure, nulla lo aveva mai tanto sconvolto nel profondo più di quella sottile e gratuita smorfia gentile. E in quel momento Hirò comprese qual era l’unico modo per raggiungere il suo inaccessibile sole.

– Una festa? – Chiese Mata con stupore il mattino seguente.
– La sopravvivenza del nostro signore dipende da questo villaggio. – Spiegò Hirò, nuovamente chino a preparare un nuovo progetto. – E al villaggio servono soldi per evolversi…

… Dunque nei festeggiamenti dell’equinozio d’autunno tenterò di farci conoscere e portare in auge Ultimo Crepuscolo! E per farlo mi servirà…

  • Un edificio notevole (scegli nei commenti: un’arena di gladiatori, oppure una torre per i Cacciatori di spiriti) (67%)
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  • Un tempio (scegli nei commenti: dedicato ad Azhay, dio locale, o dedicato agli Eterni, le divinità dei leonidi) (17%)
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  • Una locanda (scegli nei commenti: con appartamenti per le prostitute, o uno scantinato per la bisca) (17%)
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98 Commenti

  • Capitolo 11)

    L’estate diventa un momento complicato per scrivere, specie con il caldo sempre più opprimente. Un po’ tutti abbiamo sofferto, ma tra breve si potrà di nuovo stare un po’ al fresco, e allora si tornerà a raccontare con più libertà. Un periodo di pausa ci sta, la mente si riorganizza!

    Così si conclude l’avventura di Hirò, ma non è detto che sia l’atto conclusivo delle sue vicende.
    Aspetto di rileggerti!

    Buona estate!

  • Ciao Artemis!
    Scusa la mia sparizione, ho fatto fatica a rimanere attaccato al carro, e oggi ho recuperato un paio di parti dell’enigmatico Hiró. Il destino li ha uniti e il loro legame unico e ambiguo li porta a cercarsi. Ho ritrovato il tuo racconto sensoriale, fatto di effluvi, sensazioni tattili e sapori, molto sexy, forse è la parola giusta.
    Secondo me si ritroveranno da persone libere, anche se a Hiró non pare interessi molto la parola libertà, perlomeno non nel significato che noi diamo alla parola.
    Aspetto la 11 e ti auguro una bella settimana.
    Ciao ciao!

  • Tutto è bene quel che finisce bene. Ma è davvero finito?
    Comunque va già bene così. Brava, hai portato a termine una bella storia positiva dove l’amore e i buoni sentimenti sono premiati. Se ci sarà un seguito sarò felice di continuare a leggere. a presto Artemis e buon fine settimana.

  • Voto Fratelli stranieri semplicemente perché è il titolo del racconto 🙂 (e poi la parola “fratello” mi piace).

    Non so cosa sia successo ma il capitolo è stato pubblicato due volte ed a quanto sembra non è possibile votare nel decimo (dice loading e non compare mai il voto). Spero comunque che tu possa vedere i risultati della votazione e scrivere l’ultimo capitolo 🙂

    Per quanto riguarda la storia, se ho ben capito, sono tornati alcuni personaggi della precedente storia e la cosa mi ha fatto piacere 🙂

    Tutto il capitolo è un tripudio ai miei occhi ma non ho ben capito dov’è finito Hirò e cosa successo: ha un’occhio nero e si sveglia in un bordello però il Naga albino dice che è stato il suo compagno di viaggio. Quando? dove? E poi perché “lavorare” in corsivo? La prima parte del capitolo mi ha un po’ confuso. Da quando Hirò viene accompagnato fino al finale, è stato stupendo! Mi è pure sceso una lacrimuccia quando ho capito che il nostro “comandante” e la pantera hanno messo alla prova Hirò e Kah è comparso sulla scena ^_^

    A leggerci all’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciaooo Red! ?
      Hahaha, mi sembra una scelta logica ?
      Hai visto?! Magiaaa ? si, spero che l’onnipotente sito mi permetta anche di concludere la storia (non tanto per una conclusione, perchè di per sè va anche bene se resta così, nel vago). Ma più che altro per scriverne una nuova. Al massimo Artemis Terracielo resterà per sempre sospesa in questo loop, e ricomincerò con un nuovo profilo. Nel caso vieni a cercarmi ?

      Siii ha fatto un super piacere anche per me! E che bello che te ne sei accorto! ?

      E si, è il problema di avere “solo” 10 capitoli e un tot di parole. Non si riesce mai a spiegare bene fino in fondo il contesto e immagino che ci si rimane un po’ confusi. Grazie per la pazienza!!!

      Siiiii anche a me è piaciuto molto come finale. Un po’ scontato ovviamente, però deve essere figo scoprire che ti ritrovi come alleato degli spiriti elementali pazzeschi! E mi ha fatto davvero davvero piacere che hai riconosciuto i personaggi ?

      Dai, speriamo che il sito non mi lasci in un loop, ma nel caso: grazie davvero per aver letto anche questa storia ?

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