La chiave

Dove eravamo rimasti?

Di cosa parlerà il prossimo capitolo? Del litigio tra Angelica ed Eloisa (67%)

Ritorno al passato

Eloisa prese il suo cappotto blu scuro per coprirsi le gambe infreddolite e subito si accorse che mancava qualcosa.

«Il portamonete!» gridò «L’ho lasciato stamattina al bar. C’è dentro anche il mio bancomat»

«Oh cielo! Prova a telefonare e senti se l’hanno trovato»

Eloisa impallidì e con la mano tremante prese il telefono, ma non voleva chiedere ad Angelica di fare la chiamata al posto suo. Quando cliccò sul simbolo verde, sentì il suo cuore accelerare e sperò fino all’ultimo che nessuno rispondesse.

“Pronto, Bar il Sospiro, cosa possa fare per lei?”

“Buongiorno… Stamattina sono stata da voi e credo di aver dimenticato un portamonete…rosso…con dei fiori bianchi” inciampava nelle parole.

“Mi ricordo! Tu sei la ragazza bionda che si siede sempre al tavolino all’angolo, vero?”

“Sì, sono io” rispose Eloisa così sorpresa che per poco il telefono le cadde di mano.

“L’hai proprio lasciato qui. Se vuoi, puoi passare questo pomeriggio. Domani chiudiamo due settimane per ferie”

“Capisco. Il problema è che al momento non sono in città… ma non importa, vorrà dire che aspetterò”

“No, ma figurati. Non ti faccio attendere così tanto. Nei prossimi giorni sarò comunque nel locale. Sai com’è, c’è sempre qualcosa che va riparato. Tu bussa pure alla porta»

«D’accordo, passerò sicuramente allora» poi chiuse la telefonata e ficcò l’aggeggio tra le pieghe del divano.

Nel frattempo, Angelica dalla poltrona la guardava ridacchiando.

«Ma dimmi la verità, te lo sei dimenticato apposta il portamonete?»

«Cosa? No!»

«Quando il tipo ha risposto, sei diventata color melanzana. È inutile che fai la finta tonta, non sei mai stata brava a nascondere le cose»

«È carino, va bene? Ed è anche molto gentile, ma non lo conosco e per quel che ne so potrebbe essere una persona orrenda»

«Questo non puoi escluderlo neanche conoscendo qualcuno per dieci anni»

«Già, certe persone sono maestre nel nascondere come si sentono veramente» sospirò pensando a sua madre «Senti, quando eravamo piccole, ti ho mai parlato di una certa zia Emilia?» aggiunse.

«No, non me lo ricordo proprio. Perché?»

Eloisa prese la foto e la passò all’amica.

«Che strano. No, non l’ho mai vista»

«Neanche io, eppure la mia mente se la ricorda, perché l’ho sognata»

«Posso chiedere a mia madre, se vuoi. Lei conosce tutti qui in paese. Ora devo proprio andare. Ci vediamo»

Eloisa rimase seduta sul divano guardando il fondo del bicchiere vuoto sfumato di rosso. Si sentiva ancora più sciocca. Fino a un anno fa amava raccontarsi di essere stata ingenua, ma solo negli ultimi tempi aveva capito che nelle sue azioni c’era della malevolenza. Era iniziata con le sue dita che si incontravano quasi casualmente con quelle di Fabio, dei sorrisi che erano più che semplice cordialità, poi avevano cominciato a vedersi senza Angelica e lui ogni volta aveva un motivo per lamentarsi, ingigantiva dei piccoli bisticci per parlare male di lei. Quegli incontri si erano trasformati in una relazione clandestina. Eloisa era riuscita a convincersi che era giusto così, che loro due si amavano e che era questione di tempo prima che Fabio lasciasse Angelica, ma sotto sotto, in un angolo oscuro della mente, c’era anche la soddisfazione di aver rubato l’uomo ad Angelica, quella bella tra le due, quella che si prendeva sempre i complimenti e che tutti amavano. Quando Angelica aveva scoperto la tresca, aveva allontanato entrambi ed Eloisa si era aggrappata all’illusione che la colpa forse interamente di Fabio: era stato lui a mettersi in mezzo tra lei e Angelica, a traviarla con le sue galanterie e promesse mai mantenute. La verità è che lei non aveva opposto alcuna resistenza, anzi aveva zittito la voce della sua coscienza per mesi. Fabio non l’aveva tradita solo con lei, ma con diverse altre ragazze e dopo essere stato lasciato era sparito, aveva accettato un lavoro a un’ora di distanza e non si era più fatto sentire. Eloisa sospirò ripesando a quel periodo, poi la mente andò al pomeriggio appena trascorso. Nonostante tutto questo, Angelica aveva trovato la forza di provare a riavvicinarsi, mentre lei sentiva di non star facendo abbastanza. Non le aveva mai neppure chiesto scusa; Angelica le aveva mandato un lungo messaggio in cui diceva non volerla vedere mai più, ma lei non aveva mai risposto, e adesso sapeva che era a causa della vergogna. Le lacrime che avrebbe dovuto piangere per la fine di un’amicizia durata quindici anni, le aveva sprecate dietro a un uomo con cui era stata pochi mesi e che l’aveva solo presa in giro. 

