L’Imperatore e Il Sole

L’incontro

  Agosto 1855

Un caldo torrido e afoso pervadeva in tutta la campagna, l’ombra dei sontuosi alberi risultava essere l’unica fonte di riparo per un imminente calo di pressione. Il sangue ribolliva dentro la carne, ed io avrei voluto semplicemente strapparmi quell’odioso abito e buttarmi nel fiume lì vicino, attraversarlo da una riva all’altra e godermi quell’istante di libertà, avvertire l’acqua invadere ogni singolo lembo del mio corpo, senza più patire quell’atroce sofferenza.

<<Beatrice, fra qualche istante arriveranno i sovrani tedeschi… evitiamo discorsi poco consoni all’etichetta>> sentenziò mia madre con tono solenne.

Feci finta di non sentire, mentre notavo l’ansia frenetica di mia sorella Aurora crescere sempre più.

Aurora era la più piccola, una donnina dal dolce aspetto con i suoi fluenti capelli neri corvino, graziosa nei modi di fare e, soprattutto, era la mia più fedele compagna di vita. Insieme a lei, tutto diveniva più semplice.

Da non molto tempo, i nostri genitori avevano avuto la brillante idea di unire la mia dolce Aurora al futuro kaiser tedesco Guglielmo VIII, un giovane influente e di bell’aspetto.

Nel nostro primo, e unico incontro, avevo notato con gran piacere la dolcezza e pacatezza riservata ad Aurora, i suoi occhi brillavano d’incanto nel vedere mia sorella e la sua bocca aveva pronunciato frasi simili al miele.

I nostri genitori erano entusiasti e anche Aurora fremeva dalla voglia di rivedere il suo amato Guglielmo. D’altro canto, anche io ero molto felice per lei.

<<Eccolo!>> mi disse Aurora con voce quasi strozzata dall’emozione stringendomi il braccio. Sorrisi e non feci in tempo a voltare lo sguardo che inciampai in un groviglio di erbacce. Riuscii a stento a non cadere a muso in giù. Diedi una sistemata alla sontuosa gonna, sentendo addosso lo sguardo di rimprovero di mia madre, e cercai di non sorridere di me stessa e della mia capacità innata di rovinare momenti idilliaci.

Ma lo sguardo indignato non era soltanto quello di mia madre, ma altri occhi si erano focalizzati su di me, squadrando dettagliatamente ogni parte di me.

Alzai lo sguardo e due occhi azzurri mi stavano fissando. Ricambiai lo sguardo, senza alcun tipo di imbarazzo.

<<Miei cari, sembra esser passato un tempo incalcolabile!>> tuonò la voce stridula della futura suocera di mia sorella Aurora, la bellissima imperatrice Diana.

Notai come Guglielmo ed Aurora cercarono di contenere l’entusiasmo di abbracciarsi e baciarsi, non era qualcosa di assolutamente concepibile scambiare gesti così espliciti dinanzi al padre di Guglielmo.

Una moltitudine di inchini da parte dei nostri genitori e dalle nostre balie, considerate ormai alla stregua di una madre. Nonostante contraria a questi dogmi, feci un piccolo inchino anche io, perlomeno avrei evitato ammonimenti da parte di mia madre in sede privata.

<<Quest’oggi abbiamo l’onore ed il piacere di presentare il nostro figlio maggiore…>> pronunciò orgogliosa Diana.

La sua voce per me, però, divenne lontana, talmente lontana da non riuscire nemmeno ad udire il nome del suo amato figliolo.

Ci guardammo persi in una dimensione completamente distante da quella presente, fui travolta dai suoi occhi, trasportata altrove, così lontana da non ricordare l’anno ricorrente, da scordare qualsiasi altro aspetto meno rilevante rispetto ai suoi occhi, profondi e fieri, così fieri da non cedere, neanche per un istante, alla mia sincera volontà di non esser più osservata in quel modo.

Lo trovai inappropriato, di pessimo gusto… fu come essere spogliata totalmente delle proprie vesti e ritrovarsi inerme dinanzi ad un emerito sconosciuto. Mi sentii vulnerabile.

<<Posso sapere il vostro nome?>> tuonò impetuosa la sua voce, così calda e piena da farmi quasi arrossire.

<<Bea>> risposi seccamente, senza alcuna riverenza e senza preoccuparmi di pronunziare il mio nome completo. Notai il suo voltarsi ironico verso mia madre e sorride.

<<Chiedo venia, pensavo fosse vostra figlia>> ribatté insolente voltandosi verso mia madre, mentre riuscii a scorgere il disagio e l’imbarazzo di mia madre, mentre mio padre e mia sorella si gustavano la scena. <<Deduco voi siate la dama di compagnia della signorina Aurora>> continuò cercando di avere una mia reazione.

<<Esattamente>> risposi.

<<No, mio caro…>> pronunziò velocemente la madre <<è la sorella della nostra Aurora>> e mi lanciò uno sguardo sprezzante ma, al contempo, dolce. Lui sorrise, mi prese la mano e fece un accenno di inchino.

