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Dove eravamo rimasti?

Erik porterà il suo regalo a Linda alla vigilia, o vincerà la sua parte peggiore ed andrà subito da lei, con tutte le conseguenze del caso.. Ci andrà subito e capirà alcune cose... (38%)

Intervento urgente

Erano passate ore da quando Erik aveva mollato il regalo a sua madre. Mentre loro facevano a cornate senza nessun vincitore, a casa di Linda veniva proiettato un film sinistro del quale lui non sapeva nulla.

Passò gran parte del tempo a rimuginare, di pessimo umore, e Netflix non lo aiutò.

Era pentito di non aver preso il pezzo di libanese nascosto dentro al libro di Stephen King, sapeva che c’era ma aveva pensato che ne avesse più bisogno lei.

Si era sentito vincitore, e ai vincitori non servono supporti morali o chimici.

“Ho sbagliato” pensò “magari una canna me la sarei potuta fare. Almeno spero che ci si strozzi…”. Stava diventando cattivo. Uscì, per ammazzare i pensieri negativi.

Fuori il sole stava tramontando e lui gironzolò in centro, ignaro di seguire un percorso circolare, a ogni giro sempre più circoscritto. Al centro c’era la casa di Linda. “Solo” di Linda, ora.

Scoprì di avere con sé la borsa col regalo per la sua ex, ma faticava a capire perché. Anche a chiamarla “ex”, faticava, e per schiarirsi le idee conosceva un ottimo modo. Birra.

E se non funzionava pazienza, non prendeva una sbronza da tempo, e “schiarire” era un sinonimo di “oblio”.

Entrò nel primo locale sulla sua strada, al piano terra del palazzo di Linda. Era proprio una strana coincidenza, ma hey, fino a ieri quella era la sua seconda casa, e poteva non significare nulla…

Prese il solito tavolo fuori, vicino al fungo a gas acceso, e soprattutto dove la vista sul portone era perfetta. Quelli che entravano o uscivano passavano sui suoi piedi.

Ordinò come sempre IPA canadese e olive ascolane, giusto per inzuppare senza finire sulle ginocchia troppo in fretta, e mentre sorseggiava la birra osservò la vita scorrere intorno a lui. La gente entrava e usciva dalle pozze di oscurità fra i lampioni, e lui se ne stava lì, fuori dal flusso temporale, vicino ma lontano, indeciso. Alla fine annegò questa indecisione nelle birre, ben più di una, e non ci pensò più.

Fu quando si alzò in piedi, un po’ malfermo, che una finestra del terzo piano si spalancò sbattendo, e qualcosa volo giù.

Erik ci mise lo stesso tempo che la cosa impiegò per fracassarsi ai suoi piedi per capire che la finestra era quella del salotto di casa sua (sua?), e che ciò che lo aveva evitato per un pelo era la carcassa di un elettrodomestico, simile ad un Brain-o-Whisk PLUS. Pareva il modello arancione che aveva visto il giorno prima.

Tutto ciò risolse in un amen ogni su problema. Salire non era più un’opzione, era necessario.

Si lanciò nell’androne socchiuso e salì le scale due gradini alla volta, fino al terzo piano. La porta era chiusa ma lui aveva ancora le chiavi, e Linda stava per scoprirlo.

Dentro la situazione non era quella che si era aspettato. Salendo si era immaginato uomini in passamontagna, Linda legata ad una sedia, tutti i mobili scaraventati in giro, lui pronto ad affrontarli tutti senza un graffio, lei che gli si aggrappava al collo grata e disponibile.

Trovò invece Linda lucida e calma, davanti a lei un tizio vestito di nero, la parodia di Tommy Lee Jones, incazzatissimo, che cercava di afferrare una scatoletta verde, saldamente in mano a lei.

Non riusciva ad avvicinarsi perché era ammanettato ad un termosifone, ma continuava a lanciarsi in avanti, rabbioso. Non diceva nulla, apriva e chiudeva la bocca senza emettere un suono.

“Guarda chi c’è”disse la ragazza, ma Erik si rese subito conto che si trattava di Ripley.

Ostentava una sicurezza reale, cosa che Linda non sarebbe stata in grado di fare, non in una situazione come questa.

“Ciao Erik, sei capitato in un momento delicato” disse voltandosi a guardarlo.