Mangiucchiò una lasagna surgelata che aveva preso quel pomeriggio e si mise a letto pensando al miglior modo di ricontattare la sua amica. Si stupì quando invece fu quest’ultima a scriverle di nuovo.

“Ciao, ho chiesto a mia mamma per questa Emilia di cui abbiamo parlato e ha detto di sapere di chi si tratta. Dovrebbe essere la sorella di tua nonna, tua prozia. Una volta abitava in paese, ma si è trasferita in Austria più di vent’anni fa”

Eloisa spense il telefono e lo appoggiò sul comodino, poi si girò e fissò il soffitto.

Come prosegue la storia?

  • A causa di un evento inaspettato Eloisa decide di tornare in città (33%)
    33
  • Angelica aiuta Eloisa a cercare la chiave (67%)
    67
  • Fabio torna a farsi vivo (0%)
    0
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23 Commenti

  • Capitolo 5)

    Ciao Assia!

    Ci presenti qualche informazione in più sul personaggio e sui rapporti interni, utile forse a comprendere le dinamiche di alcune scelte della protagonista. Ho avuto l’impressione che sia un episodio di transizione prima di un risvolto di trama – in tutti i racconti ci sono, quindi non è un critica! – e ci prepara quindi a quello che sarà.
    Sono contento che tu abbia ritrovato la carica per portare avanti la storia 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/7ipPav8O1mw
    Aspetto il prossimo!
    Ciao!

  • Capitolo 4)
    Ciao Assia!

    Non riesco a recuperare il capitolo in video, quindi lo faccio in silenzio. 😉

    Mi pare che tutto sia abbastanza scorrevole, tolto qualche errorino di battitura, ma nulla di grave.
    Dopo del tempo, ci vuole un attimo per rientrare all’interno della storia, ma riesci a farlo abbastanza tranquillamente. Trovo che il limite dei caratteri possa aver reso un po’ statico il dialogo tra le due, ma potrebbe funzionare proprio per dare un po’ quel senso di “imbarazzo” tra le due. Alcuni dialoghi avrebbero respirato di più con dei movimenti o dei passaggi, ma è chiaro che non ci fosse spazio per farlo 😉

    Bentornata!
    Aspetto il prossimo!

    • Grazie per il tuo commento😊 purtroppo non sono più riuscita a caricare gli altri capitoli e la storia è rimasta in sospeso. Per quanto riguarda la staticità sono d’accordo, avrei voluto aggiungere altro e arricchire la scena, ma faccio ancora fatica a gestire i 5000 caratteri massimi e decidere cosa tagliare o meno. Spero di migliorare in futuro.
      Alla prossima!😁

  • Ciao Assia!
    Bene, questo Fabio non mi è molto simpatico: invadente di sicuro, inoltre trova il posto dei sogni e se ne ritorna a casa… mah! Io diffiderei, come sembra fare Eli.
    Ho votato per Angelica, vediamo chi è davvero. Riveli a poco a poco le info sulla storia, brava!
    Attenta ai piccoli errori di battitura, dedica qualche momento alla rilettura: esempi “Mi dispiace per come si concluse le cose” “Aveva pure trovato un bel lavoro” ma Fabio sta parlando in prima persona.
    molto bella l’introduzione con l’ambiente in primo piano.
    Ti auguro buona giornata ciao!

  • Capitolo 3)

    Ci lasci con qualcosa di non detto, per incuriosirci. Si respira una certa aria di “ansia”, ma trovo che avresti potuto giocare di più con i sentimenti della protagonista e del lettore, caratteri permettendo. Qualche volta, spostando parti del testo, si riesce a evocare delle immagini più intense nella mente del lettore. Quella delle scale nella casa della nonna potevano servire a descrivere un sentimento di ricerca di salvezza, se avessi descritto il freddo tipico di una casa “chiusa”. Fare quelle scale, a distanza di anni, avrebbe potuto essere più incisivo nella narrazione 🙂 Ognuno ha ovviamente le proprie scelte stilistiche, quindi non contarlo come un errore, più come un consiglio!

