Il Cimitero Segreto di Terralba

Sara

[Vuoi che legga io?]

Da un po’ di tempo Jenny aveva sempre una brutta sensazione, si sentiva strana. Era stanca, abbattuta, vuota e aveva paura. Era seguita come da un bisbiglio di cui non distingueva le parole e dalla sensazione che qualcuno la stesse osservando. In realtà da un paio di giorni stavano succedendo cose strane a Dawnearth, le persone erano nervose. Arianna invece che è l’esatto opposto di me, solare, simpatica, forte e coraggiosa, oltre che molto bella… continuava a sfoggiare il suo sorriso e continuava a ripetere “Omnia vincit amor”!

All’ennesimo sussurro inquietante decisi di scappare, correvo non sapevo dove andare, lasciai Arianna così, senza neanche salutarla.

Entrai in un centro commerciale, non so il perché, ma andai in bagno per rinfrescarmi il viso, e fu proprio lì che una scritta apparve sullo specchio: capirai in 24 ore, e sarà un gran dolore, chi tra i tuoi amici mente. La verità sarà evidente!

Ero terrorizzata, non sapevo cosa mi stava capitando, scappai da lì, con la testa confusa e il cuore a mille.

Scrissi un messaggio ad Arianna, mi rispose immediatamente, era spaventata, continuava a mandarmi vocali: ma sei impazzita Lea??? Ma cosa ti sta succedendo? Dove sei andata? Sono preoccupata per te! Vieni immediatamente a casa, mi trovi lì con Gwen.

Risposi con un semplice ok arrivo.

Davanti al portone di casa, Andrea e Gaia era lì fuori che mi aspettava, ed è proprio lì che la strana profezia si avverò. Gaia disse ad andrea eccola è arrivata, finalmente! Sentì subito un bisbiglio nella testa, ma questa volta capivo: “sta mentendo-ooo”.

Vidi un espressione diversa nel volto di Gaia, lei era sempre così dolce, ma questa volta aveva qualcosa di strano, a tratti inquietante,sembrava non essere più lei. Guardai Andrea per capire se ero l’unica a vedere Gwen in quel modo, ma Andrea mi guardò e mi disse: che c’è Jenny? Hai visto un fantasma??
Risposi subito: no, ho appena visto il volto del diavolo!

Andrea si mise a ridere, Gaia lo stesso, ma quella risata era qualcosa di veramente inquietante.…

Incredula Jenny non capisce cosa stia accadendo intorno a lei ma decide di stare al gioco. chiede ad Arianna e Gaia se andasse tutto bene e se volevano fare una passeggiata nonostante il brutto tempo. Le ragazze passeggiando parlando del più e del meno ma l’attenzione venne riversata nei confronti di Lea che cercava di dare pace alle voci nella sua testa… continuavano a ripeterle:

“stai attenta” o ” arriverà la pugnalata”.

Scocciate del suo comportamento Gaia e Andrea iniziano un interrogatorio preoccupate ma io decisi invece di sorridere e dire alle amiche che andava tutto bene. Iniziò da parte di Jenny un teatrino per capire se poteva fidarsi di loro.… le ragazze fanno il doppio gioco in maniera astuta… ah ragazze pensate mi stia bene questo vestito? Sapete penso di essere ingrassata? Lea iniziò con stupide frasi giusto per iniziare la conversazione, le ragazze non sospettarono niente è iniziarono un dibattito…

ogni parola, ogni minima sillaba che usciva dalle loro bocche venivano coperte dalle voci nella mia testa “stanno mentendo” o ” sono false”…

La ragazza iniziò a preoccuparsi seriamente: starò impazzendo? Cosa mi sta accadendo…

le amiche “va tutto bene?”

Dopo la terza volta che mi viene posta la domanda, decido di salutare le amiche con la banale scusa “o mal di testa, vado a casa…ci vediamo dopo” ….

In realtà era solo una scusa per capire cosa le stesse accadendo ma dentro di lei sapeva che avrebbe colto tale opportunità doveva solo capire come sfruttarla al meglio senza farsi del male… perché lo sguardo di Gaia l’aveva profondamente colpita…

“e se le voci averano ragione?” “Se loro mi anno sempre mentito?” “Forse sono anche veramente colpevoli dell’incidente di Marzia”?

Jenny si sveglia all’improvviso. La sveglia! È tardi!

Ma era tutta sudata, doveva fare la doccia, e per lavarsi i capelli, anche se lia lavati il giorno prima, ci vuole troppo tempo. È stanca, e sente ancora quelle voci.

“Mi riposo” dico “era solo un brutto sogno! Passera”.

Fine.

*

*

Il foglio protocollo, marchiato da cerchi, linee calcate e appunti in rosso sul bordo, aveva un odore insolito, come di pino misto a sughero e muschio. A tratti la carta era sporca, tra il verde e il giallo, e anche il profumo era più intenso. Chissà dove era stato scritto.

Adela disegnò un 6– accanto al nome di Lea Mereu, benché il compito fosse un disastro: tutt’altro che un tema da terza media. 4 era stato il suo primo voto; ma, considerati gli ultimi trascorsi, la pandemia, la DAD e la sua convinzione che i cattivi voti affossassero l’impegno, si convinse a darle speranza.

Gettò gli occhiali sul divano, che ormai da tre mesi usava come letto, ufficio e tavolo da cucina, infilò l’ultimo tema nell’ampia sacca del computer, si igienizzò le mani e, solo dopo, si stropicciò la faccia.

Tirò un sospiro.

C’era qualcosa di strano in quel compito, oltre all’evidente scambio dei nomi: Marzia – pseudonimo per Sara – era davvero morta qualche mese prima… lì, a Terralba.

Il tema di Lea ha qualcosa di strano. Cosa farà Adela in merito?

  • Indagherà da sola. Vuole essere cauta. (50%)
    50
  • Parlerà del tema allo Psicologo della scuola. Meglio avere altri pareri. (36%)
    36
  • Ignorerà il fatto: i ragazzini scrivono un sacco di cose strane. (14%)
    14
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105 Commenti

  • Capitolo super affascinante!