“Il nostro amico, qui, come vedi è agitato.

Rivuole la sua schifezza, ma non posso dargliela…”

“Ripley, cosa cazzo sta succedendo?” chiese lui. Era sceso senza volerlo al suo livello, come quando tutti e tre si davano da fare. In quei casi il loro linguaggio diventava basico, prima di passare ai soli versi animali.

“Sarò sintetica” rispose, “seguimi perché non so se avrò voglia di ripeterlo.

Linda ha comprato in cazzo di frullatore, che ad un certo punto ha deciso di mettersi a parlare. Haaa, scusa, prima ha aperto anche un occhio, credo che volesse guardarci le tette. Comunque, questo stupido aggeggio si è esibito nel suo numero e Linda ha provato a smontarlo.

Poi è arrivato questa faccia da scimmia, per tirare fuori lo schifo che ho in mano, così sono dovuta intervenire io, Linda non stava bene e l’ho messa a nanna.

Così adesso, eccoci qui. Ho una mia teoria su tutta questa faccenda, devo solo liberarmi del deficiente, qui, ma prima vorrei farci 4 chiacchiere. Tu potresti aiutarmi, che ne dici…?”

Erik la guardò torvo, ma in un certo senso la conosceva meglio di Linda. Le poche volte in cui ci aveva avuto a che fare, era sempre stata sincera.

“Cosa vuoi che faccia…?” chiese sospirando. Prima finiva questa cazzata, prima avrebbe potuto parlare con Linda.

E sperava che qualcosa potesse essere cambiato…

Alla fine, scoperti gli arcani, chi potrebbe sacrificarsi per il bene di tutti??

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51 Commenti

  • Ciao, Livio.
    L’episodio funziona e diverte. Il povero Erik che sperava in un salvataggio riparatore si trova davanti una che a riparare riesce benissimo da sola, peccato non sia Linda ma, se ho capito bene, la sua seconda personalità (da copione diversissima da lei). La frase: “La gente entrava e usciva dalle pozze di oscurità fra i lampioni” l’ho già letta da qualche parte, mi ricorda qualcosa, ma non so collocarla… tuttavia, una bella frase può venire in mente a più persone ?.
    Voto Ripley, in modo che Linda possa tornare e magari far pace con il suo Erik; anche se, questo è un racconto un po’ particolare e, forse, potrebbe trionfare Ripley… ma sono vecchia e preferisco il lieto fine classico, almeno spero ce ne sarà uno con Linda che prevale.

    Alla prossima!

  • Capitolo 7)

    Mi piace il taglio che hai dato a Erik, allo stesso tempo sia sottomesso che non del tutto arreso.
    Ti dirò che forse mi piace più lui di Linda, così a primo impatto, eh.
    La storia va avanti, e io dico che sarà la madre a spiegarci il perché!

    Come ti ha suggerito Keziarica, mi pare, le parole che hai messo tra virgolette forse risulterebbero più adatte in corsivo.

    Trovi la lettura sempre su youtube:
    https://youtu.be/giokJHbiMZI

    Alla prossima!

  • Altri due bei capitoli, complimenti.
    Ho votato per l’attesa, nel frattempo mi aspetto meraviglie dai frullatori A.I.
    Certo un altro frullatore sarà un brutto colpo per Linda, quando lo riceverà. Se mai Erik glielo consegnerà. Bravo Livio un episodio ben scritto e coinvolgente. Ciao e alla prossima.

  • Ci andrà subito e capirà alcune cose. Siamo quasi in dirittura di arrivo, serve prepararsi alla fine.
    Ciao, Livio.
    Sei troppo veloce per i miei tempi (soprattutto questi miei tempi). Faccio fatica a starti dietro e un po’ invidio il tuo ritmo, una volta ci riuscivo anche io, chissà, forse ci riuscirò di nuovo. 😉
    L’interazione madre-figlio è assolutamente riuscita, trasmette freddezza e lascia intendere, senza spiegoni, gli antefatti di questa storia. Molto bene.
    Senza volere, ti ho mandato in parità, spero che arrivi qualcuno a mettere a posto le cose 🙂

    Alla prossima!

  • Capitolo 6)

    Cambio di personaggio e anche di prospettiva, ci sta.
    Qualche errorino sparso, ma nulla di troppo grave.

