the change

Dove eravamo rimasti?

cosa farà Jack nei prossimi episodi per mettersi in mostra e farsi notare? dice subito alla sua nuova classe che si candiderà a rappresentate con un entusiasmante discorso (50%)

3. per lui una birreria di Berlino, per me una minuscola classe

Era finalmente giunto la fatidica giornata, come direbbero gli Oasis, “Today is gonna be the day…”. Per me era una specie di giorno del giudizio: il primo giorno di scuola.

Suonò la sveglia e mi alzai, neanche troppo stanco perché l’orario era buono, se non per il pranzo andava tutto bene; si entrava alle 10:00 e si usciva alle 15:00, almeno per la prima settimana si facevano queste cinque orette in tranquillità.

Con il mio solito movimento dello zombie appena svegliato, raggiunsi il salone e misi su il tè; oh, una cosa importante, io non ho gusti normali in fatto di cibo, infatti da bambino era un problema: non volevo nemmeno assaggiare nuovi sapori. Ora mi ero un po’ lasciato andare e mi ero aperto a novità per il mio palato così schizzinoso, però comunque non bevevo né mangiavo il latte e i suoi derivati, praticamente nessuna verdura, niente pesce bollito o crudo, niente gelatine o roba molliccia, niente succhi di frutta, niente banane o albicocche. Sì, tutto questo per spiegare che la mattina bevo il tè e non il latte.

Comunque sia erano le 9:15 quindi erano già svegli tutti: papà era in ufficio, mamma lavorava da casa quel giorno e quel bradipo di mio fratello “studiava” per l’università, era il suo secondo anno alla facoltà di scienze politiche, come papà.

Ebbi delle conversazioni veloci su Whatsapp con Nick e Mark privatamente e poi scrissi sul nostro gruppo. “oggi è un gran giorno per noi: conoscete la missione, date il meglio, buona fortuna soldati! Tornate con il vostro zaino o sopra di esso (in realtà sarebbe lo scudo ed è un riadattamento della frase di 300, il film\graphic novel)”.

Mi vestii in fretta, presi merenda e chiavi di casa e uscii. Non avevo nessuno con cui parlare perché Nick viveva lontano e veniva con l’autobus e io a piedi, quindi non ci incrociavamo mai, se non davanti al cancello.

Ci fecero entrare dal cortile fuori e arrivammo in classe, eravamo davvero tanti, una cosa come trenta persone chiuse in una stanzina, e io ne conoscevo solo due.

“Ciao Alex” dissi alla mia vecchia compagna delle medie, non mi era mai stata troppo simpatica ma pur di avere qualcuno con cui parlare si fa di tutto. Mi sedetti vicino a Nick e aspettammo il\la professore\essa,

in tre ore incontrammo tutte donne, per la gioia di me e Nick che preferivamo uomini perché, per fatti naturali, più comprensivi, non solo con noi , in generale, e in più si arrabbiavano meno, sempre per fatti naturali (non sono maschilista solo che in ambiente scolastico credo a quanto appena detto).

Venne la ricreazione in poco tempo e ne approfittai per fare conoscenze, tanto Nick era sempre in bagno.

Ebbi un po’ di sfortuna, erano tutti con il telefono, le ragazze a postare storie di Instagram, i ragazzi a giocare a Clash Royale, in cui ero di livello basso quindi sarei stato preso in giro.

Provai ad arrivare in fondo alla classe ma trovai un gorilla di un metro e novanta seduto come un animale, con le gambe allungate e la schiena tutta piegata. Purtroppo lo avevo già visto: il braccio destro di Andrews, proprio lui, ero fottuto, primo giorno già con l’occhio nero.

A salvarmi fu un tocco che sentii sulla spalla, mi voltai, e vidi una ragazza; era carina, con i capelli castani mezzi ricci tutti spostati verso sinistra, dei belli occhi marroni chiari più dei miei; portava dei Jeans larghi, una camicia bianca molto “provocante” (ma  non pensai a quelle cose fino a diverso tempo più tardi) e una felpa nera sopra.

“Alex mi ha parlato di te: sono Ruth, sei Jack vero?”.

“In carne ed ossa, anche se più pelle e ossa”

“Strana battuta, e comunque in realtà non sei così magro, stai bene”.

“G-gr-grazie, a-a-anche tu non stai male”. Mi aveva spiazzato, battuto in una mossa, completamente distrutto.

“Grazie, non sei come mi aspettavo, di quello che mi ha detto Alex l’unica cosa che è vera è che sei un po’ timido, ci vediamo” E si sedette con altre due alcuni banchi più in là.

Dopo la ricreazione venne la professoressa di latino a farci l’ultima ora. Parlo dei rappresentanti di classe, disse che a ottobre ci sarebbero state le elezioni, i candidati dovevano essere almeno tre e solo due venivano eletti. Poi fece quella domanda, quella che segnò il corso della mia rinascita: chiese se c’erano già candidati.

Ci fu un silenzio, un momento di attesa, non parlò nessuno. Mi guardai intorno, c’era chi se ne fregava, chi era indeciso e poi c’erano due ragazze, solo due, le uniche di cui mi ricordassi; Alex e Ruth, mi guardavano e mi incitavano ad andare. Mi arrabbiai un po’ all’inizio, non mi piace quando la gente manda altri a fare le cose perché non ha voglia di farle. L’assenza di candidati sembrava un problema, poi la vidi come la soluzione, la mia occasione di mettermi in mostra, non l’averi sprecata.

