Il mio destino

Dove eravamo rimasti?

Continua nel capitolo 9 capitolo 9 (100%)

Uno

«Cosa c’è?» chiede notando il mio sguardo incantato su di lui. Non resisto, devo toccarlo, devo toccare il suo volto, voglio affondare la mano in quei capelli, voglio toccare la sua pelle, voglio inebriare le mie narici, con il suo profumo, voglio capire perché sono cosi attratto da questo sconosciuto.

Mi avvicino a lui, la mia sfiora il suo viso, il mio respiro diventa per un attimo il suo.

«Ne sei sicura?» Mormora senza mai distogliere lo sguardo da me «Se lo fai non puoi più tornare indietro» dice, come se fosse una minaccia, sussurrata tra le fauci di quel bivio chiamato destino.

Non rispondo, poso le mie labbra sulle sue, hanno lo stesso sapore di un ciliegio in fiore.

Lascio cadere il bicchiere, vengo assalito da un terrore profondo, mi manca l’aria, lo guardo «No» mormoro.

«Ti avevo avvisato, non si torna indietro» risponde serio, non sorride più, ora so chi e lui.

«Non puoi vivere senza di me, io sarò sempre, il tuo destino, che ti piaccia oppure no, io esisto, tu no» Mi prende la mano con forza, le afferra entrambe.

«No, no, no, lasciami, non voglio» Scoppio a piangere.

«Per tutta la vita, ricordi, fino alla morte» ride avido della mia disperazione «Non ti lascerò mai, usurperò ogni tuo piccolo grammo di desiderio e ribellione, succhierò la tua esistenza fino a farla scomparire».

Piango, consapevole della mia limitata esistenza, io patetico e inutile uomo che di vigliaccheria fece virtù, io melanconia fatta carne.

«Credevi davvero che sarei scomparso lasciandoti libero? Ho no» mi stringe le mani forte, mi fa male, il suo volto e cosi vicino che posso sentire la sua pelle sulla mia «La libertà è un lusso che a te non è concesso. La libertà è pesata sulla bilancia, va a braccetto con la perdita. Se vuoi la libertà devi essere pronto a perdere qualcosa. Se pronto?»

Non rispondo piango solamente, consapevole di essere vittima di me stesso, delle mie paure, delle mie verità, delle mie menzogne.

«Dai, sai chi sono vero?» mi chiede strattonandomi, io lo guardo, amareggiato deluso e ferito, consapevole di un amara verità, che volevo ignorare.

«Si»

«Chi sono dillo, dai dillo» Sorride sadico «Chi sono coniglio…»

«Me» urlo «Tu sei me…sei sempre stato me, eri me, sei me, e sarai me»

Sono chiuso in questa bara di cemento armato, chiamata mente, questa è nuda verità.

E stato cosi fin dal inizio, tutte le porte, tutte le vite, tutto quello che cercavo, era semplicemente quello da cui stavo fuggendo.

Fuggivo da me stesso, fuggivo da una verità che faceva male. Scappavo dal mio io, inseguivo un sogno di altri, mascheravo il mio malessere, morendo ogni giorno sotto falsi sorrisi.

Ho amato tutti, li amo ancora, loro sono la mia stessa esistenza, lei è la mia esistenza, ma io…io non sono io, sono solo uno specchio che vive di illusione, costruito da una società castrante.

E cosi bella la mia bara di cemento armato, chiuso nella mia mente posso finalmente avere quello che voglio. Essere finalmente me stesso…me stessa.

Qua dentro, posso guardare il mio corpo, amandolo, posso guardarmi allo specchio senza farmi schifo, disgusto e ribrezzo.

Perché me ne dovrei andare?

Perché dovrei tornare in un mondo che mi considera sbagliato?

Rischiare di perdere tutto? Meglio continuare a soffrire, fa meno male.

