L’Imperatore e Il Sole

Dove eravamo rimasti?

Come proseguirà? L'imperatore si prenderà gioco di Bea (33%)

Francesco

Quella sera riuscii a trovare un accordo con mia madre per la scelta dell’abito, la quale ricadde su un vestito meno sontuoso rispetto ai suoi standard, d’altronde non volevo apparire come una festosa meringa rosa che rotolava da una stanza all’altra, con l’ansia di dover inciampare nei miei stessi passi.

L’accordo era stato il seguente: “Io risulterò essere abbastanza addomesticata all’etichetta di corte, ma la scelta dell’abito sarà mia” e mia madre, pur di trascorrere una tranquilla serata, aveva ceduto a ciò.

La scelta ricadde su un abito azzurro pallido, con corsetto stringato sino a levare il fiato, arricchito da una generosa scollatura a forma di cuore lasciando le spalle scoperte, in verità la mia più grande e personale vittoria era stata la scelta della crinolina, ossia una sottogonna priva del tipico effetto “mongolfiera”, così sciocca e mastodontica da far impallidire le campane enormi della non distante chiesetta di paese. Infine, decisi di indossare pochi gioielli e scelsi di acconciare i capelli legandoli con delle forcine.

La sala era colma di fiori, peonie rosa tenue e gigli bianchi, cosi bianchi da sembrare delle nuvole e incorniciare elegantemente la stanza, a quella visione mi sentii immersa in un candore quasi angelico.

Tutti erano già presenti e conversavano con molta serenità ed era abbastanza palese la contentezza di mia madre, così palese che, anche se per pochi istanti, riuscii a comprendere quanta importanza riponesse lei in tutto ciò e quel suo essere così devota al suo ruolo all’interno della società nobiliare, al suo essere sempre così giusta in quegli abiti.

Delle volte, avrei voluto sentirmi anche io così bene o, perlomeno, giusta in quel contesto, invece erano più le volte in cui mi sentivo soffocare che altro.

«Ecco la nostra amata Beatrice» esclamò mia madre porgendomi la mano e attirandomi delicatamente a sé.

Dinanzi a me, oltre la futura famiglia di mia sorella, mi ritrovai un giovane di bell’aspetto, alto, con capelli color cioccolato e deliziosamente arricciati, perfettamente intonati al colore verde dei suoi occhi. Con fare gentile, prese la mia mano e fece un inchino.

«Piacere di fare la vostra conoscenza, principessa Beatrice» disse con voce fievole e così calma da sembrare in paradiso.

«Piacere mio, principe Francesco» risposi ricambiando l’inchino.

«Ho avuto modo di essere deliziato da vostra madre, riguardo le vostre attitudini e sono piacevolmente sorpreso di riscontare delle così generose caratteristiche in una giovane donna come voi» affermò con occhi luminosi, facendomi quasi sentire una santa e lo trovai convinto delle sue parole, il tutto senza alcun cenno di arroganza.

«Vi ringrazio, ma mi ritengo una semplice donna curiosa della vita, mia madre tende ad esagerare con i complimenti» risposi cercando di non arrossire ulteriormente.

«Se sarà vostro piacere, vorrei, col tempo, sfatare questa vostra convinzione» dichiarò lui con un dolce sorriso. Sorrisi anche io e annuii.

In quel nostro colloquiare, altri due occhi erano su di me e, senza arroganza alcuna, mi stavano scrutando come fossi qualcosa da possedere senza alcun riservo. Incontrai il suo sguardo furbo e fu come non avere più difese, mi sentii come se fossi in una bufera di neve, nuda del mio stesso nome. Deglutii nervosamente e continuai a dialogare con il principe Francesco.

«Mi permetto di dirvi che siete di una bellezza senza precedenti» mi sussurrò all’orecchio il principe Francesco e quel complimento mi fece rinsavire dallo stato di inquietudine in cui quell’arrogante di suo cugino mi aveva appena trasportata.

«Vi ringrazio» riuscii semplicemente a commentare.

Dopo qualche minuto, la cena fu servita e, astutamente, mia madre e l’imperatrice Diana avevano fatto accomodare il principe Francesco proprio accanto a me.

«So che siete amante della natura e che avete un cavallo di nome Tulipano» affermò con delicatezza il principe.

Non feci in tempo a dare una risposta che, il cugino arrogante seduto davanti a me, scoppiò in una risata pesante, quasi sputando il vino appena bevuto. Mi voltai verso di lui alquanto infastidita dal suo modo di fare e lo guardai con sdegno.

«Potrei sapere cosa c’è di così divertente?» domandai con tono autorevole, con la piena intenzione di far sembrare il tutto non una domanda ma una piena affermazione. Vidi mia mamma impallidire dall’imbarazzo mentre lui mi guardava fisso.

«Tulipano» dichiarò con fare altezzoso, toccando il bordo del calice di cristallo. «Un magnifico frisone nero dal nome Tulipano» concluse e riprese a ridere, sbeffeggiandomi dinanzi a tutti senza alcun timore.