    La storia si continua a torcere, misteri su misteri si accumulano.

    Mi si è stretto il cuore quando la cagnolina soffre, però come sempre scrittura eccezionale!

    Ho scelto che Patrizio terrà fede alla parola data, sono curioso nel vedere come si evolverà il tutto.

  • Terrà fede alla parola data: non mi sembra il tipo da fare “superman” e si trova in un luogo completamente sconosciuto. Starei comunque con la guardia alzata!

    Allora, il finale di questo capitolo ha acceso la mia curiosità a mille: il tremito del pavimento mi ha fatto capire che erano in un ascensore ed ora si ritrovano in una sorta di “Area 52” (anche se non c’entrano gli alieni). La cagnolina mi fa tenerezza…

    Per quanto riguarda il resto: i nomi detti mi sembrano facciano riferimento a storie qui pubblicate, Patrizio ha visto la targa ma a noi non è stata fatta vedere e le aggiunte sul video, a parte un paio di battute che era giusto eliminare per stare nei 5000 caratteri, danno quel tocco in più che rende più chiaro l’ambiente in cui si stanno muovendo.

    Ci sono delle domande che premono sulla mia mente ma sono domande che avranno risposta (spero) nei successivi capitoli 🙂

    Ciao 🙂
    PS: «Che vive in svizzera… con un tesserino del CERN. Cosa mi nasconde? Che tipo di dottore è?» è la stessa cosa che ho pensato io, frase per frase 😉

    • Ciao Red!

      Il capitolo inizia proprio con la targa dell’auto. 😀
      Per mancanza di caratteri, sono stato costretto a tagliare la parte in cui Patrizio legge la targa, scendendo dall’auto, presente nella parte in video 😉
      Sono contento che il capitolo ti sia piaciuto e che abbia acceso la tua curiosità sul finale della storia.
      Cercherò di andare un po’ più veloce per i prossimi episodi!
      Ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo, sia per la lettura che per l’ascolto!
      Alla prossima 🙂

  • Ciao Giuseppe, credo che Patrizio non sia pronto per azioni “di forza” per adesso vuole solo capire, (quindi terrà fede ecc.).
    La cosa del mondo parallelo è fortissima, e Nurra è il tramite: mi piace!
    La parte qui sotto mi ha dato da pensare perché il soggetto sembra sia Nurra e invece è Patrizio… O sbaglio?
    Nurra, accucciata tra le braccia di Patrizio, non aveva smesso di uggiolare dal folle episodio accaduto nel salotto di Adela: era un verso sommesso, sofferente. Era calda, oltre che stranamente pesante, e il pelo era più ispido. Non aveva più alcuna ferita. Era forse la stranezza minore in tutta quella follia.

    Le spiegazioni di Fabrizio non erano certo servite a calmarlo,…
    Ti auguro una bella serata, a presto!🙋

  • Ciao, GG.
    Mi piace la piega che ha preso il racconto, le anime che forse anime non sono… la cagnetta che fa da tramite con un altro (qualsiasi sia il senso) mondo. Bella anche l’idea di inserire i nomi delle protagoniste di alcune nostre storie (almeno credo sia così). Mi sono piaciute molto le descrizioni, il tempo brutto che accompagna il viaggio, la pioggia come pece. Bravo.
    Ti segnalo questa frase. “I sugheri e pini ” dove, secondo me, manca una i e ti saluto.
    Alla prossima!
    p.s. non so cosa volessi farci con questa storia, dici che non sei soddisfatto di come sta venendo fuori, ma a me piace. Certo, come dici tu, forse, avrebbe bisogno di più spazio, ma per quello c’è YouTube e, magari, una pubblicazione più estesa un giorno. 😉
    Voto che terrà fede alla parola data, siamo quasi alla fine, non vorrei complicare troppo le cose. A meno che, tu non abbia in mente un seguito.

    Alla prossima!

    • Ciao!

      Sono contento le parti in dialetto ti stiano piacendo, anche se temo di aver fatto qualche errorino qua è là. La “lingua” cambia di paese in paese, anche a distanza di 100 metri, e non scherzo! Quindi ho voluto dare un po’ questa idea del sardo che si perde con le nuove generazioni, specie quella di Patrizio. Il concetto di difficoltà nel comprendersi anche con persone della propria terra dovrebbe aver conferito alla storia, per chi vuole vedercelo, un tormento interno. Qualche parola dovrò di sicuro aggiustarla, perché deve essere sbagliata. Troppa fretta!

      Sì, hai centrato perfettamente il richiamo, e spero l’impiegò che farò di queste voci possa piacerti. C’erano diversi rami di comprensione della trama, e risvolti alternativi a seconda delle scelte. Nella versione definitiva occorrerà aggiungere dei capitoli, senza dubbio, che finiranno per dare maggior contesto. Terralba è solo accennata, ma nella mia mente ha un ruolo più vivo nella prima parte del racconto, la si vive con più intensità.
      Sono contento però che stia piacendo, anche se il mio parere non è del tutto allineato. Significa che può avere del potenziale 🙂

      Grazie, come sempre, di dedicarmi il tuo tempo!

  • Ciao, GG.
    Perdona il ritardo, sono indietro un po’ con tutto…
    Episodio interessante, un po’ alla Stranger Things. Hai reso i personaggi molto credibili e anche visibili, passami il termine. Tutto ha un suo perché e ci sono cose che andranno spiegate, hai aggiunto gli indizi necessari a trovare la soluzione, ma lo hai fatto con parsimonia, in modo che non tutto possa essere svelato prima della fine. Aspetto il prossimo episodio, voto Adela e ti auguro una buonissima giornata.
    Alla prossima!
    p.s. mi piacciono tantissimo le parti in dialetto, mi ricordano i miei. 🙂

  • Ciao GG!
    Sono più voci, allarmate. Mi piace molto la figura del dottore, deve essere uno duro ma che si prende cura della gente intorno a lui. Fidati è il consiglio giusto. Proprio per questo l’ultima parte dell’episodio prende la scena, mi chiedo che tipo di mistero nasconda.
    L’episodio corre da una scena tra l’orrido e il drammatico, concitata e con armi in pugno, ad un momento di ruvido avvicinamento tra le parti; molto bello quando cala l’adrenalina e Salaris ride. Bene così, anche qui rendi l’atmosfera splendidamente.
    Vediamo che voci sono, stammi bene ciao!

