Sexting

Sexting

Sexting 

<Ti ho detto che adesso non mi va, dai> un ciuffo di capelli mi ricade davanti agli occhi mentre tento di divincolarmi dall’abbraccio. <Non posso avere voglia ventiquattr’ore su ventiquattro> mentre lo dico mi rendo conto di essere stata estremamente generosa con me stessa, la verità è che non ricordo nemmeno quando sia stata l’ultima volta. Marco mi afferra il polso e una nuvola di farina ci solletica le narici, bacia il palmo della mia mano prima di portarsela delicatamente alla guancia, un accenno di barba mi pizzica la pelle. <Sono mesi che non lo facciamo Ali. Ho voglia di te> la voce gli trema: ha il suono di una supplica. 

Immergo nuovamente le mani nell’impasto, premo, stendo e tiro come se fosse la mia unica ragione di vita. Per quanto cerchi di fuggire dai miei pensieri, quando lo guardo negli occhi non posso evitare la consapevolezza di essere una persona totalmente diversa da quella che ha incontrato fra i banchi di scuola. Da quando abbiamo iniziato a convivere è sceso il gelo fra noi, faccio finta di non accorgermi che la sera si chiude in bagno sempre più spesso, eppure mai una lamentela. Vorrei almeno averlo beccato a sbavare sulla scollatura di un’altra. 

È sempre stato migliore di me.

Quando si china per baciarmi  una seconda volta non ho il coraggio di negarmi, non quando la sua unica colpa è di essersi innamorato di me. Io di colpe invece ne ho diverse. Poso sul tagliere la pallida sfera di impasto che sto lavorando, mi rendo conto che aveva per me lo spessore del muro di Berlino, era l’ultimo scudo fra la mia pelle e la sua. Così, stretti l’uno all’altra, posso sentire la sua erezione premere contro la mia pancia mentre mi sussurra all’orecchio <ti amo>. Lo ripete come un mantra mentre mi bacia prima gli angoli della bocca, lentamente, poi il collo. “Ti amo” due parole che portano le mie gambe a stringersi istintivamente. io no. Una parte di me vorrebbe urlato, invece resto in silenzio e tremo mentre porta una mano sotto la mia camicetta per accarezzarmi i seni. Io amavo tutto di lui, e pensavo di conoscere la felicità finché non ho amato tutto di qualcun’altro. La mano mi scivola istintivamente al cellulare, al sicuro nella tasca dei jeans. C’è un’altra parte della mia vita in questo telefono, un’altra Alice.

<Toccami> 

Torno alla realtà, qui, fra la farina e il profumo di pane,  Marco mi chiede una dimostrazione del mio amore per lui, mi solleva sul bancone perché possa agganciare le gambe intorno ai suoi fianchi, la sua lingua cerca disperatamente la mia. <Toccami Alice> la voce è ferma, non più una richiesta ma un ordine. Porta la mia mano verso il cavallo dei suoi pantaloni, incurante delle tracce bianche che lascio lungo la traiettoria, e la guida in un movimento sempre più deciso. 

<Dammi un secondo> imbocco il corridoio che precede il bagno col passo spedito di una maratoneta, non gli lascio possibilità di replica. Mi chiudo la porta alle spalle e mi accascio per terra, lo sguardo fisso sul cellulare.

Dovrei mandare un messaggio ad Andrea?

  • Invece di scrivere ad Andrea,Alice soddisfa con Marco il suo desiderio (57%)
    57
  • Alice pensando ad Andrea si tocca nel bagno (14%)
    14
  • Alice scrive ad Andrea, avrà sentito la sua mancanza? (29%)
    29
Loading ... Loading ...
Categorie

4 Commenti

  • Ciao, lei si nega e si tocca. E scoppia un casino.?
    Ti prego elimina quei segni > < e usa "A" «B» —C– per i dialoghi. Nella scrittura la sostanza sta anche nella corretta forma! ?ciaooo.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi