Fratello straniero

Dove eravamo rimasti?

Rispose Hirò ben consapevole che se avesse perso sarebbe stato venduto al capo villaggio dello schiavo vincitore, ma se avesse vinto... Il capo villaggio dello schiavo sconfitto, cede la sua guarnigione (75%)

Quella cosa tanto ambita chiamata Potere

   Nella sua vita Hirò non era mai stato uno schiavo resistente, ma piuttosto era sempre stata la sua spietata caparbietà a farlo perseverare in ogni avversità. E perfino quella sera, fradicio di pioggia, assordato dalle urla del villaggio, e incessantemente percosso, riusciva ancora e con ostinazione a risollevarsi in piedi.
   Gli ospiti d’onore per l’equinozio d’autunno, i signori di tre villaggi vicini, erano infine giunti per i festeggiamenti. Ma con sé non avevano portato i Guerrieri d’opale come Hirò s’era aspettato, bensì tre orchi delle montagne del nord. Possenti colossi induriti dall’atrocità subite, e pronti a macellare chiunque il proprio padrone ritenesse indegno.
   Una congiura da parte dei tre capi villaggio, e una lezione che Hirò apprese all’istante. Non si poteva scendere a patti con chi possedeva maggior potere.
   Tuttavia Hirò sapeva essere anche ottimista. I tre bestioni parevano non essere giunti nell’arena con l’intenzione di eliminarlo, non fisicamente. Pareva piuttosto che schiacciando ogni suo pezzo di carne, avrebbero lasciato un preciso messaggio di sottomissione. Ultimo Crepuscolo stava improvvisamente emergendo dalla lordura in cui era sepolto, e questo evidentemente non era piaciuto. Ma a una persona come Hirò, una simile dimostrazione di dominanza, per quanto il dolore fosse insopportabile, non lo tangeva. Sapeva che il suo padrone era lì con lui. Nel suo imperturbabile silenzio resisteva all’onta e lentamente sorgeva come un timido sole primaverile, freddo e pallido al mattino, sorprendentemente ardente al suo zenit. Si, il suo amato padrone che in quel momento doveva star subendo le risate di scherno dei tre capivillaggio, gli era accanto. Ne era certo. E Hirò, sebbene fino a quel momento non lo aveva cercato per dimostrare che nemmeno davanti ai tre orchi aveva avuto bisogno di rassicurazioni, tentò di spostare il capo verso gli spalti nobiliari. Fu difficile a causa dei calci che ricevette e la pioggia che gli accecava la vista. Ma approfittando di un doloroso colpo al fianco, rotolò su se stesso per vedere meglio la tribuna d’onore. Ma lì, il suo signore, il suo amato padrone Kah, non c’era. Non è possibile. Pensò ritenendo impensabile che dopo tanta strada fatta, il signore di Ultimo Crepuscolo non si fosse nemmeno degnato di presentarsi al evento principale della festa. Un altro colpo dritto alla mascella lo stordì e per non riceverne altri, il guerriero scivolò tra i tre energumeni e si alzò in piedi. Il corpo gridava, ma gliene importava. Dove siete? Si chiese guardando tra la gente, sicuro che da qualche parte avrebbe trovato il suo padrone. Sicuro che il nobile Kah, per quanto ostinatamente imperscrutabile, non fosse stato tanto indifferente al suo destino. Perché chiaro come il sole, se Hirò avesse perso quel incontro, cosa che stava accadendo, avrebbe perso anche il suo padrone. E non vi importa nemmeno di questo? Si chiese mentre una rabbia, una furia primordiale corrose ogni cosa.        

– Dove siete? – Urlò una volta arrivato nella silenziosa dimora.
– Dove dannazione siete? – Gridò avanzando con rabbiose falcate verso lo spartano scranno. Non aveva idea di come era riuscito a raggiungere quella casa.
– Venite fuori maledetto! – Ordinò scaraventando a terra la sedia del padrone. Aveva del sangue sulle mani, sangue non suo.
– Non siete altro che un codardo! – I suoi passi avanzarono lungo il corridoio. – Un vile coniglio che si nasconde, che fugge. – Sul pavimento apparve all’improvviso una scia di fango. Nasceva dall’uscita secondaria per poi raggiungere il fondo, la stanza del padrone.
– Un cieco vigliacco. –  Seguì la traccia fino all’ultima porta. – Lasciate che il mondo si sgretoli addosso a voi… – Disse portando la mano alla maniglia. – Ma permettetemi di starvi… – Aprì la porta e le ultime parole gli morirono in gola. Davanti a lui, nella stanza in cui non si era mai permesso d’entrare, c’era il nobile Kah. Gli occhi del leonide ghepardo colto in flagrante, si tinsero di terrore. Il fiero corpo improvvisamente pietrificato dallo sgomento. E le mani, quelle nobili mani costantemente intente a reggere un libro, o una grafite, stavano reggendo qualcosa di più grosso e notevolmente più pesante. Una persona. Un cadavere. Il cadavere del vecchio allevatore che per la febbre era deceduto il giorno prima, che Hirò stesso aveva seppellito, e che per una ragione incomprensibile il nobile Kah aveva trascinato fino a casa.