    • Ciao Danilo!

      Sono contento che l’idea ti stia piacendo, anche se io trovo abbia alcune parti lasciate troppo in sospeso. Mi piace che le vostre scelte abbiano la forza di dirigere la storia attraverso il mondo che si sta creando. Ormai è chiaro che la storia abbia bisogno di più spazio per esprimere tutto il potenziale, quindi ritengo di aver fallito nell’impresa di stare dentro i cinquemila caratteri che mi ero posto all’inizio 😀

      Alla prossima!

  • Io voto voci di un altro mondo e mi piace pensare a qualcosa “al di là dello specchio”: mi accende molto la fantasia.

    La parte con la testa della bimba mi ha fatto schifo, mentre quella con Patrizio e Fabrizio (sembra un gioco di parole) Salaris mi ha gustato… ed ora che ho letto il nome, mi sono ricordato chi era. Come dici tu stesso, è il problema di pubblicare troppo lentamente. Io ho un limite di una settimana 😛

    Non ricordo invece la questione del portatile: che c’era scritto o semplicemente noi non lo sappiamo?

    Bella la cosa che la cagnolina è il tramite 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!

      Nel portatile, Adela aveva scovato un sito con varie teorie del complotto, abbastanza poco credibili. Nella lotta dovrebbe intendersi che il portatile è caduto, ma non si è spento. Quindi è rimasta aperta la pagina che Adela stava leggendo.
      Poi, finito il racconto, magari dedicherò due parole sulla spiegazione di alcuni passaggi. Di certo ho l’impressione che alcune cose siano troppo elaborate, anche per chi è costretto a leggere una volta alla settimana, per collegare tutti i punti 🙂
      La scena della testa è abbastanza aperta all’interpretazione del lettore: sono certo che tu abbia immaginato qualcosa di più agghiacciante di quanto non la abbia descritta! 🙂 L’intento era proprio di lasciarvi libertà d’interpretazione!

      Alla prossima!

  • Saranno più voci allarmate.
    Cosa sta succedendo me lo chiedo anch’io e aspetto curiosa il nuovo episodio.
    La testa della piccola tra le gambe tra le gambe di Adela è raccapricciante, ma se riesci a spaventarmi vuol dire che sei bravo. Alla prossima. Ciao, Pintore.

  • Ciao Giuseppe, ci porti sempre più nel profondo di un incubo, di una trama che si delinea ma non si svela ancora, la tensione è fortissima, palpabile.
    Ti segnalo alcuni refusini presenti sul testo pubblicato qui anche se, credo tu li abbia già corretti sul file.
    …Avvinarsi, …annui, …sentirla? …gracchio.
    Voto …più voci allarmate.
    Buona giornata!🙋

    • Grazie dell’avviso, a questo giro sono stato proprio cieco!
      Sono tutte correzioni che ho apportato mentre stavo leggendo, in realtà, e sicuramente la fretta mi ha giocato un brutto scherzo. L’unica che non è da segnalare è: sentirla… non suona del tutto come una domanda, anche se dovrebbe. Forse neanche in video sono riuscito a darle il giusto taglio. 🙂

      Grazie ancora per la dedizione e la segnalazione!

  • Ripeto, quella che segue è una specie di traduzione fonetica alla buona, e il sardo utilizzato è abbastanza grezzo, una fusione di più dialetti. Come ho già detto da qualche parte, la lingua non la mastico tantissimo, ma ritengo dovesse esserci per rendere maggiormente il concetto di certe espressioni locali.
    Traduzione delle frasi:

    Màccu a’sù diaulu, seze! -> Sei matto come il diavolo!

    Fòra’e gònka! Mancanti! -> Fuori di testa! pazzo!

    pizzinnu màccu -> ragazzo ingenuo.

    Chìssa Mìnoredda -> Povera piccola.

  • Ciao GG!
    Drammatica aggressione, mentre ci lasci a poco a poco indizi sul passato di Adela. Ho ripreso la storia dall’inizio e questo mi ha permesso di ritrovare il filo degli avvenimenti. Il tema che vedo emergere è che secondo me delinei con grande efficacia è quello della desolazione: delle vite dei personaggi, della natura, così lontana dalla Sardegna Smeralda delle estati vip. E di certi aspetti della vita umana, per i quali la storia potrebbe essere ambientata ovunque.
    Dobbiamo capire ancora molto, chi è il vecchio e che ruolo ha, chi era nella visione di Adela, e il rapporto di lei con Patrizio.
    Dico che starà al gioco del tipo per sapere come sta Adela.
    La storia prende tantissimo e la stai gestendo da par tuo, le descrizioni sono tutte sui toni del grigio, mi immagino una fotografia estremamente asciutta, arida, in bianco e nero direi. Livida. Storia assai coerente nelle sue parti. Bravissimo!
    Buona domenica, oggi cercherò di recuperare un po’ di eventi. Ciao!

    • Ciao Minollo!

      Ci vedete molte cose in questa storia, e ammetto di faticare a vederci, almeno da quanto scritto su The Incipit, le atmosfere che forse la storia meriterebbe. Sono contento di essere riuscito a far passare certe sensazioni, ma vedremo a cosa porteranno le vostre scelte. Di certo, come hai potuto notare, alcune cose sono visibili solo grazie alla lettura di fila, perché sono dettagli che dopo una settimana uno si è già scordato. Spero di riuscire a tenere l’atmosfera sino al termine.
      Ti ringrazio per il supporto, le bellissime parole e la voglia di essere ritornato indietro per comprendere alcuni passaggi dell’avventura.

