L’eterno Bogdan

Dove eravamo rimasti?

Bogdan dovrà svelare il segreto, ma lo svelerà di questo passo? Sì, ed Elena ascolterà volentieri. (100%)

Da una fine a un’altra

Stettero per partire, quando Elena implorò di aspettare poiché Bogdan la invitava a scendere dall’autovettura.

– Che altro vuoi da me? Lasciaci partire.

– Non puoi partire senza aver prima ascoltato il motivo dei tuoi tormenti.

– Parla, ti ascolto. Ma sii breve.

Lo strigoi svelò finalmente la verità.

Bogdan era il marito della trisnonna dell’ex proprietario dell’edificio di via Praznicului 4. Fu ucciso da alcuni malfattori, in circostanze ignote, ma ciò era quanto si credeva, non costituiva la prova della verità. Fu nientedimeno sua moglie ad assassinarlo, in quanto a seguito di numerosi alterchi con lo stesso ella subì almeno due aborti che la condannarono, secondo negative diagnosi, alla sterilità. Decise, dunque, di fargliela pagare con la morte. Si risposò con un vedovo coetaneo, con il quale, dopo diversi anni, riuscì a coronare l’agognato sogno della maternità.

Elena fu scioccata dal racconto. Domandò perché dovesse pagare per una colpa non sua.

– L’anima mia è quella di un dannato e non ha trovato riposo eccetto nel luogo a essa familiare. Mi logoravo nel ventre della mia tomba. Sono stato abbandonato da tutto e tutti, invano le pomene mi hanno liberato. Avevo sete di salvezza e, quando siete giunti voi, vedendo che vi era una giovane donna mi precipitai dacché ero talmente assetato da dover abbeverarmi alla vita. Tu mi ricordi tanto mia moglie. Chissà che tu non sia la sua anima tornata sulla terra dopo la morte.

– Papà, Constantin, partiamo per Peceneaga!

– No, no, aspetta! Lascia che ti dica un’ultima cosa: potranno compiere tutti gli esorcismi di questo mondo, ma sappi che ti si ritorceranno contro. Sarai tormentata per tutta la vita!

Bogdan si sbottonò il gilet e la camicia e mostrò un addome putrefatto dai vermi. Elena ebbe la nitida visione dell’intestino, all’interno del quale serpeggiava un ratto.

– Bando alle chiacchiere di un figlio del diavolo!

– Maledetta!

Partirono in direzione del villaggio e ivi si sistemarono per qualche giorno.

Ioan venne accolto trionfalmente e si mise alla ricerca delle ultime anziane detentrici dei segreti esoterici popolari. Trovò soltanto un paio di anziane ultranovantenni, le quali si mostrarono ben disposte ad aiutare la ragazza.

Una delle due ribadì che tali riti si svolgono esclusivamente nella notte tra il 29 e il 30 di novembre, ma che da qualche parte, in uno dei vecchi quaderni, avrebbero dovuto esservi degli esorcismi validi tutto l’anno.

– Signori Bulgarescu, quando desiderate, potete venire da me.

Si accordarono per la sera stessa. L’esorcismo, del quale non riferiremo nulla per preservare la segretezza che certi rituali richiedono, avrebbe dato i frutti sperati. I Bulgarescu si sentirono prontamente sollevati, partirono di lì a due giorni e tutto sembrò un incubo.

Elena maturò l’idea di farsi monaca, di rinunciare alle vanità del mondo e bussò a uno dei più noti monasteri della Bucovina per entrarvi. Venne accolta, anche per la generosa offerta di denaro che il padre donò. Ma il diavolo la tentò dal suo ingresso, e ricordò la maledizione dello strigoi. Ella vedeva dei mostri dalle teste animali e dai corpi umani ignudi, ora in camera da letto, ora in chiesa. Strani rumori erano sentiti dal monastero; Elena divenne una presenza scomoda, fu posseduta più che mai. Le monache non riuscivano a trattenerla.

Un giorno, alla Divina Liturgia, Elena vide il sacerdote che si trasformò nelle sembianze di Bogdan: l’evangelario che uno dei diaconi portava si trasformò in una delle tante coppe insanguinate che vide nelle sue esperienze paranormali.

