Se non saranno rose, andranno bene girasoli.

Dove eravamo rimasti?

Lo vogliamo: Soleggiato e rilassante. (50%)

Foto

Sollevo tra le dita la prima di una pila di fotografie mentre sono sdraiata sul divano. Sto cercando di scaldarmi i piedi che ho sempre ghiacciati immaginandoli ancora sommersi dalla sabbia scura e appiccicosa di salsedine. Raffigura me, un bikini fucsia e la bandana legata in testa da vera turista. Sono della nostra vacanza a Tenerife di qualche mese fa durante le ferie.

Nella seconda si vede lui che indica con la mano la scritta “Playa el duque” dipinta sugli scalini che portavano alla spiaggia. E’ stata l’esperienza più bella per me fino a questo momento anche se è stata la prima volta che ho preso l’aereo. Dopo 6 ore di volo infernali accompagnate da nausea e capogiri per cui ancora adesso mio padre mi prende in giro ripetendomi “ma chi può mai stare male in aereo?”, siamo atterrati in quella terra calda e soleggiata.

Siamo corsi subito in spiaggia abbandonando il maglione e la giacca invernale e sostituendoli con ciabatte e pantaloncini.

Quando mi sento sopraffatta dalle responsabilità e dai mille impegni penso a quei giorni  felici. Lui era tutto mio. Il lavoro non è riuscito a raggiungerlo fino là permettendomi di avere tutte le sue attenzioni. Mi piace ripensarci perché quei momenti mi hanno riportato ai primi tempi della nostra relazione ricordandomi quanto mi ero innamorata

Mi soffermo sulla foto che raffigura un nostro selfie con indosso i caschi e i guanti durante la motorata per le strade immerse nel bosco che portavano alla cima del vulcano. Aveva fatto guidare me la prima tratta. Eravamo partiti dalla spiaggia in cui il sole cocente e la “calima” che c’era in quei giorni ti invogliavano a stare sdraiati sul lettino tutto il giorno, per arrivare sulla cresta delle montagne con 15 gradi in meno e qualche fiocco di neve. Davvero, neve! Ne eravamo rimasti talmente estasiati da non accorgerci di essere completamenti zuppi e infreddoliti a fine corsa. Ci hanno spiegato che l’isola si compone di dodici microclimi differenti quindi è molto facile spostandosi di pochi chilometri, di osservare paesaggi totalmente opposti. Mi sento ancora adesso molto affascinata dalle stranezze di quel posto.

Arrivati in hotel avevamo subito riempito la vasca da bagno, che a differenza di quella a casa mia, sembrava una piscina e ci eravamo tuffati dentro cercando di calmare i brividi. Ero rimasta abbracciata a lui molto tempo fino a quando entrambi non eravamo tornati alla temperatura ideale. Mi aveva sciolto i capelli e mi aveva baciata intensamente mentre i vetri della doccia e lo specchio si coprivano di condensa. Ci eravamo poi preparati per la cena. Lui aveva indosso una camicia di lino con dei fiori colorati sbottonata sul petto. Pure ora mi ricordo il calore che ho sentito in quel momento dentro me.

Un giorno siamo andati a vedere i delfini con la barca nell’acqua alta e abbiamo passato ore e ore parlando, approfittando di quella sensazione di leggerezza e dell’atmosfera rilassata che ci ha accompagnati tutta la settimana.

Complice con una signora del posto una sera mi ha fatto trovare a tavola un paio di orecchini fatti con la lava nera raccolta sulle appendici del “Teide”. Li conservo al sicuro nel mio portagioie.

La spensieratezza e il sole brillante di quel luogo mi hanno lasciato nel cuore una pace incredibile, tanto che mi sono convinta a studiare lo spagnolo per trasferirmi lì qualche anno in futuro.