      Grazie per avermi dedicato il tuo tempo!

      Alla prossima!

    • Ehi!

      Ascoltare i vostri pareri e le vostre teorie è sempre un piacere 🙂

      In un certo senso alcuni si sono avvicinati, ma qualcuno forse ha scordato dei personaggi già comparsi, forse anche a causa delle pubblicazioni a distanza di diverse settimane: non è facile ricordarsi tutto, lo comprendo!
      Spero di riuscire ancora ad intrattenerti con le vicende future!

      Grazie per essere passata!

  • In circostanze di questo tipo il panico fa commettere azioni stupide, dico che tenta di disarmare il vecchio (senza riuscirci, aggiungerei).
    Ciao, GG.
    Ci hai fatto aspettare un po’, ma ne è valsa la pena: il capitolo è efficace, anche il comportamento della cagnolina è verosimile e la tensione pervade tutto, come è giusto che sia in un racconto horror.
    Anche io ho trovato un po’ lungo il periodo della tazza di cioccolata, poco male, si può sempre riscrivere su file. Un’altra piccolezza, che forse non ho capito io, nella frase: “alcuni sostenevano per l’impiego di armi al fosforo bianco” forse il “per” è di troppo?
    Non farci attendere troppo.

    Alla prossima!

    p.s. metti qualche altra frase in dialetto, dà carica alle scene. 🙂

  • 5) capitolo
    Ciao GG Pintore,
    scene d’azione nitide ed una lettura piacevole, bene. A proposito, lo scontro fra Adela e il vecchio come ho già detto è molto leggibile, però è un po’ lento. Mi spiego meglio: “La cosa [il guaito] distrasse anche l’assalitore, abbastanza da consentire ad Adela, incapace di raggiungerne il viso per un soffio, di afferrare la tazza con ancora un rimasuglio di cioccolata e frantumargliela in testa.” Ora, come puoi ben vedere, la scena è moooolto chiara, ma il periodo è così lungo che perdi velocità e grinta. Se invece utilizzassi la coordinazione al posto della subordinazione potresti ottenere questo: “Il guaito distrasse l’assalitore. Adela ne approfittò: afferò la tazza e gliela fracassò in testa. Il rimasuglio di cioccolata schizzò, le schegge le ferirono la mano”. Ovviamente ho riadattato cercando di rimanere fedele all’originale. Comunque sia è questione di stile; quindi se hai voluto gestire la scena in quel modo ci sarà un motivo, ne sono più che sicuro.
    Voto per lo scontro fra Patrizio e il vecchio, mi sembra più spontanea.
    Alla prossima😉

    • Ciao Dean!

      Diciamo che non mi è riuscito di stringermi nei caratteri. La storia ha voluto raccontare sempre di più, e alla fine è toccato fare un brutto lavoro di coltello. Sono certo la scena renda decisamente meglio hai suggerito, tuttavia perde di “immagine”, per dirla semplice.
      Adela non è una così facile, ma ha dovuto arrendersi subito per necessità di spazio. Però, come hai intuito, l’idea era di creare qualche altra immagine, collegamento, tra presente e passato della protagonista. Purtroppo mi sono accorto che lo spazio per la storia è davvero troppo poco per quello che vuole raccontare, specie se condizionato dalle scelte dei lettori.
      Siete andati abbastanza dritti al punto, almeno sino a questo momento, dunque alcune situazioni si sono dovute presentare all’improvviso.
      Ti ringrazio per avermi fatto notare il punto fragile della narrazione 😉

      Alla prossima!

  • Non mi sembra il tipo che faccia il Rambo, quindi dico che chiamerà il 112.

    Ok, posso confermare che le scritte che appaiono sono i nostri voti!
    Abbiamo avuto ragione che c’era una cagnolina spaventata, un cagnolone feroce e pure un… bandito?
    L’impressione che mi ha dato è che tu stia costruendo i capitoli in base ai nostri commenti. Magari mi sbaglio: lo scoprirò analizzando i prossimi capitoli 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red.
      Il vostro intervento è sempre essenziale, in qualsiasi storia abbia scelto di portare su The incipit.
      Alcune hanno concesso decisamente più potere rispetto ad altre, ma ritengo che debbano essere le vostre scelte a dirmi dove andare in ogni senso. Quindi, sì, la storia è palesemente guidata da voi sin dall’inizio. Dove ci porterà?
      Lo scopriremo insieme 🙂

  • Riesci sempre a sorprendere. Sarò malizioso io, ma sullo sfondo ci intravedo una leggera velatura di denuncia sociale 🙂
    Certo una Beretta puntata contro fa sempre un certo effetto, però, non saprei, il tizio ha una certa età, pertanto credo che Patrizio proverà ad attaccare.
    Episodio di tutto rispetto anche questo.
    Alla prossima maestro.

  • Ciao GGP, io credo che tenterà l’affondo, dopotutto quello che vede è una specie di Babbo Natale, ed è spaventato abbastanza da non riuscire a elaborare un piano diverso.
    Episodio violento, sanguinolento, disperato che apre uno spiraglio di scenari apocalittici… Ma dove vuoi andare a parare? Vedremo, vedremo, bravo Giuseppe, a presto!🙋

  • 4) capitolo

    Ciao G.G. Pintore,
    la location è ottima, i suoni e i colori sono desaturati a dovere e il tutto è condito con una nebbia fitta fitta di mistero. Bene. Piccolo appunto (personalissimissimo): credo che l’arco narrativo del personaggio principale potrebbe essere migliorato. Adela è costantemente in stato di stress, in preda agli incubi e terrorizzata. Però siccome lei è “sempre” in subbuglio non riesco ad avvertire un crescere della tensione. Non fraintendermi: la tensione c’è, solo che è sempre la stessa, e quindi dopo un po’ non la percepisco. Magari il tuo intento era proprio questo, cioè creare uno stato di ansia continuo (d’altra parte è un horrror !). A parte ciò il racconto è gradevole da leggere e da “vedere”, complimenti.
    Voto per la classica chiamata alla polizia, sono curioso…
    Alla prossima😉