Durante i pasti, la monaca che le serviva la zuppa assunse le sembianze di Bogdan, il quale le serviva nel piatto una minestra mista a sangue con testicoli galleggianti. A quella vista Elena cadde dalla sedia battendo la testa.

Naturalmente, la badessa aveva in più occasioni chiamato un esorcista, ma le lotte contro il male si rivelavano ardue.

Le vessazioni continuavano, probabilmente più di quanto accadeva quando era laica. Le peggiori immondezze figuravano ai suoi occhi: monaci che copulavano tra di loro, monache che danzavano con uomini mezzi montoni, emografie sulle lenzuola descriventi invocazioni in lingua slavona ad Asmodeo. 

La monaca Elena, che era divenuta portinaia, un giorno vide giungere un uomo dall’aspetto trasandato, il quale cercava qualche offerta di cibo e di denaro. Lo fece attendere all’ingresso, andò per prendere il necessario e, tornando, trovò Bogdan con l’addome squartato da cui una vipera svincolò.

– Hai visto che non mi sbagliavo?

– Sparisci!

E si tracciò per tre volte il segno della croce.

Ioan viveva da solo, tranquillo, ignaro di quanto accadeva in monastero in quanto la figlia non desiderava dargli ulteriori preoccupazioni.

La badessa e le altre monache, stanche di convivere con una posseduta, chiamarono un monaco rinomato per la santità e la sua fama di miracoli, per guarirla.

Tutto si risolse per il meglio: Elena fu liberata, ma di lì a qualche anno morì a causa di un tumore causatole da tanta passata sofferenza.

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31 Commenti

  • Ciao a tutti, vi rispondo e scrivo a ciascuno con un commento a parte!
    Ringrazio chi ha seguito, chi ha dato suggerimenti, chi ha voluto in qualche modo pubblicizzarla, ringrazio tutti!
    Purtroppo, per motivi personali la storia si è evoluta in maniera del tutto singolare, considerando inoltre che vi sono dei limiti da rispettare nella scrittura e, dunque, non ho potuto esprimere al massimo la mia creatività 😪
    La storia non avrà alcun seguito, ma, chissà, in futuro potrebbe tornare volente o nolente riemergere..
    Probabilmente ci saranno altre nuove storie – valuterò! 😉

  • Capitolo 10)

    Ehi! Sei arrivato alla fine: ci sarà anche un nuova storia?

    Direi che l’idea è tragicamente cupa, ma ci sta. Ammetto che costringerla ad accecarsi sarebbe stato un ultimo risvolto drammatico 😀 Perlomeno… io avrei fatto così, nella stessa situazione di Elena!
    Come finale, ci sta, anche se sempre un po’ di fretta. Ma avevi già chiarito le tue intenzioni. Come storia non è male, quindi ti consiglio di recuperarla in privato. Ha del potenziale! 😉
    La rivelazione di Bogdan dovrebbe però saltare fuori a poco a poco lungo la narrazione, per costruire meglio la rivelazione finale 🙂 Il Diario di Bogdan, o di qualcuno a lui affine, tornerebbe utile. Al massimo, puoi aggiungere qualcuno che sta indagando proprio sul suo conto.

    Spero di leggerti presto in una nuova avventura!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/hEf0LOmwcdg
    Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Ciao Guido!

    L’idea del racconto secondo me poteva funzionare, ma su due capitolo. Temo abbia sofferto di una certa fretta da conclusione. Il rapporto con il fratello poteva essere una scoperta interessante, tuttavia accade tutto così velocemente da finire per lasciarci un po’ fuori dalla storia. Sono sicuro che, con maggior spazio, avresti potuto darci una panoramica più dettagliata di questo passaggio.
    Nella parte finale del capitolo è un po’ confuso quello che accade, e sembra che tu sia stato costretto a fare qualche taglio.

    Aspetto di scoprire la verità dietro la situazione di Bogdan e della famiglia bulgarescu!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/CStP4cSgTCw
    Alla prossima!

    • Purtroppo sì, ho dovuto fare diversi tagli per mancanza di spazio (cerco sempre di coprire tutte le 5000 battute perché ammetto di essere un po’ tirchio) e direi anche di altri capitoli!
      Mi rendo conto che non è affatto facile scrivere una storia in soli 10 episodi 😆

  • Capitolo 7)

    Temo di averti mandato in pari le opzioni!

    Mi è piaciuto molto questo capitolo, specie il contrasto e questa situazione a metà tra il paranormale/finzione. Capitolo scorrevole.

    Un sola cosa mi ha messo dei dubbi, ma magari è voluta: il prete “sgozza” il corvo tirandogli addosso dell’acqua santa. Ecco… questa cosa non sembra sortire alcun impatto sui personaggi circostanti, e ancor meno pesa nella valutazione finale del prete di non prestare soccorso alla ragazza. Una cosa del genere non è normale, e non vogliamo imputarla a un atto demoniaco, non saprei cosa dovrebbe vederci il prete, figuriamoci gli altri. Poi, magari il prete può essere che se la stia facendo addosso; ma se l’intento era quello, non credo di averlo percepito nel capitolo. Può essere un dettaglio irrilevante, ma è una cosa che trovavo fosse giusto segnalarti 🙂

    Spero di essere stato utile!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/-SJe8jH6kmo

    Alla prossima!

  • Onde evitare di risultare uno scaricatore di porto, comunico che riprenderò a scrivere intorno a Pasqua, così tutti avranno la possibilità di leggere e io potrò dedicarmi finalmente per un po’ e meglio ai miei progetti reali che mi toglieranno tempo per la scrittura creativa. Ecco il motivo della mia fretta. Saluti a tutti.

  • Capitolo 6)

    Capisco la sensazione, ma ogni piccolo progetto ha da offrire qualcosa. Per questo ti abbiamo consigliato più calma, anche per dare spazio ad altri utenti di scoprire quello che fai. Ma sono scelte personali, quindi non c’è molto che possiamo fare in merito 😀

    Continui a rappresentarci delle scene abbastanza inquietanti, però nel complesso temo possano finire per essere ripetitive – magari per scelta – ma la cosa potrebbe stancare alcuni lettori.

    Ci leggiamo/ascoltiamo nel prossimo episodio!

    Trovi il capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/iKIvRvDgJqI

  • Ciao Guido!
    Vai di fretta, faccio fatica a starti dietro; se poso darti un consiglio, aspetta un po’ di più tra un episodio e l’altro, altrimenti in pochi si avvicineranno a leggere.
    La storia è sempre più terribile e cupa, con momenti macabri e disgustosi; Elena vive un autentico calvario, in balia dello strigoi. Io dico che la figlia della levatrice sarà protagonista. Bravo!
    Ciao alla prossima!

  • Capitolo 5)

    Ci ha riservato per questo capitolo delle descrizioni decisamente Creepy.
    Il caro Bogdar è carico di una certa deviata depravazione e sinistra ossessione.
    Ha decisamente superato il livello del disgusto.

    Ho trovato un po’ superflua la questione del “tramortire” il padre per infilare gli abiti in macchina, quando sarebbe bastato semplicemente farli trovare in casa. Un’aggressione avrebbe potuto valere come giustificazione. Nel senso, se Bogdan è in grado di far apparire l’impronta del del padre, come potrebbe fermalo una macchina?
    Poi non so.
    Ho trovato invece interessante la decisione della moglie, che vista la situazione: “addios!”.

    Trovi il capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/1O1fgVXyeNY

    Alla prossima!

  • Capitolo 4)

    Super spietata!

    Bogdan ha perso un po’ di fascino in questo capitolo, ma sto ancora cercando di capire perché: è sembrato quasi capriccioso e, con la mossa della pistola, forse anche un po’ disperato. Se all’inizio lo avevi presentato come una sorta di ammaliatore, anche se violento, in questo capitolo ho visto più violenza che charme.
    Ovviamente, non è una critica alla storia, intendo proprio l’impatto che ho avuto al suo personaggio. Ho visto il padre un po’ troppo rassegnato alla situazione – ma ci può stare – anche se quel timore che si respira nell’atteggiamento della famiglia mi fa pensare che non avrebbero ritardato la partenza, a meno che non si fossero trovati forzati da qualche “spiacevole evento”: mezzi devastati, una tempesta, qualche impedimento di sorta.
    Ovviamente, è sempre la mia semplice opinione di lettore, quindi non contarli come errori o critiche 😛

    Non so perché, ma l’idea di lasciarlo in biancheria mi diverte! 😀
    Oh, un po’ mi è dispiaciuto. 🙁

    Trovi il capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/WQcAD_JoKQc

    Alla prossima! E continua così 😉

  • Alcuni dettagli così evitate l’eventuale segnalazione! Poi non venitemi a dire che non sono generoso e che lascio spaesati i lettori (scherzo) ?