Guardo un’altra foto che mi ricorda una serata nella quale ci siamo persi vagando per le spiagge che si susseguivano una dietro l’altra lungo tutto il perimetro della costa. Con la cena, al villaggio, avevano abitudine di offrire a tutti una caraffona della tipica sangria che perciò non mancava mai dal nostro tavolo. Con addosso un’allegria più marcata del solito, quindi, quella sera avevamo avuto la “pazza idea” di sfidare le onde a riva come fanno i bambini correndo per non farsi prendere. Mi ero tolta le scarpe e alla sola luce del lampione che illuminava la stradina sopra di noi, saltavamo evitando di bagnarci i piedi. Avevo urtato a un certo punto un sasso mentre mi dimenavo nella mia folle ritirata verso l’asciutto ed ero finita a schiena in giù, dritta sulla sabbia.

“Ti sei fatta male?” non era riuscito a trattenere le risate.

Per risposta gli ho lanciato addosso una manciata di conchiglie trovate per terra.

“Mi sembri una sirena, così sdraiata. Sei proprio bella…”

Quella notte l’oceano ha avuto compagnia dei nostri vestiti che sono stati lanciati per tutta la spiaggia mentre ci baciavamo avidi di averci ancora e ancora un po’.  Ho ballato per lui inseguendo le note di qualche locale notturno lontano e lui mi ha fatta danzare seguendo il ritmo del suo respiro. Siamo rimasti fino all’alba, quando la luce dorata appena percettibile ha incominciato ad illuminare i nostri corpi rigati da qualche scottatura rossastra. Mi ha disegnato con la terra bagnata un cuore sul petto mentre mi ha chiesto all’orecchio :“rimaniamo per sempre così, io e te?” 

Nel prossimo episodio riaffioreranno emozioni passate, saranno accompagnate da:

  • Tristezza (20%)
    20
  • Malinconia (40%)
    40
  • Rabbia (40%)
    40
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39 Commenti

  • Capitolo 7)

    Ehi!
    Credo che gli altri autori abbiano già espresso i punti che tratto anche nel video.
    Il racconto prende spazio alle emozioni, al rapporto tra i due. Invece di calarci nel loro amore, nel vivo del rapporto, la sfilza di eventi ci porta lontano dal focus della storia.
    L’intero episodio ha del potenziale, quindi rivedilo nel tuo file 🙂 Ognuno di quei passaggi può evidenziare un lato del nostro ragazzo innamorato.
    Spero i miei consigli possano tornarti utili!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/CStP4cSgTCw

    Alla prossima!

  • Puntatina vacanziera, nel paradiso degli amanti… Tutto bene, ci riporta tutti a situazioni vissute (chi non ha pensato una volta: devo venire a vivere qui?).
    Si percepisce la gioia, la libertà, l’amore.
    Quello che mi aspettavo però era un coinvolgimento più profondo della ragazza e non un racconto della bella vacanza. Un’altra volta osa di più!
    Ci sono poi delle espressioni direi “imprecise”, che potevi giocarti meglio.
    Esempio: l’isola si compone di dodici microclimi; complice con; pure ora mi ricordo…
    Sono dettagli, lo so, ma hai il potenziale per scrivere ancora meglio, quindi il consiglio è insisti, revisiona bene perché uno stesso concetto può essere riscritto in tanti modi diversi, e non ti arrendere finché non emerge quello giusto. Sono i dettagli che fanno, a volte, la differenza!
    Voto rabbia, a caso, ovviamente. Ciao!🙋🌻

  • Capitolo 6)

    Il capitolo scende nel profondo della protagonista, nonostante in alcuni punti la narrazione potrebbe risultare un po’ confusionaria, più che altro nel finale. Ma immagino questo possa essere imputabile al problema dei caratteri. Trovo che altri ti abbiano già fatto notare la cosa 🙂
    Credo però il capitolo abbia poco mordente sul lettore, sarà forse per una questione di “lamentele” generali. Certo, non sono il target perfetto per il genere, quindi prendi le mie considerazioni con le pinze 🙂

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    Una voce femminile avrebbe decisamente reso di più la situazione!
    https://youtu.be/FOtvZ255evI

    Alla prossima!