  • 4) capitolo

    Ciao G.G. Pintore,
    la location è ottima, i suoni e i colori sono desaturati a dovere e il tutto è condito con una nebbia fitta fitta di mistero. Bene. Piccolo appunto (personalissimissimo): credo che l’arco narrativo del personaggio principale potrebbe essere migliorato. Adela è costantemente in stato di stress, in preda agli incubi e terrorizzata. Però siccome lei è “sempre” in subbuglio non riesco ad avvertire un crescere della tensione. Non fraintendermi: la tensione c’è, solo che è sempre la stessa, e quindi dopo un po’ non la percepisco. Magari il tuo intento era proprio questo, cioè creare uno stato di ansia continuo (d’altra parte è un horrror !). Comunque sia, a parte questo mio piccolo capriccio, voto per la classica chiamata alla polizia, sono curioso…
    Alla prossima😉

    • Ciao!

      Parto col dire che sono abbastanza d’accordo con quanto hai sottolineato, ed è proprio per questo che ho provato a bilanciare la tensione con delle battute di spirito o delle situazioni più rilassanti e “spensierate” di vita quotidiana. A difesa della storia [considerato che è un problema di molte storie horror, quindi che riconosco anche nella mia] non potendomi allargare, fornendo dettagli ed eventi di circostanza – come la recita -, e avendo concentrato la narrazione in poche ore, ho trovato davvero poco logico che il personaggio avesse eccessivi sbalzi di umore: dall’inizio della storia, tolto l’episodio 5, tutto si è svolto nell’arco di una giornata. Sono partito con l’impostazione del racconto breve, ma ho notato sin da subito l’esigenza della storia di voler raccontare qualcosa in più.
      Ovviamente, anche le scelte di voi lettori, influendo sul flusso della narrazione, mi consentono più o meno di poter abbassare o alzare il livello della tensione. Per ora avete sempre cercato di Indagare (anche un po’ forzatamente), quindi certe cose devono per forza di cose consumarsi in quel capitolo.
      Ritengo ovviamente che non ci siano scusanti: proprio nel riuscire dove è più difficile si evince bravura, e la mia via è ancora lunga 😉
      Ti ringrazio per avermi fatto notare la carenza, di certo con una lettura tutta di fila si può percepire meglio questa cosa, rispetto a un capitolo a settimana, o peggio!

  • Ciao Maestro. Ho recuperato la lettura degli ultimi due capitoli ed eccomi qui a dirti che le cose si stanno facendo davvero interessanti, non avrei mai pensato a uno sviluppo del genere. Dare un giudizio sulle tue abilità di narratore e scrittore sarebbe pleonastico; però, ecco, la prosa è fluida e intensa; ti cattura, e si lascia gustare come una coppa di gelato al cioccolato nero e frutti di bosco.
    Adele aprirà la porta, magari ‘sto cagnolone ha veramente bisogno di aiuto; e non è escluso che possa essere la chiave per aprire nuovi scenari. Quel sangue potrebbe essere semplicemente una ferita… oppure un indizio 😀
    Alla prossima.

    • Ehi!
      Eh, ci sto mettendo più del solito a pubblicare. Ultimamente sto trovando poco tempo, quindi ci sta ritrovarsi a recuperare anche due capitoli insieme 🙂
      Siete più contenti voi lettori di me, a questo giro: non riesco a vedere la storia nello stesso modo in cui sostenete apprezzarla, e magari è un buon segno! Terminato il capitolo, ho sempre la sensazione che niente sia andato come avrei voluto, o che i tagli abbiano finito per sgozzare la vena cupa della storia. Lo scopriremo nei prossimi episodi!
      Ti ringrazio per le belle parole 🙂

      Alla prossima!

  • Ciao GG!
    Le atmosfere del capitolo precedente impegnano anche questo episodio della sensazione di malsano; in più questo accenno al campo NATO e agli accadimenti sulla strada provinciale. Dico che Adela si difende colpendo d’istinto la zampa; la sua vita mi sembra sospesa, legata a avvenimenti che forse sapremo, che l’hanno portata a questo punto.
    La descrizione della sua poca vita prende il centro della scena, il messaggio sullo specchio è il segno di un suo potere/caratteristica che è probabilmente la causa della sua solitudine. Forse corro con la fantasia, la storia prende molto, lo scenario è livido e affascinante.
    Oggi ho cercato di recuperare un po’ di storie e di riprendere la normalità, entro domenica conto di pubblicare anche io.
    La tua fila benissimo, bravo!
    Stammi ben bene e a presto, ciao!

    • Ciao Minollo!

      Ho la fortuna di avere dei lettori, come voi, da strizzare! Posso capire come stia funzionando la struttura narrativa; ma, cosa che mi aiuta ancora di più, ho delle lettrici locali da poter spremere con mille domande su quanto hanno letto. Mi piacerebbe tantissimo poterlo fare anche con tutti voi, in verità, perché adoro studiare i personali pareri sulla vicenda. Ho notato che alcuni dettagli sono passati inosservati, strumenti utili per capire alcuni retroscena. Certo, sono abbastanza velati, ma sicuramente avrebbero raccontato qualcosa in più sul passato di Adela.
      Una cosa che ho potuto notare, da pazzi, è che la storia stia a poco a poco scegliendo un percorso differente da quello stabilito, anche grazie ai vostri voti. C’è dell’altro che vuole essere raccontato, ma forse troppo poco spazio per farlo come vorrei. Meglio così, però: la sfida è più interessante!

      Ti ringrazio per essere passato! Aspetto il tuo prossimo capitolo!

      A presto!

  • Penso che aprirà la porta. Non so perché ma la zampa bianca, sporca di sangue, mi ha fatto pensare alla cagnolina coraggiosa. Cosa vada a cercare a casa di Adela non lo capisco ma è presto ancora per saperlo. Siamo appena al quarto capitolo e diventa sempre più interessante il tuo racconto. Alla prossima Pintore.