    In «Piacere anche a te, signora…», avrete notato un miscuglio tra espressione formale e informale, ma è voluto. Forse lo si nota anche prima, dal tono confidenziale con cui la sconosciuta si presenta a Ioan. Nella lingua romena esiste un’espressione “formale informale”, piuttosto confidenziale (per chi conosce il romeno: “dumneata eşti”, che si traduce sia come “tu sei”, ma è corretto anche “lei è” a seconda del proprio sentire). ?

    Perché Ioan non conosce la figlia della levatrice, essendo cresciuti nello stesso villaggio? Bella domanda! Ci saranno delle sorprese, non è finita qui, ovviamente!

  • Ciao Guido!
    Ho scelto la figlia della levatrice… La naturalezza con cui convivono con lo strigoi mi colpisce, non ho afferrato se Bogdan è così terribile come potrebbe sembrare, magari ad un occidentale che non conosce bene la cultura che invece tu respiri. Proprio per questa familiarità dei Bulgarescu con gli spiriti per ora è un horror sui generis, con Joan che maledice il vecchio proprietario che non ha riferito dello spirito come se non avesse messo a norma l’impianto elettrico.
    Ma è di piacevole lettura. Bravo! Mi permetto di segnalarti “maledendo”, che dovrebbe essere “mal(e)dicendo”.
    Alla prossima ciao!

  • Capitolo 3)

    Una settimana di pausa per Bogdan? Sembra più una settimana di ricarica per la sua batteria! 😛

    Interessante spunto e super viscido il nostro succhiaenergie. Bella manipolazione.

    Forse il termine “tanfo” oppure “olezzo” avrebbe reso di più in sostituzione di “cattivo odore”. La definizione si avvicina più a un’espressione colloquiale che allo stile narrativo che hai scelto 😉

    E niente, trovi la solita lettura su Youtube:
    https://youtu.be/WHuTjsVzzDI

    Alla prossima 🙂

  • Capitolo 2)

    Mi gioco la carta di Elena che scopre, è più interessante e misterioso 🙂

    Anche questo capitolo ha stimolato il mio interesse, più per la curiosità di capire chi e perché, ed è proprio per questo che spero ci svelerai qualcosina in più nel prossimo episodio.
    Il solo tormento non può essere una spiegazione, ci deve essere altro, forse anche a che fare con “altre vite passate”?
    Vedremo!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/3c9qEoBLNvc

    Alla prossima!

    • Ciao! Ti voglio ringraziare per la tua fiducia, e proprio per questo io spero di attirare ancora di più il tuo interesse nei prossimi episodi.
      Hai colto qualcosa ? Le vite dei personaggi sono già tutte scritte, ma naturalmente sta a noi – o meglio, a voi – confermare o cambiare l’evoluzione dei fatti!
      Buon proseguimento e buon lavoro con il tuo canale!

  • Ciao Guido, benvenuto. Mi hai sorpreso. Francamente dopo il primo episodio che non mi sono sentito di commentare per via di quella cosa lì del linguaggio usato che mi ha bloccato tanto era inusuale, fuorviante. Fuorviante credo sia l’aggettivo adatto, ne sono così convinto che quasi credo tu l,’abbia usato apposta per attirare l’attenzione. Oggi un nuovo capitolo ed è tutto diverso: è diventato interessante, piacevole, seppur abbisognevole di un po’ di fluidità è davvero un bel passo avanti.
    Voto per Bogdan che svela… bravo! Al prossimo!?

    • Ciao, ti ringrazio per le tue parole! Hai colto perfettamente nel segno per quanto riguarda il linguaggio, anche se un po’ me lo porto dietro come “background” dato che sono abituato a tutt’altro genere, come avevo già detto nel mio (primo) commento . Ti posso soltanto dire che, andando avanti, ci saranno delle nuove sorprese, perché adesso non è ancora niente! Buon proseguimento con la lettura! ?

