La voglia fa novanta

La libidinosa del condominio

«Nel condominio si dice che sei una gran porca.»

«Eheh, mi piace il cazzo!»

Queste che leggiamo sono le battute che si sono scambiate Serena e un bel tizio del suo condominio di nome Alfredo. Ma andiamo a presentare subito la nostra protagonista.

Serena era un maschio meridionale, oggi è una cattiva brava ragazza che vive in Nord Italia. Se ve lo starete domandando tutti: sì, si è operata anche sotto! Bionda, alta, formosa grazie al fitness, non è bella ma piace perché è porca. Lei ha sempre in testa il pensiero martellante dell’eros. Disinibite e porche come lei in circolazione ve ne sono pochissime. Lei accontenta tutti gli uomini – e naturalmente se stessa – a condizione che abbiano un bel pacco. Non le interessa se sono alti, bassi, belli o brutti: lei vuole godere. La cosa che più la contraddistingue e che potrebbe far ridere è il suo gemito: sembra la voce di Alvaro Vitali.

Lei ha al suo seguito tanti fan e follower sui social, perché ha girato anche film porno amatoriali di cui è stata anche produttrice. Non ha venduto molto, ma nonostante questo gli ammiratori non le mancano. Posta delle foto provocanti in cui mette in risalto il suo fisico allenato e le sue lunghe gambe.

Postando un giorno una sua foto su Facebook, leggiamo il seguente commento: “Che gambe lunghe come un’autostrada! Le percorrerei volentieri”.

Ebbene, la sua fama non avrebbe potuto non diffondersi fin nel condominio, tant’è che, come abbiamo visto sopra, uno del palazzo glielo fa notare. E lei, ovviamente, non perde occasione di approfittare della sua presenza pur di godere un po’.

Serena lo fa entrare nel suo appartamentino e gli prepara un caffeuccio. Lui nota il vestitino inguinale che lascia intravedere il didietro. Le si avvicina con fare morboso e le dà una bella sculacciata il cui suono rimbomba per tutta la casa, le tocca il seno e lei comincia subito a gemere. Non si fa remore di toccargli i pantaloni ed esclamare: «Mhm, che pacco!». Subito si porta in ginocchio e gli abbassa i pantaloni della tuta perché non vede l’ora di infilarselo nella sua calda cavità orale e poi vaginale, anale… Nessun buco viene e deve essere risparmiato!

Lei si toglie il vestitino, non indossa il reggiseno perché la mastoplastica rende sodi i seni. Alfredo le stimola i capezzoli con mani, lingua e denti. Lei geme forte, si sente quasi soffocare, perché adora quando glieli stimolano. Con una mano lui entra nelle mutande per stimolarle la vagina che trova umida e al tatto “gommosa”. A furia di stimolarle il clitoride la brasiliana di pizzo finisce per strapparsi. La fa sedere con impeto sul tavolo e le allarga le gambe per leccarla tutta, su e giù. Lei è tutta un gemito. Non vede l’ora di farsi penetrare, ma lui è lì che continua con il cunnilingus per mezz’ora, non la smette più.

«Hai una patata magica!», le dice con tono di voce da pervertito.

Lei non risponde, è disconnessa con la realtà. Lei vive un’estasi quando fa sesso!

Alla fine si decide di tirare fuori il pacco che le infila fin nelle budella. Serena riesce appena a parlare, le manca il respiro per quanto sta godendo. La mano di lui le tiene il collo. Lei riesce a dirgli, con un filo di voce: «Più forte! Ah!».

L’amplesso dura per un bel po’, nelle posizioni più abituali, sul tavolo, sul divano. Dopo la prima eiaculazione lei desidera ricominciare, ma lui deve tornare alle sue faccende domestiche. Si promettono di rivedersi e fare un bis ma in grande.

«Puoi venire in tutti i sensi quando vuoi. La mia porta è sempre aperta, e non solo quella di casa.»

E ancora: «Conserva le mie mutandine. Pensami».

Lui le prende e se le porta al naso, annusandole e dice: «Hanno un buon profumo!»

«Eheh.»

Serena va a farsi una doccia e le torna in mente il passato, quando aveva ancora il genitale maschile.

Tanti anni addietro, in vacanza, alloggiava in una casa in affitto. Al suo arrivo, il giovane e aitante figlio del proprietario, un po’ bruttino, le stava mostrando la casa. Entrati, lei chiese se potesse correre a farsi subito una doccia perché era sudata e di continuare dopo la conversazione. A un certo punto lei lo chiamò dal bagno, lui aprì la porta e la trovò di spalle, nuda. Serena lo invita a insponarle la schiena e lui, timidamente, la accontanta con piacere. 

Stava insaponando la schiena quando, inaspettatamente, lei si girò e mostrò il suo membro moscio.

«Non te lo aspettavi?», gli dice Serena.

«Veramente no!», rispose lui.

«Se ti va ti faccio un bel lavoretto con la mia bocca.»

«Va bene.»

Serena glielo succhiò, lui godette come non godeva da tempo. Dopo aver terminato il lavoretto, lei si alzò e gli disse: «Guardalo bene, perché poi non lo rivedrai più. Tra qualche mese mi opererò e mi farò una vera vagina».

E lui: «Molto bene! Così un giorno ti potrò farmi tutta».

Finisce qui il nostro primo episodio. Lo avete trovato banale? Perché, cosa vi aspettate da un rapporto intimo? Un gioco a poker, o a porker che dir si voglia?

Dai, Serena, facci sognare ancora! E facci anche ridere, perché ne abbiamo bisogno in questi tempi!

Il tizio del condominio la ricerca. Serena vuole trasgredire in grande.

  • Vuole fare un po' di sadomaso. (0%)
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  • Vuole guardare con lui un suo porno amatoriale. (0%)
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  • Vuole invitarlo a un club privé. (0%)
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