  • Leggo zampa e penso ad un animale; potrebbe essere un mostro ma non ci sono indizi su di questo. Chiamare la polizia ha detto che sarebbe inutile ed accoltellare… boh, non mi sembra da lei (almeno per il poco che conosciamo); quindi voto che apre la porta. Coltello alla mano, però: non si sa mai 🙂

    Stavo facendo un’ipotesi: non è che i messaggi che appaiono sui vetri sono dati dai nostri voti? Se compare anche nel prossimo episodio, voglio vedere se la mia teoria è giusta o meno 🙂

    Sembra sempre più una ghost story e quindi mi piace 🙂

    Continuo a non capire cos’abbia la povera Adela ma lo scopriremo più avanti (spero).

    Ciao 🙂

  • Chiuderà la porta , l’istinto di sopravvivenza prenderà il sopravvento…e l’istinto dello scrittore darà il giusto seguit.

    Ciao Giuseppe,
    sono un po di settimane che diserto il sito….e ho recuperato con piacere i capitoli che nel frattempo avevo perso. Mi piace questo alone di mistero in salsa Hollywoodiana che hai dato alla storia, ma ambientato in luoghi a noi più noti e vicini….tutto molto avvincente e coinvolgente, bella suspance.
    Adesso recupero pure gli aggiornamenti su YT.
    Aspetto il prossimo.
    ePP

    • Ehi! Bentornato 😀

      Il vantaggio delle storie (e dei video) è che rimangono lì, in attesa del prossimo spettatore.
      Come ho già accennato in qualche altro commento, non sono convintissimo di come stia uscendo questa storia, ma sono contento che vi stia piacendo.
      Mi sono un po’ bloccato per via di altri impegni, ma cercherò di recuperare la prossima settimana con due episodi. Sarà un capitolo di svolta, quindi bisogna lavorarci bene!

      A proposito, a quando il prossimo episodio della tua storia?
      Dai che sono curioso!

      Alla prossima!

  • Arpirà la porta, mi pare sia la persona giusta per fare la cosa sbagliata… cosa che, però, probabilmente, la porterà a scoprire la verità.
    Ciao, GG.
    Il nome del professore mi riporta alla mente cose del passato, magari ti spiego sul gruppo.
    La tua storia, invece, sta prendendo una piega complottista… o forse no. Di chi è la zampa? C’è qualcosa di vero nell’articolo sgrammaticato? Troppi episodi di Stranger Things? A proposito, a quando la quarta stagione?! Mi piacciono i misteri, mi piacciono i complotti (almeno nella letteratura, nella vita reale un po’ meno) e mi piace la sensazione di angoscia che si sta creando. La protagonista è perfetta con il suo bel difetto a farle compagnia, ci si aspetta di tutto da questa storia e sono sicura che qualsiasi strada prenderai, andrà bene.
    Sono andata a curiosare e ho letto che la strada provinciale 4 è davvero teatro di numerosi incidenti, come spesso accade per le strade a scorrimento veloce.
    Aspetto il seguito, complimenti per la lettura.

    Alla prossima!

    • A dirti la verità, stavo per omaggiarti: poi però non avrebbe avuto molto senso aggiungere quel personaggio in questa storia, troppe complicazioni a livello narrativo. Sarebbe stato carino, ma non avrebbe funzionato del tutto. Quindi alla fine ho optato per mantenere la linea originale.
      Le congetture, i misteri, i complotti e le superstizioni sono alla base di questa storia, come credo sia furbo fare per costruire un horror, ma vedremo se mi riuscirà di dargli un senso alla fine di tutto.
      Di questa storia, eccetto il primo capitolo, non sono molto soddisfatto di come sta venendo fuori, ma questo potrebbe essere un buon segno! 😛

      Ti ringrazio per il supporto. Aspetto di scoprire a cosa ti ho fatto pensare 🙂
      Alla prossima!

  • Ciao Giuseppe, buongiorno.
    Io credo che Adela che è parecchio su di di giri ancora, non aprirà ma neanche accoglierà la zampa, ci mancherebbe.
    Quello che far ad decisivo tu altrimenti che ti paghiamo a fare?
    Insomma la cosa si fa grossa, c’è un horror da scrivere e le premesse per una prosecuzione “bestiale” ci sono tutte.
    Complimenti amico mio, e buona giornata!?

    • Mi piace coinvolgervi direttamente nella fase di creazione: un’azione può stravolgere totalmente il corso della narrazione, mettere nei guai, aiutare, oppure cambiate totalmente il flusso della storia. Voi mi pagate, ma siete anche l’editore che dice: Sai una cosa, dovrebbe andare così! 😀

      Grazie per il supporto e per essere passato!

      Alla prossima!

  • Ciao GG!
    Voto perché continui le indagini su Sara. Atmosfera, scrittura, scenari: trovo tutto asciutto, arido ed essenziale. colori tetri, fotografia sottoesposta per le zone d’ombra che i personaggi denunciano. Anche il pezzo visto con gli occhi di Nurra (nome splendido) è tremendo: il volto aspro, i rovi, l’oscurità che striscia e prova a ghermirla…
    Non l’ho scritto su YT, ma voto per la tua storia; la vedo. Forte e drammatica, vedremo cosa arriverà in superficie, piano piano.
    Bellissima! complimenti, stammi bene!

    • La penuria di caratteri aiuta, nel caso del tenersi asciutti. Come avete visto, sono uno che si lascia ingolosire dai dettagli, dalle sfumature dell’ambiente, e ammetto di aver dovuto tagliuzzare parecchio da questo capitolo, proprio perché avrei tanto da raccontare, ma sarebbe forse anche troppo. Meglio così!

      Ogni volta che sono poco convinto del capitolo, sembra che vada sulla strada giusta, quindi sono felice che questo capitolo vi abbia trasmesso quello che volevo. 🙂

      Ti ringrazio per il supporto, il voto e la fiducia!

      Alla prossima!

  • Ciao Giuseppe, tensione alle stelle, troppo presto per capirci qualcosa l’unica cosa chiara mi pare che Adele e Lea hanno un problema, e che dal prossimo capitolo la storia imboccherà la strada giusta.
    Il cane è davvero curioso, ho provato a immaginarlo senza riuscire. Molto intensa la tua lettura (ca va sans dire!) Complimenti! E, viva la Sardegna e le culture locali!

  • Ciao, GG.
    Episodio che genera angoscia, la scritta AVO (che non si sa ancora cosa sia, forse è solo la parte di una parola più lunga?) sul vetro è molto cinematografica, l’ho vista come in un film. Non ho capito perché lo psicologo della scuola ha i capelli impiastricciati di farina, però.
    Bello il punto di vista della cagnolina nella prima parte del racconto, so di cosa parli, mio zio ha fatto il pastore per tutta la vita. Io vivo in un’altra città, sono nata lontano dalla Sardegna, ma i racconti dei miei me li porto dentro ed è come se in Sardegna ci abbia vissuto anche io.
    Benissimo, direi, il terrore è palpabile, lo sgomento e l’angoscia di Adela provvedono ad alimentare inquietudine in chi legge, stai facendo un ottimo lavoro.
    Se per te va bene, aggiungerei il link al gruppo FB nel caso qualcuno volesse partecipare al tuo progetto e gli andasse di intervenire alle chiacchierate.

    Alla prossima!

    • Ehi ?
      Come.credo di aver già detto su YouTube, non ero del tutto convinto del fatto che fossero passate le giuste emozioni. Anche la parte con Patrizio è uscita tagliata, e ho preferito non forzare la mano con spiegazioni troppo didascaliche. Per chi vive in Sardegna il sentimento è più chiaro, e ho sperato potesse evincersi grazie all’utilizzo di certi termini. Ma è una cosa che si spiegherà anche più avanti, ma intanto andava messo un tassello. ?
      Ho voluto giocare molto con la geografia, questo posso ammetterlo: spero i cittadini di Terralba non finiscano per odiarmi per questo racconto! ?
      La scena di Patrizio, oltre ad alleggerire, serviva anche per mettere un po’ di curiosità ?
      Grazie per le belle parole, e per essere passata!
      Alla prossima!

  • Registro stilistico di alto livello, anche se in alcuni punti l’ho trovato leggermente affettato. Per il momento la suspense è ottima, non c’è horror granguignolesco ma emozionale, davvero notevole. Ho la sensazione che stia virando verso il genere thriller, ma sicuramente è una contaminazione voluta. Anzi, ti dirò, gli horror che preferisco di più sono proprio quelli in cui “lo sbudellamento” sopraggiunge nel finale, oppure quando meno te lo aspetti.
    Cercherà di convincere Lea a parlare, a questo punto trovo che le altre opzioni possano dilatare troppo i tempi e sgonfiare la tensione. À tout à l’heure maestro.

    • Ti ringrazio per le belle parole, e riconosco i punti dove il testo può sembrare troppo staccato. Ho provato a giocare sulla “lentezza” di ciò che avveniva, provando a trasmettere una sorta di rallentamento del tempo.
      Ma trovo che tu possa avere ragione, forse l’impatto voluto non è come desiderato. Grazie per la segnalazione! 😉

      Ho deciso che ogni via avrà il suo perché, ma le vostre scelte narrative saranno (come sempre) super influenti sulla risoluzione della questione!

      Grazie per essere passato! Alla prossima!

  • Ciao GG!
    Vedo che ti togli qualche soddisfazione con un dialetto più vicino alla tua terra ?. La mano irrompe come jumpscare e l’hai descritta assai bene, con colori vividi. Mi sono soffermato di più sulle riflessioni tue/sue che aprono l’episodio: sorprendenti, meritano uno stop con rilettura, specie quando parli di “voci azioni doveri e noie”. L’ambientazione poi è particolare, l’isola è di per sé terra di confine, dove certe immagini malinconiche proiettano ombre più lunghe che altrove, almeno ai miei occhi di lombardo: mi richiama Curon o il francese Marianne, due serie su Netflix ambientate in terre di confine, mare e montagna.
    Bel lavoro davvero, ed efficace. Voto per l’invito dai Mereu e ti auguro una buona serata.
    Ciao!

    • Ehi!

      Felice di averti portato in questo viaggio di tormenti, malinconia e oscurità incalzante! Il mio problema è non saper parlare decentemente, neanche a livello di pronuncia, il mio dialetto! Ho dovuto chiedere aiuto, trasformando il tutto una specie ii traduzione fonetica. Certi suoni, però, sono difficili da replicare nel modo corretto 🙂 La parte letta è un po’ più fedele, forse… non sono del tutto sicuro!
      Devo dire che con questa storia vi vedo tutti un po’ più divisi. Mi piace.

      TI ringrazio per il supporto. Alla prossima!

  • Ho l’impressione che tu ti stia divertendo un mondo a tirar fuori quanto di più orribile io riesca ad immaginare. Brrr… che paura! Penso che parlerà con Lea per capire cosa le sta succedendo. Io al posto suo sarei molto più preoccupata per me e per i miei terribili incubi. Mangiare leggero la sera potrebbe aiutarla? Vediamo cosa ancora sei capace di inventare. Alla prossima, Pintore. Ciao.

  • Ciao, GG.
    Io credo che cercherà di convincere Lea a parlare.
    Terribile l’incubo, la mano l’ho vista proprio come in un film, mi ha fatto rabbrividire. Una cosa non ho capito: le parole sul vetro le ha scritte lei?
    Mi piace molto l’atmosfera che stai creando, mi piacciono i personaggi e il fatto che la storia è ambientata in Sardegna, terra dei miei genitori. Complimenti, l’horror qui la fa da padrone, vediamo cosa ne viene fuori. Sono curiosa di sapere chi è la donna dell’incubo… povera.
    Alla prossima!