  • Grazie per i vostri suggerimenti! Non è facile per me esprimermi come vorrei in uno spazio limitato, anche se la cosa non mi dispiace. In più sono abituato a esprimermi in tutt’altro genere e ho deciso di cimentarmi nell’horror (un po’… “innocuo”), utilizzando le mie conoscenze frutto dello studio.
    Vorrei dare una traccia di lettura, perché ai più potrebbero sfuggire dettagli di culture e concezioni epocali diverse. La storia potrebbe essere ambientata dalla metà degli anni ’90 a oggi: facendo dei calcoli e prendendo in considerazione la figura della trisnonna, in Romania si mette su famiglia molto presto ancora oggi, immaginate 20-25 anni fa! Dunque, il linguaggio adoperato, che per certi versi riconosco in alcuni punti un po’ obsoleto, è scelto apposta per rimarcare il fatto che abbiamo di fronte non la classica famiglia romena popolana, bensì di un certo prestigio, benché proveniente dalla campagna, che ancora risente dei tempi della dittatura: potrebbe essere, in sintesi, una famiglia arrivista, come tante a quei tempi (il personaggio di Ioan è già tutto un programma).
    Con questi miei racconti do la possibilità di fare ciò che volete, anche la carta igienica! E grazie a chi mi ha fatto la pubblicità (tra l’altro il primo commento!): non ambivo a tanto dall’inizio, ma grazie di cuore, appena riesco ti leggo i racconti e ti scrivo!

  • Ciao Claudio!
    Ben arrivato qui; un horror in un paese che vanta tradizioni in questo senso. Originale leggere nomi e termini insoliti, la location da casa infestata da te scelta promette bene. Per ora le manifestazioni sono innocue, da Beetlejuice, ma più avanti Bogdan potrebbe spingere di più… Carino quando dice che non dovrebbero esserci fantasmi sennò il proprietario ce lo avrebbe detto ?.
    Bene, interessante! Ti segnalo, sperando di non sembrare noioso, “pensiero fisso di quanto accaduto la sera e la notte scorse”, vedrei meglio “precedenti”, e recidere un taglio, recidere vuole già dire tagliare. Bello l’uso del participio presente di constare!
    Ciao alla prossima!

  • Ehi!

    Le prime storie, qualche volta, trovano qualche difficoltà nel trovare i lettori giusti. Ma devi avere fiducia, e pazienza, e non arrenderti. Cose che sicuramente sai già! 🙂 Spero di essere uno di quei lettori, cercando con il mio parere di “aiutarti” nell’impresa di portare a termine questa prima avventura su The Incipit.
    Ho trovato interessante la chiave di lettura che hai voluto dare alla storia, anche se abbastanza difficile da leggere in alcuni punti (non me la cavo con i dialetti italiani, meno che mai con certe lingue straniere!) ma questo è un mio problema. 😛

    Voglio riflettere con te su l’utilizzo di certe terminologie, specie nel parlato, che possono conferire al lettore un senso di lontananza all’epoca moderna, e quindi potrebbero “Potrebbero” non farlo entrare del tutto nella storia. Il parlato è una delle parti più difficili da trattare in una storia, e alcuni personaggi della tua hanno un’espressività brillante, ricercata, forbita. Può essere una famiglia colta – lui era una spia – ma in questo caso specifico credo sia opportuno avvalorare di più il concetto per mezzo di descrizioni e comportamenti che siano affini al loro linguaggio, non facile con pochi caratteri a disposizione!
    Io ho avuto l’impressione, almeno da questo primo capitolo, che sia una famiglia tutto sommato nella norma, ma potrei sempre essermi sbagliato 🙂

    Spero questo mio commento possa esserti stato utile!
    Continua così!
    Ah, a proposito della “difficoltà” di lettura… Ho letto la tua storia su Youtube, se la cosa può farti piacere (e continuerò con i prossimi, con il tuo permesso), insieme ad altre presenti su The Incipit.
    Trovi la lettura del primo capitolo qui:
    https://youtu.be/vzqG5VckbYs

    Alla prossima!
    E buona scrittura!

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