    Penso proprio che ti toccherà fare un parte due, di questo passo! 😛

    Hai voluto approfondire il background dei personaggi, ma vediamo dove ci porterai nei prossimi.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su youtube, e mi scuso se sembro spento, ma ero in effetti un bel po’ stanco!
    https://youtu.be/9gkiOvUQx0o

    Alla prossima!

  • Ho tirato a caso perché mi ganzavano tutte: Aspetterà ed avremo un’altra linea temporale tutta da scoprire ^_^

    Direi tale madre, tale figlio… ma almeno lui è stato corretto da riconoscere l’ipocrisia. Questo Erik sembra lo “scemo del villaggio” ogni volta che passa davanti a delle donne ma secondo me in fondo in fondo (ma fondo, fondo: hai bisogno della luce per vederlo) qualche sopresa potrebbe riservarcela 🙂

    Ciao 🙂

  • Naturalmente voto i frullatori.
    In questa frase credo si nasconda un errore che il fanciullo prima o poi pagherà.
    “Lui non si era mai sforzato di capire il perché Ripley fosse comparsa ne di aiutare Linda a gestirla, gli bastava poter prendere il meglio da entrambe senza farsi troppe domande”.

    ciao, ciaoooo 🙂

  • Lo buttiamo in mezzo? Lo buttiamo in mezzo! Vai! Brain-O-Wisk per due (per tre con Linda)!

    Questa cosa della doppia personalità è curiosa: mentre con Linda, Ripley è solo la parte determinata di lei; con Erik sembra che loro due siano persone diverse, unite solo dalla passione di disegnar fumetti. È una situazione complicata… quindi complichiamola ancora di più! 😛

    Vediamo dove ci porterà tutto questo casino ^_^

    Ciao 🙂

  • Se solo si impegnasse…
    Ciao, Livio.
    La storia si fa sempre più interessante, mi piace la leggerezza alla MIB. Ti hanno già segnalato gli errorini, io, se posso, ti consiglierei di sostituire il maiuscolo con il corsivo, tipo nella frase: “Era DAVVERO il momento di scoprire per quale cazzo di motivo era lì”. È un consiglio che arriva dai consigli che gli altri autori hanno dato a me, fanne quello che vuoi 🙂

    Alla prossima!

  • Capitolo 5)

    Qualche errorino sparso, ma che non danneggia lo stile a cui ci hai abituato.
    Unico appunto che posso farti, riguarda la forma dei dialoghi con Ripley, ed è possibile che nella lettura abbia confuso un personaggio con un altro. Il consiglio è quello di inserire tutti i dialoghi di Ripley, essendo un personaggio illusorio, nella mente, in corsivo; in questo modo sarà sempre facile per il lettore individuarne il personaggio, e capire che il tutto si svolge nella testa della protagonista (sempre che non avvenga diversamente). Questo non è un errore, beninteso!

    Continui a divertimi, quindi continua così 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://www.youtube.com/watch?v=Xq8gwpl6bNk

    Alla prossima!

  • Qui l’affare si ingrossa… E se solo Erik si impegnasse…
    Bella lei quando insulta il tipo sul divano, conosco una donna che farebbe così e ne ho un sacro timore reverenziale?.
    La situazione è sempre più vicina ad un solido inspiegabile e improbabile incubo tecnologico.
    Tifo per i nostri e speriamo bene.
    (Ah, dimenticavo: qui mancano gli accenti: (“ne una tradizionale ne… “) poca cosa, lo segnalo perché è un dovere.?? ciao.

    • La soluzione arriverà, te lo assicuro. Da capire se sarà quel che vi aspettate…?
      So di seminare qua e là alcuni errori, ma vi assicuro che, pur essendo un ciuccio in grammatica, cerco sempre di rileggere più e più volte quel che scrivo, per evitarli. Mi affido alle mie scarse conoscenze, più che altro. Scrivo con una app da Cenerentola, direttamente dallo smartphone perché non ho né tempo né voglia di tirare fuori il portatile. Sono una vittima della fretta, un fanatico dell’immediatezza, se non mi vergognassi userei il riconoscimento voce anche al supermercato, per salvare le mie idee prima che si raffreddino. ?

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