    • Ehi!

      Allora… il vantaggio dei caratteri ristretti, è quello di “concedermi” delle libertà narrative, giustificate proprio dal dover stare “stretti”, ma che mi accorgo possano giocare il ruolo di “detto/ non detto.” La chiave di lettura quindi è tutta nelle mani del lettore. Mi piace l’idea.
      Avrei voluto specificare più cose; ma, a distanza, con mente più fredda, trovo che sia stato saggio non aver avuto lo spazio per farlo. Il testo si apre a diversi toni, a seconda di come lo legge o di chi lo legge. Mi terrò i miei segreti, per ora, piacevolmente colpito dalle vostre domande! 🙂

      Grazie per il supporto!

      • Semplicemente che non si ritorna sull’argomento praticamente per tutto il capitolo: poteva pure essere ambientato prima del tema, da come è stato impostato, oppure molto dopo. Solo nelle ultime battute, si comprende che è il giorno dopo la lettura del tema 🙂

        Ciao 🙂
        PS: ma di che disturbo soffre? O non lo hai specificato apposta?

        • Allora… non saprei se parlare, oppure se lasciarti la libertà di credere quel che vuoi, perché la costruzione di un horror gioca molto anche sulla percezione del lettore. Dai commenti che ho letto per ora, pare che tutti siano rimasti un po’ spaesati, e qualcuno si sia lasciato “giocare” dalla mia scelta di parole. 😛
          Se ti va, prova a rileggere, penso che possa esserti sfuggito qualcosa, ma non sei l’unico! 😉

          Non dirò niente. Perché rovinerei a te, e anche a chi legge, una potenziale chiave di lettura. Tienimi aggiornato sulle impressioni, sono molto utili per capire l’impatto sul lettore! Grazie ancora per il tuo tempo e la voglia di discutere! 😛

  • Ciao Giuseppe. Io credo che andrà dal preside, almeno per ora. Per un consiglio professionale, anche se, immagino, non otterrà granché.
    Angoscioso il sogno e ancor peggio, forse, il risveglio.
    Prosa incalzante, paesaggio a suo modo devastato, come l’anima di chi l’osserva!
    P.s.: Voglio sentire quella frase finalmente in lingua sarda!?

    • Ehi!

      La lingua sarda, pronunciata bene o male che sia (e io anche in questo sono negato, nonostante sia del posto) ha un alto livello di rischio “evocazione demoniaca”. Quindi non provarci a casa, davanti allo specchio!

      Lieto di essere riuscito a trasmettere un po’ di ansia e di inquietudine. Confesso che il limite mi ha frenato dal dare libero sfogo alla mente. Volevo inserire più questioni, ma mi è stato difficile. Forse l’errore più grande di questo capitolo è l’impostazione: è aperta a una narrazione più ampia, tipica da racconto lungo. Dovrò contenermi!

      Grazie per essere passato!

  • Davvero spiazzante ‘sta roba. Giuro che stavo per partire con una reprimenda, poi alla fine mi hai fatto sentire un co…one. Mi piace, si inizia alla grande. Ho votato per “ignorerà il fatto…” che trovo più inquietante, sperando che faccia slittare più in là il delinearsi del mistero; giusto per non inciampare subito nei classici topos del thriller.

    • Uh, bella scelta, anche se pochi giocano come me a rendere le cose più “difficili” allo scrittore di turno. Mi piacerebbe esplorare la storia in tutte e tre le versioni, ma questo mi porterebbe nel bel mezzo di un episodio di Black Mirror, e questo finirebbe per farmi impazzire 😀
      Concordo sul fatto di evitare di finire nei soliti luoghi comuni e nei cliché, cercherò di stare attento 🙂

  • Ne parlerà con lo Psicologo!
    Sarebbe super interessante (per me ?) sapere il profilo psicologico del personaggio! ?

    Ciaooo! ?
    Hahaha che inizio sorprendente! Visto il tema horror, ero già pronta a veder comparire dietro quel divano qualcosa d’inquietante ? per fortuna non è apparso, mi “sghezzo” facilmente ?

    Caspita questa ragazza sembra molto stressata. Bella la figura dell’insegnante se indagherà. ?

    Comunque è stato fortissimo leggere il primo pezzo. E in realtà, per quanto la cura nel progettarlo è stata raffinata… a me ha davvero provocato un po’ di ansia ?

    Alla prossima ?

    • Ehi!

      Immagina dover provare a leggerlo cercando di non ridere! 😀
      MI sono avvalso di alcuni aiutati la scrittura di quella parte, devo ammetterlo. Hanno fatto uno splendido lavoro.
      Per la questione del divano… mai dire mai. Il limite dei caratteri lo sento un po’ di più in questo genere, perché devo centellinare le parole in modo che riescano a creare il giusto effetto di tensione-calma. Vedremo se mi riuscirà di tirare fuori qualcosa di dente 😛

      Grazie per essere passata. Alla prossima!

  • Giuro che ero allibita leggendo la prima parte. Non avevo capito che era il tema di Jenny e, conoscendo l’autore mi sono chiesta cosa avesse bevuto.
    Ah,ah, che scema!
    Brava l’insegnante. Ho votato per l’indagine personale; è quello che avrei fatto io.
    A presto Pintore.

  • Ciao, GG.
    Sì! Un horror! Che mi pare abbia una matrice classica: adolescenti che hanno a che fare con cose più grandi di loro… fantasmi o uomini che siano, e un adulto (o più adulti) che tentano di capirci qualcosa e, se si può, di aiutare… ma non si può, è un horror. La nostra Lea, insegnante attenta, chiederà di certo aiuto a uno psicologo, ci vuole un coinvolgimento e per me ci starebbe proprio bene. Come ti ho scritto sul canale: sono rimasta un po’ perplessa leggendo la prima parte, poi ho capito e ho sorriso, di sbieco, perché si prospetta una bella storia 🙂
    Sono curiosa di conoscere gli sviluppi.

    Alla prossima!

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