    • Sono una lamentona quindi non potevo riuscire meglio nel rendere l’idea! Apparte gli scherzi questo episodio mi serviva per spiegare un po’ di cose diciamo “sospese” quindi riconosco non sia uno dei migliori! Valuterò una maggiore revisione per essere sicura sia tutto capibile. Intanto grazie Pintore delle letture che apprezzo molto, alla prossima 🙂

  • Bello l’episodio, sembra una cosa vera… Perché è vero che i ricorsi sono comuni e spesso sono un errore, forse non si accetta di aver sbagliato una volta, per orgoglio, e così si sbaglia di nuovo.
    Un solo piccolo appunto nel finale soprattutto dove non è chiarissimo chi dice cosa. ( e il lettore deve rileggere, e spesso non gradisce😏)
    Complimenti, ciao🙋
    Voto annebbiato…

  • Ciao Ricci Biondi!
    Il professore sicuro di sé è un classico. Questo ha qualcosa di irrisolto, beve come un matto. Ma affascina. Mi piace il corsivo del caffè; ero tentato di scegliere il 18, mi sembrava divertente, poi ho optato per lui che si sbilancia, cosa che mi aspetto. Unico appunto che avrei è sul ristorantino in centro dove non li avrebbero notati, ma tutti lo chiamano per nome. Ma ci sta che lui voglia pavoneggiarsi con una giovane bionda… uomini!
    Tutto bene l’esame di fisica ??
    Ciao alla prossima!

  • Ciao Ricci-Biondi.
    Davvero i tuoi personaggi sono incauti, prima o poi succede qualcosa.
    Buona premessa per scrivere tante cose.
    Un consiglio oggi per te ce l’avrei, lo chiamerei “operazione semplificazione”
    Ci sono molti passaggi piuttosto elaborati di una complicazione che non aggiunge, anzi sottrae interesse al racconto. Credo che forse dovresti dedicarti alla revisione con un’attenzione mirata soprattutto a questo. Sfrondare, oltretutto, permette di risparmiare caratteri e questo mi sembra un bene!
    Voto lui che esagera, del resto mi sembra probabile?
    Buon lavoro, ciao alla prossima!?

  • Ciao Ricci Biondi!
    Lo chalet fa miracoli, non credevo proprio. La storia fila, adesso vediamo questo brizzolato fascinoso che cerca il suo spazio nella storia. Glielo darei… Lo stile-confessione funziona, non capisco solo la metafora “lo insegue come il rinculo…” che invece subisce chi spara, o in questo caso parla. Va beh, è solo un piccolo particolare.
    Bene così, alla prossima ciao!

  • Capitolo 3)

    Birra e Hamburger ci stanno sempre!

    Mi è piaciuto parecchio i temi che hai voluto affrontare, anche se i discorsi della protagonista possono un po’ far storcere il naso, troppi sintomi di una relazione tossica; tutte questioni che offrono ottimi spunti di riflessione anche per il lettore. Sono incuriosito dalla nuova strada intrapresa!

    Aspetto di scoprire a cosa ci porteranno la birra e gli Hamburgers!

    Trovi il capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/TUawia8wlfQ

    Alla prossima!

  • Ciao Ricci Biondi!
    Ammazza che feeling tra i due! Direi che filano alla grande, e lei alla fine lo riconosce. Da come lo descrive è davvero un bel tipo.
    Il ritmo alto e scandito dai punti e a capo rende la narrazione a, mio avviso, scheletrica, ma è una scelta che non mi dispiace per ora. Bene! Voto per lo chalet e ti auguro una buona settimana.
    Ciao!