    Qualche errorino di battitura qua e là che fa un po’ storcere il naso, ma nulla di preoccupante. Si vede una crescita da un capitolo all’altro, quindi continua così! 😛

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/AsPKSXjKhyI

    Alla prossima!

  • Ciao Assia, questa ragazza tormentata da una strana angoscia comincia a starmi a cuore, spero riesca trovare la sua strada senza farsi travolgere dal peso del passato.
    Fai progressi anche tu, velocemente, brava; e stavolta a parte qualche punto che manca, e pochi refusi (leggi e rileggi sempre!), Siamo decisamente avanti.
    Alla prossima!??

    • Grazie per il commento e anche per i suggerimenti che mi dai dopo ogni capitolo? hai ragione per i refusi, purtroppo sono un mio gran difetto e a volte li vedo solo quando me li fanno notare. Cercherò di fare più attenzione la prossima volta.

  • Ciao Assia!
    Voto per l’incontro inaspettato, anche perché qualche dialogo starebbe bene in questo inizio. La protagonista è stata presentata con dovizia di particolari, con ricordi e attraverso i legami: ora si entra nel vivo. Ti segnalo la stessa frase che indica Fenderman, credo ci volesse il “non”; inoltre leggendo mi sono accorto che usi spesso il “ma”. Certo lo richiede una serie di passaggi centrali, ma se posso ti consiglierei di cercare soluzioni alternative. Io stesso cerco rileggendomi situazioni di medesimo genere.
    Brava, seguo la storia.
    A presto!

  • Ciao Assia, rivedendo il primo capitolo e poi questo ho visto come sei stata veloce a sistemare parecchie cose. Brava. Evidentemente il primo capitolo ti aveva messo un po’ di frenesia addosso e hai pubblicato un testo non ancora maturo. Qui va molto meglio, la storia sta prendendo una piega “classica” nel genere e che sicuramente piacerà.
    Ci sono ancora delle cosette da aggiustare tipo: Per “poter darti” una vita migliore. (poterti dare?).
    In questo periodo forse manca qualcosa: “Ma si rese anche conto ( che?) non c’era nessuno ad aspettarla, il suo telefono non aveva squillato una sola volta in quei giorni, quindi (non?) aveva importanza se fosse malata o sana.” Piccoli dettagli, sempre a parer mio.
    Brava, buon fine settimana.??

  • Capitolo 1)

    Bell’inizio! 😉

    La descrizione iniziale è interessante (io le adoro) ma forse è un pelino troppo lunga per i lettori normali. A mio avviso è piuttosto gradevole 🙂

    Avresti potuto aggiungere qualche spazio in più per dare più respiro agli eventi, che specie nel finale si presentano in un unico blocco.
    Nel complesso trovo il capitolo un buon inizio. Continua così!

    Se la cosa può farti piacere, ho iniziato a leggere la tua storia su Youtube:

    Continuerò, se può farti piacere 😉
    https://youtu.be/BUwOdqyd660
    Alla prossima!

  • Ciao Assia, sarò cattivo, è per il tuo bene, se ti interessa davvero scrivere. Riprendi questo capitolo, non avere fretta di andare avanti, rileggi e “riscrivi” soprattutto. Vedrai quanto meglio riuscirai a dire le cose. Io ho colto una specie di frenesia che ti ha portata a mescolare immagini diverse temendo forse di non avere argomenti.
    Non entro in particolari perché non voglio toglierti il diritto di scrivere quello che ti pare, ma siccome intuisco che puoi fare meglio insisto.
    Voto i dettagli. A presto, ciao.??

  • Ciao Assia!
    Direi introduciamo un nuovo personaggio, anche se spero di ritrovare i flashback, che piano piano ci disvelano qualcosa.
    Il rosa verrà, la donna sarà un’allucinazione dovuta alle alte temperature; all’inizio ho pensato ad una apparizione da paranormale ?.
    Trovo il tutto ben scritto e ti faccio i complimenti; ” Una mattina vide davanti a lei” ecco, forse avrei scritto “sé”, ma è un’opinione, poca cosa.
    Ciao alla prossima!

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