«Se fa meno male soffrire? Perché sei qua? Sei ipocrita ho solo vigliacco?» Mi chiede l’altro me, quel ombra nera che mi insegue da tanto.

Non rispondo, sono vigliaccio e ipocrita, rimane il silenzio tra noi, circondati dal nero infinito senza uscita, io e lui, difronte ad una scelta.

Sento il suo abbraccio avvolgermi, la sua collera svanire, la nostra disperazione respirare al unisono, separati ma uniti, semplicemente noi, semplicemente io.

Siamo giunti alla fine

  • Voglio un finale ridicolo, che mi sorprenda positivamente. (0%)
    0
  • Voglio un finale diverso, che rispecchi una storia diversa (0%)
    0
  • Finale originale del autore (100%)
    100
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38 Commenti

  • Capitolo 10)

    Alla fine hai raggiunto il finale! E, come avevo pensato all’inizio, l’idea è abbastanza originale e toccante. Offre ottimi spunti di riflessione, anche se necessità di maggiore revisione. Il “segno” dei tagli, purtroppo, risulta evidente in questo capitolo, ma non impedisce al lettore di comprendere il senso che hai voluto dare al racconto. Credo proprio un altro capitolo sarebbe stato essenziale per spiegare meglio ogni cosa.
    Forse la Prima Persona è più indicata per questo genere di racconti, proprio per esaltare il fatto che sia un viaggio personale. Un confronto con l’io interiore che si è perso. Ovviamente, una scelta simile, ti costringerebbe a rivedere l’intero testo, quindi valuta quale possa essere la scelta migliore per il prodotto finale.
    Se vuoi provare l’effetto, scegli un capitolo in particolare e prova a riscriverlo con quella modalità. Non correggerlo, intendo proprio riscriverlo. Prova a rielaborare le idee in quella versione. Trovo sia più efficace, anche per non creare degli errori 🙂

    Lieto di essere stato utile! Questo viaggio ha lasciato qualcosa anche a me; quindi ti è riuscito di svolgere il lavoro principale di chi scrive: far riflettere. Complimenti 🙂

    Trovi, come sai già, la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/-SJe8jH6kmo

    Alla prossima avventura!

  • Come sempre ci sono stati dei tagli al testo.
    Mi sono divertita in questa mia prima avventura. La prima volta che scrivo. Di sbagli, né ho fatti tanti, ma la prossima volta andrà meglio, ora che sono entrata nel meccanismo di questo sito.
    Lo so, mi rendo conto che questo finale, puoi sembrare ipocrita è falso, ma non volevo un finale triste e crudo ( per la cronaca l’ho scritto), volevo un finale che desse speranza, un finale che possa far dire a chi vive di persona tutto questo, che un lieto fine esiste.
    Ringrazio tutti quelli che sono rimasti fino a qua, a leggere.
    Grazie per i vostri preziosi consigli, per la pazienza, mi scuso ancora per gli errori.
    Un grazie speciale a G. G. Pintore “Il Diario della Notte “, per i suoi preziosi consigli, Non hai la minima idea di quanto in realtà mi hai aiutato.
    Correggerò il testo ovviamente, e cercherò di pubblicarlo includendo le parti tagliate.
    Spero mi seguirete, anche nella prossima storia.

  • Capitolo 9)

    Ho trovato questo capitolo poco curato, rispetto ai precedenti. Ci sono parecchi errori, tra punteggiatura, qualche verbo e qualche dimenticanza da revisione.
    Un peccato, considerata l’idea di base. Avresti potuto concederti un giorno in più per la revisione, anche due 🙂

    L’idea mi è piaciuta parecchio. Sono certo che farai tesoro dell’esperienza di questo racconto. Si cresce con le stesse storie che scriviamo 😉

    Spero di essere stato utile!

    Trovi la lettura sempre su Youtube,:
    https://youtu.be/g3wjEqbTg08

    Ci leggiamo/ascoltiamo nel finale!

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