  • Capitolo 2)

    Devo confessarti di esserci rimasto un po’ male! Mi piaceva la scelta stilistica che avevi intrapreso, ed ero curioso di vedere in che modo avresti adeguato la storia a quella decisione narrativa. Con la prima persona ti ho visto più sciolta e decisa, il capitolo ben curato e giusto un errorino non disturba per niente il prodotto finale.
    Aspettiamo di scoprire qualcosa in più, anche se io voto per il promemoria.

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/5vsr5lRwpX4
    Alla prossima!

  • Ciao Ricci Biondi!
    Un brutto sogno lei lo definisce, che finisce in maniera minacciosa, con lui “se esce maschio“ che mi ha fatto sorridere. Lei non è pronta e dipinge il suo lui come un rapace sessuale che non la soddisfa; vediamo come prosegue allora. Racconti dando ritmo, con frequenti punti, a capo e non. Qualche errore qua e là, se rileggi ad alta voce una volta in più risolvi tutto. Bene!
    Ho scelto il professore, ciao alla prossima!

  • ciao. Complichiamo un po’ le cose con un bel professore 🙂
    Hai già fatto un bel salto, mi pare, il capitolo è molto gradevole le situazioni ben descritte, brava, brava.
    Una sola cosa non mi piace personalmente (ma tu fai come ti pare) inutile scrivere maiuscolo per dire che stai gridando, non c’è bisogno. A presto! 🙂

  • Ciao Ricci Biondi!
    Ho votato per i sogni, così vediamo il mondo onirico di questa mediocrità ?. Da come la descrivi non è così male, forse le è successo qualcosa che le impedisce di credere in sé stessa. Bella l’imprecazione nel bel mezzo delle riflessioni, e il saluto femminile. Anche io sono rimasto colpito da specchiandotici. È corretto intendiamoci, solo un po’ ostico alla lettura.
    Per il resto mi è piaciuto, seguo la tua storia.
    Buona domenica!

  • Capitolo 1)

    Mi ha colpito molto la scelta narrativa, perché offre un punto di vista abbastanza insolito. Mi hai subito incuriosito. Ovviamente, la trovo una scelta difficile, perché ogni termine deve essere calibrato con la giusta precisione, onde evitare grossolani errori di forma.
    Occorre giusto una migliore revisione per evitare qualche errorino e inutile, oltre a qualche virgola in più in alcuni punti. 🙂

    Aspetto il prossimo!

    A proposito, se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autrici/autori. Se vorrai, continuerò anche con i prossimi capitoli. Lo trovi qui:
    https://youtu.be/pg-dC1LJcn0

    Alla prossima!

  • Ops, ti ho mandato in parità le opzioni. Penso non sia grave, ci saranno altri commenti.
    Bene sei una new entry, scrittrice per diporto? Il tuo capitolo è piacevole alla lettura, chiaro e scorrevole, piccolo appunto ( ed essendo che non puoi annegare tu) a mio modesto parere potevi scriverlo meglio, evitando quel gerundio poco elegante. Ti seguo comunque, Ricci Biondi. Alla prossima.

  • Ciao, ben arrivata. Ricci biondi.
    La tua avventura inizia con un interessante capitolo in seconda persona singolare, insolito, ma almeno per un po’, sicuramente piacevole.
    Mi permetto, visto che su the incipit ci stiamo apposta, di consigliarti una maggiore attenzione a certe espressioni che, secondo me vengono dalla voglia di colorare il racconto, e che, invece, semplificato sarebbe più efficace.
    Esempio: specchiandotici/stendertici/ abbia iniziato/ti apre scrupolosamente il cancelletto permettendoti di entrare e lei di uscire./scoccare… la serratura
    Questo sono alcuni esempi, in cui potevi usare espressioni forse più convenzionali ma sicuramente più efficaci ( sempre, bada bene a parer mio).
    Mi è piaciuta l’immagine finale in cui lei annega i pensieri nella vasca, brava.
    Voto lei che s’addormenta.
    Ciaoo??

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