«Non è il nostro nome o il nostro titolo nobiliare a determinarci» risposi io senza badare troppo alle conseguenze di quelle mie parole e neppure alla presenza delle nostre famiglie. «Rimane un valoroso frisone, anche col nome di un fiore, caro imperatore» terminai la frase con un tagliente sorriso, sorseggiando dell’acqua, avvertendo la mia totale mancanza di salivazione per il disagio causato da quell’arrogante.

Che cosa accade?

  • Bea andrà via (0%)
    0
  • L'imperatore si scuserà (33%)
    33
  • Francesco inviterà Bea per una passeggiata (67%)
    67
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14 Commenti

  • Ciao Samuela!
    Voto per le scuse imperiali, questa giovane è gentile ma non arretra se deve qualificare con decisione una persona. La mamma è sempre sulle spine.
    Brava, scrivi molto bene. Complimenti!
    Ciao alla prossima!
    PS hai scritto riservo, forse intendevi riserva, o riserbo? Io dico riserva.

  • Capitolo 3)

    L’avventura prosegue, e la caratterizzazione dei personaggi diviene un po’ più evidente in questo capitolo. Ben fatto!
    Ho notato che hai reso un po’ più elegante il testo, bella scelta 😉
    Ho notato forse una piccola ripetizione a livello di narrazione, circa ciò che vuol la protagonista, ma essendo un racconto in prima persona, ci può stare. Il punto di vista è quello della protagonista.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/zRsNKrLgT1c

    Alla prossima!

  • Ciao Samuela, ma che non lo sa l’imperatore che i cavalli hanno spesso nomi molto più curiosi di tulipano?
    Si scuserà certamente.?
    La nobiltà a volte è propria strana!
    Buona serata!??

  • Ciao, scusa m’ero perso.il secondo episodio.
    Pare che a quei tempi certa nobiltà pensasse solo a combinare matrimoni (e patrimoni). Vediamo se la giovane Bea riuscirà a smarcarsi. Un candidato alternativo già lo vedo.?
    Il consiglio di oggi è non esagerare con gli aggettivi, la roba troppo condita per qualcuno può essere indigesta. Brava! ciao.??

  • Capitolo 2)

    Donne dei nostri tempi, intrappolate nel passato. Più o meno, dai!

    Mi è piaciuto il carattere della nostra protagonista, così come le boriose vicissitudini che la costringono nel ruolo nobiliare.
    Qualche piccola imprecisione, ma niente di terribile. Era da lo scorso episodio che volevo darti un consiglio, poi mi sono dimenticato. Su qualsiasi programma di scrittura, puoi sostituire le attuali freccette con quelle canoniche in uso nei romanzi, semplicemente andando su “trova” – inserisci le attuali virgolette – e nel campo “sostituisci” fai click con il tasto destro, caratteri speciali, e vedrai spuntare la virgolette classiche presenti in ogni libro. Non è un errore, ma puoi aiutarti a dare al capitolo più eleganza, oltre a farti risparmiare qualche carattere!

    Spero di esserti stato utile in qualche modo 🙂

    Continua così!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/x3Yxqd2_jaY
    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    L’idea alla base sembra particolare e mi ha incuriosito, tuttavia devo farti notare una carenza a livello di revisione. Il testo presenta parecchie ripetizioni, e in qualche punto la narrazione si presenta poco chiara, specie sulla parte finale. Consigli sempre di far riposare il testo un giorno, prima di revisionarlo e pubblicarlo, in modo da poterlo analizzare a mente fredda. Non avere fretta di pubblicare! 😉
    Se può esserti utile, prova a leggere sempre a voce alta, seguendo le pause e non.

    La storia non può che migliorare, in futuro. Continua così! 😉

    A proposito, se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autrici/autori. Se vorrai, continuerò anche con i prossimi capitoli. Lo trovi qui:
    https://youtu.be/pg-dC1LJcn0

    Alla prossima!

    • Ti ringrazio per il tuo commento e soprattutto per i tuoi consigli. Sto già revisionando la prossima parte, questa volta con più calma e meno fretta e, soprattutto, leggendo a voce alta, aiuta molto hai ragione.
      Ho anche visto il tuo video su yt.
      Grazie ancora e alla prossima ☺️

  • Ciao, benvenuta Samuela.
    Sottoscrivo il commento di Minollo.
    Aggiungo due cosine in po’ stonate (a parer mio.)
    “ogni parte di me’ – e “…e l’acqua invadere ogni singolo lembo del mio corpo”.
    La prima perché la immagino vestita come usava allora, quindi viso e spalle. Cosa altro c’era da guardare?
    La seconda perché “lembo” puoi accostarlo a “pelle” (pelle strappata oltretutto) e non a “corpo.”
    Buon lavoro e alla prossima! ?? ciao.

  • Ciao Samuela!
    Ben scritto e evocativo, mi ricorda Keira Knightley in “Orgoglio e pregiudizio”; insolente al punto giusto, al punto che la madre la perdona. Brava! Scelgo che conosce il pretendente.
    “Pervadeva in tutta la campagna”, secondo me “in” è di troppo; inolltre dal punto di vista grafico trovo le virgolette meno invasive delle parentesi acute. Ma è una mia semplice opinione.
    Avanti così, ciao!

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