La prof ci stava per rinunciare poi in mezzo al silenzio qualcuno alzò la mano e disse. “Prof, sono il numero 23 dell’appello: Owens, mi propongo come candidato”.

Come e con chi Jack si fa aiutare nella sua "campagna elettorale"?

  • Un'altra ragazza, che ha già fatto la rappresentante alle medie e che quindi potrebbe rendere il compito più facile per Jack (67%)
    67
  • Ruth, che non si candida ma con lo strano effetto che fa al protagonista lo aiuto ad essere più coraggioso (0%)
    0
  • Nick, che si candida insieme all'amico con l'obiettivo di arrivare fino in fondo insieme (33%)
    33
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12 Commenti

  • Molto carino, ho scelto la ragazza perchè forse così questo ragazzo con una specie di “demone” dentro potrebbe forse anche provare qualcosa di nuovo nei prossimi episodi, magari un’amicizia che si trasforma in amore più avanti

    • scelte interessanti e inaspettate in questi ultimi episodi, sempre tutto sotto controllo ovviamente. ad ogni modo, non sapevo che ci fossero altri lettori, benvenuti sulla barca spero che il mio racconto ti continui a piacere e ti diverta. buona lettura

  • buona pasqua con un nuovo episodio. Mi dispiace niente uova di cioccolata che, con i gusti del protagonista sarebbero state fondenti non al latte. Scusate l’ora ma non dormivo per l’inspirazione. Comunque sì, il titolo dell’ episodio è un riferimento all’inizio della carriera di Hitler. Ovviamente non voglio paragonare Jack al Fuhrer ma era per avere un titolo d’effetto e per segnare uno dei momenti che porterà allo stravolgimento della vita del protagonista ormai già iniziato. Grazie a tutti e spero che vi siate goduti casatiello e pastiera o qualunque altra cosa voi mangiate a pasqua. Buonanotte e buon rientro dalle vacanze.

  • Capitolo 2)

    Ho avvertito un po’ di “fretta” nella narrazione. Parti bene, ma verso metà comincia a esserci un po’ di confusione. I pensieri, considerato il racconto soggettivo, possono anche essere un po’ “confusi”, però a tratti pare che i pensieri non seguano affatto un percorso logico, per agganciarsi tra un discorso e l’altro. Quando ci sono sbalzi temporali, usare il termine “adesso” contribuisce a confondere il lettore. Considerato che ne parli al passato, sarebbe più consono un “al tempo”.
    Prendi esempio dai classici film con la voce narrante, quelli biografici, insomma. Aiutano in questo percorso 🙂
    Sempre apprezzate le citazioni e l’attualità del gioco.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/g3wjEqbTg08
    Alla prossima!

  • eccoci con un nuovo episodio, scusate l’attesa ma ho avuto problemi personali ultimamente. comunque adesso ho molto tempo per scrivere quindi non vi farò aspettare molto, devo ammettere che potrebbe sembrare che il racconto stia degenerando in modo irrealistico, ma vi prometto che non sarà così. buona lettura e votate in fretta per favore. grazie.

  • Carino il punto di vista da super nerd del protagonista, mi interessa vedere come va avanti.
    Però ti prego il controllo ortografico??

  • Diamine!
    Non ci ho capito nulla!
    Però il protagonista immerso nel suo mondo è così immediato che suscita simpatia. Voto per Draken e ammetto che per me uno vale l’altro, e ti incoraggio ad andare avanti così.
    Ciao Cisco alla prossima!

  • Capitolo 1)

    La storia è super infarcita di citazioni a giochi, film, anime e tutto il resto: è una cosa che adoro, e anche per la narrazione funziona. Ma devo farti un appunto sulla scelta del mancato rispetto della punteggiatura e delle regole delle maiuscole.

    La storia e le impressioni del protagonista sono sicuramente il punto forte della narrazione, devi giusto fare un po’ più di attenzione agli errorini. Prova a prendere un giorno in più prima di pubblicare, leggi a voce alta, oppure utilizza un lettore vocale per analizzare meglio il testo. Nel complesso, pare un buon primo lavoro.
    Continua così 😉

    Mi hai incuriosito… ovviamente: SACRIFICIO!

    A proposito, se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autrici/autori. Se vorrai, continuerò anche con i prossimi capitoli. Lo trovi qui:
    https://youtu.be/pg-dC1LJcn0

    Alla prossima!

    • Hai ragione, non sono molto bravo ad auto correggermi, vedrò di fare più attenzione nei prossimi capitoli. Comunque mi fa piacere che tu legga la storia su YouTube e quindi ti do l’ok (sempre che sia mai servito) per farlo anche con gli altri capitoli.

  • buonasera a tutti. non so quanti lettori avrò ma devo ammettere che è bello tornare su the incipit un po’ più maturi, la parte meno bella è rileggere le cavolate che scrivevo prima. comunque ci tengo a precisare che in realtà il genere non è rosa ma è quello che ci si avvicina di più, in realtà può essere considerato romanzo di formazione o diario, poiché maggior parte della storia e di personaggi esistono davvero, infatti a fine racconto vorrei chiedervi di indovinare che ruolo ho io all’interno della storia. grazie

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