   Quel sacro silenzio nato dalla consapevolezza di essersi fatalmente esposti, venne interrotto dall’affannata voce della vecchia Mata.
– Mio signore! – Irruppe dalla sala comune, evidentemente appena tornata anche lei dall’arena. – Il gatto ha vinto! – Esclamò con voce sconcertata. E in quel momento Hirò si rese conto che per la prima, e forse l’unica volta in tutta la sua vita, aveva tra le mani quella cosa tanto ambita chiamata Potere.

Dunque si chiese: cosa avrebbe dovuto fare?

  • Scappare e raggiungere un’eccentrica compagnia di Cacciatori di Spiriti in rotta verso Azha (0%)
    0
  • Imprigionare il nobile Kah e diventare il signore di Ultimo Crepuscolo (0%)
    0
  • Aiutare il nobile Kah a nascondere il cadavere, promettendosi d’indagare più a fondo su quella faccenda. (100%)
    100
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98 Commenti

  • Capitolo 11)

    L’estate diventa un momento complicato per scrivere, specie con il caldo sempre più opprimente. Un po’ tutti abbiamo sofferto, ma tra breve si potrà di nuovo stare un po’ al fresco, e allora si tornerà a raccontare con più libertà. Un periodo di pausa ci sta, la mente si riorganizza!

    Così si conclude l’avventura di Hirò, ma non è detto che sia l’atto conclusivo delle sue vicende.
    Aspetto di rileggerti!

    Buona estate!

  • Ciao Artemis!
    Scusa la mia sparizione, ho fatto fatica a rimanere attaccato al carro, e oggi ho recuperato un paio di parti dell’enigmatico Hiró. Il destino li ha uniti e il loro legame unico e ambiguo li porta a cercarsi. Ho ritrovato il tuo racconto sensoriale, fatto di effluvi, sensazioni tattili e sapori, molto sexy, forse è la parola giusta.
    Secondo me si ritroveranno da persone libere, anche se a Hiró non pare interessi molto la parola libertà, perlomeno non nel significato che noi diamo alla parola.
    Aspetto la 11 e ti auguro una bella settimana.
    Ciao ciao!

  • Tutto è bene quel che finisce bene. Ma è davvero finito?
    Comunque va già bene così. Brava, hai portato a termine una bella storia positiva dove l’amore e i buoni sentimenti sono premiati. Se ci sarà un seguito sarò felice di continuare a leggere. a presto Artemis e buon fine settimana.

  • Voto Fratelli stranieri semplicemente perché è il titolo del racconto 🙂 (e poi la parola “fratello” mi piace).

    Non so cosa sia successo ma il capitolo è stato pubblicato due volte ed a quanto sembra non è possibile votare nel decimo (dice loading e non compare mai il voto). Spero comunque che tu possa vedere i risultati della votazione e scrivere l’ultimo capitolo 🙂

    Per quanto riguarda la storia, se ho ben capito, sono tornati alcuni personaggi della precedente storia e la cosa mi ha fatto piacere 🙂

    Tutto il capitolo è un tripudio ai miei occhi ma non ho ben capito dov’è finito Hirò e cosa successo: ha un’occhio nero e si sveglia in un bordello però il Naga albino dice che è stato il suo compagno di viaggio. Quando? dove? E poi perché “lavorare” in corsivo? La prima parte del capitolo mi ha un po’ confuso. Da quando Hirò viene accompagnato fino al finale, è stato stupendo! Mi è pure sceso una lacrimuccia quando ho capito che il nostro “comandante” e la pantera hanno messo alla prova Hirò e Kah è comparso sulla scena ^_^

    A leggerci all’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciaooo Red! ?
      Hahaha, mi sembra una scelta logica ?
      Hai visto?! Magiaaa ? si, spero che l’onnipotente sito mi permetta anche di concludere la storia (non tanto per una conclusione, perchè di per sè va anche bene se resta così, nel vago). Ma più che altro per scriverne una nuova. Al massimo Artemis Terracielo resterà per sempre sospesa in questo loop, e ricomincerò con un nuovo profilo. Nel caso vieni a cercarmi ?

      Siii ha fatto un super piacere anche per me! E che bello che te ne sei accorto! ?

      E si, è il problema di avere “solo” 10 capitoli e un tot di parole. Non si riesce mai a spiegare bene fino in fondo il contesto e immagino che ci si rimane un po’ confusi. Grazie per la pazienza!!!

      Siiiii anche a me è piaciuto molto come finale. Un po’ scontato ovviamente, però deve essere figo scoprire che ti ritrovi come alleato degli spiriti elementali pazzeschi! E mi ha fatto davvero davvero piacere che hai riconosciuto i personaggi ?

      Dai, speriamo che il sito non mi lasci in un loop, ma nel caso: grazie davvero per aver letto anche questa storia ?

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