La Gatta ed i Gattini

C’era un volta

C’era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, in una casetta in mezzo al bosco, una donna che aveva due figlie. Una tanto bella quanto buona, di nome Angela, l’altra tanto bella quanto cattiva, di nome Demonia. Demonia era la preferita perché era una ragazza che era sempre pronta a sfruttare il prossimo per ottenere vantaggi; Angela, all’opposto, era gentile con tutti e dava una mano ogni volta che era possibile. Proprio per questo motivo, Demonia era quella che aveva i vestiti più belli, la stanza più bella, i gioielli più belli, mentre Angela si accontentava di un semplice vestito che indosserebbe una serva.

Un giorno Demonia decise di mandare la sua sorella nel bosco più profondo a raccogliere delle rose. Non aveva importanza se in quel periodo le rose non sbocciassero. Fu così che, lasciando i sentieri da sempre conosciuti, Angela si perse nel Profondo Bosco, là dove si dice che nessun umano vi ha mai messo piede. Eppure qualcuno che curava il bosco ci doveva essere perché i sentieri erano puliti e battuti; mille bivi diversi ma pur sempre qualcuno ci doveva, se non abitare, almeno curarlo. Ad un certo punto del suo vagabondare vide un filo di fumo e, avvicinandosi, una casetta. Ed un sacco di gattini: chi tagliava la legna, chi faceva il bucato, chi rassettava casa, chi curava l’orto… Angela rimase un attimino interdetta e tutti i micini, accorgendosi di lei, interrompettero le loro attività per avvicinarsi.

«Tu saresti?»

«Mi chiamo Angela e credo di essermi persa»

«E vorresti?»

«Un po’ di ospitalità»

«In cambio?»

«Potrei aiutarvi con i lavori»

«Benvenuta Angela»

Angela si ritrovò a tagliare legna, curare l’orto, rassettare casa, filare, cucinare e molte altre attività, in compagnia di tutti i gattini che aiutavano e davano disposizioni. Alla fine Angela si sentì stanca ed i gattini la fecero accomodare davanti al camino. Poteva scegliere tra la poltrona e la sedia e lei scelse la sedia. Subito i gattini la presero e la spostaro più vicino al camino; chi le fece da poggiapiedi, chi da copertina, chi le massaggiava i muscoli stanchi.

Non passò molto tempo che Mamma Gatta entrò in casa. Vide che tutti i lavori erano stati fatti e che c’era un ospite in compagnia dei suoi gattini. Quando Angela se ne avvide, fece per alzarsi ma lei le fece segno di restare seduta.

«Benvenuta – le disse mentre ravvivava il camino – se i miei figli sono in braccio a te, significa che sei sicuramente una gradita ospite. Ceniamo insieme?»

Fu apparecchiata la tavola ed Angela mangiò e parlò con la gatta ed i gattini, passando una piacevole serata. Misero a letto i gattini e lei dormì insieme alla gatta.

Il giorno appresso, la gatta volle ricompensare Angela facendole scegliere vestiti e gioielli ma lei rifiutò garbatamente perché non voleva privare la gatta dei suoi beni. La Mamma Gatta tanto disse e tanto fece che alla fine Angela scelse un vestito semplice. Le venne poi data la rosa ed indicata la strada di casa. Quando si lasciarono, la gatta ed i gattini la riempirono di complimenti e benedizioni. Ed ecco che il vestito di Angela divenne il più bel vestito che si potesse immaginare, le comparvero addosso gioielli per renderla ancora più bella e qualsiasi cosa toccava, diventava sempre più splendida!

Non vi dico l’invidia della sorellastra quando vide il prodigio. Minacciò la sorella e la picchiò fin quando lei non non confessò tutto. Demonia corse nel Profondo Bosco, alla ricerca della casa della gatta e dei gattini. E quando la vide non salutò nemmeno: prese tutti i gattini a botte, li legò e li imbavagliò; distrusse tutto il loro lavoro, divorò tutto il loro cibo e si sedette su di loro nella poltrona davanti al camino, bevendo tutto il loro vino. Non contenta, li rinchiuse tutti in una botte piena d’acqua, prese per sé tutti i vestiti e tutti i gioielli e diede anche fuoco alla casa. Se ne andò soddisfatta di essersi meritata i vestiti ed i gioielli più belli di quelli della sorella.