<<Mi scusi principessa>> ma il suo tono altamente ironico fu di contrasto alle sue “false” scuse. Mi limitai ad accennare anche io un inchino e non proseguire.

Che cosa accade?

  • Bea andrà via (33%)
    33
  • Bea conoscerà il suo pretendente (67%)
    67
  • Bea avrà un incontro/scontro con l'imperatore (0%)
    0
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14 Commenti

  • Ciao Samuela!
    Voto per le scuse imperiali, questa giovane è gentile ma non arretra se deve qualificare con decisione una persona. La mamma è sempre sulle spine.
    Brava, scrivi molto bene. Complimenti!
    Ciao alla prossima!
    PS hai scritto riservo, forse intendevi riserva, o riserbo? Io dico riserva.

  • Capitolo 3)

    L’avventura prosegue, e la caratterizzazione dei personaggi diviene un po’ più evidente in questo capitolo. Ben fatto!
    Ho notato che hai reso un po’ più elegante il testo, bella scelta 😉
    Ho notato forse una piccola ripetizione a livello di narrazione, circa ciò che vuol la protagonista, ma essendo un racconto in prima persona, ci può stare. Il punto di vista è quello della protagonista.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/zRsNKrLgT1c

    Alla prossima!

  • Ciao Samuela, ma che non lo sa l’imperatore che i cavalli hanno spesso nomi molto più curiosi di tulipano?
    Si scuserà certamente.?
    La nobiltà a volte è propria strana!
    Buona serata!??

  • Ciao, scusa m’ero perso.il secondo episodio.
    Pare che a quei tempi certa nobiltà pensasse solo a combinare matrimoni (e patrimoni). Vediamo se la giovane Bea riuscirà a smarcarsi. Un candidato alternativo già lo vedo.?
    Il consiglio di oggi è non esagerare con gli aggettivi, la roba troppo condita per qualcuno può essere indigesta. Brava! ciao.??

  • Capitolo 2)

    Donne dei nostri tempi, intrappolate nel passato. Più o meno, dai!

    Mi è piaciuto il carattere della nostra protagonista, così come le boriose vicissitudini che la costringono nel ruolo nobiliare.
    Qualche piccola imprecisione, ma niente di terribile. Era da lo scorso episodio che volevo darti un consiglio, poi mi sono dimenticato. Su qualsiasi programma di scrittura, puoi sostituire le attuali freccette con quelle canoniche in uso nei romanzi, semplicemente andando su “trova” – inserisci le attuali virgolette – e nel campo “sostituisci” fai click con il tasto destro, caratteri speciali, e vedrai spuntare la virgolette classiche presenti in ogni libro. Non è un errore, ma puoi aiutarti a dare al capitolo più eleganza, oltre a farti risparmiare qualche carattere!

    Spero di esserti stato utile in qualche modo 🙂

    Continua così!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/x3Yxqd2_jaY
    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    L’idea alla base sembra particolare e mi ha incuriosito, tuttavia devo farti notare una carenza a livello di revisione. Il testo presenta parecchie ripetizioni, e in qualche punto la narrazione si presenta poco chiara, specie sulla parte finale. Consigli sempre di far riposare il testo un giorno, prima di revisionarlo e pubblicarlo, in modo da poterlo analizzare a mente fredda. Non avere fretta di pubblicare! 😉
    Se può esserti utile, prova a leggere sempre a voce alta, seguendo le pause e non.

    La storia non può che migliorare, in futuro. Continua così! 😉

    A proposito, se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autrici/autori. Se vorrai, continuerò anche con i prossimi capitoli. Lo trovi qui:
    https://youtu.be/pg-dC1LJcn0

    Alla prossima!

    • Ti ringrazio per il tuo commento e soprattutto per i tuoi consigli. Sto già revisionando la prossima parte, questa volta con più calma e meno fretta e, soprattutto, leggendo a voce alta, aiuta molto hai ragione.
      Ho anche visto il tuo video su yt.
      Grazie ancora e alla prossima ☺️

  • Ciao, benvenuta Samuela.
    Sottoscrivo il commento di Minollo.
    Aggiungo due cosine in po’ stonate (a parer mio.)
    “ogni parte di me’ – e “…e l’acqua invadere ogni singolo lembo del mio corpo”.
    La prima perché la immagino vestita come usava allora, quindi viso e spalle. Cosa altro c’era da guardare?
    La seconda perché “lembo” puoi accostarlo a “pelle” (pelle strappata oltretutto) e non a “corpo.”
    Buon lavoro e alla prossima! ?? ciao.

  • Ciao Samuela!
    Ben scritto e evocativo, mi ricorda Keira Knightley in “Orgoglio e pregiudizio”; insolente al punto giusto, al punto che la madre la perdona. Brava! Scelgo che conosce il pretendente.
    “Pervadeva in tutta la campagna”, secondo me “in” è di troppo; inolltre dal punto di vista grafico trovo le virgolette meno invasive delle parentesi acute. Ma è una mia semplice opinione.
    Avanti così, ciao!

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