Il mio destino

Dove eravamo rimasti?

Rimango immobile, devo metabolizzare, provo un misto di paura, ed eccitazione. Approfittane, si felice, esplora questo nuovo mondo. (50%)

Io mi butto

Il mio primo pensiero:
«Io mi butto».
Senza ripensamenti.
«Questa esperienza, non me la lascio scappare.»
«Mantieni la calma.» dico a voce alta, nella stanza vuota.
Seduto sul bordo del letto, ricucio i miei pensieri.
Vagano in ordine sparso:
sono impaurito, eccitato, curioso, affamato di emozioni e pestilenti paure.
La paura la conosco bene, è quella che mi trattiene sempre.
La paura è quel oscuro buco nero, usato da tutti, per motivare le non scelte. Chi sostiene il contrario, mente.
«Quanto ti ricapita un occasione così?» sussurra la mia voce interiore.
Non rispondo, spesso la risposta spaventa più della domanda.
Devo solo capire da dove cominciare.
«Piccoli passi» ripeto ad alta voce. Parlare da solo mi aiuta. Che ironia, io detestavo sempre le persone che parlavano da sole.
Osservo la stanza, c’è una finestra davanti a me, coperta da una deliziosa tenda color crema, fa entrare la luce ma non il sole. Sulla destra una cassettiera in mogano, mi piace, è tutta lucida, vedo la porta del bagno, è aperta, do velocemente una prima occhiata, non vedo molto, onestamente nemmeno mi interessa. Ruoto un po’ il capo, dietro di me, alla mia destra vedo un mobile con tre grandi porte, ne deduco essere l’armadio, sembra di metallo, è orribile, accanto a quel obbrobrio c’è una porta chiusa.
La stanza è un po’ spoglia. C’è solo essenziale.
Fingo di non vedere lo specchio a grandezza umana, voglio fare cose con calma, godermi ogni istante.
Mi guardo i piedi, ho lo smalto sulle unghie dei piedi, è color sangue, mi piace.
«Facciamolo dai!» non ci penso più di mezzo secondo, mi alzo in piedi, faccio il giro, sono tutto un fremito.
Mi scappa una risata, la soffocò subito, sospiro, mi guardo: finalmente mi vedo per la prima volta, mi vedo dopo un milione di vite.
Mi sento una bomba sexy, nonostante qualche Kg, di troppo, qualche brutta smagliatura, e le orecchie a sventola. Però ho il naso piccolo, e due labbra sottili.
Osservo il mio seno, bene dai, non è né grande né piccolo, ipotizzo una misura, forse è una quarta, lo tocco, ho la pelle morbida e un po’ fredda, «Non sei finto» scoppio a ridere come un idiota, senza nemmeno sapere io il perché.
Non sono male, ho anche un bel fondoschiena.
Provo una strana sensazione, guardando il vuoto davanti a me, il mio soldato non c’è, non so cosa sia giusto provare. Forse non provare nulla, per il momento, è la scelta più saggia. Pensare troppo, ecco il mio difetto. Più penso, più faccio scelte sbagliate.
Mi piaccio, sono naturale, con tutti i difetti.
Rimango in silenzio, contemplando questo corpo, cerco di capire come devo agire.
“Drin, Drin” sento squillare un telefono, mi guardo attorno, ma non lo vedo «Dove sei maledetto», realizzo ascoltando bene, il trillo proviene dal armadio.
«Beccato, bastardo» corro ad aprire l’armadio, scopro toccandolo, che non è metallo, ma legno dipinto.
Eccolo, il telefono, davanti a me, non è una chiamata ma un messaggio, tutta questa fretta per niente.
«Ti aspetto, questa sera, alle 21.30, al ristorante “Antica Maiorca”» è firmato Carlos Santiago.

Tutto questo è davvero inaspettato.

  • Tutto questo è troppo, scappa, cerca le tre porte. (0%)
    0
  • Non rispondere, esci e basta. (0%)
    0
  • Buttati, vai a cena con Santiago. Vivi questa esperienza fino in fondo. (100%)
    100
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38 Commenti

  • Capitolo 10)

    Alla fine hai raggiunto il finale! E, come avevo pensato all’inizio, l’idea è abbastanza originale e toccante. Offre ottimi spunti di riflessione, anche se necessità di maggiore revisione. Il “segno” dei tagli, purtroppo, risulta evidente in questo capitolo, ma non impedisce al lettore di comprendere il senso che hai voluto dare al racconto. Credo proprio un altro capitolo sarebbe stato essenziale per spiegare meglio ogni cosa.
    Forse la Prima Persona è più indicata per questo genere di racconti, proprio per esaltare il fatto che sia un viaggio personale. Un confronto con l’io interiore che si è perso. Ovviamente, una scelta simile, ti costringerebbe a rivedere l’intero testo, quindi valuta quale possa essere la scelta migliore per il prodotto finale.
    Se vuoi provare l’effetto, scegli un capitolo in particolare e prova a riscriverlo con quella modalità. Non correggerlo, intendo proprio riscriverlo. Prova a rielaborare le idee in quella versione. Trovo sia più efficace, anche per non creare degli errori 🙂

    Lieto di essere stato utile! Questo viaggio ha lasciato qualcosa anche a me; quindi ti è riuscito di svolgere il lavoro principale di chi scrive: far riflettere. Complimenti 🙂

    Trovi, come sai già, la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/-SJe8jH6kmo

    Alla prossima avventura!

  • Come sempre ci sono stati dei tagli al testo.
    Mi sono divertita in questa mia prima avventura. La prima volta che scrivo. Di sbagli, né ho fatti tanti, ma la prossima volta andrà meglio, ora che sono entrata nel meccanismo di questo sito.
    Lo so, mi rendo conto che questo finale, puoi sembrare ipocrita è falso, ma non volevo un finale triste e crudo ( per la cronaca l’ho scritto), volevo un finale che desse speranza, un finale che possa far dire a chi vive di persona tutto questo, che un lieto fine esiste.
    Ringrazio tutti quelli che sono rimasti fino a qua, a leggere.
    Grazie per i vostri preziosi consigli, per la pazienza, mi scuso ancora per gli errori.
    Un grazie speciale a G. G. Pintore “Il Diario della Notte “, per i suoi preziosi consigli, Non hai la minima idea di quanto in realtà mi hai aiutato.
    Correggerò il testo ovviamente, e cercherò di pubblicarlo includendo le parti tagliate.
    Spero mi seguirete, anche nella prossima storia.

  • Capitolo 9)

    Ho trovato questo capitolo poco curato, rispetto ai precedenti. Ci sono parecchi errori, tra punteggiatura, qualche verbo e qualche dimenticanza da revisione.
    Un peccato, considerata l’idea di base. Avresti potuto concederti un giorno in più per la revisione, anche due 🙂

    L’idea mi è piaciuta parecchio. Sono certo che farai tesoro dell’esperienza di questo racconto. Si cresce con le stesse storie che scriviamo 😉

    Spero di essere stato utile!

    Trovi la lettura sempre su Youtube,:
    https://youtu.be/g3wjEqbTg08

    Ci leggiamo/ascoltiamo nel finale!

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