Non vi dico la disperazione della gatta quando vide la sua casa! Ma la botte non volle affogare i gattini e li protesse dalle fiamme. Quando la Mamma Gatta liberò i suoi gattini, loro le raccontarono tutto. E via di insulti e maledizioni! Il vestito indossato da Demonia divenne il più brutto che possiate immaginare, i gioielli divennero volgari pezzi di ferro e qualsiasi cosa toccava, avvizziva!

Quando Angela vide arrivare la sorella, capì l’errore commesso e si mise a correre per raggiungere il Profondo Bosco e la casa della gatta e dei gattini. Lì vide che stavano facendo fagotto. Si prodigò in mille scuse per quanto era accaduto ma la gatta le disse di non preoccuparsi. Lei si offrì di accompagnarli per un pezzo di strada e questo aiuto accettarono. Giunti al limitare del bosco:

«Ora qui ci dobbiamo separare, ma ti faccio una promessa: quando noi ci reincontreremo, tu sarai regina»

Diede un bacio sulla fronte della ragazza e la salutarono, mandandogli complimenti e benedizioni a lei ed insulti e maledizioni alla sorella.

Il Principe sta per incontrare Angela; in quale situazione?

  • Mentre inseguiva il suo gatto, incontra Angela al limitare del Profondo Bosco che ha da poco lasciato la Gatta ed i Gattini (38%)
    38
  • Mentre passeggiava per il bosco, sente Angela cantare mentre si sta facendo il bagno al lago (63%)
    63
  • Mentre cercava la strada per tornare a casa, si imbatte nella casa di Angela (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

134 Commenti

  • Ciao Red!
    Ho recuperato ora la fine della storia, spero ora di riprendere il ritmo delle letture. La tua fiaba anomala finisce almeno per ora (poi leggo la seconda parte), con sfoggio di notevole fantasia da parte tua; i sortilegi sono buffi e i cattivi della storia in fondo non sono così cattivi. La Gatta si sacrifica per evitare guai peggiori a Angela ?, e anche la mamma…
    Bene, siamo pronti per il prosieguo, bravo come sempre a inventare, complimenti!.
    A presto, ciao!

  • Ciao Red!
    Tu parli, no sei tu che mi capisci! La fiaba prosegue con motti di spirito davvero felici, come quando il gatto lascia intendere che è meglio non approfondire l’approccio dei gatti alle gatte… Voto perchè lei sia scambiata per il mostro, mi piace questa trasformazione che attraversa stadi terribili, altro che uomo lupo.
    Complimenti, il tutto continua ad essere divertente!
    Ciao Red, buona domenica!

    • Ciao! A quanto pare Angela mostro sta piacendo a tanti, come anche il Principe che va nel Profondo Bosco. Vediamo cosa succederà Martedì 😉

      Sono contento che ti piacciano i miei “motti di spirito” perché servono un po’ ad alleggerire e rendere fiabesca la questione 🙂

      Ciao 🙂

  • Andiamo nel Profondo Bosco!!
    Siamo quasi alla fine e si spera finirà bene. Comunque, per quanto non nego sarebbe fuori luogo, mi piacerebbe se il finale tutti cantano e ballano in puro stile “Tutti quanti voglion fare Jazz!” XDXD
    Scusa, ma quando leggo di catti mi torna sempre in mente quel film XD

  • Ciao, Red.
    Voto per Angela che viene scambiata per il mostro, voglio vedere come la salvi e sono certa che la salverai. Anche in questo capitolo c’è un messaggio, almeno io lo vedo, ogni azione ha una conseguenza. Demonia ha messo in mezzo la storia del mostro e ora si ritrova rinchiusa e chissà che non possa più uscire. 😉
    Bravo, Red, bell’episodio.

    Alla prossima!

    • Se riesci a leggere un messaggio, allora significa che la fiaba l’ho scritta bene ^_^ perché in fondo servono anche a questo le fiabe 🙂

      Sulla questione mostro per ora non dico niente perché i voti si stanno rincorrendo: vedremo chi la spunterà Martedì prossimo 🙂

      Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi